I soliti ben informati: Chiriaco, il Pdl e il Pd

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2. “Nel memoriale avrebbe scritto che Chiriaco era un punto di riferimento per tutta la politica pavese”

di Marco Bonacossa

La notizia della condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa a Carlo Chiriaco ha scritto con l’inchiostro indelebile la storia recente della città di Pavia: uno dei maggiori esponenti del partito che vinse le elezioni amministrative nel 2009 era un “amico degli amici”. Oggi come allora, soltanto abbandonando il garantismo di facciata, ad abuso e consumo dei politici, tutti ne prendono le distanze e, secondo i ben informati che me lo raccontano, c’è qualcuno come l’autore del memoriale che agita le acque del centrodestra, che sarebbe ancora scosso da quella vicenda giudiziaria nella quale compariva, pur non essendo indagato, il suo nome. Nel memoriale avrebbe infatti scritto, con toni struggenti e melodrammatici, che nei suoi confronti era partita un’operazione di sputtanamento politico e mediatico e che il suo nome era stato accostato a quello di Chiriaco senza alcun motivo. Si sarebbe sentito impotente di fronte alle notizie che lo riguardavano e che l’unica arma a sua disposizione era la querela verso i “detrattori”. Strumento assai vano mi permetto di aggiungere.
Ve lo ricordate il discorso di Craxi alla Camera del 3 luglio 1992 quando, in occasione della votazione sulle autorizzazioni a procedere che lo riguardavano, disse che tutto il sistema politico era corrotto?
In Italia si ragiona così: tutti colpevoli, tutti innocenti.
Nel memoriale, secondo i ben informati, questo politico farebbe nomi e cognomi di esponenti del Partito Democratico che avrebbero avuto a che fare con Chiriaco, oltre ad accusare la stampa locale di aver volutamente ignorato le intercettazioni tra questi e il direttore sanitario dell’Asl per mettere in luce soltanto la sua persona. Probabilmente, affermerebbe questo politico, per la sua vicinanza al sindaco Cattaneo che, questo era il clima allora, si sarebbe spaventato la mattina del 13 luglio quando l’autore del memoriale non rispondeva, per diversi minuti, al citofono e al telefonino.
I soliti ben informati e che hanno avuto l’opportunità di leggere il contenuto di questo libro dicono, inoltre, che verrebbe confermato lo strettissimo legame tra Abelli e Chiriaco e che l’autore esalterebbe molto, perfino esageratamente, la sua vicinanza all’ex sindaco Cattaneo e tenderebbe a minimizzare il ruolo dell’ex direttore sanitario. Quest’ultimo, infatti, verrebbe dipinto come colui che aveva dei contatti con alcuni appartenenti all’associazione criminale che nulla, però, avevano a che fare con Pavia (e Pino Neri su quale pianeta stava?). Inoltre affermerebbe che all’interno dell’allora PdL tutti lo credevano assolto per le sue vecchie questioni giudiziarie. Secondo i ben informati l’autore parrebbe cadere in contraddizione più volte in occasione della figura di Chiriaco. Egli, infatti, dipingerebbe l’ex direttore sanitario come il rappresentante di una minoranza all’interno del Pdl, per poi indicarlo come l’uomo di fiducia di Abelli, poi lo dipingerebbe come un millantatore che voleva far credere di avere chissà quale potere per, infine, innalzarlo a personaggio politico ascoltato da tutti, addirittura da essere anche il riferimento della sinistra locale.
Inoltre, nel racconto di quei giorni, l’autore non mancherebbe di ringraziare Cattaneo, per la sua vicinanza umana e politica, e si scaglierebbe contro taluni esponenti dell’attuale maggioranza di centrosinistra che all’epoca lo avrebbero accusato, per poi abbandonare silenziosamente questa battaglia. Il solito ben informato, me lo dice sorridendo e lo capirò dopo il perché di questo suo sorriso, mi racconta che nel memoriale non mancherebbe un paragrafo dedicato a chi ha fatto libri, a chi era in consiglio comunale e “alla faccia nuova” che con manifesti elettorali, dichiarazioni pubbliche e sul web avrebbero alimentato lo sputtanamento nei suoi confronti. L’autore del memoriale avrebbe infatti gioito per la loro sconfitta elettorale. Mi permetto di aggiungere che qualcuno di costoro, forse, ha sorriso quindici giorni dopo.

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2 Risposte to “I soliti ben informati: Chiriaco, il Pdl e il Pd”

  1. Anonimo Says:

    Per come è scritto non sono riuscito a capire un cazzo.
    Le cose dette e non dette non fanno bene nè alla chiarezza e nè alla democrazia, Qual è il problema, non si può dire nulla di quel dannato ex sindaco amico di due mafiosi?

    • Anonimo Says:

      Accetto il tuo elegante suggerimento sullo stile di scrittura. Ma cosa c’entra Cattaneo? Mi sembra che su questo blog, soprattutto per merito di Giovannetti, non ci siano mai stati problemi a parlare di lui…anzi…

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