Un uomo onesto, un uomo probo (anzi, due)

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di Giovanni Giovannetti

L’ex vicesindaco di Pavia Ettore Filippi, già agli arresti accusato di corruzione, usa la morte dell’imprenditore edile e sodale Dario Maestri per un nuovo patetico attacco alla Procura pavese: «La Misericordia Divina che ne premierà la vita d’impegno e di lungo calvario subìto abbia pietà dei suoi persecutori». Ma ancor più patetici siamo noi, poiché uno così lo abbiamo mantenuto quale pubblico amministratore per oltre un decennio.

«Chi sarà il mandante di tutte le cazzate che dico e faccio?», sembra domandarsi Ettore Filippi nel suo necrologio per la morte dell’anziano imprenditore edile Dario Maestri, di cui l’ex assessore comunale al suo bilancio nonché vicesindaco tutto d’un prezzo era a libro paga; tanto che il compianto costruttore era solito definirlo «il mio dipendente, quello che in Comune apre tutte le porte».
E come dare torto al Maestri se si conteggiano gli onorari che, stando ai magistrati, Ettore Filippi avrebbe da lui percepito a ristoro delle sue malefatte; come leggiamo negli atti giudiziari «gli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza hanno consentito di riscontrare un rilevante movimento di denaro contante sui conti correnti personali del Filippi e delle società editoriali Nuovo Mondo ed Euro Eventi srl (destinate a finalità pubblicitarie) che a lui facevano capo dal 2008 al 2013, con versamenti in contanti pari a 235.000 euro circa, oltre alla ricezione di assegni a favore delle società per prestazioni che allo stato paiono mai o quasi mai realizzate».
Altro che conto cifrato “balneare” monegasco, come avrebbe saputo suggerire Rosanna Gariboldi in Abelli: «dal 30 luglio 2007 al 5 marzo 2009 risultano versamenti in contanti sul conto corrente personale» del Filippi per 64.250 euro. Insomma, nel periodo coperto dagli accertamenti bancari – non ancora definitivi – figurano entrate in contanti per 159.360 euro.
Un testimone: «So che Maestri in parte lo pagava con la pubblicità per il suo giornale», pubblicità che in realtà non ha mai fatto, e con molte altre elargizioni «in nero». E come il “celeste” Formigoni con il faccendiere Pierangelo Daccò, anche Filippi «quando doveva partire per le vacanze» prima passava dal Maestri.
Si colgono dunque i motivi che oggi inducono questo tale a «piangere la scomparsa di Dario Maestri», uomo onesto, buono e soprattutto «generoso», un amico leale e sincero (eh, chi trova un amico trova davvero un tesoro). E siccome al cuore – lato portafoglio – non si comanda, l’ex vicesindaco e vicequestore «contribuiva al rilascio a favore della società Punta Est» riconducibile a La Cortazza di Maestri «del permesso di costruire gratuito n. 53/2011» a firma del dirigente all’Urbanistica Angelo Moro. Un «provvedimento illegittimo» ottenuto esercitando «ripetute e indebite pressioni sul dirigente, finalizzato al rilascio dei titoli edilizi illegittimi – rilascio del permesso di costruire e conferma del titolo» sospeso in autotutela il 20 dicembre 2011 «con l’impegno assunto nei confronti del Maestri di ottenere la modifica della destinazione urbanistica dell’area nel nuovo Pgt, da “area destinata ai servizi” a “area residenziale”, per conseguire una definitiva sanatoria dell’intervento realizzato».
Dopo il sequestro dell’area, l’arresto di Maestri e del prof. Angelo Bugatti, vista la mal parata, Filippi, secondo gli inquirenti, «contribuiva al rilascio a favore della società La Cortazza e di altre riconducibili a Dario Maestri, di altri permessi a costruire – segnatamente del n. 01/2012 rilasciato il 5 gennaio 2012, relativo all’edificazione dell’area meglio nota come “Costa verde”, nonché del permesso di costruire relativo all’edificazione dell’area di “Molino Tre Mole” – mediante ripetute e indebite pressioni sul dirigente Ambiente e territorio del Comune di Pavia, Angelo Moro, e sui tenici comunali responsabili del procedimento per ottenere una celere definizione delle pratiche».
Può bastare? No, poiché colui che in Comune apre tutte le porte «si attivava – come “risarcimento” a favore di Maestri per il danno subìto con il sequestro del cantiere di Punta Est, per far approvare proposte di modifiche al Pgt con previsioni di aumento della capacità edificatoria delle aree sopra indicate mediante ripetute e indebite pressioni su sindaco e assessori competenti, sullo stesso dirigente del settore Ambiente e Territorio del Comune di Pavia e sui componenti della commissione incaricata di redigere le proposte di modifica del Pgt».
Il compianto Maestri lo ricordiamo artefice di quel capolavoro che fu la piscina del Centro benessere di Cascina Scova, illecita tanto quanto le confinanti residenze di Punta Est, finite nel mirino della Procura: piscina sostanzialmente privata eppure «aperta al pubblico», così da aggirare norme e oneri di urbanizzazione.
Sì, ma ogni cosa è «alla luce del sole», già che il Maestri poteva esibire l’autorizzazione comunale, il “bollino blu” che la decreta opera di «pubblico interesse», a disposizione dei cittadini… dalle ore 12 alle 14, per tre euro l’ora dal lunedì al venerdì e per un numero di utenti non superiore al «20 per cento della capienza massima autorizzata per l’impianto». Insomma, una presa in giro, congegnata negli anni in cui Filippi («la mia testa di sfondamento») era vicesindaco a centrosinistra con Piera Capitelli. Secondo gli inquirenti che lo hanno arrestato, tutto questo fu reso possibile «grazie alle illecite pressioni esercitate sugli uffici tecnici» proprio dal vicesindaco, poi compensato con somme «di denaro contante non quantificabili con esattezza» e due assegni per 24.000 euro complessivi, «elargizioni corruttive volte a far ottenere provvedimenti amministrativi illegittimi favorevoli alla società La Cortazza Srl» di Maestri, in particolare per oliare il buon esito della lottizzazione abusiva di Punta Est.
Pressioni di Filippi sul Comune anche in vista dell’approvazione del nuovo Pgt: secondo la testimonianza resa dal dirigente comunale Valentina Dalmazio, a compensazione per l’affare perduto di Punta Est, l’ex vicesindaco avrebbe sollecitato l’aumento della capacità edificatoria per Molino tre Mole e Costa Verde, due aree sopra cui La Cortazza di Maestri stava costruendo.
Maledetta Polizia giudiziaria; maledetta Procura: «La Misericordia Divina che del Maestri premierà la vita d’impegno e di lungo calvario subìto abbia pietà dei suoi persecutori». Amen. Firmato, Ettore Filippi.

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Una Risposta to “Un uomo onesto, un uomo probo (anzi, due)”

  1. Anonimo Says:

    Ah ah ah!!! Sempre il solito delinquente!! Chissà come farà a campare, adesso che è chiuso un rubinetto. Ma la Divina Provvidenza accorrerà in suo aiuto: chiusa una porta, si apre un portone. Che sia quello di San Vittore?

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