Attila era una mammoletta

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Pgt: edificabili anche parte dei giardini del Castello Visconteo
di Enrico Sacchi*

Il Piano di governo del territorio (Pgt) dell’ex sindaco Alessandro Cattaneo non cessa mai di stupire per la monotona grettezza con cui affronta i temi urbanistici, per l’assenza di attenzione verso gli aspetti peculiari dei singoli ambiti cittadini e per la triste ripetitività delle soluzioni proposte, orientate, sempre e comunque, a creare nuove possibilità di edificazione.
Un esempio, fulgido, è senz’altro la Scheda attuativa, allegata al Piano delle Regole, che disciplina l’edificazione dell’area militare dimessa denominata “Magazzini di Porta Milano e XI Febbraio”. Si tratta di un’area, con accesso da viale XI Febbraio, delimitata sul lato ovest dalla parte absidale della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro e dall’ex Convento dei Lateranensi, oggi Caserma dei Carabinieri.
La particolare importanza di quest’area, posta tra il Castello Visconteo con i suoi giardini pubblici e S. Pietro in Ciel d’Oro, era già stata evidenziata dal Concorso per il Piano regolatore generale del 1932-33. Lo stesso arch. Morandotti – non certo di mano leggera nei confronti della città storica – avverte la delicatezza del tema e, a suo modo, lo risolve con l’apertura di una nuova strada che corre rettilinea a fianco della Basilica fino alla piazza prospiciente la facciata e con la proposta di «aprire dietro l’abside una raccolta piazzetta», ovviamente contornata da nuovi edifici. Più interessante, per l’attenzione ambientale e per l’attualità degli spunti offerti, è la soluzione indicata dal progetto “Papia Mirabilis”, secondo classificato. Il progettista deplora quanto si è lasciato costruire in prossimità della Basilica («i più insipidi edifici, i più sconvenienti capannoni, i casermoni») evidenziando che alcuni interventi realizzati «recentemente» avevano compromesso la prospettiva della Basilica dal Castello. Il riferimento è evidentemente agli edifici d’abitazione costruiti nel 1928-30 da INCIS e IACP lungo il fronte di viale XI Febbraio, i cui caratteri architettonici, oltretutto, non potevano certo essere apprezzati negli anni dell’affermazione piena del Razionalismo. Per «rendere attorno a S. Pietro quella zona di pace e di serenità che si sarebbe meritata», il progetto propone la demolizione dei capannoni militari, la formazione di una strada curvilinea alberata che evidenzi l’abside della Basilica e «una sistemazione giardiniera tra piccoli lotti a ville». È evidente, nonostante la possibilità di costruire le ville (ma non bisogna dimenticare che si era nel 1932) l’idea di base: proteggere la Basilica con una zona verde intesa come espansione dei giardini del Castello e ottenere così una connessione tra i due monumenti.
Negli anni successivi e fino ai giorni nostri, l’area venne dimenticata dagli strumenti urbanistici e non poteva essere diversamente stante l’uso militare.
Con decreto 12 marzo 1958, la Soprintendenza sottopone l’area a vincolo indiretto che recita: «È fatto divieto di eseguire opere che possano danneggiare la luce o la prospettiva o comunque possano alterare le condizioni di ambiente e di decoro del monumento indicato in principio» cioè S. Pietro in Ciel d’Oro.
Il 20 marzo 1999 la Soprintendenza interviene nuovamente con l’applicazione di un vincolo diretto su tutti gli edifici presenti elencando diligentemente i mappali che li contraddistinguono.
Questi vincoli – indiretto sull’area e diretto sui fabbricati – confermano la particolare valenza storica e ambientale già intuita ed evidenziata dal Concorso del 1932 e impongono ad ogni intervento una finalità di tutela e di salvaguardia.
La Scheda attuativa del Pgt vigente affronta il tema considerando gli argomenti sopra evidenziati alla stregua di una sinecura. Dopo aver menzionato il solo vincolo diretto del 1999, evidenziando peraltro come vincolati solo due capannoni, assegna all’area un indice di utilizzazione fondiaria If di 0,4 mq/mq (superficie dell’area mq. 12.600 x 0,4 mq/mq = mq. 5.040 Slp realizzabile) e ai nuovi edifici un’altezza di 4 piani. Ma, essendo il cemento la musa ispiratrice di questo Pgt, l’estensore del Piano rende edificabile anche parte dei giardini pubblici del Castello Visconteo (sì, avete letto bene) e, non ritenendo opportuno, bontà sua, costruire in loco, trasferisce nel comparto di viale XI Febbraio la Slp (superficie lorda di pavimento) frutto di questo gioco di prestigio. Si tratta, uno più uno meno, di altri 3.000 mq. di SLP realizzabile. È evidente che, in questo marasma edificatorio, ben poco rilievo viene ad assumere la raccomandazione «di riqualificazione e rifunzionalizzazione dei fabbricati di valore architettonico» e di garantire «un passaggio di collegamento ciclo pedonale tra l’area del Castello, l’abside di S. Pietro in Ciel d’Oro e con via Sauro».
Dopo questa analisi, ritengo che ogni lettore, anche superficialmente attento alle sorti della nostra città, possa convenire sulla necessità di conferire al cestino questa Scheda attuativa, possibilmente accompagnata da tutto il PGT, e sostituirla con nuove indicazioni rispettose delle specifiche caratteristiche dell’area e indirizzate ad una effettiva riqualificazione di questo importante ambito cittadino. Penso che la nuova Amministrazione comunale, ricorrendo al d.lgs. 85/2010 che permette il trasferimento a titolo gratuito di beni demaniali agli enti locali e che, già in vigore durante la stesura del Pgt, è stato colpevolmente ignorato, debba entrare in possesso dell’area e assegnare alla stessa la destinazione a verde pubblico. Verrebbe così creata una connessione di alto valore ambientale tra il Castello e la Basilica di S. Pietro in Ciel d’Oro. Gli edifici militari presenti dovrebbero, in sintonia con la Soprintendenza, essere sottoposti ad attenta valutazione per definire l’effettivo valore storico e architettonico di ognuno di essi: dalle foto, infatti, non tutti sembrano degni di un vincolo posto probabilmente per motivi prudenziali determinati dall’impossibilità di procedere ai necessari controlli in una proprietà militare e nel contempo dalla necessità di meglio tutelare la Basilica. In effetti, vista la Scheda del Pgt vigente, il vincolo è stato lungimirante. Certamente degno di nota è il capannone con tetto a basilica che, dopo accurato restauro, potrebbe essere destinato ad Archivio del Tribunale, la cui sede sembra oggi assai problematica.

architetto

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