La piovra è un pesce

by

La sentenza sul “racket” del Tronchetto
di Gianfranco Bettin

Qualche giorno fa Gianfranco Bettin si è visto recapitare un foglio di giornale, con la testata del quotidiano “Il Gazzettino” incorniciata dal disegno di una bara. Il foglio (dettaglio non secondario: era la pagina dei necrologi) conteneva un’altra pagina, quella del quotidiano “La Nuova Venezia”, sulla quale era stato pubblicato l’articolo che riporto qui sotto. Anche questo articolo era incorniciato dal disegno di una bara, con una croce tracciata sul nome di Gianfranco Bettin.  (Tiziano Scarpa)

Le sentenze si rispettano, ma si possono commentare. È sconcertante la sentenza della Corte d’Appello di Venezia sul cosiddetto “racket del Tronchetto”, in realtà un processo a uno soltanto dei presunti gruppi criminali che si ipotizza prosperino e agiscano in quella che è la porta di Venezia, snodo strategico di affari plurimilionari e non sempre puliti.
La sentenza svuota, di fatto, le importantissime indagini della Procura di Venezia e del ROS dei Carabinieri, a cui dovrebbe andare la riconoscenza dell’intera città se non altro perché dopo l’avvio dell’indagine è stato riportato un po’ d’ordine in zona. Ne consegue, di fatto, una banalizzazione della realtà criminale che gira attorno al Tronchetto, tra l’altro in coincidenza con un episodio inquietante, l’arresto del boss di Cosa Nostra, del gruppo dei corleonesi, Vito Galatolo (autoaccusatosi dell’organizzazione, che sarebbe in corso, di un attentato al pm di Palermo Nino Di Matteo). Galatolo, che abitava in centro a Mestre, era stato assunto proprio da una società che opera al Tronchetto e, in realtà, sarebbe venuto in città sia per occuparsi da vicino di quel business sia per seguire il business degli appalti nei cantieri portuali. Due affari molto redditizi, sui quali potrebbe aver allungato le mani anche Cosa Nostra.
La mancata applicazione del reato di associazione a delinquere, e la riduzione dell’accusa a una somma di singoli reati, sminuzza la questione Tronchetto e, come in casi analoghi (ad esempio, il traffico di rifiuti, altri reati ambientali, lo stesso spaccio di droga), favorisce la ghigliottina della prescrizione, che azzera i processi, così come la mancata applicazione delle aggravanti. La scelta della Corte d’Appello, legittima ma, appunto, opinabile (infatti, in precedenti gradi di giudizio era stata diversa), trova riscontro in una diffusa sottovalutazione di tali questioni da parte nella classe politica e della classe dirigente cittadina in generale.
Per ogni mille parole dedicate al cosiddetto “degrado” – parole sacrosante, beninteso – ce ne sarà forse una dedicata al vero crimine organizzato, un pericolo gravissimo per l’economia della città e un continuo attentato alla sicurezza dei cittadini e alla convivenza civile. I fili criminali che si intrecciano a Venezia, a Mestre, a Porto Marghera, sono pericolosissimi, che si tratti di corruzione – era, infatti, criminalità organizzata, sia pure in “guanti bianchi”, anche quella coinvolta nello scandalo Mose e dintorni – o che si tratti di ciò che gira intorno al Tronchetto, dei traffici sporchi in materia ambientale, dei racket di strada (dai mendicanti alla prostituzione allo spaccio di droga) e alle loro connessioni con zone insospettabili dell’economia e dei poteri.
Non possiamo permetterci nessuna sottovalutazione.

Intimidazione mafiosa a Ceriale?
di Christian Abbondanza

Tira una brutta aria: aria di restaurazione. Dal Veneto alla Liguria, da Gianfranco Bettin a Cristian Abbondanza non mancano tuttavia illuminanti sguardi civili su come, dal basso, anche al Nord si possa intanto affrontare e col tempo sconfiggere o quanto meno contenere la cultura mafiosa là dove – da Venezia a Ceriale, da Orbassano a Pavia – si è fatta distratto o interessato senso comune, colonizzando o tentando di colonizzare la sfera pubblica. (G. G.)

Ma chi lo avrebbe mai detto? Noi! 
Quello, come l’estremo ponente del savonese, da decenni è territorio dei Gullaca-Raso-Albanese. Ad Albenga ci sono i loro uomini, a partire dal Gullace Elio (Giumar Srl) che con il Pronestì Rocco detto “u lupu” (pluriomicida ed anche lui da anni dimorante ad Albenga dove si è trasferito da Orbassano) si recò armato a Torino per ammazzare il giudice istruttore che osò arrestare il Gullace Carmelo (si era offerto anche il Fazzari Filippo per andare con loro, ma non lo portarono… lui preferiva usare, come suo padre ed il Filippone, l’esplosivo). Lì hanno un uomo di fiducia che tiene contatti con la politica… prima geometra ed ora mediatore finanziario, l’Accame Fabrizio (già operativo con il Fameli Antonio ed il Pronestì Antonello)… Poi a Ceriale ci sono soprattutto i fedelissimi prestanome del Gullace Carmelo, gli Sciglitano Giovanni detto “Gianni” e Sciglitano Giuseppe detto “Pino”, attivi (formalmente) con la Ci.Sa. Srl… quando non sono dediti alle attività più prettamente di “servizio” (che non si iscrivono alla Camera di Commercio) al Gullace Carmelo, vedi i servizi di scorta ed autista che svolge per lui il fido Scigliano Gianni.
E lì, come anche nel resto di quel territorio, come a partire dalla Toirano dimora del Gullace Carmelo e consorte Fazzari Giulia, non vola foglia (o proiettile) se i Gullace non vogliono…
Il geom. Giuseppe Repetto, che si è visto sparare tre colpi di pistola nella notte sulla saracinesca del suo ufficio a Ceriale, si era occupato di una delle tante speculazioni edilizie eseguite dagli Sciglitano (ovvero dai galoppini del Gullace Carmelo), quella mascherata da Case Agricole (sic!) in via Pietrafaccia, finite poi sequestrate dalla Procura. Il servizio del geometra non è stato gradito dal sodalizio del Ninetto, probabilmente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: