Quando il bue dà del cornuto all’asino

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di Vito Sabato *

Ci risiamo. Nuovamente il plurinquisito dirigente comunale Angelo Moro beffardamente ha chiesto sanzioni disciplinari nei confronti di Vito Sabato, ovvero colui che denunciò le sue malefatte nella lottizzazione abusiva di Punta Est, che vede ora il Moro a giudizio. Cosa aspetta il Comune a sospendere questo tale, per poi cacciarlo a pedate subito dopo la prevedibile condanna? Possibile che ancor oggi a subire sanzioni disciplinari debba essere chi denuncia le malefatte invece di chi le compie? (G. G.)

Avete mai sentito parlare di Angelo Moro? 
Si tratta di quel dirigente del Comune di Pavia salito agli onori della cronaca per avere conformato la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Repubblica e l’amministrazione comunale con responsabilità e impegno, e per aver rispettato i principi di buon andamento e imparzialità dell’attività amministrativa. 
Chi può ignorare che il suo operato è stato costantemente improntato al rispetto della legge e al perseguimento dell’interesse pubblico? 
Chi può negare che grazie al suo appassionato impegno e all’abnegazione costantemente profusa egli ha favorito la nascita di una smisurata fiducia dei cittadini nei confronti dell’amministrazione pubblica. 
Io ho ignorato, io ho negato: e quindi il dirigente ha imposto e preteso che a mio carico venisse avviata ancora una procedura disciplinare. Perché loro, gli arroganti, sono fatti proprio così, soprattutto quando qualcuno li protegge, viola la legge e gli regala un bel posto da dirigente. 
Angelo Moro, già istruttore direttivo a Casorate Primo: diventato dirigente a Pavia per grazia ricevuta e per trucco messo in piedi. Due volte rinviato a giudizio, indagato per un terzo reato a danno del Comune, diventato dirigente di ruolo dopo aver superato un periodo di prova che non ha mai sostenuto, che lamenta di essere calunniato, che pretende punizioni a carico del dirigente sindacale che ha parlato delle schifezze combinate. Uno spasso, quando hai a che fare con un personaggio così.
E a proposito di sanzioni disciplinari, chi lo conosce dica a questo sindaco che esistono responsabilità penali e responsabilità disciplinari, e che le seconde non sempre sono connesse o derivanti dalle prime. E gli dica che neanche è possibile, se davvero vuole cambiare le cose e avere un’amministrazione efficiente, continuare a servirsi ancora di persone certamente conniventi con la giunta sotto la quale si sono verificati i più grossi scandali che si ricordino.
Quando e se Moro sarà condannato, altre saranno le responsabilità disciplinari che gli potranno essere addebitate, anche se la legge prevede che già in caso di rinvio a giudizio il sindaco possa disporre la sospensione (figurarsi in caso di due rinvii a giudizio per reati a danno della pubblica amministrazione).
Tuttavia, le responsabilità disciplinari di Moro non correlate a procedimenti giudiziari a suo carico sono state già accertate, anche se per via indiretta, dalla magistratura. Infatti, il Tribunale ha disposto la confisca del complesso Punta Est ritenendolo una lottizzazione abusiva realizzata sulla scorta del permesso di costruire concesso da Moro.
Ecco, condanna o meno per abusi d’ufficio vario e truffa, il danno a carico del Comune – dice la magistratura – è già compiutamente integrato grazie all’operato di Moro.
Ed ecco ancora: se a carico di questo personaggio, entrato a far parte della compagine dei dipendenti comunali grazie a un’evidente violazione di legge, fosse adottata la doverosa sanzione disciplinare per i soggetti che ne combinano una dietro l’altra e sempre favorendo personaggi potenti, forse la smetterebbe di rompere i coglioni cercando di vendicarsi di chi ha denunciato le sue malefatte. Perché, in fondo, di questo si tratta: di uno squallido tentativo di vendetta e di tacitare il sindacato che ha raccontato e denunciato le scorribande del sindaco taroccatore seriale di bandi e di concorsi.

* funzionario comunale e sindacalista

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