Bobbio e Bellaviti, ma andate a lavorare!

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A centrodestra pare non venir colta la differenza che passa fra gli opposti sguardi politici (entrambi legittimi) e la deroga alle norme civili e penali, fino al limite estremo del peculato, dell’abuso d’ufficio, della concussione, della corruzione. Sembrano altresì ignorare che è finita l’era della concertazione affaristica tra secreterie “politiche” (ovvero tra privati d’ogni colore lì a spartirsi la torta) nonché l’era dei Piani di governo del territorio scritti a tutta betoniera con la penna dei Bugatti (arrestato per corruzione), dei Maestri (arrestato per corruzione) e dei Calvi (indagato e prossimo al rinvio a giudizio). Finita anche l’era dei dirigenti assunti e pagati in misura proporzionale alla loro flessibilità nel legittimare ruberie (e per assorbire ogni responsabilità, in vece della politica se poi interviene la Procura) e l’era degli assessori all’Urbanistica “garanti” del mercimonio.
Huston, c’è un problema: il sistema Paese non può più permettersi ladrocìni e affarismo, mafie e corruttele (la sola corruzione ci costa 60 miliardi l’anno), ma non ditelo ai Bobbio Pallavicini e ai Marco Bellaviti. Non dite loro che, anche a centrodestra, dopo la lunga notte della tangenzialità, tocca alfine ridestarsi provando a far politica. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: un mare di…
Il nuovo sindaco Depaoli e il nuovo assessore all’Urbanistica Gualaldi sono persone differenti da loro: al momento, è la differenza che passa tra i nostalgici di un centro di potere fine a se stesso e chi invece, sia pure in ritardo, prova a configurare un progetto di città. 
(G. G.)

Bobbio e Bellaviti «Il sindaco delega decisioni sue» (“La Provincia Pavese”, 31 ottobre 2014)

Le dichiarazioni del sindaco Depaoli fanno insorgere il capogruppo di Forza Italia, Antonio Bobbio Pallavicini: «È scandaloso che il sindaco dichiari di rinunciare a costituirsi davanti al Tar. Se il Pgt non gli piace, ha tutti gli strumenti per modificarlo. Ma delegare l’urbanistica a blogger, avvocati ed ex consiglieri sonoramente bocciati alle elezioni, significa delegittimare l’assessore. Riguardo all’ex palestra di via Porta, se Depaoli ha tre milioni di euro da investire resti a destinazione sportiva». Estremamente critiche anche le dichiarazioni di Marco Bellaviti, ex assessore all’urbanistica nella giunta Cattaneo: «Mi sembra che con l’appoggio di Legambiente e Giovannetti, anche a Pavia il Pd sia diviso tra la piazza e la Leopolda. Noi abbiamo cercato di portare avanti temi cari a Renzi: una risposta certa in tempi brevi e l’assunzione di responsabilità di quanto si è fatto. Con una serie di atti quotidiani, mi sembra che sia in atto la restaurazione di quello che io chiamo il “sistema Brendolise”».

Pgt in discussione di Fabrizio Merli

Niente costruzioni nelle zone che potrebbero essere allagate dal Ticino, né nei cortili dei palazzi antichi e nessun parcheggio sotterraneo nel perimetro del centro storico. Il giorno successivo alla conferenza stampa con cui Italia Nostra aveva annunciato la richiesta al Tar di annullare il Pgt, l’assessore all’urbanistica, Angelo Gualandi, risponde sui vari temi toccati dall’associazione di tutela storico ambientale. Ferloni e Maurici, ad esempio, hanno chiesto rassicurazioni sul centro storico, area sulla quale, proprio in questi giorni, stanno lavorando gli uffici dell’urbanistica in vista di una revisione del Pgt. «I parcheggi interrati in questa zona spariscono – dice l’assessore – e allo stesso modo non vi sarà più la possibilità di costruire nei cortili. Così come interverremo per evitare che si possano apportare modifiche al profilo dei palazzi storici. Io credo che si debba arrivare, poi, a una classificazione degli edifici, da quelli storici a quelli di importanza minore». Da Italia Nostra è arrivata anche la richiesta di uno stop all’area di compensazione nel parco delle basiliche di via Riviera. «Per quanto ne so – dice l’assessore – l’accordo era che il San Matteo cedesse l’area compresa tra la tangenziale e la basilica e in cambio ne ottenesse una vicina per realizzare alloggi per il personale. In passato, il piano regolatore Gregotti prevedeva, in questa zona, una scuola nei pressi del ramo morto del raccordo. Al momento, tornando al San Matteo, proposte non ne sono arrivate». Una posizione intransigente riguarda, poi, la possibilità di edificare nella scheda di piazzale Europa. «Nelle zone esondabili non si costruisce, ma questo mi sembra ovvio», commenta Gualandi. Meno ovvio è il discorso delle cosiddette ortaglie di Santa Clara. Si tratta di un’area verde compresa tra l’ex convento (e che in passato, appunto, era l’orto coltivato dalle monache) e viale Gorizia. Qui, un’impresa del costruttore Carmine Napolitano era pronta ad allestire un cantiere per edificare appartamenti. «Su questo aspetto ho chiesto una relazione agli uffici. Il presupposto sul quale è stato imbastito il procedimento è il piano regolatore che era in vigore prima del Pgt. So che al momento della sottoscrizione della convenzione tra impresa e Comune si bloccò tutto. E so anche che il costruttore fece ricorso al Tar che, tuttavia, non mi pare si sia ancora pronunciato». Si tratta, quindi, di verificare se ci si trovi in presenza di diritti acquisiti o se vi siano ancora margini di manovra da parte dell’amministrazione comunale. Riguardo alla proposta su viale XI Febbraio, l’assessore si dichiara interessato. «Aprire un collegamento – dice – tra piazza San Pietro in ciel d’Oro e il castello Visconteo è un’idea che mi piace. Bisogna vedere se il Demanio ci metterà a disposizione l’area che, in precedenza, era utilizzata per scopi militari». Quanto alle aree dismesse, l’assessore Gualandi dovrebbe avere, a breve, un incontro con i vertici della fondazione Banca del Monte per affrontare il tema della Neca. «Si tratta dell’unica area ex industriale sulla quale esista già un progetto, che piaccia o meno. Verificheremo a che punto si trovi la bonifica. Al contrario, vedo abbastanza lontano il recupero della ex Snia, dove il tasso di inquinamento è tale da rendere estremamente costosa un’operazione di bonifica. Diverso il discorso per la ex Necchi, dove il problema prioritario sono le coperture in amianto. Ovviamente, tutto dipende dalle proprietà di queste aree». Al di là dei singoli interventi, che pure sono importanti, l’assessore Gualandi sottolinea due criteri che ritiene fondamentali. «Il primo – conclude – è che il Pgt “rivisto” non sarà più per l’espansione della città, ma per il riutilizzo di aree già esistenti. Il secondo criterio sarà la partecipazione. Vogliamo che i cittadini ci esprimano le loro esigenze».

(“La Provincia Pavese”, 31 ottobre 2014)

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