Sorrisi e canzonamenti

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Il maestro e la banda Margherita

Non sono stati mesi facili per il sindaco di Pavia Massimo Depaoli, eletto in discontinuità con affarismi e contiguità criminali (ben oltre la banda Cattaneo) e ora sottoposto a ricatto politico da chi, nel Pd, si formò in quel brodo di coltura e scuola di potere fine a se stessa: è la palestra di chioccia Abelli e pulcino Bosone (ma a sinistra l’imbarazzo nel fare nomi sta solo nella scelta) cui dobbiamo parte cospicua del tangenziale scempio politico e culturale che ha ridotto Pavia all’attuale deriva economica e morale. Una “scuola” ben rappresentata in Consiglio comunale dai Brendolise, dai Pezza e da altri ancora nel centrosinistra, nonché dai Poma, dai Cattaneo e da altri ancora nel centrodestra, ovvero dal tangenziale partitino degli accordicchi volti ad onorare vecchi e nuovi debiti, al più personali (s’intende debiti politici; mai e poi mai quelli monetari contratti con chi ne ha inteso favorire, a buon rendere, l’avanzamento).
Non è un segreto: dopo aver inutilmente provato a far passare l’ex presidente provinciale di centrodestra Vittorio Poma quale candidato sindaco per il centrosinistra, la banda Margherita lancia ora messaggi al Depa, colpevole d’aver vinto nonostante loro: un primo oscuro segnale lo si è avuto mesi fa col tintinnar di sciabole di Matteo Pezza sul Pgt (al solito, è la vera questione); ora l’affondo di Francesco Brendolise: formalmente sulla governance Asm, in realtà lì minaccioso a brandire briglie per soldatino Depaoli. Ma il programma di un sindaco non è moralmente vincolante anche per chi, in virtù di quegli intendimenti, è stato eletto consigliere? Ma il programma di Depaoli non chiedeva forse un amministratore unico per Asm?
Dunque avvertimento: su urbanistica e cadrèghe fai come diciamo noi (Brendolise e contigui) oppure a quel posto duri poco, perché un poco per volta te lo mettiamo in quel posto. E con loro, belanti pecoroni, c’è parte del gruppo consiliare Pd e relative costellazioni: perché sennò vince la destra…
Un comunicato congiunto di Sel, Rifondazione comunista e Insieme per Pavia sulla squallida vicenda. (G. G.)

Esprimiamo forte preoccupazione per la situazione che si è generata tra il Sindaco e la sua maggioranza nel consiglio comunale del 23 Luglio. Ricordiamo che quello dell’amministratore unico di ASM era un punto programmatico qualificante, presente in tutti i nostri programmi elettorali, ed anche in quello del PD. Ci colpisce il metodo che vede una parte dello stesso PD negare oggi il mandato allora affidato al Sindaco Depaoli, proprio nel momento in cui questi lo attua.
Non si comprende come ci possa essere contrapposizione tra il programma di un partito e le scelte del suo gruppo consiliare, segno di uno scollamento tra due livelli di politica: quella praticata dal basso e quella intesa come opaca gestione del potere.
Quest’ultimo modo di intendere la politica non ci appartiene. Al contrario pensiamo che occorra affrontare problemi che affliggono la città con un metodo coerente e chiaro per tutti i cittadini.
Esprimiamo in questo frangente la nostra piena solidarietà al Sindaco Massimo Depaoli, esortandolo ad un sempre più fermo impegno per la tutela degli interessi comuni.

SEL Circolo di Pavia
Rifondazione Comunista Pavia
Insieme per Pavia

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Una Risposta to “Sorrisi e canzonamenti”

  1. Anonimo Says:

    Il comunicato è condivisibile anche da chi non si riconosce in nessuna sigla. Sottolineo che è un primo passo nella direzione giusta e che però ha bisogno di essere sospinto da altri numerosi passi da farsi nel breve e nel lungo termine. Occorre riprendere insomma una vera azione politica fatta in rete, che nasca dalle formazioni attive sul territorio e che punti al coinvolgimento efficace dei cittadini. La questione PD/ASM non è altro che uno dei tanti frangenti localistici della guerra aperta (o da aprire) tra cattiva politica e buona politica, tra gestione amicale della cosa pubblica e progresso civile. (T.T.)

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