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Luca Filippi, ovvero sulla voracità dell’apparato dirigente
atto primo di Giovanni Giovannetti

Soggiorni e cene principeschi in hotel e ristoranti esclusivi. Vacanze romane in compagnia di amici e amici degli amici quali l’ex assessore comunale pavese Antonio Bobbio Pallavicini (indagato per corruzione), l’ex consigliere comunale Giovanni Demaria nonché Cristiano Bernardi (Royal Games, settore viedeogiochi). “Missioni” balneari ferragostiane a Riccione, Chiavari o Gallipoli, senza disdegnare puntatine a Campione d’Italia, dalle parti del locale Casino. Il tutto a spese del contribuente a bordo dell’auto aziendale. Lo si legge nell’Ordinanza di custodia cautelare «non inferiore a tre mesi» del Gip Anna Maria Oddone applicata a Luca Filippi, figlio di Ettore, poiché «l’indagato potrebbe in breve tempo dare agevolmente ordine di distruggere i documenti che ritiene più compromettenti»; ci sono anche abbonamenti a “luci rosse” e seratine in locali notturni, anche questi a carico di Asm.
Chi sarebbe tenuto a controllare ‘sti impuniti? Nel sito Internet di Asm Pavia sono dettagliatamente elencati i compiti dell’Organismo di Vigilanza, finalizzato, tra l’altro, a instaurare «un rigido sistema di prevenzione basato sulla divisione dei poteri che meglio potrà evidenziare l’elemento soggettivo del reato, il dolo, ovvero l’effettiva volontà del soggetto che perpetra la violazione di legge».
Ebbene, solo pochi mesi fa, tra i controllori Luca Filippi pretese e ottenne la nomina del suo sodale Giovanni Demaria (Filippi: «prepara il curriculum eh? … hai scritto “studi sui contratti di vigilanza”?»; Demaria: «ma io non scrivo il falso…»; Filippi «ma non è falso… cretino… non ti ho mica detto che sei un esperto… hai studiato cosa sono, no?»; Demaria: «no, non so neanche cosa sono…»; Filippi «eh… va beh… studiatelo stasera… così non scrivi il falso» – Ordinanza, p. 12) e ciò dimostra ancora una volta la sua ferma volontà di mantenere completo dominio sulle aziende municipalizzate così da trarne un profitto personale, inclusa la “copertura” dei reati commessi (Ordinanza, p. 12).
Sempre meglio il Demaria, si dirà, di Pietro Pilello da Palmi (Reggio Calabria), revisore dei conti di Asm Pavia e di molte altre società, legato – secondo l’antimafia – da un «patto occulto» con il capo reggente della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri, suo collega di Massoneria. In Asm Pavia il dottor Pilello venne chiamato il 29 giugno 2007 dal vicesindaco Ettore Filippi, padre di Luca, di cui il calabrese è commercialista. Sembra sia stato proprio lui a introdurre Filippi dal capo della ’Ndrangheta lombarda, al quale l’ex vicesindaco di centrosinistra, una volta passato al centrodestra si era rivolto per chiedere voti e candidati per la sua lista Rinnovare Pavia.
Forgiato a una tale scuola, Luca Filippi, oltre a fare la privata bella vita usando il pubblico denaro, di tanto in tanto si concedeva qualche «regalino», imponendo un pizzo del 10 per cento sui lavori – e perciò pagandoli ben più del dovuto – esteso ai compensi di alcuni collaboratori. Per tacere delle numerose inutili assunzioni di amici (nel 2010 Asm Favori aveva tredici dipendenti; nel 2014 salgono a 42) così da garantire la militarizzazione interna; stipendi a gravare come un macigno sul passivo di 490.000 euro nel 2013; e la situazione non è migliorata nel primo semestre 2014.
Filippi padre e figlio, stessa razza stessa stazza onnivora: se il padre vicesindaco era ingrassato al desco dei Maestri a Cascina Scova o dei Pacchiarotti al Campus Aquae, l’indagine E io pago… mostra il figlio Luca nei panni distinti di un magnager che aveva trasformato Asm Lavori nel proprio bancomat personale: due cene romane per 419 euro nel febbraio 2013; a Gallipoli, 230 euro nel gennaio 2014; a Lecce, 170 euro il 12 febbraio 2012, 649 due giorni dopo, 84,85 il giorno prima, 275 il giorno stesso, 89,70 a pranzo e 86 a cena il 16 febbraio, 200 il 24 dicembre, 113 l’11 gennaio 2013, 155 la sera dopo, 210 il 1° giugno 2013, 500 il 2 giugno, 327 il 3 giugno… e così via: sono i primi dati offerti dall’indagine in corso (fra l’altro, al momento nulla sappiamo dell’uso eventuale di una seconda carta, avuta da Asm). Nell’agosto 2012 a Chiavari in due giorni Luca Filippi spende in cibo qualcosa come 869 euro pagando con la carta di credito aziendale. Il 24 ottobre 2012 a Campione d’Italia va a referto una semplice pizza, ma assai salata: 78,03 euro, fra una capatina e l’altra al locale Casino (ventiquattro puntatine tra l’aprile 2013 e l’aprile 2014).
Come sappiamo l’appetito vien mangiando, e noi lungamente indugiare sull’elenco dei migliori ristoranti cittadini, sempre a spese del contribuente: Osteria del Collegio… il Cassinino… il Morgan… La Corte dei sapori… da Lele… Rebelot… Bardelli… Cupolone… Non poteva mancare il ristorante La Cueva in via Brambilla, proprietà dell’assessore comunale ai Lavori pubblici, ampiamente citato nelle carte dell’inchiesta antindrangheta Infinito.
E dopo il ruttino, subito a nanna: al Grand Hotel De La Minerve di Roma (ottobre 2011, 3.267 euro); all’hotel Claridge di Roma (ottobre 2011, 213 euro); al Residence Hotel Parioli di Roma (settembre 2012, 537 euro); all’hotel Exedra di Roma (settembre 2012, 460 euro); all’Hilton Garden Inn di Roma (febbraio 2013, 1.228,50 euro); all’Hotel Adriano di Roma (giugno 2013, 441 euro); all’Hotel Spagna Suite di Roma (luglio 2013, 358 euro); All’Hotel Sarti di Riccione (novembre 2011, 374,80 euro); all’Hotel Trampolines di Riccione (novembre 2012, 1.738 euro); all’Hotel B4 Net di Padova (maggio 2012, 237 euro); all’albergo Santa Maria di Chiavari (agosto 2012, 572,10 euro); all’hotel Athena di Siena (febbraio 2011, 192 euro) e il giorno successivo a Pienza (117 euro).
Soggiorni a sbafo anche dopo le sue dimissioni: dal 16 al 18 gennaio 2014 Filippi e il compagno di merende Maurizio Lazzari (che lo ha sostituito al vertice di Asm Favori) sono per i fatti loro al Risorgimento Resort di Lecce; la relativa fattura di 549 euro verrà pagata da Asm Favori.
Chi è Maurizio Lazzari? Secondo Donato Scova – per qualche tempo procuratore speciale di Asm – Lazzari è colui che, agendo in nome di Filippi, aveva reso arduo l’accesso alla contabilità.
Sbirciando tra altri consumi, carta di credito aziendale per l’acquisto di apparecchiature per rilevazioni meteo dalla americana Scientific Sales (491 euro) il 29 novembre 2011; di marchingegni elettronici alla Apple di corso Cavour (1.199 euro) il 20 gennaio 2012; di pannelli fotovoltaici presso la pavese Lux e Relax (596 euro) l’11 aprile. E poi tanti fiori: 140 euro al fiorista Angelico il 7 marzo 2011; 193 l’8 marzo, festa della donna.
In conclusione, scrive la Oddone, Luca Filippi sembra dimostrare un’inusuale capacità di finalizzare le cariche pubbliche al godimento personale, in totale spregio dell’ente amministrato e del pubblico interesse, non solo sottraendo direttamente il denaro pubblico, ma costruendo un’organizzazione sufficientemente articolata che gli ha permesso di trarre indebiti e lauti profitti anche dallo svolgimento dell’ordinaria attività dell’amministrazione. Una vera e propria truffa a danno del contribuente, a sommarsi agli altri pubblici esborsi, altrettanto illeciti (Ordinanza, p. 11).
17 aprile 2013. Il Consiglio di Amministrazione di Asm al completo (siedono il presidente Giampaolo Chirichelli, il suo vice Marco Bellaviti e i consiglieri Luca Filippi, Alberto Pio Artuso e Matteo Mitsopoulos) «all’unanimità dei presenti» delibera di concedere agli amministratori di Asm Lavori Luca Filippi, Maurizio Lazzari e Antonino Longo «un premio per il buon lavoro svolto nell’anno 2012» (un risicatissimo utile netto di esercizio di 3.750,38 euro) «pari a euro 30.000 per il presidente Filippi e 10.000 per ogni amministratore»: 13 volte l’attivo di bilancio. Ma questi riconoscimenti non dovrebbero essere contenuti entro una percentuale ragionevolmente proporzionata all’utile, come imporrebbero le norme? Poco più di un dettaglio, a fronte del consigliere d’amministrazione Asm Luca Filippi sorpreso nel deliberare 30.000 cucuzze quale premio di risultato al presidente di Asm Lavori… Filippi Luca.
20 aprile 2013. Il Consiglio di amministrazione di Asm Lavori presieduto da Luca Filippi, «dopo un breve dibattito nel quale il Presidente e i Consiglieri ringraziano» il socio unico Asm per il riconoscimento, dopo i sentiti complimenti e cortesie «l’assemblea, all’unanimità» delibera «di riconoscere quale premio di risultato un compenso di complessivi euro 50.000 lordi al Consiglio» (e nel Verbale dell’assemblea, come leggiamo, i presenti negano «situazioni di esclusione dal diritto di voto». Insomma, mentono sapendo di mentire).
Già sul quantum ci sarebbe più che da sindacare. Ma – colpo di scena – come pare evidente il Filippi non ha inteso salvare nemmeno le apparenze, non assentandosi al momento di approvare l’ordine del giorno quando il 17 aprile 2013 il Cda di Asm sempre all’unanimità ha dato mandato a Chirichelli (o al direttore generale Tedesi in subordine) di ratificare il premio da 50.000 euro ai vertici di Asm lavori. Insomma, l’onorato presidente Filippi (13.500 euro annuali + 18.000 euro in rimborsi spese + 30.000 euro in “premio” + benefit), personaggio al tempo stesso beneficiante/beneficiato nonché interessato mandante dell’“erogatore” Chirichelli (37.000 euro annuali + 30.000 autoelargiti in rimborsi spese + benefit), sarebbe caduto in palese conflitto di interessi, commettendo un reato perseguibile penalmente (fra l’altro, come ha recentemente scritto Ferdinando Imposimato, il conflitto di interessi è «il principale strumento di corruzione diffuso in Italia»: sia chiaro, non è il caso di Filippi poiché, a Pavia, la corruzione non esiste).
A fronte della voracità di questo apparato dirigente, qua fuori si perde il conto delle famiglie pavesi alla canna del gas.

1 – continua

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Una Risposta to “Top Magnager”

  1. Anonimo Says:

    tedesi?? ma non è quello sporcaccione già arrestato che non hanno voluto mandare via perchè le schifezze le aveva combinate altrove e non a Pavia, e quindi era una personcina per bene? Anche lui ha banchettato gratis alle nostre spalle? ma che schifezza, questa cazzo di città!!!

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