Dario Maestri e i suoi pennivendoli

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Intercettazioni. Parte seconda
La pubblicità è il prezzo delle infamità

di Giovanni Giovannetti

«Sono Dario Maestri, ho più di 70 anni e sono un imprenditore pavese che opera nel campo dell’edilizia dal 1960 […] Ho sempre svolto la mia attività alla luce del sole, l’ho fatto anche questa volta quando ho avviato i lavori per la costruzione di Punta Est».
Ricordate? Il passo è ripreso dall’auto-assolutoria pagina a pagamento del 29 novembre 2011 sulla Concessione edilizia di via Vallone. Ora sappiamo che Maestri l’affidò alla penna di Massimo Massara, giornalista e leghista, addetto stampa dell’eurodeputato Angelo Ciocca (Lega Nord, uno dei presunti “potenti” più vicini al lottizzatore abusivo), qui in veste di lacché di corte o di cortile del Maestri.
Non pago, il Massara si presterà a infamare conto terzi l’ex sindaco di Pavia Elio Veltri (negli anni Settanta Veltri aveva impedito la speculazione “Patrizia”, una città satellite per 10mila sciùri alle porte di Pavia). Veltri è fratello di Walter, oggi nel mirino di Maestri, al quale la notte del 15 dicembre 2012 “ignoti” hanno bruciato l’auto (Maestri: «Veltri mi attacca tutti i giorni» «…quei tre stronzi! …Paolo Ferloni, Giovannetti e Veltri…»). Come si legge nelle intercettazioni, l’attacco a Veltri dal free press “il Settimanale Pavese” viene compensato con pagine pubblicitarie della Cortazza, società di Maestri, allo stesso giornale.
Giovedì 7 febbraio 2013 l’imprenditore edile pavese viene arrestato. Manette anche al professor Angelo Bugatti, già direttore del Dipartimento di Ingegneria edile presso l’Università di Pavia. Temporanea interdizione dai pubblici uffici per l’ex dirigente comunale Urbanistica e Territorio Angelo Moro. 120.000 euro complessivi sarebbero stati elargiti dall’imprenditore al professore, con Bugatti che sottoscrive un atto d’obbligo – spacciato per convenzione con l’Università – là dove le residenze invece che affittate a studenti erano state poste in vendita sul libero mercato (fra l’altro, anche sfacciatamente reclamizzate). I reati contestati a Bugatti e Maestri vanno dalla corruzione al falso materiale alla truffa. é l’epilogo di una articolata indagine della procura pavese, condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, che per Pavia rappresenta una scioccante svolta culturale paragonabile solo a quella provocata dagli arresti per mafia di Carlo Chiriaco, di Pino Neri e Francesco Bertucca il 13 luglio 2010.
Poco dopo la conferenza stampa di Insieme per Pavia su Punta Est (nel corso della quale viene resa nota la consegna delle carte in Procura, due settimane prima) esce la pagina-inserzione “di Maestri” sul quotidiano locale. Lo stesso giorno il lottizzatore abusivo telefona ad Angelo Ciocca. L’allora consigliere regionale si complimenta e solidarizza. Parlano anche della iniziativa di Insieme per Pavia nella sede al n. 8 di via Ferrini. In alcune intercettazioni si sente Maestri dire «…c’è una conferenza stampa, io mando l’impresario edile [Ciro Manna nda] quelli che fanno gli intonaci, quelli che fanno i serramenti […] Eh, sì, volete la guerra? […] mando questo qui che è napoletano» (intercettazione del 28 dicembre 2011, ore 10.01). E ancora: «stamattina alle undici e trenta quei tre stronzi! …Paolo Ferloni, Giovannetti e Veltri fanno una conferenza stampa! …adesso io sto cercando disperatamente dove la fanno …perché mando …tutti i miei impresari con tutti i muratori» (intercettazione del 28 dicembre 2011) raccattati in più cantieri ma spacciati per lavoratori di Punta Est, che rischiano di perdere il lavoro. Insomma, una sceneggiata.
Il 16 febbraio 2012, nottetempo, i “soliti ignoti” distruggeranno a picconate le vetrate di via Ferrini.

Dario Maestri chiama Angelo Ciocca
(intercettazione del 29 dicembre 2011, ore 11.45)

Dario Maestri – Pronto…
Angelo Ciocca – Buon giorno
Maestri – Ciao… ciao… hai letto? cosa dici?
Ciocca – Ho letto… eh… devo farti i complimenti e ho incontrato tre o quattro persone stamattina…
Maestri – Mi hanno …anch’io… mi hanno già chiamato in venti a me… quindici…
Ciocca – lo ti dico… ho incontrato gente che non ti conosce… quindi… che… addirittura mi hanno detto… io non so chi è questo Maestri ma c’ha ragione…
Maestri – Eh… poi un’altra cosa… e li è stata un gran… io ho messo giù il menabo… ma… ma… il Massimo [Massara nda] è stato grandioso eh? i dieci punti… eh? fa… è bellissimo eh.? poi il colpo maestrale è che siamo andati in venti con i muratori li eh? quelli là non sapevano… poi se hai tempo vengo li un giorno a raccontarti perché è una scenata… quelli la non sapevano più… avevano noleggiato un locale di tre per tre e non sapevano più dove muoversi… perché il muratore… è… si sono seduti li vicino all’impresario ha detto “lei chi è.? “…no di chi è… alt… a che giornale appartiene? …fa… “io sono l’impresario di… ohh!”…è successo una bagarre… che tutti i giornalisti hanno fatto le foto sono andati… è stato una cosa… buona.! o meno spero!
Ciocca – No… no… ma sicuramente… guarda quando si protesta con… con… correttezza poi alla fine paga…
Maestri – Bene…
Ciocca – Eh… quindi… tutto a posto il resto? …si?
Maestri – Eh… si… si.. io qui…
Ciocca – È stato… hai fatto bene..è uscita..è uscita bene..è uscita chiara..
Maestri – È uscita chiara… ma li è merito perché io l’avevo messo su un pò confusa… li è proprio merito del Massimo… era un giornalista… i dieci punti.! …per dire… e poi l’ultimo che avevo detto… lui me l’ha censurato un pò… dico che Punta Est sarà un fiore aIl’occhiello… mentre questi quattro barboni sono dei quaquaraqua… mi go mis “quaquaraqua” [ndr io ho messo quaquaraqua] …ma è giusto che dica…(ride)… eh… va bene Angelo…
Ciocca – Dai ci vediamo a breve… io sono…
Maestri – Eh… tu vai via? …sei a casa?
Ciocca – No, sono in bottega… sono in bottega..
Maestri – Eh, allora un giorno mi chiami… io non vado via anch’io perché… mi hanno…
Ciocca – Quando vuoi… quando vuoi…mi chia… dì… dimmi…
Maestri – Ma… magari… che…. domani o dopo ti do un colpo di telefono e andiamo a bere un caffè… parliamo un po’ eh?
Ciocca – Va benissimo!
Maestri – Va bene… grazie…
Ciocca – Ciao
Maestri – Ciao… ciao.

Poco meno di un mese dopo il direttore del “Settimanale Pavese” Antonio Azzolini telefona a Dario Maestri. Maestri: «Ti chiamerà… o devi chiamare Massimo Massara! Che lui ha già pronto un articolo… molto pesante! che però o lo firma lui o la facciamo… o lo firmo io… lo facciamo passare come intervista…» Azzolini: «Va bene». Maestri: «…ti facciamo la pubblicità su… in fondo a pagina e poi fai questa intervista… chiamalo a Massara che ti aspetta!» Azzolini: «Lo chiamo stamattina… subito!» Maestri: «Eh… mi fai questa qui poi ci vediamo noi». L’attacco sulla speculazione “Patrizia” a Elio Veltri, su mandato di un lottizzatore abusivo, uscirà a firma di Massara. Che schifo!

Maestri e Antonio Azzolini
(intercettazione del 23 gennaio 2012, ore 10.16)

Antonio Azzolini – Pronto…
Dario Maestri – Azzolini!
Azzolini – Eh!
Maestri – Sono Maestri!
Azzolini – Ciao carissimo… come va?
Maestri – Sei… grande e vecchio… anche tu come me?
Azzolini – Non ho capito!
Maestri – No… sei grande e vecchio non sei lo Junior?
Azzolini – Sono grande e vecchio! sono rincoglionito!
Maestri – Bene… eh… fa niente… eh… rincoglio… facciamo morire tutti! tu hai seguito in questi giorni… che attacco vergognoso mi hanno fatto?
Azzolini – Si…lo so!
Maestri – Ecco… allora io volevo parlare… avevo parlato con tuo figlio…
Azzolini – Si
Maestri – Perché noi abbiamo iniziato un cantiere nuovo…
Azzolini – Si
Maestri – Però ci sono delle persone che ci danno dei prezzi che voi dovete anche voi mettermi a posto…
Azzolini – Si
Maestri – Va beh… ne parliamo a parte io e te… magari… tuo figlio…
Azzolini – Ti devo venire a trovare…
Maestri – Ecco… una… io adesso… ah…
Azzolini – No… verso le sei e mezza… se sei libero… per parlare oh…
Maestri – A che ora… a che ora?
Azzolini – Alle sei e mezza… non so io…
Maestri – No io… ho una sciatica che sono distrutto a casa…
Azzolini – Eh… ma vengo a casa…
Maestri – Ascolta!
Azzolini – Non c’è problema…
Maestri – No ti spie… eh… ma sono… non ho il cervello che funziona! comunque ascolta una cosa…
Azzolini – Eh…
Maestri – Ti chiamerà… o devi chiamare Massimo Massara!
Azzolini – Si
Maestri – Che lui ha già pronto un articolo… molto pesante! che però o lo firma lui o la facciamo… o lo firmo io… lo facciamo passare come intervista…
Azzolini – Va bene
Maestri – Pesante ma… è la verità eh? …attenzione! eh? perché anche tu sei uno che giochi… giochi pia… dandogli dei pugni… sulla faccia… ti facciamo la pubblicità su… in fondo a pagina e poi fai questa intervista… chiamalo a Massara che ti aspetta!
Azzolini – Lo chiamo stamattina… subito!
Maestri – Eh… mi fai questa qui poi ci vediamo noi… magari lasciami ancora un giorno di riposo dai!
Azzolini – Va bene
Maestri – Che ho il cervello che non funziona! leggi “il Lunedi” …che cosa ha scritto questo delinquente qui! [Giovannetti, nda]
Azzolini – Ma cos’è… perché, leggi “il Lunedi”?
Maestri – Ma no! legi nò il lunedì… am dispias a dag un eur! però bisogn che la pii… [ndr. non leggo “il Lunedi”, mi dispiace a dargli un euro, però bisogna che lo prendo]
Azzolini – Ah! quel cà scriva Giovannetti? [ndr quello che scrive Giovannetti]
Maestri – Si… si… però questo Giovannetti qui… eh! tu ridi! però tira fuori… mia me… tira fuori mia moglie! tira fuori mia figlia…
Azzolini – Poi ne parliamo… poi ne parliamo
Maestri – Eh?
Azzolini – Ciao
Maestri – Ciao… ciao… chiamalo, eh?
Azzolini – Ciao ne parliamo…
Maestri – Chiama Massimo! eh?
Azzolini – Si… si… si…
Maestri – Grazie… ciao… ciao…

(2. Continua)
Leggi anche
[ » Parte prima Filippi, Maestri, Manna e l’apprendista spione]

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