Una mattina al Castello

by

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Mai come in questi giorni si è vista tanta affluenza alle diverse mostre in Castello Visconteo, e questo è un fatto. Altro fatto, è l’apertura al pubblico della sala nella torre sud-ovest, l’antica sede della splendida biblioteca Visconteo-sforzesca (nel Quattrocento ancora vantava quasi mille preziosi codici, un astrario al centro e altre fantasiose meraviglie), forse suggerita dal Petrarca al suo promotore Gian Galeazzo Visconti. Biblioteca allora di livello europeo, assiduamente frequentata dallo stesso Leonardo da Vinci nei suoi anni pavesi.
Metà dei libri che vi erano conservati oggi sono a Parigi, quale bottino di guerra per Luigi XII quando, nel 1499, venne a riprendersi Milano e il “suo” Ducato: In un primo tempo i preziosi codici finirono a Blois e «sull’ultima pagina di alcuni di essi furono apposte le parole “De Pavye au Roy Loys XIIe”, quasi si trattasse d’un omaggio della nostra città al re», scrive Mino Milani, nella Storia avventurosa di Pavia. Dunque, il sacco del patrimonio culturale italiano, «destinato a ripetersi ed intensificarsi nei secoli a venire, ebbe il suo inizio o almeno il suo più importante inizio, proprio da Pavia». Ma attenzione, non tutto il male venne per nuocere, poiché, precisa lo scrittore pavese, la «vera e propria rapina salvò una parte almeno della biblioteca». I volumi rimasti nei suoi scaffali, «vennero negli anni seguenti predati o distrutti» e quanto è rimasto si trova oggi in luoghi remoti, da Chicago a San Pietroburgo. Nulla di originale resiste a Pavia, l’antica capitale culturale del Ducato.
O, meglio, a ben vedere un “originale” rimane: quella stanza quadrata tornata visitabile. E ogni merito va ascritto alla nuova Amministrazione comunale e all’assessore Galazzo. Tuttavia…
Siano consentite alcune critiche marginali, si spera costruttive.
La prima: l’allestimento si offre in forma invasiva. Passi lo scopo didattico e la forma multimediale, ma le pareti di quell’unico “originale” era forse meglio lasciarle sgombre, ad unico rischio di sobrietà.
La seconda: in un importante saggio sulla biblioteca in Castello, Maria Grazia Albertini Ottolenghi così ne descrive l’arredo: «Il 19 gennaio 1456, Agostino de Barrachis, notaio ducale e “procurator camere”, scrive a Cicco Simonetta [segretario di Francesco Sforza nda], dandogli notizia dei lavori per la libreria, che dalle sue note risulterebbe arredata con armadi di quattro ordini di scaffali su tutti e quattro i lati della sala» (Note sulla biblioteca dei Visconti e degli Sforza, in Studi di storia e cultura pavese in onore di Felice Milani, Società pavese di Storia patria 2013). Dunque, l’immagine esposta in sala, che vorrebbe restituire visivamente l’antico arredo, non è per nulla attendibile.
La terza: indubbiamente il ritorno alla fruibilità di questa sala lo si può definire un evento culturale di alto valore anche simbolico, non solo per la città. Altrettanto indubbiamente lo si sarebbe potuto enfatizzare, dico io, associandolo all’esposizione di uno o più codici originali. Circa dieci anni fa la stessa Albertini Ottolenghi, Donata Vicini e l’assessore Silvana Borutti andarono in missione alla Biblioteca nazionale di Parigi per parlare proprio di questo: riportare in mostra a Pavia alcuni di quei codici, ottenendo ascolto. E se poi non si fece nulla, beh, non dipese dai francesi…
La quarta (e qui so da me che, dati i tempi, quanto scrivo rasenta l’impossibile): perché non restituire la biblioteca così com’era? Perché non farla rivivere anche in forma cartacea, avviando la progressiva edizione di copie anastatiche degli originali ancora in circolazione?
A tutto c’è rimedio, e dunque si guardi avanti, al futuro. Per ora bastino gli schermi multimediali e le riproduzioni in microfilm di molti di questi codici, che finalmente l’assessore vorrebbe togliere dalle polverose scatole in cui tuttora stagnano da ben quindici anni (vero amico Saverio Lomartire, che nel 1999 ne disponesti l’acquisto con fondi regionali? 90milioni delle vecchie lire, soldi ben spesi). Ma davvero, l’attuale allestimento…

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