Ciao Vincenzo

by

Un personale ricordo di Vincenzo Rivolta, storico libraio di Pavia
di Marco Bonacossa

I libri. Ognuno di noi ha un ricordo legato ai libri. Non importa quanti se ne siano letti e perché.
Se per dovere scolastico, per piacere personale o esigenza esistenziale. Ognuno di noi se volge lo sguardo al passato ne incontrerà uno o diecimila e ad ognuno di noi tornerà alla mente un’immagine, una frase, un odore, una persona, un momento specifico della nostra vita.
Se riavvolgo il nastro dei miei ricordi legati ai libri c’è Vincenzo. Con i miei occhi di bambino, che quasi ogni giorno si recava in libreria con mio padre (vizio o virtù che non ho ancora perso), Vincenzo mi appariva alto, magro e incredibilmente intelligente. Alla sempiterna domanda paterna: «Ciao Vincenzo, ci sono novità di Storia?», lui rispondeva mostrandoci le ultime uscite e si dilungava in descrizioni ed analisi di ogni singolo volume. Rimanevo ad ascoltarlo, attento e rapito dalla sua cultura. Probabilmente nel mio immaginario di bambino la barba grigionera contribuiva a creare nella mia mente questa figura di tuttologo, ma vi assicuro che sarebbe stato in grado di parlare di qualunque argomento. Le nostre chiacchierate erano diventate una tappa fissa, per anni, e divenuto ormai adolescente ero io, talvolta, a chiedere a Vincenzo cosa ne pensasse del tal politico, del tal partito, della guerra in Iraq o della politica internazionale. Fu lui, raccontandomi fatti ed eventi della sua vita studentesca, a farmi interessare a quella stagione di sogni e libertà che fu il Sessantotto. Chiacchierate lunghe decine di minuti tra gli scaffali dei libri di storia e di filosofia sul Movimento Studentesco, le occupazioni, Lotta Continua, i cortei, gli scontri di piazza, le varie sigle e gruppuscoli, le speranze di un’intera generazione. È stata una delle persone che mi ha mostrato, probabilmente inconsapevolmente, la bellezza di lottare per un sogno. Pensandoci ora, forse, ne parlava anche con un pizzico di nostalgia. Ma chissà poi se avesse davvero nostalgia di quel periodo storico o soltanto dei suoi vent’anni, quando tutti sono giovani, belli, forti e le ombre della vita si sconfiggono con una risata tra amici. Se è vero che le persone vivono in eterno nei nostri ricordi lui, per me, avrà sempre la barba grigia e la voglia di parlare di storia e di politica fino a quando la necessità di una sigaretta o l’arrivo di un cliente non lo distraevano. Ci saranno sempre dei libri nella mia vita e osservando qualcuno di loro ricorderò un suo consiglio, un suo racconto. Ciao Vincenzo. Al prossimo libro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: