Ponte della Becca o della Mucca da mungere?

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Di seguito ripropongo il testo di una mia lettera alla “Provincia Pavese” (cestinata) in cui già tre anni fa davo informazioni e ponevo domande sul tormentato ponte della Becca, o della mucca (da mungere). Leggo ora sul sito del quotidiano locale che Polizia giudiziaria e squadra mobile hanno oggi sequestrato in Provincia la documentazione sull’onerosissimo e assai discutibile esborso per la manutenzione del ponte (al momento, oltre 8 milioni). Finalmente la notizia trova spazio anche sul quotidiano locale. Meglio tordi che mai. Allargando l’orizzonte, andrebbero svolte indagini sull’asportazione di sabbia, per aspirazione, proprio intorno ai piloni: un business milionario (e qui Calvi poco c’entra). Da chi venne autorizzata? E dire che nel 2005 Gilberto Pacchiarotti, a nome del Wwf, aveva denunciato i rischi per il ponte causati dal vero oro, ovvero l’escavazione. (G.G.)

«La Provincia di Pavia ha finalmente disposto la gara per la messa in sicurezza del malandato ponte della Becca, al cui capezzale fino a ieri ha vegliato in solitudine l’ing. Gian Michele Calvi, già autore della “perizia giustificativa” nonché della progettazione e direzione lavori di «somma urgenza» (eppure durati tre anni) e perciò assegnati in via diretta, senza bando di gara: lavori costati complessivamente più di 8 milioni di euro, che non hanno risolto il problema. Ora di euro se ne dovranno spendere altri 2 milioni e 500 mila: in totale fanno 11, 22 miliardi delle vecchie lire! Nel suo articolo sulla “Provincia Pavese”, domenica 21 luglio Maria Fiore scrive che le opere «sono state eseguite in parte dalla ditta Icop e in parte dalla ditta Damiani di Villanterio». Icop e Damiani li ricordiamo al seguito di Gian Michele Calvi nella “benemerita” opera di edificazione delle 19 New town di L’Aquila dopo il terremoto del 2009.
 E con loro Alga spa di Milano – ma con stabilimento a Montebello della Battaglia, in provincia di Pavia – altrettanto “benemerita”, e forse per questo motivo incaricata della «fornitura di quattro appoggi» per il ponte sul Po male in arnese. È la stessa ditta ora indagata a L’Aquila insieme al Calvi per gli isolatori fuori norma (frode in pubbliche forniture, costate 7.124.752 euro), e molti dovranno essere sostituiti. Nel corso di alcuni test effettuati presso il laboratorio Srmd di San Diego (California) uno dei quattro isolatori Alga sotto esame si era «macroscopicamente» rotto e un altro aveva manifestato «in modo drammaticamente evidente il fenomeno dello stick slip» ovvero un saltellamento; fenomeno – lamentano i periti – «potenzialmente distruttivo che può essere presente anche nel moto reale di origine sismica». Nel pavese Bando provinciale di gara, in “Premessa” si rileva urgente «la sostituzione degli apparecchi d’appoggio inadeguati»: sono forse i «quattro appoggi» made in Alga? Stessa “faccia” stessa “razza”? Non si capisce, e dunque chiediamo alla Provincia di chiarire.»

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