Cattaneo e il narcotrafficante. E quattro…

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di Giovanni Giovannetti

L’ex assessore ai Lavori pubblici Luigi Greco era da molti considerato eminenza grigia e guru politico dell’imberbe (ex) sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, ed è già tutto dire. Nelle carte dell’indagine Crimine-Infinito, Greco lo ritroviamo anche tra i clienti del valentissimo avvocato tributarista Pino Neri – narcotrafficante e figura apicale della ‘Ndrangheta lombarda – al quale il futuro assessore parrebbe serbare non poca riconoscenza per averla spuntata, grazie a lui, in un arduo contenzioso di Commissione tributaria (lo riferisce il Neri a Carlo Chiriaco, in una intercettazione: ma il narcotributarista, all’epoca, non era agli arresti domiciliari?)
Da privato cittadino, a quanto pare Alessandro Cattaneo non ha mai avuto occasione o motivo di incontrare mafiosi amici dei suoi amici, bianchi o neri che fossero. Ma da candidato sindaco le cose hanno assunto ben altra piega, ovviamente “a sua insaputa”. Difatti nessuno tra gli amici (da Greco a Labate, dall’ex vicequestore Filippi a Del Prete) a lui aveva detto che l’amico (degli amici) da cui andava ospite per una elegante cena elettorale era un pregiudicato affiliato alla ‘Ndrangheta, reduce da una condanna definitiva a nove anni, «privato dell’elettorato attivo e passivo in virtù della pena accessoria perpetua».
Figurarsi il suo turbamento nell’apprendere la caratura criminale di quel commensale, tale da indurlo a dimenticare tutto.
La memoria gli era poi tornata il 5 luglio 2012, ma solo in parte: nell’aula-bunker milanese del processo Crimine-Infinito, l’imberbe ammetterà «uno o forse due incontri…» …tornata solo in parte, poiché non serba ricordo della sera dopo la vittoria elettorale, quando il narcotrafficante presenzia al selezionatissimo improvvisato brindisi al “Rebound”, piazza della Vittoria, in onore del dimentico neosindaco (lo si può leggere nelle carte processuali: Verbale udienza del 5 luglio, pp. 71-72). Oppure – e fanno quattro volte in un mese! – all’inaugurazione del ristorante pavese La Cueva il 19 giugno 2009. Neri in una intercettazione: «Ieri alla inaugurazione c’erano tutti lì, c’era Abelli, c’era Cattaneo, c’era Greco, che il ristorante è di Carlo [Chiriaco], di Greco sì, sì, Labate, pure Labate c’era» (Verbale udienza del 15 maggio 2012, pp. 146-47).
Quattro mesi dopo aver brindato insieme a Cattaneo – eletto “a sua insaputa” con i voti della mafia – il 31 ottobre 2009  il capo reggente della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri innalzerà di nuovo alto il suo calice al Circolo “Falcone e Borsellino” di Paderno Dugnano, al conclave di mafia che benedice Pasquale Zappia quale capo della “Lombardia”, festeggiando cameratescamente la ritrovata concordia tra le Locali padane di ‘Ndrangheta e la terra madre, dopo l’omicidio di Carmelo Novella.

post scriptum. A proposito del La Cueva: il 24 giugno 2009, Neri e il suo braccio politico Antonio Dieni «si recano al locale La Cueva, di cui è socio occulto Chiriaco, e si incontrano con Chiriaco e Valdes, il sindaco di Borgarello». Lo ha detto il pm Alessandra Dolci nella sua Requisitoria al processo Crimine-Infinito. Giovanni Valdes, tu quoque?

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Una Risposta to “Cattaneo e il narcotrafficante. E quattro…”

  1. “Chiriaco portava i voti della mafia” | direfarebaciare Says:

    […] luogo di sconfinamenti « Cattaneo e il narcotrafficante. E quattro… […]

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