Abbracci mortali

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“La doppia moralità del centrodestra pavese”

di Marco Bonacossa

Dalla vittoria di Depaoli e del Partito democratico alle scorse elezioni comunali si è scatenato sul neosindaco, sulla giunta e sulla maggioranza quel fenomeno mediatico-politico che l’ex sindaco, ex formattatore, ex pupillo di Berlusconi, Alessandro Cattaneo chiamò, a suo tempo, rovesciamento di “vomitevoli accuse”. Egli commentò così le parole di Giovanni Giovannetti che dal suo blog descriveva, carte processuali alla mano, le sue pericolose e molteplici frequentazioni con il reggente lombardo dell’ndrangheta Pino Neri, condanna confermata in appello a 18 anni di carcere per associazione mafiosa, prima delle elezioni del 2009 e le parole del candidato sindaco di Insieme per Pavia Walter Veltri. Il centrodestra parla di “doppia moralità della sinistra” e, lungi da me voler difendere chicchessia, ma questa giunta, perlomeno ora e perlomeno nella figura del sindaco, non è la sinistra palazzinara e affaristica della giunta Capitelli, per fare un nome, e nessuno di loro ha mai stretto rapporti elettorali con mafiosi e amici degli amici. Più volte il sindaco ha preso le distanze da quel periodo storico e più volte ha detto di voler cambiare rispetto al passato. Aspettiamo di vedere il suo lavoro. Il centrodestra che, forse complice qualche scheletro nell’armadio, chiedeva una campagna elettorale dai toni pacati e moderati, ha tirato fuori le unghie una volta trovatosi all’opposizione. Parenti, amici, cani e gatti degli esponenti del centrosinistra pavese, secondo il centrodestra cittadino, odorano di “vecchia politica”, di cose “che si sapevano sarebbe andata a finire così” e altri slogan vecchi e stantii.

La parentela non è un problema se vi sono le competenze e soprattutto non vi è conflitto d’interessi. In caso contrario il politico di turno se ne deve andare, senza se e ma. Ma la critica preventiva non è accettabile, così come non è accettabile che la “ramanzina” giunga da chi non ha mai chiesto scusa per quelle frequentazioni e non ne ha mai preso le distanze, da chi ha voluto fortemente che un tal Ettore Filippi entrasse in Forza Italia e che non ha mai sconfessato, anche con un solo atto simbolico, i voti (e sono stati tanti, ma tanti) che Carlo Chiriaco, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha portato in tutti questi anni, da chi ha lasciato ASM Lavori con centinaia di migliaia di euro, di chi si è accorto delle slot soltanto nei mesi precedenti alle elezioni e di chi non ha mosso un dito, se non per chiamare la polizia locale per far sgomberare le famiglie, per risolvere  il problema sfratti.
La ciliegina sulla torta poi è che le polemiche del centrodestra non giungono da una volontà di riscatto legalitario ma dal principio non detto, e tutto da dimostrare, che dice: “facciamo tutti allo stesso modo, quindi vedete di non ergervi troppo a paladini dell’onestà”. Evviva gli “abbracci mortali” di chi non ha avuto e non ha paura di dire la verità.

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