Struzzi

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Dei giorni scorsi la carcerazione di un pubblico amministratore tutto d’un prezzo. Nel testimoniare la robusta caratura criminale di quel magnager, l‘Ordinanza di custodia cautelare nuovamente segnala il diffuso sistema corruttivo, per anni coperto dalla malapolitica. Sfera criminale che tuttora gode i buoni auspici e le coperture omerdose di una parte della società incivile. E a Pavia che si fa? Tre giorni o poco più di indignazione possono bastare.

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2 Risposte to “Struzzi”

  1. roger Says:

    In altri luoghi, diversamente, può accadere persino che non ci si sdegni affatto (nemmeno per 3 giorni); anzi, si preferisca sentirsi tutti compartecipi del malaffare, se non altro in quanto è indice di intraprendenza e di temerarietà. Tanto che nessuno denuncia mai nulla e la medesima magistratura, naturalmente, preferisce di gran lunga adagiarsi sugli allori, dedita esclusivamente al ruolo attendista; invero, ponendosi nell’attesa che una qualsivoglia entità fisica, un quantomai improbabile “qualcuno”, abbia a farsi avanti da per sè.
    Ma, anche in quel caso, una volta salvate le apparenze esteriori e intraprese le indagini di facciata, ci si auspica che, coloro i quali, tanto inopinatamente, avevano inteso mettersi in vista (come avesse a trattarsi di affezioni dovute alle più disparate manie di protagonismo), abbiano ben presto a dimenticarsi dei loro esposti e delle loro ancor più scellerate denunce/querele.

    Ad ogni modo, giusto a Pavia, soltanto pochi mesi fa, parlavo di Carlo Antonio Chiriaco con un signore con il quale mi ero trovato a dover intrattenere un certo tipo di contrattazione, giusto il primo individuo con cui, peraltro, mi era capitato di dovermi fermare a discorrere.
    Costui, proprio a proposito di Chiriaco, Cosimo Barranca, Pino Neri e soci, ha subito tenuto a farmi sapere che, a suo modo di vedere e di interpretare determinati aspetti di quella che è ormai andata facendosi un’italica consuetudine, in casi come quello dell’appena summenzionato medico reggino, e in particolar modo quando non abbiano ad esservi implicate questioni sin troppo eclatanti o estremamente efferate (comunque sia, che non abbiano a spingersi oltre le consuete ruberie e la corruttela ormai imperante e generalizzata, e, “di conseguenza”, giustappunto in ragione di ciò, quasi automaticamente giustificantesi di per sé stesse), teneva a farmi sapere che la cosa migliore sarebbe stata quella di far finta di niente; ovverosia, nel peggiore dei casi (quasi a mo’ di semplificazione; Calderoli insegna), in tutti quei frangenti in cui abbia ad essercene la necessità più impellente, facendo in modo di emettere – di volta in volta – un bel procedimento di condono e nulla di meglio.
    Cosa dire di più se, cotali sentenze, avessero a divenire quelle portanti ed avvaloranti il pensiero di un’opinione pubblica – la più comune ed estesa – che, finanche a livello massivo, dovesse tendere ad enfatizzare, smisuratamente e in ogni dove, pensieri e procedure che abbiano a presentarsi sotto forma di siffatte vestigia?

    Roger

  2. Angela Says:

    Tutto questo sistema impegnato a incrementare e a mantenere i privilegi di pochi, a discapito della qualità di vita e della coesione sociale.

    Un sistema che deteriorare ulteriormente, ciò che la gente pensa essere il “diritto”.
    La Giustizia è una “chimera” inventata, per sottomettere i giusti e favorire gli incalliti stolti criminali.
    Poveri malati, che avvelenano il loro corpo, per riempire il vuoto che hanno dentro .

    Possano spendere, annebbiare le loro menti e i loro sensi con tutto le droghe e il sesso in circolazione. Non sono altro che “poppanti” dipendenti dei loro “bisogno” d’amore .
    Malati che sentono un vuoto nella loro “anima” che non potranno mai colmare i loro bisogni individuali.
    Automi che sentono il bisogno di distruggere e di distruggersi e per questo, distruggono la qualità di vita di intere generazioni. Distruggendo i servizi indispensabili indispensabili per una buona qualità di vita.
    Come ebbe a dimostrare Freud : “l’individuo che non è capace di costruire, sente il bisogno di distruggere”.

    Tutti questi personaggi “cosiddetti corrotti” in tutte le sfere della politica e delle categorie sociali, fanno parte di un piano di controllo delle masse, imperialista.
    In atto da molto tempo, solo adesso con l’era dell’informazione si comincia a capire come siamo stati manipolati nei vari livelli sociali.

    I cosiddetti corrotti non sono altro che squallidi individui , marionette, del” credo imperialista” che deve mantenere sotto controllo la popolazione come nelle riserve per gli animali.
    Dopo un periodo di espansione e ripopolamento, devono ridurre e controllare la popolazione, e utilizzano le 10 tecniche di controllo delle masse, derivate da studi approfonditi sul comportamento umano.

    Ho partecipato all’ultima manifestazione dei sindacati di base a Milano, dove la maggior parte degli italiani intervenuti, era silente quasi amorfa. Consapevoli che quella era l’ennesima “sfilata” davanti alle telecamere.
    Solo un gruppo di ragazzi neri, si distingueva per la loro vivacità e voglia di vivere.
    Con i fischietti e le loro urla, hanno animato il corteo altrimenti spento e incolore.
    Urlavano a squarciagola : “lavoro per tutti”.
    Io sentivo invece : “schiavitù per tutti”.

    Sono riusciti a farci desiderare le nostre “catene”.
    A ringraziare chi ci sfrutta e ci priva della nostra dignità di essere umani.
    Sono riusciti a farci “mangiare m…..” dalle loro mani e prostituire anche la nostra progenie.

    Quando l’uomo ha smesso di seguire le mandrie di animali per procacciarsi il cibo ed è diventato stanziale. Si è dato delle regole per vivere all’interno del gruppo, è attraverso le sue specifiche qualità dava il suo contributo alla tribù.
    Sentendosi parte responsabile del benessere comune.

    Il male più delirante che ha apportato questa coercizione mentale del controllo delle masse, attraverso i media e le strutture sociali. E’ quello di farci sentire “soli”. Ci hanno tolto ogni responsabilità morale.
    Ci hanno indotto a girare la testa dall’altra parte quando avviene un sopruso.
    Ci hanno abituato alla violenza delle parole, scusando la violenza fisica e mentale come un dato di fatto ineluttabile.

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