La Parafrasi dei talenti

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Il Vangelo secondo Fausto Bazzani

Il 28 novembre, “La Provincia Pavese” ha pubblicato la versione apocrifa di una lettera dell’ex consigliere comunale leghista Fausto Bazzani. Direfarebaciare è in grado di esibire l’originale (sono in grassetto i paragrafi emendati).

Vorrei far partecipi i lettori di alcune riflessioni stimolate dal brano dei Vangeli di due domeniche fa. Per chi non avesse potuto o voluto adempiere al precetto festivo, ne riassumo brevemente il contenuto. Un padrone, dovendosi assentare, consegna dei talenti a tre servitori. Due di loro si impegnano a far fruttare il denaro ricevuto, il terzo si limita a sotterrare le monete. Quando il padrone torna, elogia il comportamento dei primi due e biasima l’inettitudine del terzo. La condotta dell’ultimo dei tre servi inevitabilmente mi ha richiamato alla mente quei nostri fratelli Bossi e Belsito, che mia nonna, poco scolarizzata, chiamava solo ladri.
Mia nonna ben si ricorda che il Senatùr venne condannato in via definitiva a otto mesi per le mazzette che lui stesso ritirava a Ravenna dai Ferruzzi, in aggiunta ai 200 milioni del tangentone Enimont, al bar Doney di “Roma ladrona”. E quando era tesoriere della Lega, il Belsito venne pizzicato a manovrare fatture false e quattrini di dubbia provenienza in un iperbolico intreccio tra Romolo Girardelli detto “l’ammiraglio” (vicino alla ’ndrina dei De Stefano) e i siciliani Rinzivillo.
Accidenti a lei, l’intrepida vecchina ricorda il Belsito nell’orbita del commercialista Pasquale Guaglianone detto Lino, già tesoriere dei Nar (i Nuclei armati rivoluzionari, movimento eversivo di destra) incarcerato per associazione sovversiva e poi titolare della M.G.I.M. con sede a Milano in via Durini 14, la società che – oltre a manovrare conto-mafie – ha curato l’acquisto di preziosi e il trasferimento in Tanzania e a Cipro di oltre 6 milioni d’euro verdelega.
Questi signori, da generazioni, grazie alla nostra dabbenaggine, vivono in buona parte alle spalle della comunità, infischiandosene beatamente delle doti o talenti ricevuti alla nascita. Molte associazioni, soprattutto cattoliche, si prodigano per un loro recupero e inserimento lavorativo; personalmente penso che l’impresa oltre che titanica sia poco concludente.
Poiché il Senatùr, Belsito e sodali si professano in maggioranza cristiano-cattolici, inviterei il nostro Vescovo a imporre loro tutte le domeniche la propedeutica parabola dei talenti. Ricordo al riguardo le tremende parole pronunciate dal padrone al termine del brano evangelico: «E il servo fannullone, sia gettato fuori nelle tenebre; dove vi sarà pianto e stridore di denti» (Matteo 25, 14-30). Matteo l’evangelista, e non Matteo Salvini: anche se ha la testa fra le nuvole il mio segretario politico al momento non è nell’alto dei cieli ma tra noi terreni e terroni (basta invasioni!). Motivo per cui  a Bruxelles dove lo hanno eletto lo si vede poco o punto: 200mila euro l’anno per fare un cazzo. Dicono che il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz si sia rivolto a “Chi l’ha visto”.

Fausto Bazzani Lega Nord, Pavia

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