Leonardo uno di noi

by

È in libreria Indagine su Leonardo 

Chi è davvero Monna Lisa? Quell’enigmatico sorriso potrebbe appartenere a Isabella d’Aragona, a Pavia dal 1488 al 1497; lo comproverebbero i simboli della casata Sforza, ben visibili sull’abito eppure sino ad ora elusi. Leonardo avrebbe dipinto il ritratto ufficiale della duchessa proprio al Castello Visconteo, tra colonne solo abbozzate nell’incompiuto quadro al Louvre ma ben visibili, ad esempio, nella Vernon Gioconda (è negli Stati Uniti) e nell’Isleworth Mona Lisa (è in Svizzera). Entrambe queste versioni sembrano precedere la Gioconda parigina. Anche il disegno dell’Uomo Vitruviano – simbolo grafico del nostro tempo (è ovunque, anche sulla moneta italiana da un euro) – trova maturazione a Pavia nel 1490, col protrarsi del soggiorno di consulenza sull’erigendo Duomo pavese. A Pavia Leonardo rende migliore la vita all’infelice Isabella (un’intesa forse più che intellettuale). Rimira l’antico monumento equestre del Regisole («di quel di Pavia si loda più il movimento che nessuna altra cosa. L’imitazione delle cose antiche è più lodevole che le moderne»), prendendolo infine a modello del mai concluso «gran cavallo» in onore di Francesco Sforza. E quando appunta la sua avveniristica “città ideale” prende spunto da una piacevole città «vissino a uno
fiume», disegnandola attraversata da canali a convergere nel «Tesino». A Vigevano, tra il 1493 e il 1494 Leonardo prosegue la bonifica dei terreni paludosi presso la cascina Sforzesca, ottimizzando il defluire delle acque e il sistema dei navigli. Disegna scale d’acqua, attività agricole, braccianti nei campi e i mestieri “poveri” della tradizione fluviale (il lavoro dei renaioli, il traino manuale di un natante a risalir la corrente). Decora il Castello e forse la piazza bramantesca. Ma soprattutto passa il tempo tra gli antichi Codici della ricca biblioteca al Castello di Pavia, capitale culturale del Ducato. Nel mondo universitario pavese, fra gli altri Leonardo si lega a Fazio Cardano – che lo appassiona alla matematica – e poco dopo all’anatomista Marc’Antonio della Torre. Sono di questi anni alcuni tra i più brillanti disegni vinciani di anatomia, tanto da immaginarlo col Della Torre all’hospitale magnum Sancti Mathei, nottetempo, in odore di eresia, a squartar cadaveri in decomposizione alla fioca luce delle candele. Insomma, «venuto in Lombardia nel 1482 come musico, pittore, scultore ed architetto» ha scritto Edmondo Solmi «nel dicembre 1499 Leonardo parte dalla grande pianura padana scienziato e pensatore, non secondo a nessuno nel suo tempo».

Giovanni Giovannetti
Indagine su Leonardo. Pavia, Vigevano, il Ticino e l’Università
Edizioni Effigie, pp. 280, illustrato, euro 20

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: