Paraculi

by

Tempo fa scrissi che tra soldatino Depaoli e la banda Cattaneo avrei scelto il Depa tuttalavita: sempre meglio lui che una banda di malfattori trapananti, eletta col contributo della ‘Ndrangheta locale.
Diverte o forse stomaca la rassegna stampa odierna, in particolare là dove viene data voce a chi, da destra, tutto sapeva o intuiva eppure nulla disse: assessori di ieri, sono oggi fieri oppositori di quel sistema di omertà che loro stessi hanno contribuito ad alimentare. L’ex vicesindaco verdelega Matteo Mognaschi sa che il colabrodo Asm era a guida leghista? L’ex assessore con delega Asm Marco Galandra oggi indignato speciale è mai stato in Procura a riferire ciò che aveva sotto il naso?
Al solito, quanto va ora emergendo è al di là di ogni più pessimistica previsione, tanto che le presunte allegre ruberie di un Luca Filippi al confronto sono robetta. E tuttavia sarà ancora la magistratura – e non la politica – a dover intervenire.
Senza dimenticare chi, in politica, provò a sollevare qualche coperchio: non i Fraschini (che di Asm denunciò la “parentopoli”, non esattamente alla Procura); non le Cristina Niutta (benemerita inquisitrice a buoi scappati), non il Partito democratico oggi al governo cittadino ma i Ferloni e i Veltri che, assieme a chi scrive, nonostante serissime difficoltà nell’accesso agli atti, per tempo inoltrarono due esposti in Procura (uno è ancora pendente) sulla malagestione Asm, nel silenzio tristemente trombale di maggioranza e residua opposizione.
(G. G.)

L’esposto di Paolo Ferloni e Giovanni Giovannetti
(25 ottobre 2013)

Al procuratore della Repubblica di Pavia, Piazza del Tribunale, 1.
Dal 19 ottobre 2011 al 2013 i membri del Consiglio di amministrazione di Asm (presidente, vicepresidente, consiglieri) e il direttore generale di Asm si sono raddoppiati gli emolumenti in forma di “rimborso spese” mensili. Per la precisione, il presidente Giampaolo Chirichelli si «riconosce» 2.500 euro al mese in rimborsi forfetari (30.000 euro l’anno in aggiunta a 37.170 annuali – dato 2012 – già a sua disposizione); il vicepresidente Vittorio Pesato 2.000 mensili, mentre i tre consiglieri possono confidare su 1.500 mensili a cranio (da sommare al compenso annuale di 13.500 euro). Illecito, poiché questi esborsi pertengono all’ignara Assemblea dei soci e non al Cda (nello Statuto di Asm – “Poteri dell’assemblea”, art. 1 comma “e” – leggiamo che l’Assemblea dei soci – e non il Cda – «determina ai sensi di legge i compensi, i rimborsi spese e le indennità di missione del Presidente, del Cda e dei Consiglieri»); in particolare nulla sapeva il socio di maggioranza Comune di Pavia (il sindaco Alessandro Cattaneo: «non ne so nulla, sono decisioni del Cda di Asm»). Fra l’altro Chirichelli e Filippi – i due maggiori beneficianti beneficiati – sono stati eroici. Dai loro “report” si ricava che per oltre due anni hanno lavorato ogni singolo mese, luglio e agosto inclusi.
Gli altri sottoscrittori sono: Marco Bellaviti (poi assessore comunale all’Urbanistica, in Asm gli è subentrato Graziano Leonardelli), Luca Filippi, Alberto Pio Artuso (a Pesato è poi subentrato Matteo Mitsopoulos). Forfait di 1.500 euro mensili anche per il direttore generale Claudio Tedesi.
Il documento: «Verbale della riunione del 19 ottobre 2011. Ordine del giorno […] punto 5. Proposta di rimborso spese per Amministratori e Dirigenti. Determinazioni inerenti e conseguenti. Sono presenti i signori: Giampaolo Chirichelli presidente; Vittorio Pesato vice Presidente (entra alle ore 18.15 per la trattazione del punto 5) [per l’appunto i rimborsi]; Marco Bellaviti, Luca Maria Filippi Filippi, Alberto Artuso consiglieri. Sono altresì presenti Roberto Ricotti, presidente Collegio Sindacale. […] Sul punto – leggiamo nel Verbale – si apre una esauriente discussione al termine della quale il Consiglio di Amministrazione, con l’astensione di volta in volta del soggetto direttamente interessato, delibera di riconoscere ad ogni membro del Consiglio di Amministrazione ed al direttore Generale un rimborso spese forfettario a fronte delle missioni e trasferte effettuate nell’esercizio delle relative funzioni. Di determinare la quantificazione del rimborso spese in: euro 2500/mese per il Presidente del Consiglio di Amministrazione [Chirichelli]; euro 2000/mese per il Vice Presidente del Consiglio di amministrazione [Pesato]; euro 1500/mese per ciascun consigliere [Bellaviti, Filippi e Artuso]; Euro 1500/mese per il Direttore Generale [Tedesi]». Eccetera.
La delibera non prevede “pezze giustificative” ma la semplice sottoscrizione di un “report di trasferta”. Sono a parte altri benefit quali telefono… autoblu… benzina…
E tutto questo vale per i sei della “cupola”. Quanto agli altri, come si legge, possono scegliere tra un «rimborso spese tradizionale» (la canonica “nota spese” con i giustificativi) e un sobrio nonché costante diritto al «rimborso forfettario nella misura del 40 per cento di quanto stabilito per il direttore generale», ovvero 600 euro. Quattrini, a quanto sembra, elargiti a più d’uno. Ad esempio, al presidente Chirichelli risultano onorati forfetariamente 7.500 euro da ottobre a dicembre 2011, 30.000 nel 2012 (in 12 comode mensilità) e 15.000 nel primo semestre 2013: in meno di due anni l’onorato presidente si è “rimborsato” 52.500 euro. E sono pubblici denari (il Comune ha in quota il 95,7 per cento di Asm). Sempre ad esempio, nello stesso arco di tempo al consigliere Luca Filippi sono stati versati 31.500 euro.
Qualcosa di simile pare emergere ora, dopo l’approvazione il 20 aprile 2013 del Bilancio consuntivo 2012 di Asm Lavori presieduta da Luca Filippi, società controllata al 100 per cento da Asm: in questo caso, nella sua veste di membro del Cda di Asm Luca Filippi ha dato mandato a Chirichelli di assegnare un premio per 30.000 euro all’onorato presidente di Asm Lavori… Filippi Luca.
17 aprile 2013. Come si può leggere nel Verbale, il Consiglio di Amministrazione di Asm al completo (siedono il presidente Giampaolo Chirichelli, il suo vice Marco Bellaviti e i consiglieri Luca Filippi, Alberto Pio Artuso e Matteo Mitsopoulos) «all’unanimità dei presenti» delibera di concedere agli amministratori di Asm Lavori Luca Filippi, Maurizio Lazzari e Antonino Longo «un premio per il buon lavoro svolto nell’anno 2012» (un risicatissimo utile netto di esercizio di 3.750,38 euro) «pari a euro 30.000 per il presidente Filippi e 10.000 per ogni amministratore»: 13 volte l’attivo di bilancio. Ma questi riconoscimenti non dovrebbero essere contenuti entro una percentuale ragionevolmente proporzionata all’utile, come imporrebbero le norme? Poco più di un dettaglio, a fronte del consigliere d’amministrazione Asm Luca Filippi sorpreso nel deliberare 30.000 cucuzze quale premio di risultato al presidente di Asm Lavori… Filippi Luca.
20 aprile 2013. Il Consiglio di amministrazione di Asm Lavori presieduto da Luca Filippi, «dopo un breve dibattito nel quale il Presidente e i Consiglieri ringraziano» il socio unico Asm per il riconoscimento, dopo i sentiti complimenti e cortesie «l’assemblea, all’unanimità» delibera «di riconoscere quale premio di risultato un compenso di complessivi euro 50.000 lordi al Consiglio» (e nel Verbale dell’assemblea, come leggiamo, i presenti negano «situazioni di esclusione dal diritto di voto». Insomma, mentono sapendo di mentire).
Già sul quantum ci sarebbe più che da sindacare. Ma – colpo di scena – come pare evidente il Filippi non ha inteso salvare nemmeno le apparenze, non assentandosi al momento di approvare l’ordine del giorno quando il 17 aprile 2013 il Cda di Asm sempre all’unanimità ha dato mandato a Chirichelli (o al direttore generale Tedesi in subordine) di ratificare il premio da 50.000 euro ai vertici di Asm lavori. Insomma, l’onorato presidente Filippi (13.500 euro annuali + 18.000 euro in rimborsi spese + 30.000 euro in “premio” + benefit), personaggio al tempo stesso beneficiante/beneficiato nonché interessato mandante dell’“erogatore” Chirichelli (37.000 euro annuali + 30.000 autoelargiti in rimborsi spese + benefit), sarebbe caduto in palese conflitto di interessi, commettendo un reato perseguibile penalmente (fra l’altro, come ha recentemente scritto Ferdinando Imposimato, il conflitto di interessi è «il principale strumento di corruzione diffuso in Italia»: sia chiaro, non è il caso di Filippi poiché, a Pavia, la corruzione non esiste).
A fronte della voracità di questo apparato dirigente, qua fuori si perde il conto delle famiglie alla canna del gas. Niente paura, su Premiopoli in Asm per il presidente Chirichelli «è tutto ok» (“La Provincia Pavese”, 18 ottobre), poiché «i soci riuniti il 7 ottobre hanno ratificato la decisione» (ottobre 2013, e sta parlando delle “diarie”; i “premi” al Cda della controllata Asm Lavori già sono altra cosa). Dunque il presidente ammette: dall’ottobre 2011 all’ottobre 2013, per due anni i componenti del Cda Asm, alla chetichella si sono indebitamente attribuiti rimborsi spese forfetari per decine di migliaia di euro annuali in pubblico denaro (poiché, lo si è detto, la decisione spettava all’ignara assemblea dei soci, e non al Cda), in particolare all’insaputa del socio di maggioranza Comune di Pavia (il sindaco Alessandro Cattaneo: «non ne so nulla, sono decisioni del Cda di Asm»), tanto che solo il 7 ottobre 2013 l’assemblea dei soci, a dar retta all’onorato presidente Asm, avrebbe «ratificato tutto il nostro operato precedente», approvando altresì un altrettanto postumo “codice etico” «che regolamenta i rimborsi dopo l’esperienza dei pagamenti a forfait»: insomma, in Asm si torna a diarie con giustificativi a piè di lista e a «regole tese a ottenere una maggiore sobrietà» come, ad esempio, «non spendere più di 60 euro per un pasto o scegliere, per i viaggi in treno o in aereo, classi più economiche» (e prima cosa facevano?)
Ma torniamo alla «ratifica» “riparatrice” (nelle intenzioni), due anni dopo l’illecito: da chi è stata presieduta l’assemblea dei soci il 7 ottobre 2013? Toh, dall’assessore all’Urbanistica Marco Bellaviti, l’ex vicepresidente di Asm tra i fautori dell’illecito. E dire che la delega ai rapporti con Asm non sta nel suo paniere, ma nelle mani di Fabrizio Fracassi.
Concludendo: negli ultimi tre anni, Asm Lavori ha registrato un attivo di bilancio complessivo per 75.000 euro; e premi per 105.000.
[…]

L’esposto di Walter Veltri
(6 dicembre 2013)

Al Sig. Procuratore della Repubblica, piazza del Tribunale 1.
In data 19 ottobre 2011 il CDA di ASM deliberava di assegnare un rimborso mensile, denominato «beneficio forfettario» in sostituzione del rimborso a piè di lista, subordinato alla compilazione di un apposito “report di trasferta”: al Presidente 2.500 euro, al Vice Presidente 2.000, al Direttore Generale e ai consiglieri 1.500 motivando questa decisione con l’obiettivo di evitare «aggravi amministrativi per la società che altrimenti risulterebbe tenuta alla puntuale contabilizzazione di tutte le spese anche minute».
Al Presidente dr. GianPaolo Chirichelli i rimborsi sono stati effettuati dietro presentazione della fattura.
Dal mese di ottobre 2011 al mese di luglio 2013 gli sono stati corrisposti complessivamente € 66.550 (3025 euro al mese IVA compresa)
Dalla documentazione in mio possesso risulta che per lo stesso periodo, per l’attività aziendale, è stata utilizzata la carta di credito dell’azienda per un importo complessivo di € 11.679,25 così suddiviso: anno 2011 € 1.129,06, 2012 € 5.458,97, 2013 € 5.091,25.
Dal compenso forfettario è stata detratta la somma di € 5.947,73.
Dai riepiloghi a firma del direttore amministrativo dr. Antoniazzi risulterebbe che il Presidente abbia percepito, per il periodo ottobre 2011- luglio 2013, per benefici forfettari € 60.603 senza giustificazioni.
Lo stesso dr.Antoniazzi in data 19 settembre 2013 ha informato il Presidente che «il saldo contabile della scheda costi carta di credito ASM Pavia a Lei in uso è, ad oggi, zero».
Dall’esame dei cedolini paga risulta che il direttore generale dr. Claudio Tedesi
ha percepito, per il periodo ottobre 2011-agosto 2013, per benefici forfettari complessivamente € 18.000. Per lo stesso periodo ha effettuato spese, per l’attività a favore della società, con la carta di credito aziendale per un totale di € 32.978,85. Essendo le somme utilizzate con la carte di credito maggiori rispetto all’importo complessivo erogato per benefici forfettari, il dr. Tedesi non ha avuto diritto a ricevere alcun beneficio forfettario. Infatti il dr. Antoniazzi ha certificato che al 1° ottobre 2013, data della dichiarazione «tutti i rimborsi richiesti sono stati regolarmente saldati dal Direttore Generale». Non avendo ottenuto la documentazione non è possibile verificare la veridicità delle certificazioni del direttore amministrativo come non è possibile esaminare le pezze giustificative a supporto della somme utilizzate con le carte di credito.
Dai cedolini paga risulta che tra i consiglieri di amministrazione l’unico ad aver percepito il beneficio forfettario è stato Luca Filippi Filippi. Gli è stato corrisposto complessivamente € 31.500. Dalla documentazione fornita non risulta che il consigliere abbia effettuato spese per l’attività di amministratore, per cui non si comprende a che titolo abbia percepito il beneficio forfettario.
Dunque ho più volte richiesto all’azienda di ottenere copia dei seguenti documenti:
1) copia delle fatture del Presidente dal mese di ottobre 2011 al mese di agosto 2013;
2) copia degli estratti conto delle carte di credito aziendali in uso al Presidente e al Direttore Generale per lo stesso periodo;
3) copia cedolini paga del Direttore Generale e dei Consiglieri CDA di ASM sempre per lo stesso periodo;
L’azienda ha rifiutato la consegna adducendo che «la pretesa dei consiglieri comunali di accedere direttamente alla contabilità sociale è incontestabilmente una pretesa giuridicamente illegittima e un comportamento collusivo degli amministratori avrebbe posto in essere una violazione delle norme che regolano i rapporti tra società e soci» (sentenza Cassazione n.13381 del 15 ottobre 2013).
Ritengo che il rifiuto sia manifestamente illegittimo.
Infatti non ho preteso di esaminare tutta la contabilità dell’azienda ma solo di ottenere copia dei suddetti documenti atti a comprovare le spese effettivamente sostenute per viaggi, missioni ,alberghi, pasti etc. cioè le spese effettivamente attinenti all’attività aziendale. Sarebbe paradossale impedirmi di fare questo controllo in presenza del decreto legislativo n. 33 del 2013 che impone agli amministratori di nomina del comune di pubblicare non solo i redditi ed il patrimonio ma anche i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica, gli importi di viaggio di servizio e le missioni pagati con soldi pubblici.
Il Consigliere Comunale ha il diritto dovere, nell’esercizio delle sue funzioni, di esaminare i documenti suindicati per accertare se, per avventura, non siano state effettuate anche erogazioni del tutto estranee all’attività aziendale.
Occorre un penetrante controllo delle spese sostenute dagli amministratori posto che le attuali cronache giudiziarie rivelano che in tutta Italia gli amministratori pubblici fanno un uso assai disinvolto del denaro pubblico.
Si chiede,pertanto che la S:V. voglia acquisire copia dei documenti sopra indicati, dato che il rifiuto di consegnarli ad un Consigliere Comunale comporta
“veemente suspicione”.
Si chiede, inoltre,che la S.V. voglia esaminare se nel rifiuto sopra indicato si possano ravvisare gli estremi del reato di omissione di atti d’ufficio o di altri più gravi reati.
Dichiaro di intervenire nelle eventuali indagini preliminari conseguenti al presente esposto in surroga del Comune di Pavia.
[…]

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Una Risposta to “Paraculi”

  1. Razza ladrona | direfarebaciare Says:

    […] Asm e Premiopoli: è tutto in Procura Paraculi […]

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