Concittadini e non sudditi

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A Franco Maurici il “San Siro” alla memoria!

Hanno provato a dire che non erano ammessi “San Siro” alla memoria (non era vero, tanto che quattro su sei, nei due anni precedenti, sono andati “alla memoria”); hanno allora provato a dire che Maurici, non credente, non avrebbe ottenuto i favori dei credenti (non era vero, tra i cinquecento firmatari dell’appello c’erano preti come don Franco Tassone e don Luigi Ciotti nonché credenti “doc” come gli amici, cattolicissimi, proff. Giulio Guderzo e Paolo Ferloni). Hanno infine provato a dire che la decisione presa dai capigruppo – in deroga al regolamento delle benemerenze – prevaleva su tutto, anche su regole scritte e buonsenso (e non era vero, i capigruppo Brendolise, Niutta, Polizzi e Rizzardi – quattro su sette – hanno infine votato a favore).
Deliberando compattamente la civica medaglia del Regisole al grande Franco Maurici – anche Brendolise! – la maggioranza consiliare ha dato alfine ascolto alla città, indicando un simbolo veramente positivo, tale da ridestare speranza, alimentare la coesione sociale e il senso della comunità dopo gli anni dell’oblio e della radicale separazione tra noi e il Palazzo.
Favorevoli anche Giuseppe Polizzi (cinquestelle) e Nicola Niutta (centrodestra). Gli altri consiglieri – amici degli amici, gli ex terminali istituzionali di mafiosi e affaristi e loro sodali vecchi e nuovi – hanno abbandonato l’aula, non mancando di insultare l’assessore Alice Moggi per un “mi piace” a uno dei miei interventi, su facebook, nella triste querelle.
Franco Maurici è patrimonio della città e non della sola “sinistra”, e lo ha ben capito, in solitudine, il giovane Nicola Niutta. In questo momento ringrazio in primo luogo lui. (G. G.)

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2 Risposte to “Concittadini e non sudditi”

  1. roger Says:

    Di tutto ciò non posso che averne, istintivamente, a piangere dalla gioia, di conseguenza avvertendomi pienamente partecipe di cotale conseguimento, a tutti gli effetti.
    Tutto questo nonostante io non possa propriamente avermi a definire il più interessato alle vicende della vostra città, ma – se non altro – per il rapporto a dir poco disumano (21 marzo e 27 maggio 2008) che, mio malgrado, la mia persona è stata costretta a dover intrattenere con Carlo Antonio Chiriaco e con i suoi – tutt’ora impuniti e quantomai insospettabili – sodali dello I.E.O. di Milano che – se non altro per come sono andate mettendosi le cose nei miei riguardi -, sebbene avessero inteso apparirne ben più che palesemente e provatamente complici, del pur minimo sospetto a loro carico, potranno andarne ormai immuni vita natural durante.
    Ma non è solo per questo che intendo rendere omaggio al San Siro per Maurici, bensì, prima di tutto, per aver potuto disporre dell’opportunità di poter conoscere ed incontrare l’avvocato, in ben due occasioni, all’interno dello studio di via Roma, ormai già segnato dalle croci nere della mafia.

    Roger Mazzoncini

  2. emanuele chiodini Says:

    Ogni tanto le mobilitazioni sortiscono qualche effetto, in questo caso l’effetto desiderato, benchè Maurici resta Maurici con o senza il premio San Siro. Una tristezza totale vedere la ‘nuova’ amministrazione comunale che la vulgata corrente definisce di ‘centrosinistra’, farsi tirare per il bavero e per gli orli per una decisione che doveva passare sotto il capitolo del buon senso e della normale e discreta ordinarietà.

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