Asm News 8 (imperdibile!)

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Di seguito un ampio estratto della Relazione interna e sin qui riservata sulle malefatte contabili in Asm. Come leggiamo, «le verifiche condotte hanno evidenziato che tra il 2011 e il 2014 sono state emesse 13 note di accredito per un totale di euro 1.186.159,33 Iva inclusa che sono state liquidate al Comune di Pavia per euro 103.407,93 mediante bonifico bancario su un conto presso la banca Credito Cooperativo di Creta». La nota precisa che si tratta dell’unica transazione di Asm Pavia da questo conto al Comune. Il rimanente importo di euro 1.082.751,40 si eclissò mediante assegni postali.
«Le note di accredito hanno interessato i seguenti servizi: euro 657.191 Iva inclusa servizio gestione calore; euro 264.520,40 Iva inclusa servizio verde; 161.040 Iva inclusa servizio igiene ambientale; 103.407,93 Iva inclusa amministrazione generale. Si noti tuttavia che se anche la nota di accredito è stata emessa e contabilizzata come afferente al business unit Amministrazione Generale, la documentazione allegata alla copia archiviata presso la ragioneria fa riferimento a storni di addebiti relativi alla manutenzione straordinaria centrali gestione calore».
E sin qui, nulla di ignoto. Ma ora viene il bello poiché, come leggiamo, «le note di accredito sono state emesse in base a precise disposizioni verbali da parte dell’allora direttore amministrativo dott. Pietro Antoniazzi, il quale provvedeva ad indicare l’oggetto dello storno, l’importo e la modalità di liquidazione. Non è mai stata consegnata documentazione a supporto, ad eccezione della nota di credito 2011». Bella porcata.
Sentito sull’inconsueta truffaldina procedura, Antoniazzi ha risposto che «l’emissione delle note di credito e la loro liquidazione tramite assegno postale faceva riferimento ad accordi con funzionari comunali». Aria fritta. Balle!
A suggello della macroscopica presa per il culo, «ai funzionari della ragioneria veniva detto che le note di accredito e gli assegni venivano consegnati a mano agli uffici comunali, senza transitare dalla Segreteria generale per il protocollo come avviene per gli altri documenti contabili trasmessi in formato cartaceo», ovviamente senza ricevute di ritorno.
L’amaro finale: «In alcuni casi la nota di credito è stata emessa successivamente all’emissione dell’assegno postale ed al suo incasso».

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