È qui la svolta?

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di Vito Sabato

Vito Sabato è un funzionario del Comune di Pavia discriminato e reso inoperoso per aver fatto l’interesse del Comune, e cioè il nostro. È l’Eroe in borghese cui dedico un capitolo nel mio libro Comprati e venduti. La dirigente al personale cui si fa riferimento in questa pagina è Ivana Dello Iacono. Caro sindaco Depaoli, grande stima personale e amicizia nei tuoi confronti, ma nella gestione del personale davvero qualcosa non va. (G. G.)

Tempo fa ho presentato alla Procura della Repubblica una denuncia che riguardava una lunga serie di truffe aggravate, falsi, peculati commessi a danno del Comune di Pavia. Come risposta da parte dei denunciati sono stato a mia volta denunciato per aver commesso il presunto reato di diffamazione.
La fine della storia è abbastanza nota: la responsabilità penale per i reati che ho denunciato è stata definitivamente accertata dalla Cassazione e i responsabili sono stati condannati al risarcimento dei danni a favore dell’Ente, mentre il procedimento penale avviato a mio carico si è risolto in un nulla di fatto.
Tutto sarebbe filato per il verso giusto, dunque, se non fossi stato costretto a fruire di giornate delle MIE ferie per difendermi in udienza dalle accuse che mi erano state mosse. Finita dopo anni la storiaccia, ho chiesto che mi fossero riaccreditate le giornate di ferie di cui ero stato costretto a fruire per difendermi a causa della mia denuncia nell’interesse del Comune. Ciò anche sulla scorta del fatto, evidentissimo, che un dipendente non può essere costretto a godere di ferie per aver difeso gli interessi dell’ente da cui dipende.
Ho ricevuto oggi la risposta del Comune di Pavia: la mia richiesta è stata rigettata dal dirigente del personale perché un denunciato non ha diritto a fruire di giornate di ferie anche se, nelle udienze a suo carico, di fatto ha dovuto dimostrare che non aveva diffamato proprio nessuno e che i reati commessi in danno del Comune erano tutti veri e sussistenti.
Morale della storia? Cari colleghi, state bene attenti a farvi gli affari vostri e mantenete sempre la linea dell’omertà più assoluta. Se sapete di qualcuno che svuota le casse voltatevi pure dall’altra parte: non sia mai che poi siate costretti a subirne le conseguenze, sia dal punto di vista lavorativo che altri, ma non più venali punti di vista. Presso il Comune di Pavia pare che sia possibile solo irrogare impunemente solo sanzioni disciplinari nascondendo volutamente fatti e circostanze, mentre tutto il resto comporta delle conseguenze.
Sindaco, era questo che intendeva quando parlava di svolta nei rapporti tra Amministrazione e dipendenti?

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