Prendi i soldi e scappa

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Asm Favori e la banda del buco in bilancio

A Pavia chiudono i cinema e va bene così, tanto è tutto un cinema. Solo tre mesi fa il neo-amministratore unico di Asm Lavori Maurizio Lazzari aveva risolutamente smentito le insistenti voci su cospicui buchi in quel bilancio («potremmo chiudere con una leggera perdita, ma non certo nell’ordine di centinaia di migliaia di euro», ha detto). Leggera perdita? Sono 490.000 euro sul 2013, e se ne lamentano altri 170.000 nella prima metà del 2014.
E, come si ricorderà, tra il 2011 e il 2013 l’allegra combriccola – Luca Filippi presidente, Maurizio Lazzari e Antonino Longo membri del Cda – si era spartita una torta di 105.000 euro tondi in peraltro illeciti premi di produzione, a fronte di un attivo di bilancio complessivo di 75.000 euro: stikazzi! prima privatizzano gli utili, poi socializzano le perdite. Fenomeni.
Che dire infine del consigliere d’amministrazione Asm Luca Filippi sorpreso nel deliberare 30.000 euro quale premio al presidente di Asm Lavori… Filippi Luca. Tre mesi dopo aver fatto bottino eccolo presentare le “dimissioni irrevocabili” (come disse quel tale, «a pensar male ci s’azzecca…»)
 e sono soldi dei contribuenti, poiché Asm lavori è una controllata al 100 per cento di Asm, a sua volta di proprietà pubblica (il Comune di Pavia ne detiene il 95,7 per cento). La Premiopoli in Asm è a motivo di due esposti in Procura, il primo di Paolo Ferloni e Giovanni Giovannetti, il secondo a firma di Walter Veltri.
Di tutto questo e anche di altro in relazione a tutto questo già si parla in Comprati e venduti di Giovannetti (Effigie 2013, pag. 72 e pagg. 136-37, 187-88 e 194-95); pagine qui di seguito riprese, così da rinfrescare la memoria a taluni.

[…] Asm. Dal 19 ottobre 2011, per due anni il Consiglio di amministrazione si è illecitamente raddoppiato gli emolumenti in forma di “rimborsi spese” mensili: una decisione che spettava all’ignara Assemblea dei soci, e non al Cda. La delibera non prevede “pezze giustificative”, ma la semplice sottoscrizione di un “report di trasferta”. Sono a parte altri benefit. Conti alla mano, in meno di due anni il presidente Giampaolo Chirichelli si è rimborsato 52.500 euro (30.000 euro il consigliere Luca Filippi). E sono denari dei contribuenti, poiché Asm è controllata al 95,7 per cento dal Comune di Pavia.
Per la precisione, il presidente leghista Giampaolo Chirichelli si «riconosce» 2.500 euro al mese, in aggiunta ai 37.170 già a sua disposizione (dati del 2012); il vice-presidente Vittorio Pesato 2.000 mensili, mentre i tre consiglieri possono confidare su 1.500 euro mensili a testa, da sommare al compenso annuale di 13.500 euro. I beneficianti/beneficiati sono Marco Bellaviti, Luca Filippi – figlio di Ettore – e Alberto Pio Artuso. Forfait di 1.500 euro mensili anche per il direttore generale Claudio Tedesi. Nello Statuto di Asm – “Poteri dell’assemblea”, art. 1 comma ‘e’ – leggiamo che l’Assemblea dei soci – e non il Cda – «determina ai sensi di legge i compensi, i rimborsi spese e le indennità di missione del Presidente, del Cda e dei Consiglieri».
Non è tutto. 17 aprile 2013: il Consiglio di amministrazione di Asm al completo (il presidente Chirichelli, il suo vice Marco Bellaviti e i consiglieri Luca Filippi, Alberto Pio Artuso e Matteo Mitsopoulos) «all’unanimità dei presenti» delibera di concedere agli amministratori della controllata Asm Lavori Luca Filippi, Maurizio Lazzari e Antonino Longo «un premio per il buon lavoro svolto nell’anno 2012» (un risicato utile netto di esercizio di 3.750,38 euro) «pari a euro 30.000 per il presidente Filippi e 10.000 per ogni amministratore»: 13 volte l’attivo di bilancio. E dire che, stando alle norme sulle società partecipate da enti locali, gli eventuali premi legati all’utile di bilancio vanno riconosciuti «in misura ragionevole e proporzionata». Poco più di un dettaglio, a fronte del consigliere d’amministrazione Asm Luca Filippi sorpreso nel deliberare 30.000 cucuzze quale premio al presidente di Asm Lavori… Filippi Luca. Dal 2011 al 2013, Asm Lavori ha registrato un attivo di bilancio complessivo per 75.000 euro, e premi per 105.000.
[…]
Sono poi emersi altri pubblici esborsi altrettanto illeciti, poiché il presidente di Asm Giampaolo Chirichelli e il direttore generale Claudio Tedesi avrebbero lucrato anche con la carta di credito aziendale. Alle diarie a forfait e ai premi di cui si è scritto dovremmo dunque sommare quest’altra indebita appropriazione, denari solo in parte restituiti all’azienda (ma non erano passati al forfait per darsi «un tetto»?). Dall’ottobre 2011 a oggi Chirichelli avrebbe usato la carta di credito Asm, scrive Walter Veltri nel suo esposto alla Procura pavese, «per un importo complessivo di euro 11.679,25 così suddiviso: anno 2011, euro 1.129,06; 2012, euro 5.458,97; 2013 euro 5.091,25». Ma – ahi ahi ahi – dal compenso forfetario risultano detratti solo 5.947,73 euro.
Quanto a Tedesi, tra l’ottobre 2011 e l’agosto 2013 avrebbe fatto uso della carta per un ammontare di 32.978,85 euro a fronte di un benefit forfetario dichiarato in “soli” 18.000 euro.
[…]
Colonizzazione e “misto”. Rimanendo al sottogoverno cittadino, Ettore Filippi ha rappresentato il sindaco nel Cda dell’ospedale San Matteo (nelle liste di Rinnovare Pavia, Filippi ha ospitato i candidati suggeriti da Neri e Chiriaco. Nelle Richieste della Dda seguite all’inchiesta Infinito, l’ex poliziotto lo si trova ben 57 volte, non esattamente tra gli investigatori); Luca Filippi – figlio di Ettore, presidente di Asm Lavori e membro del Cda di Asm – venne intercettato in temerarie conversazioni con il pregiudicato Chiriaco (nel maggio 2010 Luca Filippi assume presso Asm Lavori Francesco Rocco Del Prete, persona «nella piena disponibilità di Neri»); in Asm siede altresì Alberto Pio Artuso, membro del Cda per nomina del sindaco nonché “consulente” di Chiriaco per questioni immobiliari o abusi edilizi.
[…]
A revisore dei conti in Asm [l’allora sindaco Alessandro] Cattaneo nomina Pietro Pilello, sodale di Filippi e chiacchieratissimo commercialista di Palmi, in rapporti con il capo della “locale” milanese di ’Ndrangheta Cosimo Barranca (14 anni in primo grado per associazione mafiosa al processo con rito abbreviato) e socio in affari di Pino Neri.
[…]
Pietro Pilello è legato – secondo l’antimafia – da un «patto occulto» con Pino Neri, suo collega di Massoneria. Negli anni in cui “compare Pino” sconta la sua condanna a nove anni per narcotraffico, tra i due resiste una «compartecipazione» alle cause civili di cui si dividevano i guadagni in nero. In Asm Pavia il dottor Pilello viene chiamato il 29 giugno 2007 dal vicesindaco Filippi (centrosinistra) di cui il calabrese è commercialista. Sembra sia stato proprio lui a introdurre Filippi dal capo della ’Ndrangheta lombarda, al quale l’ex vicesindaco (passato al centrodestra) si era rivolto per chiedere voti e candidati per la sua lista Rinnovare Pavia.
Scrive Francesco Forgione: «Pietro Pilello è un uomo chiave del sistema di potere berlusconiano e di quello di Comunione e Liberazione a Milano. Di tanto in tanto, tra cose “inspiegabili” e fatti “penalmente irrilevanti” il suo nome spunta all’improvviso da intercettazioni e inchieste giudiziarie. Come quella volta, alla fine del 2007, quando Berlusconi si era messo in testa di fare cadere Prodi e aveva avviato un mercato per la compravendita dei deputati e dei senatori». Forgione accenna anche gli anni calabresi di Pilello: «fuori dalla Piana, il commercialista non lo conosceva nessuno, almeno fino ai primi mesi del 1992. In quel periodo, proprio da un’indagine sui traffici della cosca Pesce di Rosarno, i magistrati di Palmi arrivano alla massoneria e al capo della P2 Licio Gelli e cominciano a occuparsi pure di Pietro, il Venerabile della Piana. Nello stesso periodo, il 12 settembre, nel corso di un’indagine partita da Roma, si scopre che due autentici sconosciuti, Cecilia Morena e Giuseppe Cutrupi, avevano depositato 45 certificati di deposito del valore di 95 milioni l’uno, pari a 4 miliardi 275 milioni di lire, nella Banca Cooperativa di Palmi. Provengono tutti dal bottino di una rapina fatta due anni prima a Roma ai danni di un portavalori del Banco di Santo Spirito della Capitale. Chissà come avevano fatto ad arrivare a Palmi».
Fatto sta che «a far piazzare i titoli nella piccola banca della Piana era stato Pietro Pilello». E come va a finire? Va a finire che «i magistrati sequestrano il conto corrente, ma dopo quindici giorni trovano e sequestrano altri 31 miliardi degli stessi certificati nella Cassa di Risparmio di Firenze. Secondo i magistrati di Roma che indagano sul furto dei certificati, e secondo quelli di Palmi che indagano sulla Massoneria, dietro l’operazione c’è sempre Pilello, questa volta in compagnia di un imprenditore marchigiano, Arturo Maresca, e di un ex direttore generale del ministero delle Finanze, Angelo Iaselli, Iscritto alla P2 di Gelli».
Grazie a Filippi, da uno così è passata la contabilità di Asm Pavia. Del resto, per l’ex vicequestore e vicesindaco la coerenza è tutto. Già la sua carriera politica ne ha rivelato i solidi ideali: nasce socialdemocratico, trascorre l’infanzia nel Partito socialista, l’adolescenza nel Partito liberale, la maturità in Forza Italia, l’età di mezzo nella Margherita, la vecchiaia attiva nel Partito democratico, la parabola senile da attempato cespuglio Pdl e – dopo la parentesi civica di Rinnovare Pavia – forse non morirà Udc.

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Una Risposta to “Prendi i soldi e scappa”

  1. Prendi i soldi e scappa | lucella67 Says:

    […] Prendi i soldi e scappa. […]

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