Una vita degna?

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Verso la moratoria: il 16 novembre tutti sotto al municipio di Pavia!
di Assemblea per il diritto alla casa

In tema di moratoria sfratti diamo qui spazio alle proposte e al punto di vista di chi più di altri in questi anni si è speso per il sacrosanto diritto ad un tetto.

Dopo oltre tre anni di battaglie per il diritto ad una casa, ad una vita degna, in cui ad ogni picchetto antisfratto, ad ogni presidio, corteo, gazebo, volantinaggio, accampata abbiamo portato con noi la richiesta di un blocco delle procedure di sfratto per tutti gli inquilini impossibilitati a pagare, finalmente il sindaco ha deciso di formalizzare una richiesta in tal senso al prefetto.
Il fine di un blocco degli sfratti è quello di evitare che una famiglia morosa si trovi a essere sbattuta in mezzo a una strada. Se è vero che questo è tanto più grave nei mesi invernali, crediamo sia una prospettiva che istituzioni che abbiano realmente a cuore gli interessi dei cittadini debbano evitare in ogni caso, perché l’idea di vivere per strada non è accettabile neanche d’estate. Il provvedimento del prefetto, quindi, dovrebbe andare nella direzione di permettere alla famiglia sotto sfratto di passare dalla casa privata a quella popolare o ad altra struttura temporanea fornita dai servizi sociali. Sindaco e prefetto non si nascondano dietro cavilli giuridici: la legge nazionale che regola la graduazione della forza pubblica in casi di morosità parla precisamente di «percorsi di
accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto».
In ogni caso, non crediamo che l’eventualità di una moratoria possa essere considerata un merito ascrivibile all’azione istituzionale del sindaco Depaoli. In questi anni di lotte, tanti inquilini sul lastrico, col sostegno dell’assemblea per il diritto alla casa, hanno messo in gioco quel poco che gli rimaneva per cercare un’alternativa degna e collettiva a paure, vergogne, disperazione e suicidio.
Per quelle battaglie oggi stiamo ricevendo il conto dalla procura: nei prossimi mesi si terranno quattro processi a per resistenza, occupazione e interruzione di pubblico servizio.
Oggetto dei decreti penali cui ci siamo opposti sono le attività del comitato in occasione dello sfratto di due famiglie in viale Cremona, dell’occupazione di un alloggio comunale sfitto da parte di una famiglia senza casa, delle proteste in consiglio comunale dopo l’ennesimo sfratto di una famiglia con bambini senza alcuna soluzione alternativa da parte del comune. Quindi torneremo a breve in quel tribunale dove ogni venerdì mattina si consumano, da anni, decine di drammi familiari attraverso le convalide dei procedimenti di sfratto.
Nell’appello del primo cittadino al prefetto e nell’azione congiunta di questura e procura contro le attività del comitato antisfratto ravvisiamo un enorme vuoto politico, in cui un’enorme tematica sociale viene derubricata a questione di ordine pubblico e in cui non la sola opposizione al modello sociale vigente è costituita da quel blocco sociale che strappa i suoi diritti con la lotta, per la propria casa e sul posto di lavoro. Non si vede nessuno spazio per la politica, mentre le istituzioni da anni annaspano tra i più disparati provvedimenti di carattere emergenziale.
La moratoria non può, però, essere un paravento dietro il quale le istituzioni possano nascondersi: la questione abitativa può essere affrontata solamente con l’impiego di una molteplicità di strumenti, non solo di quelli emergenziali. Siamo ancora in attesa di sapere quando i 24 appartamenti del Crosione, pronti da mesi, verranno assegnati: a luglio l’assessore Canale disse che restavano gli allacci elettrici da ultimare e alcune buche da coprire, lavori che non potevano essere svolti dall’assessore in persona. Qualora l’intenzione del comune non fosse quella di vendere le palazzine, Canale è ancora in tempo per impugnare una vanga.
Una visione di corto respiro, emergenziale, della questione abitativa affiora anche dalle recenti dichiarazioni dell’assessore alla casa: dormitorio e villaggio San Francesco sono delle soluzioni tampone che non risolvono il problema, limitandosi a posticiparlo. Ci permettiamo di suggerire, tra l’altro, all’assessore Canale, che alternative a quelle strutture possono essere, volendo, individuate, e pure a basso costo, dall’amministrazione comunale. Ci permettiamo anche di dire che sinceramente non abbiamo apprezzato le sue frasi in cui, per coprire sue evidenti manchevolezze, faceva lo scaricabarile cercando di mettere gli sfrattati contro i minori non accompagnati, in una guerra tra poveri di marchio leghista per le briciole di una squallida stanza al villaggio San Francesco.
Ci interesserebbe sapere, piuttosto, l’opinione della giunta comunale pavese sulla nuova proposta di legge regionale sulla casa, dato che ci risulta che l’ANCI abbia dato il suo placet al progetto che Maroni vuole approvare nelle prossime settimane. Si tratta di un clamoroso attacco al diritto alla casa, che si tradurrà nell’aumento dei canoni delle case popolari, in meno assegnazioni di alloggi, e per giunta a tempo determinato, che rischierebbe di rendere vani gli effetti di una moratoria degli sfratti. La Lega finalmente si svela per quello che è, passando dal “prima gli italiani” al “prima i palazzinari”, dalla guerra tra poveri alla guerra ai poveri.
Per questo il consiglio comunale del 16 novembre sarà un’occasione per mettere a verifica le promesse strappate, con la lotta, negli ultimi mesi alla giunta Depaoli: blocco degli sfratti, ma soprattutto assegnazioni, assegnazioni, assegnazioni. Da subito dunque vogliamo rivolgere un appello a tutti i pavesi sotto sfratto, senza casa, impossibilitati a pagare un affitto, inquilini di case popolari affinché si uniscano al presidio sotto il Municipio che terremo come movimento per l’abitare in occasione del consiglio comunale straordinario sul tema casa del prossimo lunedì 16 novembre alle ore 21.

Alla Presidente della III Commissione
Elena Madama

e P.C.
Al Sindaco
All’Assessore alla casa
All’Assessore alle politiche sociali
Ai consiglieri comunali

In vista del consiglio comunale convocato per lunedì 16 novembre sul tema della questione abitativa e alla luce di recenti dichiarazioni alla stampa rilasciate dalla giunta comunale, intendiamo sottoporre ai membri della commissione competente alcune osservazioni sull’emergenza abitativa.
Rispetto ai dubbi di natura giuridica avanzati circa i meccanismi di funzionamento di un eventuale provvedimento prefettizio sulla graduazione della forza pubblica in casi di sfratto esecutivo, ci permettiamo di ricordare che la materia è regolata dal decreto legge n. 102 31 agosto 2013 convertito in legge n. 124 28 ottobre 2013. All’articolo 6 comma 5 leggiamo testualmente: «Le risorse di cui al presente comma [Fondo morosità incolpevole] sono assegnate prioritariamente alle regioni che abbiano emanato norme per la riduzione del disagio abitativo, che prevedano percorsi di accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto, anche attraverso organismi comunali. A tal fine, le prefetture-uffici territoriali del Governo adottano misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto». La legge parla quindi di un percorso di accompagnamento, da intendersi come il passaggio dalla casa privata per la quale pende lo sloggio a un alloggio di edilizia residenziale pubblica oppure ad altra struttura, da intendersi come soluzione transitoria predisposta dai servizi sociali in attesa di un’assegnazione di alloggio ERP.
D’altro canto, il senso ultimo di un provvedimento quale il rinvio dell’esecuzione forzata dello sfratto altro non è se non quello di evitare che nuclei familiari si trovino nell’impossibilità di avere adeguato ricovero. Pertanto, la sospensione delle esecuzioni non dovrebbe limitarsi ai soli mesi invernali, ma applicarsi ogniqualvolta si rinvenga caso di morosità cosiddetta incolpevole, in tutti i periodi dell’anno. La sospensione durante i mesi invernali sarebbe invece configurabile per quei casi nei quali non sia dimostrata la c.d. “incolpevolezza”.
Rispetto agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, l’assessore competente, durante le sedute del consiglio comunale del 15 giugno 2015 e del 31 luglio 2015, ha fornito una precisa tempistica per l’assegnazione. Ad oggi risulta che gli alloggi ERP comunali e di ALER assegnati agli inquilini inseriti in graduatoria siano considerevolmente inferiori a quelli promessi. Sollecitiamo dunque una tempestiva azione in tal senso, specialmente per quanto concerne i 24 appartamenti di proprietà comunale siti nelle tre palazzine del “patto di quartiere” del Crosione, ormai da anni ultimati. Sollecitiamo parimenti una rinnovata azione di pressione su ALER Pavia-Lodi affinché anch’essa proceda celermente con le assegnazioni, ricordando che centinaia di aventi diritto attendono, in alcuni casi da parecchi anni, ciò che loro spetta di diritto.
Rispetto alle strutture per la gestione dell’emergenza abitativa, ricordiamo che da tempo abbiamo informato la giunta e il consiglio comunale sulla inadeguatezza del villaggio San Franscesco in rapporto alle esigenze delle famiglie sfrattate. Nel fare questo rinnoviamo l’invito già avanzato da tempo all’assessore alle politiche sociali affinché il consiglio comunale affronti un’attenta riflessione in merito e deliberi variazioni al regolamento del villaggio San Francesco che rendano meno onerose e più confortevoli le condizioni degli ospiti della struttura, in attesa che il comune si attivi per l’individuazione di locali più idonei. A tal fine ci permettiamo di suggerire che tra il patrimonio immobiliare pubblico e privato sfitto presente in città, numerosi sono gli edifici che, con limitato apporto finanziario del comune, potrebbero essere impiegati temporaneamente come alloggi transitori per le famiglie sfrattate in attesa di assegnazione di alloggio ERP.
Rispetto ad una soluzione di medio termine dell’emergenza abitativa, riteniamo possa essere presa in considerazione, all’interno del percorso di valorizzazione dell’ex Arsenale, il recupero con finalità ERP di parte del patrimonio immobiliare esistente all’interno dell’area demaniale dismessa.
Rispetto al progetto di legge regionale di riforma dell’edilizia residenziale pubblica che la giunta Maroni sta valutando proprio in queste settimane, sollecitiamo giunta e consiglio comunale affinché si esprimano in merito, dato che i provvedimenti che il consiglio regionale potrebbe promulgare depotenzierebbero a tal punto numerosi interventi adottati dal comune di Pavia, tra cui il ricorso alla moratoria degli sfratti, da vanificarli de facto.

Assemblea per il diritto alla casa
Pavia, 5 novembre 2015

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