PAVIA HA FERMATO IL BERLUSCONISMO! DEPAOLI SINDACO

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Lo vedi affaticato, con una camicia intrisa di spumante che si fa largo tra la folla di amici, ex alunni, sostenitori del pd e di altre forze politiche. In bicicletta percorre la salita che dalla strada porta in Comune. Quando i fotografi gli chiedono di tornare indietro lo fa col sorriso, non quello di mediaset, ma vero e sincero. Che qualcosa sia cambiato lo si capisce dallo stile del nuovo sindaco, che dopo aver fatto le fotografie di rito chiede: “scusate, avete ancora bisogno di me o posso parcheggiare?”.

Entra, saluta tutti. Del centrodestra già da tempo non c’è più nessuno. Sono arrivato verso le undici e mezza di sera e l’unico presente era Matteo Mognaschi che usciva dal Mezzabarba. Il passaggio di consegne. Verso mezzanotte e mezza è il turno dei “democratici”, come in un simbolico valzer di entrate e uscite: prima Brendolise, poi Porcari, poi Bosone con una impresentabile testa dipinta di blu. Arriva anche Cattaneo dopo e nella saletta del Comune cala il silenzio. Qualcuno accenna un fischio, qualcuno lo chiama “il capo dell’opposizione”. Ma sono singole voci, nulla di più. Si avvicina a Depaoli sorridendo e qualcuno si chiede cosa abbia ancora da sorridere. Si complimenta e poi lascia la scena.

Dopo le interviste di rito tutti in piazza che c’è TelePavia e il nuovo sindaco deve parlare anche lì. Lo stand è davanti ad un bar, quel bar dove cinque anni prima Cattaneo festeggiava la vittoria con Pino Neri, il boss dell’ndrangheta condannato a 18 anni per associazione mafiosa: la catarsi è completa. Ha vinto il depa, contro Cattaneo e il berlusconismo, contro cinque anni di amministrazione di un sindaco che non ha servito Pavia ma si è servito di Pavia per la sua “marcia su Roma”, per ora interrotta.

Ha vinto Depaoli che all’inizio sarebbe dovuto essere il cavallo perdente, l’agnello sacrificale di quella parte del Pd locale che vuole affrancarsi da Bosone e dai bosoniani perché non accetta più certe tattiche politiche, come gli accordi col forzista Poma per le Provinciali. Ha vinto contro alcuni membri del suo stesso partito che ieri ridevano e festeggiavano, ma che, forse, non hanno ancora fatto bene i conti con il nuovo primo cittadino, ma soprattutto con i pavesi che hanno fatto radicalmente capire che vogliono onestà e sobrietà. Tanti auguri, personalmente, a Depaoli, ricordandogli che voti come quello per le villette in Vernavola, da lui annunciato per disciplina di partito, troveranno il mio personalissimo sdegno e non esiterò ad andargli contro e a ricordargli di seguire l’obbedienza agli ordini verso i cittadini e non verso chi, credeva, di mandare un dilettante allo sbaraglio. Dilettante a chi?

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