Filippi torna ai ceppi

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Arrestato dalla Direzione investigativa antimafia
su mandato della Procura di Messina

Ettore Filippi è nuovamente agli arresti: avrebbe costretto la Meridional Service (la chiacchierata impresa multiservice che ha in appalto le pulizie dell’Ospedale San Matteo) ad assumere una persona in cambio del pagamento dei lavori. Per la precisione, «il Filippi Filippi costringeva l’imprenditore Giordano ad assumere un cittadino romeno nella “Meridional Service S.r.l.”, appaltatrice del servizio di pulizia presso il suddetto nosocomio, prospettando, in caso contrario, conseguenze contrattuali pregiudizievoli. Il romeno veniva quindi assunto dal Giordano ed il Filippi Filippi si attivava per far liquidare alla “Meridional service S.r.l.” alcune delle prestazioni rese».  A nominare quale suo rappresentante e poi riconfermare Ettore Filippi nel ben remunerato Cda dell’Ospedale San Matteo, lo ricorderemo, fu l’ex sindaco “a sua insaputa” Alessandro Cattaneo.

Nel Settembre 2013 Direfarebaciare pubblicò questa lettera-denincia degli operai Meridional Service presso la Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia:
«È da parecchi mesi, un paio d’anni per essere più circostanziati, che sottolineamo pubblicamente le vicende giudiziarie della famiglia Giordano di Messina.
Giacomo Giordano è stato sino al 15 dicembre 2012, secondo dati della pubblica visura camerale della Camera di Commercio di Messina, Amministratore Unico dell’impresa di pulizie e multiservizi Meridional Service srl, aggiudicatrice dell’appalto di pulizia presso la Fondazione dell’ospedale (pubblico) San Matteo di Pavia.
Da quella data risulta, sempre con la forma di amministratore unico, in carica Andrea Valentini (data di iscrizione 18 dicembre 2012), già presidente della Pro.Co.Ge., ditta di costruzioni immobiliare del gruppo Giordano. (atto depositato con Protocollo n°26517/2012 del 17 dicembre 2012).
Il cambio di intestazione di amministratore unico segue di pochissimi giorni la notizia di chiusura indagini della Guardia di Finanza e della Direzione Distrettuale Antimafia su 6 indagati circa una (ancora presunta) truffa a Regione Sicilia di 552.000 euro nella quale sono coinvolti tra gli altri il presidente di Confindustria Messina Ivo Blandina e i due fratelli Antonino e Giacomo Giordano. Fondi ottenuti per acquistare 24 imbarcazioni ad uso turistico e spesi per comprare un unico yacht di 20 metri, il “Cinzia”, ad uso personale ed esclusivo della famiglia Giordano.
Risulta inoltre una truffa all’erario per 12.000 litri di gasolio utilizzati da Giordano per fare il pieno al suo yacht, approfittando dell’accise agevolata per le imprese commerciali.
Il prossimo 2 ottobre 2013 i 6 indagati devono comparire davanti al Gup Salvatore Mastroeni su rinvio a giudizio del Sostituto Procuratore della Dda di Messina Camillo Falvo del 1° giugno-30 maggio 2013.
Giacomo Giordano continua tutt’oggi ad essere l’interlocutore della Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia per l’appalto di pulizie dell’ospedale per conto della Meridional Service srl come confermato dalla Direzione Amministrativa della medesima struttura anche lo scorso 5 agosto in un incontro con il Sindacato di Base di Pavia.
La stessa Direzione, per bocca del Presidente Alessandro Moneta, giusto lo scorso anno sosteneva che «la Fondazione non è a conoscenza di situazioni di difficoltà riguardo all’impresa ed al suo amministratore».
La notizia del rinvio a giudizio è stata battuta lo scorso 7 giugno da diverse testate locali e nazionali quali, fra le altre, “Corriere della Sera” e “Gazzetta del Sud“.
Come Operai Meridional Service srl presso il Policlinico San Matteo di Pavia ribadiamo i nostri dubbi circa la totale fiducia sulla buona fede dell’imprenditore Giacomo Giordano, in scadenza di appalto il prossimo 28 febbraio 2014.
Al prossimo incontro a breve con la Direzione Amministrativa del Policlinico, alla quale auspichiamo la presenza del diretto interessato, segnaleremo quanto sbadatamente sfuggito ai vertici della Fondazione San Matteo, committente di un appalto pubblico da diversi milioni di euro, sempre quantificati, è bene ricordare, come soldi pubblici, di tutte e tutti.
A ciò vada aggiunto quanto emerso dalle indagini della Pol.
Aria presso lo scalo di Roma Fiumicino, dove Giordano e la Meridional Service avevano ottenuto l’appalto per il servizio di pulizia».

Ora l’ondata di arresti, a cura della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), di cui a seguire riportiamo la nota.

«Dalle prime ore della mattinata odierna, nelle province di Messina, Agrigento e Pavia, personale della Sezione Operativa D.I.A. di Messina, coordinato dal Centro Operativo di Catania e supportato dai Centri Operativi di Reggio Calabria, Milano e Caltanissetta e della Sezione Operativa di Agrigento, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Messina, dr.ssa Maria Luisa Materia, nei confronti di 10 persone, di cui 8 ai domiciliari e 2 destinatari della misura interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di mesi due.
Il provvedimento è stato emesso su richiesta del Proc. Agg. Sebastiano Ardita e Sost. Proc. Fabrizio Monaco della Procura di Messina, sulla scorta dell’informativa di reato della Sezione Operativa di Messina, coordinata dal Centro Operativo di Catania, con la quale i suddetti indagati venivano deferiti in stato di libertà, in quanto ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di “turbata libertà degli incanti”, “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, “induzione indebita a dare o promettere utilità” e “istigazione alla corruzione”.
L’attività d’indagine da cui è scaturita la suddetta informativa ha tratto spunto dalle verifiche effettuate, su delega della Procura di Messina, in relazione alla gestione della società “Tecnogest S.r.l.” riconducibile a Giordano Antonino, dichiarata fallita su istanza del P.M.
Le attività di captazione nei confronti di alcuni indagati hanno consentito di acquisire elementi di prova relativi alla commissione di diverse condotte delittuose, afferenti, tra le altre cose, l’aggiudicazione di appalti pubblici banditi dal “C.A.S.” (Consorzio per le Autostrade Siciliane) di Messina, consistite in ripetute anomale richieste, offerte e dazioni di denaro e di altre utilità in favore dei pubblici funzionari ed imprenditori coinvolti in detti appalti.
Sono stati raccolti importanti elementi di prova, in particolare, relativamente:
alla turbativa d’asta relativa all’aggiudicazione dell’appalto pubblico bandito dal “C.A.S.” il 09.05.2013 per l’assegnazione dei lavori inerenti al servizio di sorveglianza attrezzata per le tratte autostradali A/18 (Messina – Catania e Siracusa – Rosolini) e A/20 (Messina – Palermo). Le investigazioni effettuate hanno fatto rilevare come il dirigente del “C.A.S.” Frisione Letterio e gli imprenditori Giordano, Valentini, Duca, Iacolino, Venuto e Chillè, di comune accordo, abbiano turbato la gara in questione concordando le offerte da presentare e le percentuali di ribasso. Una volta aggiudicatasi la gara, lo Iiacolino, amministratore unico della Eurotel, di contro, si è avvalso, per l’esecuzione dei lavori, della manodopera e dei mezzi degli altri imprenditori che lo avevano favorito: il tutto con il placet del dirigente del C.A.S. Frisione;
all’attività corruttiva posta in essere dagli imprenditori messinesi Duca e Vnuto (quest’ultima amministratore della “Building S.r.l.”) nei confronti del dirigente del “C.A.S.” Frisione, al fine di conseguire altri appalti da parte C.A.S.. A tale scopo, i due imprenditori corrispondevano al Frisione somme di denaro ammontanti complessivamente a 100.000,00 euro e sostenevano gli oneri derivanti dalla ristrutturazione di un immobile di sua proprietà sito in località Acqualadroni di Messina;
alle indebite pressioni esercitate dal dirigente del “C.A.S.” Frisione e dall’imprenditore Duca nei confronti dell’imprenditore Iacolino, amministratore della “Eurotel S.r.l.”, aggiudicatario della gara d’appalto che era stata turbata, il quale, confidando in futuri atteggiamenti di favore da parte del Frisione, ha impiegato personale riconducibile all’impresa del Duca;
all’istigazione alla corruzione commessa dall’imprenditore Giordano Giacomo nei confronti di Sbrenni Marco, dirigente della “Aeroporti di Roma S.p.A.” (società concessionaria della gestione unitaria del sistema aeroportuale della capitale), perché, nella veste di preposto alla gestione dell’appalto per l’espletamento del servizio di pulizia svolto dalla “Meridional Service S.r.l.” presso l’aeroporto “L. Da Vinci” di Roma Fiumicino, aveva offerto allo SbrenniI buoni benzina “ENI” per un importo di 500,00 euro, al fine di ottenere riduzioni sulle penali contrattualmente previste in caso inadempienze, offerta che veniva rifiutata dallo Sbrenni;
l’induzione indebita all’assunzione di personale operata da Filippi Filippi, consigliere del C.d.A. della “Fondazione I.R.C.C.S.” Policlinico San Matteo di Pavia, nei confronti dell’imprenditore Giordano Giacomo. Nello specifico, il Filippi Filippi costringeva il Giordano ad assumere un cittadino romeno nella “Meridional Service S.r.l.”, appaltatrice del servizio di pulizia presso il suddetto nosocomio, prospettando, in caso contrario, conseguenze contrattuali pregiudizievoli. Il romeno veniva quindi assunto dal Giordano ed il Filippi Filippi si attivava per far liquidare alla “Meridional service S.r.l.” alcune delle prestazioni rese.
Con l’ordinanza restrittiva in argomento, nel dettaglio, sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di:

GIORDANO Giacomo, nato a Messina il 10.11.1971;
FILIPPI FILIPPI Ettore, nato a Lecce il 25.08.1942;
GIORDANO Antonino, nato a Messina il 16.06.1968;
DUCA Francesco, nato a Milazzo il 12.07.1968;
FRISONE Letterio, nato a Messina il 06.02.1953;
VENUTO Rossella, nata a Milazzo l’01.09.1971;
IACOLINO Giuseppe, nato ad Agrigento il 26.05.1982;
SCORZA Filadelfio, nato a S. Fratello (ME) il 04.04.1959.

Il G.I.P. ha disposto, inoltre, la misura interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di mesi due nei confronti di:
VALENTINI Andrea (nato a Messina il 18.03.1960);
CHILLE’ Antonio (nato a Messina il 30.01.1961).

Con lo stesso provvedimento, il G.I.P.:
ha disposto, altresì, il sequestro preventivo del saldo dei rapporti bancari intestati a Frisone Letterio e, in caso di incapienza, dei beni immobili e mobili riconducibili a quest’ultimo, sino alla concorrenza della somma di 100.000,00 Euro;
si è riservato ogni decisione in merito all’applicazione della misura cautelare del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione nei confronti della “Meridional Service S.r.l.”, “Eurotel S.r.l.” e “Building S.r.l.”, che fanno capo rispettivamente agli imprenditori Giordano, Iacolino e Venuto, all’esito dell’udienza che verrà fissata in seguito con separato provvedimento. La richiesta formulata in merito si fonda sulla considerazione del fatto che le suddette imprese non hanno adottato, prima della commissione dei suddetti reati, che le vedono coinvolte, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenirli o, comunque, per non aver vigilato sull’osservanza di un ipotetico modello organizzativo predisposto a tale scopo».

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Una Risposta to “Filippi torna ai ceppi”

  1. Mattia Laconca Says:

    E come non citare anche questo, Giovanni. Due anni di denunce e “tavoli” di “dialogo” con ogni istituzione locale sul territorio. Se si fosse intervenuti per tempo, fatta salva la buona fede di farlo,magari ora non ci sarebbero più di 200 operaie ed operai terrorizzati dalla possibilità di vedere procrastinati sine die gli stipendi. La Classe (o meglio, Razza?) Operaia deve fare da sola il proprio bene, sarebbe ora di impararlo. Gli strumenti per acquisire coscienza di certo non sono mancati nel tempo. Ignorarli, ad ogni livello, comporta responsabilità, piccole o grandi a seconda del potere concesso di intervenire. Ora, che ci si D.I.A. da fare. Saluti Operai, Mattia Laconca – Operaio MERIDIONAL SERVICE S.R.L. PAVIA https://sconfinamento.wordpress.com/2013/09/23/il-concittadino/

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