Busiardìn, ora basta!

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Suvvia, basta censure! La mia lettera al quotidiano locale in risposta a B&B Bellaviti&Bobbio, uscita domenica 2 novembre, figurava mutilata proprio là dove si alludeva alla tangenzialità affaristica – nervo scoperto – facendo qualche nome anzi cognome. Passi. Ma, ben di peggio, “tagliata” anche la lettera di re-re-replica dell’ex assessore all’Urbanistica Marco Bellaviti. Sì, è lo stesso Bellaviti pappa e ciccia con Chirichelli e Filippi in Asm; lo stesso Bellaviti fautore della convenzione, postuma e “salvagente”, nell’interesse dei fautori di Green Campus, e di altro che al momento non vado a dire. Sta dunque nuovamente a noi riproporre in questa sede la versione “integrale” (in grassetto i paragrafi “desaparecidi”…) :-) G. G.

Pavia e il Pgt. Ma non ditelo a Giovannetti di Marco Bellaviti *

Houston, c’è un problema: il sistema Paese certamente non può più permettersi mafie e corruttele ma nemmeno ristrettissimi gruppi di potere, mai legittimati da un reale consenso, che operano nella logica del «per ora fermiamo tutto, poi si vedrà» se la Procura se n’avvede, e provvede.
Non può più permettersi professionisti esperti nell’offendere le persone perbene come Ettore e Luca Filippi, Luigi Greco, Dante Labate, Carlo Chiriaco e altri amici e compagni di partito, generalizzando le loro appartenenze partitiche a principi di onestà o fenomeni di malaffare.
Il sistema Paese ha bisogno di fatti concreti. Ma non ditelo a Giovannetti & C. Non ditegli che è un fatto che Pavia ha uno strumento urbanistico legittimato dal Consiglio comunale che si traduce in potenziale forza lavoro per Ciro Manna, Altin Prenga, Dario Maestri, Carmine Napolitano, i fratelli Damiani, Gian Michele Calvi e dunque per la città, poiché di erba e verde campano solo le capre.
Non ditegli che, un esempio tra i tanti, è un fatto che la nostra attenzione al tema parcheggi significa un progetto di città aperta a tutti i proprietari di suv e autoarticolati e non chiusa per pochi, un tema che vedremo come la nuova giunta saprà concretamente declinare senza mettere la parola fine alla già agonizzante realtà commerciale e produttiva pavese, agonizzante poiché sottoposta al quotidiano tambureggiamento di polveri sottili.
Non ditegli che la critica rivolta al sindaco Depaoli e alla sua giunta non è sui contenuti, sempre legittimamente opinabili, ma sulla necessità di non demandare a terzi invece che a noi e ai nostri amici scelte strategiche fondamentali per Calvi, Damiani, Maestri, Napolitano, Neri e Chiriaco, come già si è visto in Piazza Europa e lungo il Ticino dietro l’Arsenale, per tacere di Greenway, Green Campus, Punta Est, Santa Clara.
Non ditegli che è un fatto che in un settore ad alta sensibilità come l’urbanistica noi abbiamo avviato un processo di riforma condiviso con gli operatori del settore, come ad esempio il professor Angelo Bugatti (ai ceppi per corruzione, sì, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra angolare della prossima lottizzazione abusiva), cui la Giunta Cattaneo aveva affidato il Pgt per ridurre o se possibile annullare i tempi della “gestione pratiche”, offrendo corsie preferenziali e “orari sportelli” più adatti alle esigenze degli utenti di rispetto, nonché convegni allargati a tutti gli attori, nani e ballerine istituzionali della città sul tema del riuso delle plusvalenze.
Non ditegli che è un fatto l’aver avuto la surreale idea di assegnare ruoli dirigenziali a chi è in possesso di una laurea tecnica specifica per il settore dove deve operare. E laureato era Angelo Moro, da noi fortemente voluto quale dirigente all’Urbanistica, ora ingiustamente a giudizio per aver perseguito buona parte degli obbiettivi a lui indicati dalla Giunta Cattaneo; motivo per cui aveva percepito 12.000 euro in pubblico denaro  come indennità di risultato, in aggiunta allo stipendio (94.000 euro).
Non diteglielo, altrimenti potrebbero accorgersi di essere  loro i veri reazionari, ormai fuori tempo massimo. Affamatori di lavoratori! Come già ebbe a dire il pregiudicato Ciro Manna e, all’incarcerato Dario Maestri, quel galantuomo dell’ex direttore generale del Comune Giampaolo Borella: «ma come si fa, siamo nel 2014… ormai e siamo ancora a quel punto li…».
Non diteglielo. Sopattutto non dite che le parti qui evidenziate sono state aggiunte da quel birbantello del Giovannetti e dunque un falso, eppure vero.

ex assessore Urbanistica, Pavia

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