Top Magnager, atto terzo

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L’Ordinanza di custodia cautelare per Luca Filippi

Tribunale di Pavia
Ufficio del Giudice per le indagini preliminari

Il Giudice per le indagini preliminari, letta la richiesta presentata dal Pubblico Ministero nel procedimento penale sopra indicato volta ad ottenere l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di: Filippi Filippi Luca Maria, nato a Lecce il 13 settembre 1970, residente a Pavia

Indagato

A. Delitto di cui agli artt. 81 cpv 314 c.p. perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, in qualità di presidente di Asm Lavori di Pavia, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di diverse carte di credito intestate alla predetta società a capitale pubblico, si appropriava di denaro pubblico, utilizzando le carte di credito a fini privati, per un importo non inferiore a 50.000 euro.
In Pavia da ottobre 2011 ad agosto 2013

B. Delitto di cui agli artt. 81 cpv 317 c.p. (attualmente 319 quater c.p.) perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, in qualità di presidente di Asm Lavori di Pavia, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induceva Scariato Pierangelo a corrispondergli o a promettere denaro per eseguire lavori pubblici, consistiti nella percentuale del 10% in contanti sull’importo fatturato, complessivamente pari a euro 66.290,03 in relazione alle opere indicate nelle fatture che seguono:
– fattura nr. 2/11 del 24.01.2011 importo euro 15.600 per esecuzione impianto elettrico con fornitura e posa di lampade;
– fattura nr. 54/11 del 29.04.2011 euro 10.800 per acconto manutenzione della parte elettrica dei parchi giochi di Pavia;
– fattura nr. 57/11 del 06.05.2011 euro 13.920 per saldo manutenzione della parte elettrica dei parchi giochi di Pavia;
– fattura nr. 88/11 del 05.08.2011 euro 18.347 per impianto elettrico per fornitura e posa di luci per campetto sito in via Tavazzani;
– fattura nr. 7/12 datata 06.02.2012 euro 3.872 per lavori eseguiti c/o cantiere sito in Torre dei Cani nell’anno 2011. scavi e reinterri per tubazioni in pvc;
– fattura nr. 24/12 del 07.03.2012 euro 3.751 per lavori c/o Statua Garibaldi; inoltre si faceva promettere dallo Scariato la somma di 15.000 euro per la realizzazione delle opere di illuminazione del Ponte dell’Impero di Pavia (Importo da fatturare di Euro 150.000), successivamente appaltato ad altra impresa.
In Pavia da gennaio 2011 al marzo 2012

C. Delitto di cui agli artt. 81 cpv 319 quater c.p. perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, in qualità di presidente di Asm Lavori di Pavia, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induceva diversi collaboratori assunti con contratto di consulenza, tra cui Mangiarotti Manuele e Cavagnini Angelo Guido a corrispondergli parte della retribuzione ed in particolare concordava con il Cavagnini, tecnico, legato ad Asm Lavori con contratto di consulenza annuale con corrispettivo fissato in 1.800 euro mensili, a corrispondergli parte della retribuzione, in particolare concordava con il Cavagnini la presentazione di fatture per importi superiori, pari anche al doppio, a quello previsto dal contratto e la corresponsione a sé medesimo di parte del corrispettivo pagato da Asm lavori.
In Pavia dal 2012 fino ad agosto 2014

Osserva quanto segue.
Il presente procedimento ha tratto origine dalle spontanee dichiarazioni rese alla Polizia Giudiziaria in epoca prossima al 14.7.2014 da Angelo Scariato, imprenditore che opera nel settore dell’installazione di impianti elettrici e in quello delle costruzioni, mediante la società Sitalimpianti s.r.l. L’imprenditore riferì di avere concordato con Luca Filippi Filippi, presidente di Asm Lavori s.r.l. (d’ora in poi Asm Lavori) sino al 5.11.2013 (poi sostituito da Lazzari) e consigliere nel c.d.a di Asm s.p.a, il pagamento di una corrispettivo pari al 10% per ottenere un appalto del valore di euro 150.000,00 avente ad oggetto l’installazione dell’illuminazione del Ponte dell’Impero e che riguardava le opere dell’artista pavese Marco Lodola. Lo Scariato precisò che, essendo a conoscenza del fatto che anni addietro la società Rete Gamma aveva predisposto un progetto per lavori di illuminazione del Ponte dell’Impero, egli stesso aveva suggerito all’indagato di riattivare quel progetto proponendosi come esecutore. L’invito fu accolto favorevolmente, tanto che lo stesso Presidente di Asm Lavori lo invitò ad assumere i primi contatti per procedere all’esecuzione dell’opera; il corrispettivo del lavoro, come sopra esposto, ammontava a euro 150.000,00 (il valore effettivo era di euro 135.000,00 e la restante percentuale del 10% doveva essere devoluta a Filippi Filippi, secondo gli accordi presi e in conformità a un modus operandi attuato in occasione di tutti i precedenti contratti conclusi con Asm Lavori) e l’esecuzione doveva essere preceduta dal deposito del progetto aggiornato alla nuova normativa che sarebbe stato eseguito dallo studio tecnico Ciocca, sito in San Genesio (che in effetti operò in tal senso). Il dichiarante proseguì il racconto spiegando che all’epoca del contatto erano disponibili solo 80.000,00 conferiti dalla Fondazione facente capo a UBI Banca e pertanto si dovette attendere che l’amministrazione comunale reperisse la differenza. Nel frattempo, avendo ricevuto rassicurazioni in ordine all’assegnazione dell’appalto, egli predispose il progetto di illuminazione, ordinò le lampade e incontrò funzionari comunali e provinciali, oltre che il Sindaco di Pavia, lo stesso Filippi Filippi e l’Assessore comunale Bobbio Pallavicini. Quando seppe che il lavoro era stato affidato alla ETI s.r.l., (secondo quanto riferito da Pubblico Ministero, dal 16.3.2013 quest’ultima società è divenuta proprietaria del 30% delle quote di A2E Servizi con ASM Pavia s.p.a. e Asm Voghera s.p.a. e attualmente gestisce il ciclo del calore) cercò inutilmente di conoscere le ragioni della scelta; detto cambiamento lo indusse a pensare che quest’ultima società avesse offerto all’indagato una percentuale maggiore.
Rimanendo in tema di appalti, lo Scariato ricordò di essere stato costretto ad accettare l’appalto per i lavori di manutenzione del parco giochi comunale ed emettere fattura dell’importo di euro 30.000,00; in realtà, i lavori non furono sostanzialmente eseguiti e l’importo fu sostanzialmente destinato al pagamento di euro 9.000,00 alla famiglia di Carlo Chiriaco (soggetto arrestato dalla DDA di Milano).
L’imprenditore riferì di essere a conoscenza del fatto che Filippi Filippi utilizzava la carta di credito di Asm in modo improprio, per fini che esulavano dalle esigenze connesse alla carica ricoperta; ad esempio, in un’occasione aveva speso alcune migliaia di euro in night club romano ove si era recato unitamente agli amici Cristiano Bernardi, Gianfranco Sapienza e Giovanni De Maria. Secondo il dichiarante, l’indagato era solito offrire agli amici pranzi e cene pagando con la carta di credito aziendale. Sempre a dire dello Scariato, Filippi Filippi aveva assunto in Asm Lavori persone a lui vicine o per fare dei favore ad amici; a tal proposito aveva menzionato Pier Paolo Coerezza, cugino di Cristiano Bernardi, Elisa Baccaloni e un tale Cavalli o Cavallino, detto Cava. Analogamente l’indagato pagò alcune consulenze mai effettuate a Manuele Mangiarotti, la cui reale attività consisteva nel fare l’autista di Filippi Filippi e il collettore delle tangenti.
Lo Scariato non intese sottoscrivere il verbale per timore di ritorsioni e ripercussioni negative sulla sua attività economica; dopo circa un mese egli produsse le fatture indicate nel capo di imputazione relative a lavori effettuati per Asm Lavori s.r.l. nel periodo aprile 2011 – marzo 2012 dell’importo complessivo di euro 66.290,03 con conseguente verosimile versamento a Filippi Filippi della somma di 6.620,00 (pag. da 6 a 17).
Le dichiarazioni rese dall’imprenditore apparvero meritevoli di attenzione in quanto nella prima metà di Luglio erano state pubblicate sul quotidiano locale “La Provincia Pavese” notizie aventi ad oggetto la gestione di Asm Lavori s.r.l. (società di servizi interamente controllata da Asm Pavia s.p.a presieduta, come già scritto, da Filippi Filippi sino al 5.11.2013 e successivamente da Lazzari sino al Luglio 2014) e di Asm s.p.a (società a partecipazione pubblica le cui azioni sono possedute nella percentuale del 95,73% dal Comune di Pavia e nella restante parte da Comuni della Provincia) di cui Filippi Filippi era consigliere del c.d.a.; detti articoli riguardavano la perdita di 490.000 di Asm Lavori al 31.12.2013, le dimissioni di Lazzari, il numero ritenuto eccessivo di quaranta dipendenti assunti da Asm Lavori, i premi attribuiti ai componenti del c.d.a di Asm s.p.a. nonostante la società avesse riportato rilevanti perdite e fossero a rischio i posti di lavoro.
Un primo parziale oggettivo riscontro delle dichiarazioni rese dallo Scariato si rinvenne negli accertamenti effettuati dagli U.P.G. della locale sezione di P.G. presso l’Hotel Hilton Garden Inn di Roma ove dal 1° al 4 febbraio 2013 soggiornarono Filippi Filippi, Maurizio Lazzari che lasciò l’albergo un giorno prima, e Giovanni Demaria (e quindi non Cristiano Bernardi e Gianfranco Sapienza, come riferito dallo Scariato); le fatture dell’importo complessivo di euro 1.228,50 acquisite agli atti intestate a Asm Lavori e alla medesima addebitate, pagate in giorni differenti, risultarono saldate con la medesima carta di credito recante una firma che è riconducibile a Luca Filippi Filippi; si evidenzia al proposito che egli fu anche l’ultimo soggetto abilitato ad usare la carta di credito che lasciò l’albergo. Il Demaria non intratteneva alcun rapporto professionale con Asm ed è impiegato da anni presso la Royal Games s.r.l.
Le informazioni richieste all’Inps dimostrarono che nell’anno 2014 Asm Lavori aveva trentacinque dipendenti tra i quali rientravano il Coerezza e la Baccaloni, ma non Angelo Cavagnini (detto Cava) che, tuttavia, aveva in uso un telefono cellulare intestato ad Asm.
Sin dallo svolgimento e delle prime indagini furono autorizzate le intercettazioni telefoniche sulle utenze ritenute di interesse, stante la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imprenditore.

Capo di imputazione sub A)

Quanto alle spese effettuate dal Filippi Filippi con la carta di credito di Asm Lavori, si è già detto in ordine al soggiorno romano avvenuto dal 1° al 4 febbraio 2013 (euro 1.128,50); in particolare la documentazione acquisita dimostra che il 30 gennaio partì la richiesta di prenotazione dall’indirizzo mail e.bacaloni @Asm.pv.it. (attribuita alla sopra citata Elisa Bacaloni) che riguardava tre stanze singole. La dipendente dichiarò che gli ospiti dovevano essere Filippi Filippi, Lazzari e forse Fabio Bonetti; in realtà il terzo cliente fu il Demaria. Di tale esborso vi è preciso riscontro nell’estratto conto della carta di credito (cfr. pag. 77, 2 pagamenti a favore dell’ Hotel Claridge). Negli stessi giorni furono effettuati pagamenti presso due ristoranti romani dell’importo complessivo di euro 160,00.
Occorre ora precisare che gli investigatori riuscirono ad acquisire informalmente una copia dell’estratto conto della carta di credito relativa al periodo giugno 2011- luglio 2013 ed eseguirono un numero limitato di riscontri che furono concentrati sulle spese effettuate fuori Pavia, al fine di non far trapelare notizie sulle indagini.
Si riportano di seguito alcune spese effettuate dall’indagato, così come indicate nella richiesta in esame, che costituiscono oggettivo riscontro delle affermazioni dello Scariato.
Esemplare risulta la ricevuta rilasciata in data 04.07.2013 per l’importo di euro 358,00 dall’Hotel Spagna Suite srl di Roma, ove compaiono due camere, una occupata da Filippi F. Luca, mentre l’altra è stata utilizzata da Sapienza Gianfranco, persona che nulla ha a che fare con Asm Lavori (pag. 94 e fattura a pag. 2 della parte relativa a fatture alberghi).
Si richiama la fattura rimessa ad Asm Pavia Spa in data 09.11.2012 dall’Hotel Trampolines di Riccione ove, con permanenze varie, Filippi F. Luca ha pagato con la carta di credito di Asm Lavori euro 1.738,00 annoverando fra gli ospiti Mangiarotti Manuele, Bobbio Pallavicini Antonio, Bacaloni Elisa, Demaria Giovanni, Tedesi Claudio, Cappello Rosanna e Lazzari Maurizio, tutti alloggiati in camere suite singole (pag 68 – fattura pag 3).
A Padova Filippi F. Luca soggiornò presso l’Hotel B4 Net dal 10 al 12 maggio 2012 e pagò euro 237 per tre notti (e non 629,00 come indicato dal Pubblico Ministero) di permanenza oltre euro 360,00 per spese di ristorante (pag. 55 e fattura pag.4).
All’Hotel Adriano di Roma il 03.06.2013 si registra una fattura dell’importo di euro 441,00 per il soggiorno, oltre che per il titolare anche di Demaria Giovanni e De Salvo Rosanna, madre di Luca, oltre a euro 118,00 per spese di ristorante (pag 91 e fattura pag. 5).
All’Hotel Sarti di Riccione l’11.11.2011 Filippi fattura di euro 374,80 ad Asm Spa utilizzando la carta di Asm Lavori ed intestando il documento fiscale a Tedeschi Gabriele: nel soggiorno sono compresi Tedeschi Gabriele, Baldiraghi Renato e Bobbio Pallavicini Antonio (pag. 43, fattura pag. 6).
Al residence Hotel Parioli di Roma dal 20 al 23 settembre 2012 Filippi pagò con la carta di credito di Asm Lavori la somma di euro 537,00 per tre pernottamenti esclusi ovviamente i pasti nei migliori ristoranti di Roma (pag. 64, fattura pag. 6).
Ancora a Roma presso l’hotel Exedra Filippi F. Luca soggiorna in due periodi dal 28 al 30 settembre 2012 e poi dal 18 al 20 ottobre 2012 pagando in totale euro 1.234,38 per una camera la prima volta ed un appartamento la seconda (di cui solo 460,00 addebitate con carta di credito ad Asm Lavori pag 66 fattura pag 10). Nella seconda occasione pagò euro 259,00 per una cena.
Presso l’albergo Santa Maria di Chiavari (GE) Filippi F. Luca viene accompagnato dalla moglie Mariani Carla Valeria, dal figlio minore e dalla nipote. Il soggiorno avvenuto nel periodo 17/19 agosto 2012 è stato liquidato con la carta di credito aziendale per un importo pari a euro 572,10 ma fatturato a Filippi F. Luca all’epoca dei fatti residente in v.le della Libertà. Durante il soggiorno ha consumato in vari ristoranti della zona accumulando e liquidando gli importi sempre con la carta aziendale per un totale di euro 869,00. (pag 62 , fattura pag. 11).
A Siena Filippi F. Luca ha soggiornato presso l’Hotel Athena il giorno 01.02.2011 fatturando a carico di Asm Lavori euro 192,00 e verosimilmente il giorno successivo a Pienza pagando con la medesima carta di credito euro 117,00 (pag. 31, fattura pag 12).
Dal 12 al 14 ottobre 2011, l’indagato soggiornò a Roma al Grand Hotel De La Minerve, unitamente ad Alessandro Zacconi e Cristiano Bernardi (legale rappresentante di Royal Games s.r.l.) addebitando a Asm Lavori l’importo di euro 3.267,00, nonostante le relative fatture risultino intestate a SGR s.r.l. (pag 39, fatture pag. 8); per il giorno successivo è registrato un addebito di euro 213,00 a favore l’hotel Claridge di Roma.
Il 24 ottobre 2012 ad Asm lavori è stata addebitata la somma di euro 78,03 pagata alla Pizzeria Rialdo sita in Campione d’Italia, Comune nel quale si trova il casinò nel quale l’indagato è entrato per ventiquattro volte nell’anno aprile 2013- aprile 2014 (pag 49, fatture pag. 1).
Dal 16 al 18 gennaio 2014 (epoca della quale non si dispone dell’estratto conto della carta di credito) Filippi Filippi e Lazzari soggiornarono presso il Risorgimento Resort di Lecce (luogo di nascita dell’indagato); la relativa fattura di 549,00 risulta intestata a Asm Lavori; agli atti è allegata la fattura del 17 gennaio di euro 230,00 emessa dalla trattoria la Puritate sita in Gallipoli avente ad oggetto quattro menù a prezzo convenuto.
Dall’esame degli estratti conto della carta di credito in questione emergono numerosissimi pagamenti presso ristoranti e pizzerie siti in Pavia e Provincia e rilevati pagamenti di spese effettuate a Lecce (es. euro 170,00 il Bacaro del 12.2.2012; euro 649,00 il Telefonino del 14.2.2012; 84,85 Q8 del 13.02.2012 , 275,00 Alex One del 12.4.2012; euro 89,70 Q8 del 16.4.2012; euro 86,00 Caffè Rivoli del 16.4.202; euro 200,00 i Merli del 24.12.2012; euro 113,00 Pio Bove del 11.1.2013; euro 155,00 Hotel President del 12.1.2013; euro 210,00 La Scarpetta Hostaria del 1° Giugno 2013; euro 500,00 Blu Notte del 2.6.2013; euro 327,00 Patria Palace del 3.6.2013), circa euro 500,00 spesi a Londra nel giugno 2012, ed altri esborsi presso fiorai, vinerie e negozi di prodotti elettronici di consumo (Trony, Apple) oltre a spese sostenute per scaricare via internet giochi o musica.
Se tali sono le prime risultanze delle indagini, si può ritenere che ulteriori approfondimenti per un periodo più ampio possano dimostrare ulteriori pagamenti non giustificabili come spese di rappresentanza.
Al proposito va altresì evidenziato che il Filippi Filippi ha beneficiato dall’ottobre 2011, quale consigliere di Asm s.p.a., di euro 1.500,00 a titolo di rimborso spese mensili; con riferimento all’anno 2012 egli ricevette euro 10.000,00 a titolo di premio per il buon lavoro svolto in Asm Pavia (dalle notizie di stampa risulta che a tale titolo abbia ricevuto anche ulteriori somme) e quale Presidente di Asm Lavori un premio di risultato pari a 30.000,00 (documenti allegati al procedimento 1483/14 mod. 44 riunito a quello in esame). Significativo e il fatto che l’indagato si sia dimesso dalla carica di consigliere del Cda di Asm s.p.a. nell’ottobre 2014, subito dopo che la Polizia Giudiziaria aveva effettuato un accesso della in azienda per l’acquisizione di documentazione relativa alla gestione e cura del verde pubblico. L’indagato attualmente riveste la carica di consigliere del Cda di Ecolevante s.p.a. (società a capitale pubblico le cui azioni sono detenute all’85% da Linea Ambiente s.r.l. interamente partecipata da Linea Group Holding s.p.a., le cui azioni sono suddivise tra varie società municipalizzate tra le quali rientra Asm Pavia s.p.a., cfr. visure in atti nel c.d. allegato all’informativa finale).
Egli, inoltre, è dipendente dell’Istituto di Assistenza e di Cura Santa Margherita, facente parte all’Azienda Servizi alla Persona Istituzioni Assistenziali Riunite del Comune di Pavia.

Questo Giudice ritiene che, sulla base degli atti sopra esaminati, allo stato siano configurabili gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in ordine al reato di peculato per l’appropriazione di somme di denaro, tutte relative a spese voluttuarie sostenute per sé, per amici e parenti, che allo stato si possono quantificare in un importo ampiamente superiore a euro 20.000,00, ma che molto verosimilmente sono suscettibili di aumento; non essendovi dubbi sulla qualifica di pubblico ufficiale del Presidente di una società municipalizzata (Cass. Pen. sez. VI 29.6.2006 n. 38698 Rv. 234990; Cass. pen. sez. VI 27.11.2012 n. 49759 Rv. 254201), va evidenziato che la carta di credito aziendale può essere utilizzata solo per spese strettamente connesse alla funzione svolta, nelle quali non possono rientrare gli esborsi sostenuti per ragioni personali, né per mantenere i contatti di natura politica che verosimilmente interessano coloro che ricoprono cariche della natura di quelle in esame.

Capo d’imputazione sub B)

Questo Giudice ritiene che i fatti descritti dallo Scariato in sede di spontanee dichiarazioni e quanto emerso dalle successive intercettazioni telefoniche, inducano a qualificare il reato contestato ai sensi dell’art. 319 c.p. con conseguente responsabilità anche da parte del dichiarante ex art. 321 c.p. Circa l’utilizzabilità di quanto riportato nell’annotazione di servizio si richiama il principio esposto dalla S.C. secondo il quale: «Sono utilizzabili nella fase delle indagini preliminari, ai fini dell’applicazione di una misura cautelare personale, le dichiarazioni spontanee di un coindagato annotate dalla polizia giudiziaria e riportate nell’informativa di reato, anche se non sottoscritte dall’interessato» (Cass. Pen. sez. VI 16.3.2010 n. 15437 Rv. 246837).
Che nel caso di specie si trattasse di spontanee dichiarazioni ben si può desumere sia dal tenore letterale del verbale della relazione di servizio datata 14.7.2014, redatta da Maresciallo Ales, che dal fatto che all’epoca la P.G. non era a conoscenza degli argomenti trattati dall’imprenditore in quanto non pertinenti alle generiche informazioni ricavabili dalla stampa. Non sono, invece, utilizzabili le s.i.t. rese dallo Scariato in data 21.8.2014.
Le condotte tenute dal Filippi Filippi, così come descritte dall’imprenditore, pur inserendosi molto verosimilmente in una consolidata modalità operativa fondata sulla corruzione, secondo la quale per ottenere lavori dal Asm Lavori era necessario versare il 10% al Presidente della società, non paiono integrare gli estremi del reato di concussione in quanto l’imprenditore dichiarante si trovava ad operare su un piano di parità con il pubblico amministratore, tanto che egli stesso ha riferito di avere preso l’iniziativa per sollecitare il Filippi Filippi a riprendere il vecchio progetto della società Rete Gamma, ben sapendo, secondo la sua pregressa esperienza, che avrebbe dovuto pagare un corrispettivo al Presidente; la volontà di entrambi, pertanto, convergeva paritariamente nel conseguimento di un fine illecito, senza che perciò lo Scariato si trovasse nelle condizioni di dover subire un pregiudizio se non avesse raggiunto l’accordo con il pubblico ufficiale corrotto. La posizione sostanzialmente paritaria esistente tra i due contraenti si desume anche dal racconto effettuato dal dichiarante in ordine al contratto concluso per favorire la famiglia del Chiriaco; dalla ricostruzione dei fatti operata non è chiaro quale destinazione abbiano avuto i restanti euro 21.000,00, ma, tenendo conto del contesto sopra descritto, si reputa che lo Scariato stesso ne abbia in qualche modo beneficiato.
Allo stato, inoltre, non è configurabile alcun indebito vantaggio che l’imprenditore avrebbe ottenuto dalla conclusione dell’accordo, in quanto la dazione della tangente costituiva la modalità per ottenere degli appalti per i quali egli percepiva per sé un corrispettivo adeguato.
Questo Giudice ritiene che le dichiarazioni rese dello Scariato in tema di contratti d’appalto siano attendibili perché sono sostanzialmente autoaccusatorie e, sebbene egli fornisca una versione dei fatti a sé favorevole, si inseriscono in un più ampio resoconto di attività illecite tenute dal Filippi Filippi che hanno trovato riscontri oggettivi.
Tanto premesso, al fine della corretta qualificazione giuridica del reato, si richiamano i principi esposti dai giudici della Suprema Corte, secondo i quali «anche nell’ambito delle scelte discrezionali del pubblico ufficiale sussiste la contrarietà ai doveri d’ufficio quando egli ponga in essere atti formalmente regolari ma prescindendo volutamente – in presenza di un accordo corruttivo – dall’osservanza dei suoi doveri, quantomeno quelli di imparzialità e buon andamento dell’amministrazione», oltre che di correttezza (Cass. pen. sez. VI 23.1.2004 n.12237 del 23.10.2004 Rv 228378; Cass. pen sez VI 4.12.2002 n. 3388 RV 224056).
Orbene nel caso di specie non risulta che Asm Lavori, e per essa Filippi Filippi, svolgessero alcuna attività istruttoria precedente all’assegnazione delle opere acquisendo un congruo numero di preventivi, attività richiesta per rispettare il principio di imparzialità e di economicità (e quindi del buon andamento) dell’attività dell’amministrazione; al proposito si osserva che detta attività era obbligatoria in quanto ad Asm Lavori, quale organismo di diritto pubblico, si applica il d.lgs n. 163/2006 (c.d. codice degli appalti), come espressamente previsto dall’art. 3 co 25 e 26.
A ciò si aggiunge il fatto che la dazione oggetto di corruzione veniva talvolta pagata dalla stessa società pubblica mediante la conclusione di contratti a prezzi maggiorati e così era nuovamente violato il principio di buon andamento dell’amministrazione oltre che quello di correttezza.
Per le ragioni sopra esposte, si ritiene che siano ravvisabili gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di corruzione propria.

Capo di imputazione sub C)

Come è già stato scritto, una delle cause del dissesto di Asm Lavori è stata individuata nell’eccessiva assunzione di dipendenti e dell’utilizzo di consulenze esterne che si protraevano di fatto tempo indeterminato non essendo vincolate a un obiettivo ben preciso. Si riportano di seguito le dichiarazioni rese dal dott. Scova (da tempo dirigente in Asm s.p.a.) in data 27.9.2014.

«Sono stato nominato procuratore speciale ff. del Direttore Generale di Asm in luogo dell’ing. Tedesi sospeso dal servizio a seguito di un’inchiesta giudiziaria. La nomina è stata esecutiva dal 21.02.2014 e decisa con delibera del consiglio di amministrazione di Asm circa dieci giorni prima.
ADR lei mi chiede se vi è fondamento sui recenti articoli apparsi sulla stampa in merito ad Asm Lavori ed Asm in generale. Nel periodo in cui sono stato amministratore sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un passivo della gestione corrente di Asm Lavori di circa 500.000 euro. Detto passivo era dovuto alla gestione 1° gennaio/31 dicembre 2013. Periodo in cui alla presidenza del consiglio di Asm Lavori vi era, dapprima Luca Filippi Filippi e, dal novembre dello stesso anno, Lazzari Maurizio. Preciso che la mia impressione è stata che Filippi l’abbiano fatto dimettere a causa del forte passivo ma che lo stesso sia riuscito a mettere al suo posto un suo stretto e fidato collaboratore. Come da mio mandato ho cercato di comprendere le motivazioni di tale passivo e, nonostante una discreta ostilità posta dall’amministrazione di Asm Lavori, sono riuscito a farmi un’idea abbastanza precisa delle azioni ed omissioni che hanno portato alla perdita finanziaria.
ADR benché di fatto Asm Lavori abbia la sua autonomia gestionale e quindi sia obbligata a fornire ad Asm solo i risultati di bilancio, posso affermare che di fatto, la mia impossibilità ad accedere alla contabilità, è stata gestita da Lazzari che agiva per conto di Filippi.
Gli elementi per i quali addebito l’ammanco di guadagno posso riassumerli in tre punti: Primo l’eccessivo numero di dipendenti, soprattutto amministrativi, rispetto all’attività della società; Secondo il ricorso eccessivo all’affitto da terzi di macchine operatrici non in possesso all’azienda; Terzo l’eccessivo costo delle spese di rappresentanza.
ADR di seguito specifico. Per quanto riguarda l’esubero di figure amministrative e tecnici in Asm Lavori posso dire che ho constatato di persona, avendo avuto l’ufficio accanto a loro che detto personale si aggirava per i corridoi apparentemente senza alcuna attività. Emblematica la figura di un tecnico tale Coerezza che sino alla data del 31 luglio 2014 allorquando ho terminato il mio incarico, era privo di qualsiasi mansione. L’unica cosa certa è che è amico intimo di Filippi e che sia stato assunto dallo stesso. Le insistenti voci che ho raccolto durante il mio servizio sono sconfortanti in quanto mi hanno riferito che, soprattutto i tecnici esterni a partita Iva, ovvero coloro che esercitano consulenza annuale con contratto fisso, erano soliti a fatturare molto più di quello concordato perché dovevano versare una quota del loro danaro a Filippi Filippi Luca.
A tal proposito so per certo che ultimamente tale Cavagnini ha presentato all’incasso una fattura di ammontare di circa il doppio dei pattuito ma che è stata respinta a’all’attuale Amministratore Pietro Antoniazzi.
ADR per quanto a mia conoscenza, le fatture dei tecnici sino alla gestione Lazzari sono sempre state saldate senza problemi e verifiche. Per quanto riguarda la mia valutazione in merito agli esuberi tengo a precisare che negli ultimi tempi due tecnici sono stati trasferiti alla società Pavia Acque e per altri tecnici a partita Iva sono state ridotte le commissioni e le consulenze. Fornisco dati allo stato ancora non completamente pubblici. Come detto nel 2013 Asm Lavori ha registrato un “buco” di 490.000 euro circa, sino al mese di aprile 2014 ha registrato un negativo di circa 160.000 euro, oggi si prevede di chiudere l’esercizio 2014 con un disavanzo non superiore agli 80.000 euro. Mi sembra emblematico dopo solo alcuni mesi.
ADR per quanto riguarda gli affitti di macchine operatrici per i lavori di Asm Lavori, due sono state nel tempo le principali ditte a cui Filippi si affidava. Una, quella del figlio (consulente ed assunto a partita Iva) di Balduzzi Luigi (direttore tecnico di Asm Lavori), notizia come mi dice riportata anche dalla “Provincia Pavese” che per quanto ne so non è mai stata smentita da nessuno. La seconda per ora non me ne sovviene il nome. Nonostante non mi sia stata consentita l’acquisizione della contabilità relativa, ho avuto modo di verificare che per lavori di scarsa valenza economica e di realizzazione, sono state impiegate macchine operatrici con costi assolutamente anti economici e sproporzionati. Anche in questo caso mi è stato riferito che lo stesso Filippi al quale era stata fatta notare tale incongruenza abbia detto “altrimenti come faccio a farmi un regalino?”.
ADR Per quanto riguarda le spese di rappresentanza sono state estremamente “generose”. Per quanto di mia conoscenza circa 70.000 euro durante la gestione Filippi / Lazzari. Spese per la maggior parte assolutamente personali per quanto ho potuto sapere.
ADR nel momento in cui Filippi ha passato il testimone a Lazzari ha perso la disponibilità della carta di credito di Asm Lavori ma ha conservato quella di Asm in virtù dell’incarico di consigliere.
ADR la carta di credito di Asm per le spese di rappresentanza, non è data a tutti ma Filippi ha fatto espressa richiesta, ottenendola. So per esempio di consiglieri come Artuso e Leonardelli che non l’hanno mai utilizzata per alcuna spesa di rappresentanza.
ADR nelle spese di rappresentanza, ovvero effettuate per conto e nell’esclusivo interesse dell’azienda, sono ammesse a detto capitolo spese di viaggio e soggiorno per missioni effettuate per l’azienda. Un incontro politico personale non è ammissibile. Un soggiorno con i familiari, benché avvenuto nell’interesse di cui sopra, non è ammissibile nella parte in cui comprenda anche i familiari o persone estranee all’azienda. Non possono essere fatturati a nome dell’azienda personaggi che anche se inseriti in un contesto pubblico (comune, provincia, regione) e legittimamente presenti in un luogo per promuovere l’azienda, devono far capo per il rimborso all’amministrazione da cui dipendono.
ADR le voci raccolte personalmente in merito alle spese di Filippi sono allarmanti, spese per soggiorni e libagioni non ammissibili, spese effettuate per amici e conoscenze a carico della ditta, in un caso si parla di un abbonamento a siti a luce rossa. Non ho materialmente la disponibilità di documentazione contabile quali estratti conto e note spesa ma detto cartaceo è facilmente reperibile presso l’ufficio contabile di Asm Lavori che deve sottostare alle regole di contabilità societaria.
È in mio possesso una richiesta di liquidazione nominativa di Filippi Filippi Luca per un soggiorno di più persone a Bari, a me richiesto in Asm a cui non ho dato corso. Mi riservo di fornirvi copia cartacea della richiesta e della fattura. In merito a questo ultimo aspetto voci mi hanno riferito che l’attuale amministratore di Asm Lavori (Antoniazzi) abbia ricevuto velati avvertimenti da parte di Filippi e sodali per la non divulgazione della documentazione relativa».

Pur non essendo utilizzabili come fonti di prova “le voci” raccolte dal dott. Scova, va evidenziato che le stesse hanno trovato precisi riscontri nelle indagini svolte e, in particolare, nelle intercettazioni telefoniche autorizzate.
Il Coerezza nelle telefonate del 2 e 5 Settembre 2014, lamentandosi del nuovo regime restrittivo imposto dal Presidente Antoniazzi, affermò: «e infatti, … come faccio a timbrare…. Adesso… lascia perdere che io andavo a fare dei pranzi…… e magari stavo via due ore…. ; … ma perché, ma perché …. Il mio incarico è un po’ particolare… Non avevo un incarico fisso …. Hai capito? Funzionava un po così».
Quanto all’episodio riferito dal dott. Scova relativo al rifiuto della liquidazione di una fattura presentata dal Cavagnini, occorre precisare che il consulente aveva concluso un contratto che prevedeva il pagamento di euro 1.800,00 al mese; pur non essendo stata acquisita la documentazione pregressa ai fine di mantenere il riserbo sulle indagini, è tuttavia certo nel mese di luglio 2014 il collaboratore presentò una fattura di euro 4.916,48.
La mattina del 5 agosto Cavagnini telefonò alla Baccaloni, impiegata assunta durante la gestione Filippi Filippi e molto vicina al Presidente (con Filippi Filippi trascorse qualche giorno di vacanza a spese di Asm Lavori), per precisarle l’importo della fattura; non appena il chiamante fece un accenno a una telefonata effettuata da Luca con la quale «gli aveva rotto i coglioni», la donna gli impedì di proseguire il discorso e cessò la telefonata. Quale fosse stato il contenuto del discorso con l’indagato ben si comprende dal successivo colloquio intercorso tra il Cavagnini e la moglie durante il quale l’uomo riferì «… poi questa mattina mi ha chiamato Luca ma era (incompr.) logico, lo sapevo già, lui non si dimentica mai di nulla …. E comunque… va bene dai, ci sentiamo dopo, ciao».
Il fatto che Cavagnini sperasse ancora di poter contare sull’aiuto dell’amico Filippi Filippi, ben si comprende dalle successive telefonate intercorse con l’amico Bonetti, dipendente di Asm Lavori
«A: Eh niente che…. adesso non so… io non ho ancora visto un cazzo… che mi chiedevano il fatto che la fattura di agosto era di quattromilaesei al posto di milleotto come da contratto … ed ancora…
A: Sì sì però non c’è nessun problema a me frega un cazzo… su un milione di euro di fatturato se non mi… vedete voi poi a un certo punto… vaffanculo».

Anche il Bonetti apparve molto combattivo:

«B: ha iniziato adesso… adesso il problema è la Franca che sta dando… anche con me… con mio… con il mio contratto sono andato di là mi ha detto che me l’aveva tolto.
A: sì sì no (inc.)
B: Franca rompe il cazzo… ma io faccio quello che voglio… io… l’importante è che non mi rompano i coglioni se no io gli scateno l’inferno».
Con il passare del tempo, la sicurezza del Cavagnini iniziò a diminuire in quanto comprese che la nuova amministrazione stava agendo con precisione per risanare la situazione economica dell’ente; in tale contesto si colloca la seguente telefonata.
«A: no, no adesso ho sentito l’Elisa… Porca Troia!!!
B: (p.d.c.) que pasa? (p.d.c. cosa succede in spagnolo)
A: e no… mi stanno… sono andati a prendere i verbali… adesso… li sistemo io….
B: mmm???
A: va beh… dai … è un casino… finché adesso… finché non vedo lui… non posso dir niente… però per ora le cose non sono … non sono… confortanti».
Nel frattempo l’indagato si incontrò con il Presidente Antoniazzi per trattare la posizione del Cavagnini, ma evidentemente non ottenne alcun esito positivo in quanto non riuscì «a sistemare le cose» come auspicato dal Bonetti (tel. 756 del 2.9.2014). Il Cavagnini ebbe, infine, due contatti con l’Antoniazzi e con il Filippi Filippi dai quali comprese che non poteva fare altro che accontentarsi di percepire l’importo contrattualmente previsto di euro 1.800,00 mensili.
Pare ora opportuno evidenziare quanto emerso dalle intercettazioni disposte in questo procedimento che forniscono uno spaccato dell’attività concretamente svolta dal Cavagnini.
Nel corso della telefonata intercorsa il 19.9.2014 tra lo Scariato e Luigi Greco, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Pavia, sino alla primavera 2014 (il cui contenuto è integralmente riportato alle pagine 14-17 della richiesta del P.M. e fornisce una parziale sintesi della mala gestio all’interno di Asm Lavori), i due affermarono quanto segue:
«B Greco Luigi: basta Abelli, basta Filippi, basta Pesato, basta quel…!!! basta basta basta… cioè… cioè non vedo perché devo pagare per le colpe degli altri… solo perché il ventilatore si accende e la merda va dappertutto… ma va’…. basta, basta… ma io son contento di aver perso… così sto a casa mia e nessuno mi rompe più il cazzo… solo che ogni volta che apre parola lui… la colpa è mia… perché sono io dietro che gli dico di fare queste cose qua! cioè… son davvero… scassi… ma a me non me ne frega niente eh… a me non me ne frega un cazzo…
A Scariato: va beh… vanno avanti ancora…
B: eh… sette otto mesi… poi basta… poi scadono… e vanno a casa…
A: sì sì…
B: eh…
A: fanno ancora quello che vogliono… fanno ancora questi… i dipendenti sono lì assunti e non gliene frega un cazzo…
B: ok bravo…
A: cioè queste balle qua… lui telefona ancora… chiede il pacchetto di sigarette alle tre di notte e glielo portano…
B: pensa te…
B: eh sì che me lo ricordo!! (inc.) a Cava… a Cava… comprami le sigarette… quello si alza da casa e va a comprargli le sigarette… ma ti rendi conto? !?!?! cioè guarda…
A: (ride)
B: neanche al tempo dello schiavismo romano…
A: (ride) eh figa!! cosa fai? eh, sto dormendo… Portami le sigarette…
B: vai e comprami le sigarette…
A: (ride)
B: e quello si alza e va a comprarle… cioè ti rendi conto??? dai!
A: io dicevo… mavadavialcul.. questo qui si alza gli va a prender le sigarette e le porta lì…
B: una follia…
A: (ride)
B: viva l’Italia! vabbo’! dai ci vediam stasera… ciao…»

Il 4.8.2014 il Filippi Filippi chiamò Cavagnini e gli ordinò di prendere immediatamente una macchina (evidentemente di Asm Lavori) e di andarlo a prendere a casa perché doveva andare in Asm. Il giorno successivo tra i due intercorse il seguente colloquio
«A: pronto…pronto!
B: …(inc.)…
A: eh?
B: non passi da me prima che…(inc.)…vengo lì?
A: non ho capito Luca!
B: non passi da me? !…Cava figa, parlare con Cava è una roba brutta…eh, tutti…parola su cinque!.. eh…
A: dove sei?
B: al Bar!…ma cos’hai, stai dormendo ancora!
A: ma no, sto…sto timbrando le transenne!
B: eh…cioè, dai sù, fai dei lavori che non servono a un cazzo!
A: servono invece!
B: sì, va bè dai…ciao.
A: ueh ciao…»

Al fine di meglio chiarire la gravità della situazione, è necessario tener presente che gli eventi sopra descritti si sono tutti verificati dopo che il Filippi Filippi non aveva più alcuna carica all’interno di Asm Lavori.
Così chiariti i fatti, questo Giudice ritiene che il quadro probatorio sopra descritto, nel quale le intercettazione disposte, se pur relative a un periodo temporalmente limitato, costituiscono un elemento di rilevante importanza, sia idoneo a configurare gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato in esame. Il fatto che il Cavagnini dovesse «versare qualcosa» al Filippi Filippi ogni volta che incassava una fattura costituisce un chiaro indice di un accordo assunto al momento della conclusione del contratto di collaborazione che prevedeva da un lato un importo simbolico di euro 1.800,00 al mese, suscettibile di aumenti incontrollati, e dall’altro la dazione di una parte del denaro riscosso a colui che gli aveva procurato il lavoro. Che in tale contesto si sia verificata un’attività di persuasione da parte del pubblico ufficiale, che nella veste ricoperta era l’unico che poteva ideare e proporre una soluzione del genere al Cavagnini, e che perciò ha abusato della sua posizione, appare altamente verosimile, come pure è certo che il collaboratore, pur mantenendo un ampio margine decisionale, abbia aderito alla proposta illecita per procurarsi un indebito tornaconto personale. In considerazione dei riscontri oggettivi ottenuti rispetto alle dichiarazioni rese dal dott. Scova, sulla cui attendibilità allo stato non vi sono motivi di dubitare, analoghe considerazioni possono essere effettuate nei confronti di tutti coloro che furono assunti con contratto di collaborazione nell’epoca della gestione di Filippi Filippi (tra gli altri il Mangiarotti), ma accertamenti di tal genere devono ancora essere svolti, necessariamente senza le verosimili intromissioni dell’indagato.

Esigenze cautelari

A parere di questo Giudice sono ravvisabili le esigenze cautelaci previste dall’art. 274 lett a) e lett c) c.p.p.

L’indagato ha dimostrato un’inusuale capacità di utilizzare le cariche pubbliche a fini di arricchimento personale, in totale spregio delle utilità dell’ente amministrato, non solo appropriandosi direttamente di denaro pubblico, ma costruendo un’organizzazione sufficientemente articolata in base alla quale riesce a trarre indebiti e lauti profitti anche dallo svolgimento dell’ordinaria attività dell’amministrazione; le dichiarazioni rese dal dott. Scova in ordine al parziale risanamento delle passività costituiscono un chiaro indice del fatto che Filippi Filippi gestiva l’ente interpretando la pubblica funzione attribuitagli come mero arbitrio destinato all’arricchimento personale. Egli, di fatto, aveva trasformato Asm Lavori come un bancomat personale. Ciò che più rileva è la circostanza che l’indagato, dimostrando un elevatissima capacità di delinquere (si pensi che dalle prime e riservate indagini sono emersi gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di peculato, corruzione e concussione) ha posto in essere un “sistema” che gli consente non solo di beneficiare di proventi illeciti nell’attualità dell’esercizio delle funzioni pubbliche, ma anche quando le medesime sono terminate.
Al proposito si richiama a titolo di esempio quanto sopra scritto in ordine all’acquisto notturno delle sigarette da parte del Cavagnini, della disponibilità pressoché incondizionata ottenuta dal Coerezza della prontezza con la quale la Baccaloni ha fermato il discorso introdotto dal Cavagnini in ordine ai rapporti con il Filippi Filippi, dalla disponibilità del Baldiraghi.
La pervasività del potere esercitato dall’indagato è ulteriormente dimostrata dal contenuto di altre intercettazioni telefoniche dalle quali si evince che egli usufruisce di appoggi anche tra il personale di Asm; dal colloquio intercorso il 12.9.2014 tra un dipendente di Asm (Fabio Marini) e Filippi Filippi (progr. 1869) emerge che il primo aveva organizzato quanto necessario perché l’indagato potesse avere a disposizione una vettura di Asm ( che doveva essere consegnata sul luogo di lavoro dell’indagato da due persone in modo che lui potesse partire direttamente) per recarsi ad incontri di natura politica a Milano e in Oltrepo, come risulta dalla telefonata effettuata immediatamente prima al Demaria (progr 1963); nel corso di tale colloquio l’indagato riferì che doveva recarsi da Alpeggiani (politico dell’Oltrepo), poi a un appuntamento a Milano e quindi in Regione ( FF.«Eh Derna figa sto andando in giro per voi, mica per me eh» D «ma non dire cazzate» FF: «Eh va. bè, non dico le cazzate… poi un… qualcosa di riflesso, per carità di dio, cioè, se van bene le cose per voi, potrebbero andar bene anche per me… potrebbero eh? Poi l’è tut da ved eh? Pero cioè..»).
Altra persona che si mette a disposizione del prevenuto è il Baldiraghi (dipendente di Asm s.p.a.) che svolgeva il compito di autista del Filippi Filippi e di informatore su quanto avveniva all’interno delle società; ciò emerge anche dai colloqui intercorsi tra Filippi Filippi e la moglie, mentre Baldiraghi si trova a casa del primo (17.9.2014)…

«A: pronto?
B: ueh
A: questo (inc.) è un dipendente.
B: non ho capito.
A. no, stavo parlando con Baldiraghi.
B: perchè è lì?
A: si, uah.
B: come mai?
A: stavamo parlando di alcune cose… adesso è uscito dal balcone che gli attacco i germi».

E ancora, sempre parlando con la moglie il 6.9.2014

A. deve venire Baldo, deve arrivare bene in ritardo oggi, Baldo..
B: eh.
A. Baldiraghi.
B: eh.
A: eh niente, era sotto casa ad aspettare, ah.
B: poverino. eh.
A. è in ritardo, è in ritardo, eh, meno male che mia moglie mi ha fatto compagnia, eh eh Voce di sottofondo di un soggetto maschile che dice “se non hai problemi”
A. problemi, va bé, allora.
B: che è poverino, ti viene a prendere?
A: ma no in giro, andiamo a bere il caffè così mi parla di quando va in servizio, non vado mai in Asm però la mattina mi fa il rapportino, uh, va bé».

Parimenti dalle telefonate intercettate si è avuta conferma del fatto che il Mangiarotti ha presentato varie fatture per il pagamento (tel. n. 918 del 18.9.2014) ad Asm Lavori con documentazione che appariva incompleta; si ritiene che nel contesto probatorio sopra descritto anche le prestazioni rese dal fotoreporter meritino un adeguato vaglio investigativo.
Ciò che a parere di questo Giudice assume connotati di particolare gravità, sia sotto il profilo del pericolo della reiterazione dei reati della stessa specie di quelli per i quali si procede che sotto il profilo dell’inquinamento probatorio, è la condotta assunta da Filippi Filippi per sponsorizzare la nomina dell’amico Giovanni Demaria quale componente del c.d.a. di A.S.P. (Azienda Servizi alla Persona) e soprattutto quale componente dell’organo di vigilanza di Asm s.p.a. la cui nomina è rimessa ai componenti del C.d.A.
Al proposito si richiama il contenuto del colloquio telefonico durante il quale Filippi esortò Demaria a preparare e mandare il curriculum comprensivo degli «studi ed esami sulle commissioni di vigilanza». Il Demaria inizialmente rispose che lui non aveva mai fatto tali studi in quel settore ma poi si fece convincere ad attestare il falso.

«A: mmmm…. prepara il curriculum eh?
B: Si si ce l’ho già
A: E m’ha detto para… di’ bum bum, digli che hai fatto studi ed esami su… su gli organismi di vigilanza, mmm?
B: Eh non li ho fatti, non lo scrivo
A: Tu scrivi, che cazzo non li hai fatti, figurati se non li hai atti, ti ho visto io eh non è che ti fan l’esame eh Dema scrivi quello che ti dico, eh?
B: Eh va bè lo scrivi tu, io te lo giro…
A: No non è che lo scrivo io (inc.) scrivo io ma lo giri così, eh?
B: ‘Vabbò ….»

Qualche giorno dopo (23.9.2014) tra i due intercorse la seguente telefonata….

A: pronto!
B: mi serve il curriculum eh… io domani ho il Cda, eh!
A: te lo giro via mail…
B: e va beh… stampamelo, portamelo! (inc.)… hai scritto “studi sui contratti di vigilanza”?
A: no…
B: eh…
A: ma io non scrivo il falso…
B: ma non è falso… cretino… non ti ho mica detto che sei un esperto… hai studiato cosa sono, no??? punto, no?
A: no, non so neanche cosa sono…
B: eh… va beh… studiatelo stasera… così non scrivi il falso…
A: (ride)
B: eh?? prima studialo… e puoi scriverlo! eh?
A: ciao!
B: ciao ciao ciao…»

Non pago del risultato ottenuto, (il Demaria è stato nominato) l’indagato cercò, se pur inutilmente, di far nominare un altro amico all’interno dell’O.d.V (Mauro Calvi) come ben si comprende dal contenuto delle telefonate intercorse tra il Calvi e il Filippi Filippi (nn. 2914 e 2986 del 23 e 24/9/14) durante le quali l’indagato sollecitò l’amico a inviargli tramite e-mail il suo curriculum e gli raccomandò «scrivi studi approfonditi su vigilanza».
Ciò dimostra ancora una volta la ferma volontà del Filippi Filippi di avere completo dominio sulle aziende municipalizzate con il chiaro intento di trarne un profitto personale, anche sotto il profilo della “copertura” dei reati commessi. I compiti dell’organo di vigilanza sono previsti dal d.lgs n. 231/2001 e tra questi rientra anche quello di vigilare sulle attività sensibili, compresa l’eventuale commissione di reati contro la p.a. (c.f.r. arti. 6 e 7 d. lgs. cit.), di irrogare sanzioni e di riferire all’A.G. Nel sito internet di Asm Pavia, alla cui lettura si rimanda, sono dettagliatamente indicati i compiti dell’O.d.V., la cui istituzione è finalizzata, tra l’altro, a instaurare «un rigido sistema di prevenzione basato sulla divisione dei poteri che meglio potrà evidenziare l’elemento soggettivo del reato, il dolo, ovvero l’effettiva volontà del soggetto che perpetra la violazione di legge».
In conclusione, quanto sopra esposto consente di affermare che sussiste il concreto pericolo che l’indagato, se lasciato libero, commetta altri reati della stessa specie di quello per il quale si procede; ciò vale non solo per la carica attualmente assegnatagli quale componente del c.d.a di Ecolevante s.p.a., ma anche in considerazione del fatto che nel tempo egli ha inserito sia in Asm s.p.a. che in Asm Lavori un numero elevato di soggetti la cui attività egli a vario titolo riesce a dirigere e a condizionare con finalità che, vista la capacità criminale dimostrata, non sono e non saranno disgiunte dal suo illecito tornaconto personale. Ciò si afferma anche in applicazione del principio esposto dalla Suprema Corte con sentenza sez. VI del 10.4.2013 n. 39010 Rv 256596 secondo ii quale «in tema di reati contro la P.A., la tutela penale apprestata dall’ordinamento in relazione alla qualità di pubblico ufficiale (o d’incaricato di pubblico servizio o di esercente un servizio di pubblica necessità) è disposta nel pubblico interesse, il quale può essere leso o posto in pericolo non solo durante il tempo in cui il pubblico ufficiale esercita le sue mansioni, ma anche dopo, quando il soggetto investito del pubblico ufficio abbia perduto la qualifica, sempre che il reato dallo stesso commesso si riconnetta all’ufficio già prestato. (Fattispecie relativa a concussione commessa da un ex dirigente di una ASL che, per le sue relazioni, era in condizione di continuare ad incidere indebitamente sui procedimenti amministrativi di pertinenza dell’ente presso il quale aveva prestato servizio)».
Parimenti è ravvisabile il pericolo di inquinamento probatorio a fronte dell’esigenza di svolgere indagini in relazione ai fatti per i quali si procede e al concreto pericolo che la condotta dell’indagato ponga a repentaglio sia la possibilità di acquisire le prove e che la genuinità delle medesime. Si è già scritto in ordine alle condotte dei dipendenti e collaboratori che sono pronti a “fare quadrato” a fronte delle pur legittime richieste esterne di informazioni sulla gestione di Asm Lavori. A tal proposito merita di essere evidenziato il fatto che la P.G. ha riferito che nel triennio 2008/2010 i dipendenti della società erano tredici e che nel corso della gestione Filippi Filippi aumentarono a ventiquattro nel 2011, a trentasei nel 2012 sino a giungere a quarantatre nel 2013 (anno delle elezioni amministrative), numeri nei quali non sono comprese le consulenze e le collaborazioni pagate a vario titolo. Si osserva che tali assunzioni avvennero nonostante che l’obiettivo della progressiva riduzione delle spese per il personale fosse da anni un punto fermo nella disciplina vincolistica ispirata al riequilibrio della finanza pubblica (art 1 co 557 l.n 296/2006, espressamente esteso alle società municipalizzate dall’introduzione del co 557 bis ad opera del d.l. n. 78/2010 conv. l. n. 122/2010).
La posizione di superiorità indiscussa che viene riconosciuta a Filippi Filippi dalle persone che hanno tratto benefici dalle sue condotte arbitrarie e prevaricatrici o da parte di coloro che più semplicemente temono che egli eserciti il suo potere di fatto per ritorsioni di natura economica, consente di ritenere che egli riuscirebbe a condizionare le indagini che devono essere consolidate o ancora svolte (mediante messaggi non intercettabili – skype o whatsapp – e con l’ausilio delle persone più fidate). Dette indagini consistono: nell’audizione con le modalità ritenute opportune di tutte le persone che hanno beneficiato di consulenze nel periodo della gestione Filippi Filippi, (cfr. Cass. pen. sez. VI 5.6.2013 n. 41606 Rv. 257598); nell’assunzione a s. i.t. sia dei dipendenti assunti nel medesimo lasso temporale che di quelli che avevano lavorato nell’azienda precedentemente e hanno assistito al cambiamento di gestione, ivi compreso il Bonetti; nell’assunzione a s.i.t. del dott. Antoniazzi, anche al fine di accertare la sussistenza di eventuali pressioni subite nello svolgimento (della carica e il contenuto dei colloqui intercorsi con Filippi Filippi; nel controllo dell’attività svolta dall’organo di vigilanza di Asm; nel verificare se l’indagato disponeva di una carta di credito per spese di rappresentanza presso Ecolevante, nell’acquisizione di tutta la documentazione necessaria per accertare le spese di rappresentanza sostenute da Asm s.p.a. e da Asm lavori. Con riferimento a quest’ultima fonte di prova si osserva che l’indagato potrebbe in breve tempo dare agevolmente ordine di distruggere i documenti che ritiene più compromettenti; se parte di questi potrebbe essere acquisita presso altri enti (ad esempio presso le banche, con conseguente allungamento dei tempi di indagine), altri potrebbero andare definitivamente perduti o ancora essere precostituiti ad arte (si pensi ai contratti e ai preventivi menzionati nelle varie fatture) al fine di cercare di far emergere la congruità delle spese sostenute dall’azienda. È evidente che l’acquisizione delle prove sopra indicate potrebbe rendere necessario lo svolgimento di altra attività di indagine sulla quale il Filippi Filippi potrebbe influire.
A parere di questo Giudice, l’unica misura adeguata per porre una netta cesura all’esercizio del potere illecitamente conquistato ed esercitato dall’indagato in modo pervasivo e nel contempo per garantire il normale svolgimento delle indagini è quella custodia cautelare in carcere per un periodo che si reputa non debba essere inferiore a tre mesi per quanto riguarda il pericolo di inquinamento probatorio. Ugualmente si reputa che le esigenze cautelari indicate nell’art. 274 lett c) c.p.p. possano essere soddisfatte solo con l’applicazione della misura cautelare più restrittiva; stante l’attualità della condotta e il giudizio prognostico sfavorevole che deriva dall’esame della personalità dell’indagato. Si ritiene, infatti, che se il Filippi Filippi fosse ristretto in un’abitazione, utilizzando i margini di libertà intrinseci alla natura di detta misura cautelare, non si asterrebbe dal prendere contatti con le numerose persone che lo sostengono nel procacciarsi profitti illeciti, anche in prospettiva della fine della custodia cautelare. Pare, infatti, evidente che lo stile di vita sinora mantenuto dall’indagato e dalla sua famiglia, per sostenere il quale egli è «pronto a tutto», non possa essere supportato dal solo stipendio di dipendente dell’Istituto Santa Margherita.
I reati previsti dagli artt. 314, 319, e 319 quater c.p. (e 317 anche nella formulazione previgente alla l.n. 6.11.2012 n. 190) prevedono la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni; si reputa che, in considerazione della gravità e della reiterazione delle condotte ascritte al Filippi Filippi non sarà irrogata una pena inferiore a tre anni di reclusione; si ritiene, infine, che non siano ravvisabili le condizioni previste dall’art. 273 2° co. c.p.p. e che dagli atti non emergano elementi a favore dell’indagato;

P.Q.M.

Visti gli artt. 285 e 291 c.p.p.

APPLICA

nei confronti di
Filippi Filippi Luca sopra generalizzato
la misura cautelare della custodia cautelare in carcere con riferimento ai reati sub a), sub b) diversamente qualificato ai sensi dell’art. 319 c.p., e sub c)

MANDA

alla cancelleria per gli adempimenti di cui agli artt. 293 c.p.p. e 97 disp. att. c.p.p.
L’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza deve:

consegnare copia del provvedimento all’indiziato;
informare immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato a norma dell’articolo 97 c.p.p.;
redigere il verbale delle operazioni compiute;
trasmettere immediatamente il verbale al pubblico ministero e al giudice che ha emesso. l’ordinanza;

Dopo l’esecuzione, la presente ordinanza deve:

essere depositata in cancelleria insieme alla richiesta del pubblico ministero e agli atti presentati con la stessa. Avviso del deposito deve essere notificato al difensore;
essere comunicata, a cura della cancelleria, al servizio informatico di cui all’articolo 97 att. c.p.p.

Pavia 11.02.2015

3. Fine

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