I soliti ben informati: Forza Italia allo sbando

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3. “Tutti contro tutti”. La guerra intestina nel partito di Berlusconi a Pavia

di Marco Bonacossa

Con la recente candidatura di Cattaneo al cda del San Matteo in Forza Italia volano gli stracci. Al commissario (liquidatore?) Mariella Bocciardo consiglio vivamente di leggere questo pezzo per capire, esattamente, in quale marasma sia stata inviata dal suo partito. Secondo i ben informati nel memoriale prodotto dal politico forzista si leggerebbero commenti fortissimi nei confronti di altri esponenti forzisti e non. Un memoriale che, pare, non sarebbe stato ben accolto dall’ex sindaco di Pavia che avrebbe commentato: “lo sapevo, adesso mi mette nei casini, perché tutti daranno per scontato che quello che dice lui è come se glielo avessi detto io, io non ne sapevo nulla”.
La posizione e la notorietà di Cattaneo provocavano gelosie interne mascherate da falsi sorrisi, in primis da Antonio Bobbio Pallavicini detto “Toni” che, secondo l’autore del memoriale, era solito inventare gossip per mettere l’uno contro l’altro. Il capogruppo del partito, ora all’opposizione, verrebbe infatti descritto come un politico dalla carriera veloce e facile, di talento certamente, ma dalla personalità debole che lo porrebbe in continua competizione con gli amici e a flirtare con gli avversari politici.
Tra i tanti peccati originali della Forza Italia pavese l’autore ricorderebbe le elezioni regionali dove, il partito si smarrì tra le logiche di corrente e candidò Pesato e Melazzini. L’autore, insieme a Cattaneo, appoggiò Mario Melazzini, ma, si leggerebbe nel libro, sarebbero rimasti delusi dal suo comportamento perché una volta eletto non si sarebbe minimamente impegnato per il territorio pavese. Più di millecinquecento voti a suo favore soltanto a Pavia, si lamenterebbe l’autore, e sia lo scrittore forzista che la sua corrente si sentirebbero traditi da chi, durante la campagna elettorale, avrebbe fatto mille promesso per poi non mantenerne una sola e non farsi mai vedere da chi fu artefice del suo trionfo.
Non mancherebbero gli attacchi anche a Maria Stella Gelmini, coordinatore regionale del partito, accusata di poco coraggio e responsabile della perdita di gran parte delle città lombarde. Nel libro verrebbe descritta come colei “che se ne sbatte e non vuole scontentare nessuno”.
Uno dei bersagli preferiti dello scrittore forzista sarebbe Vittorio Pesato, accusato di trasformismo, di conferenze stampa contro l’ex sindaco, come quella in occasione del bilancio, e di invidia nei confronti del successo di Cattaneo. Il politico azzurro ricorderebbe infatti come durante la stagione del #formattiamoilpdl Pesato si presentò insieme ai suoi fedelissimi con uno striscione che recitava: “Ricordatevi chi è il vostro Padrino”. L’autore del memoriale individuerebbe la presunta incoerenza di Pesato proprio in quelle elezioni regionali dove, invece, rendendo onore all’immortale pratica politica del “trasformismo” fu appoggiato dal “Padrino”, Abelli, contro Melazzini, sostenuto da Cattaneo. Inoltre Pesato verrebbe descritto come un politico che ha perso tutte le occasioni, arrivato al consiglio regionale in seguito ad un ripescaggio perché Abelli andò alla Camera, sconfitto in ogni elezioni e che oggi non sarebbe più nessuno dopo l’ascesa di Cattaneo.
Lo scrittore forzista, che all’interno del libro viene definito il “Richelieu pavese” (mi permetto di osservare che sarebbe un filino esagerato), racconterebbe che, durante il governo di centrodestra, il gruppo di Pesato era formato da Labate, Gimigliano , Arcuri, e Facciotto, poi alla “banda Bassotti” (sono parole dello scrittore si sarebbero uniti qualche tempo dopo Irianni e Conti. Il loro obbiettivo sarebbe stato quello di far mancare ogni volta il numero legale e screditare la figura di Cattaneo.
Ettore Filippi verrebbe descritto come il “fantasma di Palazzo Mezzabarba”. Lo scrittore calabrese lo descrive come un “politico che ha una certa presa”, “una spina nel fianco”, ma tenderebbe a minimizzare la sua figura di “potente” della politica cittadina: più un bravo attore che una vera potenza. L’ex poliziotto verrebbe accusato di aver sempre voluto far perdere Cattaneo e il politico/scrittore calabrese citerebbe i numerosi articoli su “Il mondo del Lunedì” come prova. Ma quando passa ad analizzare il suo elettorato si arrende ed esclamerebbe: “Alla fine Filippi i voti li ha sempre presi, non chiedetemi come, perché davvero non lo so”. Lo scrittore calabrese, analizzando l’operato del governo Cattaneo, si scaglierebbe contro Rinnovare Pavia, l’ex formazione di Ettore Filippi, accusata di pensare troppo ai temi dell’urbanistica.
Non mancano infine i ritratti politici e personali di chi, da Forza Italia, è uscito come Fraschini, Cristina Niutta, Trivi e degli (ex?) alleati leghisti. Ma come si dice nelle migliori soap opere: alla prossima puntata.

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2 Risposte to “I soliti ben informati: Forza Italia allo sbando”

  1. Anonimo Says:

    Lo scrittore calabrese? Adesso si è inventato un altro mestiere? Ma se appena sa quando si metta la “H” davanti alla “A”! Che cazzo deve scrivere uno così?

  2. Forza Balcani | direfarebaciare Says:

    […] la risposta della Gelmini, che nel memoriale di un noto politico forzista venne definita come «che se ne sbatte e non vuole scontentare nessuno», non si è fatta attendere quella dell’ex sindaco che su Facebook ha dichiarato: «Consiglio […]

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