Ueh, Depa, sulla casa che si fa?

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di movimentopavia.org

Le aperture sul problema sfratti sono vere o luogo per sorrisi di circostanza? Ex partito calce e martello o neo-partito pavese del manganello? Coloro che, all’indomani della vittoria elettorale vagheggiavano di improbabili Consigli comunali aperti alla cittadinanza nelle piazze pavesi, hanno impedito alla rete antisfratto di entrare in Comune schierando un manipolo di vigili, digos e carabinieri davanti all’ingresso, sostenendo che fosse impossibile entrare perché la sala consiliare era già piena. Peccato che, nel frattempo, chiunque altro potesse liberamente entrare.

Dopo l’interruzione del primo consiglio comunale dell’era Depaoli, lo scorso 26 giugno, l’assemblea per il diritto alla casa è tornata due volte a palazzo Mezzabarba per ribadire l’impellente urgenza di trovare una casa per Antonietta e la sua famiglia.
Sabato mattina si è svolto un presidio davanti al Municipio, dopo che si è constatato che l’impegno preso dal sindaco in occasione dell’incursione della rete antisfratto al primo consiglio comunale non si era ancora tradotto in una soluzione concreta. In questa occasione, pur avendo sollecitato più volte quella risposta che tardava ad arrivare, nessun membro della giunta si è reso reperibile per fornirla, e l’unico interlocutore istituzionale è stata la polizia locale, che ha cercato di identificare i manifestanti.
Tutto rimandato a lunedì 7 luglio, quando però il sindaco ha fatto sapere che non aveva soluzioni ma che Antonietta sarebbe stata convocata l’indomani dall’assessore alla casa. Un escamotage, a nostro avviso, attraverso il quale Depaoli si prefiggeva il duplice obiettivo: lavarsene le mani, senza assumere sulle sue spalle la responsabilità di un gesto politico coraggioso; garantire il regolare svolgimento del secondo consiglio comunale che si sarebbe tenuto quella sera stessa, evitando possibili fastidiose irruzioni come quella della seduta precedente.
Se non fosse che l’assemblea per il diritto alla casa, unitariamente, decideva di non accontentarsi dell’appuntamento dell’indomani ma di incalzare gli esponenti PD andandoli a stanare dentro il palazzo. Coloro che, all’indomani della vittoria elettorale vagheggiavano di improbabili consigli comunali aperti alla cittadinanza nelle piazze pavesi, hanno impedito alla rete antisfratto di entrare in comune schierando un manipolo di vigili, digos e carabinieri davanti all’ingresso, sostenendo che fosse impossibile entrare perché la sala consiliare era già piena. Peccato che, nel frattempo, chiunque altro potesse liberamente entrare.
Dentro al palazzo nel quale si è asserragliata, la democratica giunta pavese ha rivelato la sua vera natura: nel momento in cui i militanti hanno cercato di entrare a spinta, sono stati bloccati dalle zelanti forze dell’ordine. È dunque iniziata la contestazione, che attraverso il megafono ha cercato di far arrivare fino alle segrete stanze la voce della protesta. Incalzato dall’opposizione consiliare, il sindaco ha dovuto sospendere anche la seconda seduta del consiglio e consentire alla rete antisfratto l’accesso alla sala. Qui, attraverso uno striscione, si recapitava all’assessore alla casa Canale un messaggio chiaro: “cambiamo Canale: casa subito!”
Come inizio per Depaoli non c’è male: annaspare nel mare dell’emergenza abitativa contrapponendo misure repressive a chi rivendica diritti fondamentali. Domani a mezzogiorno Antonietta ne saprà di più, parola di assessore.

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