Un archivio italiano

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Scrittori e scrittrici di lingua italiana
nelle fotografie di Giovanni Giovannetti
Expo2015, padiglione svizzero, sala Lounge, 6-7 giugno 2015

A Pavia lo conosciamo come editore, ma Giovanni Giovannetti è noto soprattutto come fotografo specializzato in ritrattistica letteraria, con alle spalle un vasto repertorio di oltre duecentomila immagini di narratori, poeti, saggisti italiani e stranieri che costituisce da più di vent’anni un punto di riferimento privilegiato per le pagine culturali di giornali e riviste.
Una contenuta selezione di queste immagini – limitata ad autori di lingua italiana – viene ora esposta al padiglione svizzero di Expo2015 a cura del Forum per l’italiano in Svizzera e dell’Istituto di Italianistica dell’Università di Basilea.
Queste immagini non mostrano dissonanze tra la ricerca figurativa e l’uso commerciale che ne viene fatto, perché a suo fondamento sta la natura stessa della fotografia, collocata sul crinale tra arte e commercio, tra creazione e funzione documentaria: «Il corpus qui raccolto» scrive Maria Antonietta Terzoli in apertura del catalogo «propone un percorso inedito attraverso la cultura del Novecento italiana e svizzera di lingua italiana vista attraverso l’obbiettivo di un fotografo simpatetico ai suoi soggetti, testimone o compagno di strada degli scrittori, artisti, poeti, letterati, attori o scienziati che fotografa».
Nato nel 1955, Giovannetti ha cominciato a fotografare giovanissimo nel 1972, e in parte la selezione è avvenuta dunque per ragioni generazionali. Ne derivano assenze obbligate, incontri mancati per contingenze imprevedibili. «Per il resto» osserva Terzoli «incursioni e esclusioni discendono da un duplice criterio: il significato attribuito al personaggio fotografato in un ideale percorso della cultura italiana del secondo Novecento e il giudizio sul valore “estetico” della fotografia che lo ritrae. L’ordine blandamente cronologico, a partire non dalla data della fotografia, ma dalla data di nascita – Mario Soldati nel 1906 è il primo, Roberto Saviano nel 1979, l’ultimo – sembra suggerito anche da sottili corrispondenze tra le immagini». Si tratta dunque di fotografie che veicolano comunicazione nel senso ampio del termine, risultato di interferenze tra ambienti già dati o accidentali e un’invenzione che si è lasciata guidare sapientemente dal caso.

(la mostra è a cura del Forum per l’italiano in Svizzera e dell’Università di Basilea)

[nel video scorrono i ritratti di Edoardo Sanguineti, Giovanni Testori, Silvia Ballestra e Joyce Lussu, Norberto Bobbio, Alberto Moravia, Mario Rigoni Stern, Álvaro Mutis e Fabrizio De André, Giuseppe Conte, David Maria Turoldo, Rita Levi Montalcini, Maurizio Braucci, Piero Bigongiari con Mario Luzi e Alessandro Parronchi, Maria Attanasio, Andrea Zanzotto, Vittorio Gassman, Vittorio Tondelli, Mino Milani, Roberto Benigni e Vincenzo Cerami, Allen Ginsberg e Fernanda Pivano, Aldo Busi, Mauro Covacich, Vincenzo Consolo, Guido Ceronetti, Dario Fo, Luigi Meneghello, Tonino Guerra, Roberto Saviano, Enzo Siciliano, Giovanna Bandini, Antonio Moresco, Angela Staude e Tiziano Terzani, Umberto Bellintani, Franco Scataglini, Laura Pariani, Gian Carlo Oli, Maria Antonietta Terzoli, Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Enzo Biagi, Francesco Biamonti, Nuto Revelli, Indro Montanelli. Nella foto di gruppo: Franco Buffoni, Maurizio Cucchi, Luciano Erba, Giovanni Giudici, Giovanni Raboni, Giorgio Orelli, Fabio Pusterla, Vivian Lamarque]

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