Il Duomo di Milani

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In libreria la Storia avventurosa di Pavia di Mino Milani

Quest’anno cade il decimo anniversario delle edizioni Effigie. Occasione festeggiata con la pubblicazione della Storia avventurosa di Pavia scritta da Mino Milani (“libro di San Siro” 2014) ora in libreria: più di tre anni di lavoro, ottocento dense pagine accompagnate da più di 200 immagini a colori e in bianco nero. Un evento non solo editoriale: un libro necessario, da tenere in ogni casa, e perciò subito pubblicato anche in versione più economica, così da risultare accessibile a chi ha minori disponibilità. Storia avventurosa verrà presentato martedì 9 dicembre, San Siro, presso la sala dell’Annunciata in Piazza Petrarca a Pavia. Accompagnati dalla proiezione delle immagini dal libro, alle ore 17.30 dialogheranno con l’autore il presidente della Provincia Daniele Bosone, il sindaco di Pavia Massimo Depaoli, il presidente della Fondazione Comunitaria Giancarlo Vitali e il prof. Arturo Colombo.

Si può fare grande storia anche a partire da un luogo. Con peculiare estro narrativo Mino Milani lo riafferma con questa sua monumentale Storia avventurosa di Pavia. Nel solco della cinquecentesca Historia Ticinensis di Bernardo Sacco, o della coeva Historia dell’antichità, nobiltà et delle cose notabili della città di Pavia di Stefano Breventano, Milani aggiorna quel millenario orizzonte italiano ed europeo di cui la città fu a lungo protagonista: capitale di regno e perciò politicamente autorevole, operosa nei commerci, sede di conio romano e imperiale, Pavia fu «fiera e irriducibile» e quindi libera; e i Pavesi determinati a lottare pur di essere liberi. Nel rivendicare la propria autonomia, la città non esitò a fronteggiare solitaria il Sacro Romano Impero Germanico – suo peraltro irrinunciabile punto di riferimento – prima di tornare ad accogliere tra le proprie mura il Barbarossa e in seguito anche suo nipote Federico II.
Pavia “ghibellina” è città di combattenti e combattimenti, e come tale sarà al fianco di Corradino di Svevia nella battaglia di Tagliacozzo il 23 agosto 1268. «Il me fault de ceux de Pavia, car se sont gens de bonne foi», persone di buona fede, dice dei Pavesi il marchese di Monferrato, chiamandoli nel 1345 a decidere le sorti della battaglia di Gamenario in Piemonte.
Perduta l’indipendenza, non mancheranno secoli bui, ma nell’Ottocento ritroveremo numerosi Pavesi fra i volontari di Garibaldi nell’irripetibile stagione delle guerre risorgimentali: «Sempar pront a partì, pront a andà via / par das a nün la libertà d’incö», come scrive di loro il poeta Archimede Griziotti.
Storia avventurosa dunque, qui illustrata da oltre duecento puntuali immagini su luoghi e fatti d’arme (in buona parte opera del grande Lodovico Pogliaghi); impreziosita dai visionari disegni trecenteschi di Opicino de’ Canistris, unici nel loro genere; dagli schizzi “pavesi” di Leonardo da Vinci; da rare vedute in silografia; da episodi della storia cittadina romanticamente o realisticamente affrontati da alcuni tra più autorevoli pittori dell’Ottocento.
Come scrive Isidoro di Siviglia, «Urbs ipsa moenia sunt, civitas autem non saxa sed habitatores vocantur», le mura fanno una città, ma una città è fatta soprattutto dai suoi abitanti. Sapranno i Pavesi di oggi mantenersi degni del loro migliore passato? Col rigore dello storico e la leggerezza del romanziere, tra le pieghe di queste pagine Mino Milani sembra dire: proviamoci.

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