LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI

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Dall’otto giugno, giorno del ballottaggio, volano gli stracci nella casa del centrodestra pavese.
Mentre Cattaneo passa le sue giornate in televisione a leccarsi le ferite e a rilanciare un vecchio pallino, le primarie di coalizione (ma quale coalizione?), gli ex alleati si lanciano insulti e responsabilità della sconfitta.

Osservando oggi il nuovo consiglio comunale vediamo illustri assenti come Labate (passato dalle 502 preferenze del 2009 alle 280 del 2014), Greco (80 voti in meno rispetto a cinque anni fa), Gimigliano (l’unico a salire seppur di 22 voti), Trivi (calato di 279 voti) e sopraggiunge il legittimo sospetto che l’assenza di Chiriaco dalla campagna elettorale abbia nuociuto a molti.

Lo stesso Ettore Filippi, nonostante, si dice, abbia spinto fortemente per l’elezione di Barbara Longo nelle file di Forza Italia e fosse l’ex leader di Rinnovare Pavia nelle cui file militava l’assessore Bobbio Pallavicini (recordman di preferenze, ben 575), si trova ora, dopo tanti anni, all’opposizione in consiglio comunale. Da oggi poi dovrà occuparsi, ancora, di faccende processuali dato che risulta indagato per corruzione relativamente all’inchiesta Punta Est, le case universitarie che sarebbero state vendute sul libero mercato.

Volano gli stracci anche tra Forza Italia e Lega Nord dove pare che Vittorio Pesato sia fortemente adirato con il suo collega di maggioranza al Pirellone, Angelo Ciocca. Il consigliere leghista sarebbe accusato dall’ex aennino piemontese di aver passato troppo tempo “in mare” e di non essersi impegnato, dopo le Europee, per ottenere una vittoria al Comune di Pavia. “Radio politica pavese” dice che Pesato, dopo essersi spinto per far eleggere Mitsiopoulos e Lanave, sperasse di fare ancora il “bello e il cattivo tempo” in maggioranza come nella scorsa consiliatura quando i suoi suggerimenti politici erano “molto ascoltati” da Carlo Alberto Conti, Cristiano Facciotto, Franco Martini e Francesco Irianni, ora tutti senza cadrega.

Proprio quest’ultimo è stato il “leader” (ma anche l’ideatore oppure l’idea è stata del suo precedente suggeritore?) di una lista civica denominata “Pavia città sicura” che agli occhi di molti è sembrata soltanto una lista civetta per togliere voti (esattamente 463) ai Fratelli d’Italia capitanati da un cane sciolto ma rispettabile come Marco Galandra.

Lo stesso Alessandro Cattaneo, quando parlava di una nuova squadra di governo, più giovane e meno legata ai partiti, deve aver provocato parecchi mal di pancia, specialmente in alcuni ex assessori e tra coloro che puntavano al “non cambiamento” per continuare le proprie logiche di potere locale.

Non è escluso neanche che, dopo il 25 maggio, molti esponenti del centrodestra, magari gelosi della notorietà di Cattaneo, del peso rilevante nel partito che deriva dalla fiducia che egli gode presso Berlusconi, abbiano voluto tendergli un agguato facendolo andare incontro ad una sconfitta clamorosa, quale in effetti è stata, per poi lanciare un’opa sul centrodestra pavese dei prossimi anni. I nomi? Sono quei due o tre…gli stessi che ora si stanno lanciando gli stracci fra di loro… ma questo è solo gossip politico di “Radio Politica pavese”, sicuramente erano tutti uniti e tutti lottavano per la vittoria di Cattaneo.  Sicuramente.

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