Vomito

by

Ruberie Asm. Le Richieste dei Pm al Gip

Il testo integrale delle Richieste dei Pm Mario Venditti e Paolo Mazza al Gip Erminio Rizzi. Dopo la carcerazione (ottobre 2015) il cassiere della banda Pietro Antoniazzi si è mostrato ampiamente collaborativo, chiamando a correo i complici, contribuendo così a puntualizzare l’incredibile mercimonio. Un documento di rilevantissimo interesse pubblico. Ad ogni buon lettore il commento di quanto segue. Una sola quasi banale osservazione: se alle elezioni amministrative 2014 invece che Depaoli avesse vinto Alessandro Cattaneo, la “banda dei quattro” sarebbe tuttora al “governo” di Asm. 

Al Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Pavia

I Pubblici Ministeri dott. Mario Venditti, Procuratore della Repubblica Aggiunto, e Dott. Paolo Mazza, Sostituto Procuratore, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Pavia,

VISTI gli atti del procedimento a margine indicato nei confronti di:

ANTONIAZZI Pietro nato a Piacenza il 27.12.1964;
CHIRICHELLI Giampaolo, nato a Pavia il 21.03.1957;
TEDESI Claudio, nato a Piacenza il 13.01.1960;
FILIPPI FILIPPI Luca Maria, nato a Lecce il 13.09.1970;
CANTONI Raffaella, nata a Pavia il 02.01.1970 per i seguenti fatti-reato:

ANTONIAZZI Pietro – CHIRICHELLI Giampaolo – TEDESI Claudio

a) reato di cui all’artt. 81 cpv, 110, 314 C.P., perché in concorso e previo accordo tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commesse in tempi diversi, si appropriavano di importi di denaro per un totale di euro 1.186.159,33, che, dai conti dell’ASM Pavia S.p.A., società a capitale pubblico, di cui avevano la disponibilità in ragione delle loro cariche, venivano apparentemente versati al Comune di Pavia (indicato come beneficiario delle predette somme relative a rimborsi per mancata esecuzione di opere e lavori pubblici) a mezzo di note di credito, bonifici ed assegni bancari, di seguito elencati, ma in realtà accreditati:
– su conto corrente bancario identificato dall’IBAN N. IT66Z0851712600000000041061 presso la Banca Credito Cooperativo di Creta ora Banca Centropadana Credito Cooperativo Piacentino sede di Piacenza, intestato all’ANTONIAZZI;
– sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518, acceso da STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro) presso Banca Popolare Commercio e Industria sede di Piacenza.

Ciascuno tenendo le seguenti condotte:
– ANTONIAZZI Pietro in qualità di direttore finanziario di A.S.M. Pavia dal 2011 al settembre 2015, nonché amministratore unico di A.S.M. Lavori dal 1 agosto 2014 alla data del 21 settembre 2015, predisponendo materialmente, o facendo predisporre, le note di credito, le disposizioni di pagamento e gli assegni bancari di seguito evidenziati al fine di poter incassare gli stessi sul proprio conto corrente e sul conto della società Studio Consula Srl a sé riconducibile, nonchè consegnando, successivamente, parte delle somme così fraudolentemente ottenute al CHIRICHELLI Giampaolo per un totale di 450.000 euro in contanti in virtù di precedente accordo stipulato tra gli stessi;

– CHIRICHELLI Giampaolo in qualità di legale rappresentante dal 29.07.2009 fino al 11.02.2015, di Presidente delConsiglio d’Amministrazione dal 26.04.2012 con attribuzione dei poteri di Amministratore dal
10.05.2012 al 11.02.2015, sottoscrivendo le disposizioni di bonifico (unitamente a TEDESI Claudio) e gli assegni bancari di seguito evidenziati, nei quali si indicava come beneficiario ANTONIAZZI Pietro,
che li incassava sul proprio conto corrente e sul conto della società Studio Consula Srl a sé riconducibile, secondo le modalità in precedenza descritte, nonchè ricevendo, successivamente, un totale di 450.000 euro in contanti in virtù di precedente accordo stipulato con lo stesso ANTONIAZZI Pietro;

TEDESI Claudio in qualità di direttore generale dal 29.07.2009, con attribuzione dal 25.06.2014 di ulteriori poteri di firma (quali aprire e chiudere conti correnti, cassette di sicurezza e rappresentare la società con qualsiasi istituto di credito ecc.), sottoscrivendo, unitamente a
– CHIRICHELLI Giampaolo, le disposizioni di bonifico di seguito evidenziati nei quali si indicava come beneficiario ANTONIAZZI Pietro, che li incassava sul proprio conto corrente e sul conto della società Studio Consula Srl a sé riconducibile, secondo le modalità in precedenza descritte;

ELENCO DELLE NOTE DI CREDITO, BONIFICI E ASSEGNI BANCARI:

1. nota di credito n. 13/2011/260 emessa in data 12.09.2011 da A.S.M. Pavia S.p.A., nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di 103.407,93. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio per l’importo di € 103.407,93 sul conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana intestato ad ANTONIAZZI Pietro.

2. nota di credito n. 15/2013/232 emessa in data 27.09.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 124.051,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585988-12 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio , incassato sul conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana intestato ad ANTONIAZZI Pietro

3. nota di credito n. 10/2013/16 emessa in data 25.11.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 100.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585989- 00 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

4. nota di credito n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 161.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585990-00 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

5. nota di credito n. 15/2014/9 emessa in data 17.02.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 112.240,00 sottoscritta da MITSIOPOULOS Matteo, quale vice presidente di ASM Pavia e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale n. 7183248631 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo, incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

6. nota di credito n. 15/2014/71 emessa in data 26.03.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 34.160,00 sottoscritta da MITSIOPOULOS Matteo, quale vice presidente di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale n. 7183248632 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

7. nota di credito n. 10/2014/4 emessa in data 13.05.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 52.240,40 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248633 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

8. nota di credito n. 15/2014/144 emessa in data 30.06.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 78.324,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248634 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

9. nota di credito n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 112.240,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248635-04 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

10. nota di credito n. 15/2014/167 emessa in data 29.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 40.016,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248636 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

11. nota di credito n. 15/2014/172 emessa in data 06.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 132.248,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248638 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

12. nota di credito n. 15/2014/173 emessa in data 18.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 76.128,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248639 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

13. nota di credito n. 15/2014/358 emessa in data 22.12.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 60.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248640 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. Incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

In Pavia nelle date sopra indicate

ANTONIAZZI Pietro – FILIPPI FILIPPI Luca Maria:

b) reato di cui all’artt. 81 cpv, 110, 314 C.P., perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commesse in tempi diversi, si appropriavano di importi di denaro per un totale di euro 684.451,36, che, dai conti dell’ASM Lavori Srl, società a capitale pubblico, di cui avevano la disponibilità in ragione delle loro cariche, venivano apparentemente versati al Comune di Pavia (indicato come beneficiario delle predette somme relative a rimborsi per mancata esecuzione di opere e lavori pubblici) a mezzo di note di credito, bonifici ed assegni bancari, di seguito elencati, ma in realtà accreditati:

– sul conto corrente bancario identificato dall’IBAN N. IT66Z0851712600000000041061 presso la Banca Credito Cooperativo di Creta ora Banca Centropadana Credito Cooperativo Piacentino sede di Piacenza, intestato all’ANTONIAZZI;
– sul conto corrente n. IT81R050481260000000 0004518, acceso da STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro) presso Banca Popolare Commercio e Industria sede di Piacenza.

– Ciascuno tenendo le seguenti condotte:
ANTONIAZZI Pietro in qualità di direttore finanziario di A.S.M. Pavia dal 2011 al settembre 2015, nonché amministratore unico di A.S.M. Lavori dal 1° agosto 2014 alla data del 21 settembre2015, predisponendo materialmente, o facendo predisporre, le note di credito, le disposizioni di pagamento e gli assegni bancari di seguito evidenziati al fine di poter incassare gli stessi sul proprio conto corrente o sul conto della società STUDIO CONSULA Srl al medesimo riconducibile;
– FILIPPI FILIPPI Luca Maria, quale rappresentante legale di ASM Lavori Srl, società a capitale pubblico, sottoscrivendo la documentazione dispositiva (otto note di credito e relative disposizioni di pagamento a mezzo bonifico) delle somme da bonificare a favore di ANONIAZZI Pietro e della società STUDIO CONSULA Srl.

ELENCO DELLE NOTE DI CREDITO, BONIFICI E ASSEGNI BANCARI:

nota di accredito n. 2012/VS/11 emessa in data 09.07.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl, n. 44084 a favore del conto corrente con il codice Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2012/VS/12 emessa in data 06.08.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto dal procuratore speciale LAZZARI Maurizio per conto e dietro indicazione di FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2012/VS/13 emessa in data 03.09.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “saldo prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate come da accordi con Comune di Pavia” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2012/VS/14 emessa in data 02.10.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “rimborso reciproche competenze per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 53.024,10. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2012/VS/23 emessa in data 05.11.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia-saldo” dell’importo di € 63.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban -30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2012/VS/24 emessa in data 07.12.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 33.886,05. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2013/VS/1 emessa in data 22.01.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 18.907,21. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2013/VS/4 emessa in data 15.04.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2013 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 68.276,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2013/VS/15 emessa in data 27.05.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno saldo come da accordi Ing. Tedesi – Asm Pavia” dell’importo di € 52.724,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria

nota di accredito n. 2015/SP/1 emessa in data 20.02.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione strade e acciottolati centro storico in accordo con contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 102.480,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566590 per l’ importo di € 102.480,00 , sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl

nota di accredito n. 2015/SP/2 emessa in data 18.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione sottoservizi da applicare al contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 46.848,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566591 per l’ importo di € 46.848,00, sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl

nota di accredito n. 2015/SP/5 emessa in data 30.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche a totale saldo e stralcio per differenze su lavorazioni eseguite” dell’importo totale di € 44.212,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566593 per l’ importo di € 44.212,00 , sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl

nota di accredito n. 2015/SP/6 emessa in data 30.04.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per differenze registrate successivamente al 03/2015” dell’importo totale di € 95.282,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566594 per l’ importo di € 95.282,00 , sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl

In Pavia nelle date suddette.

CANTONI Raffaella

c) reato di cui agli artt.81 cpv., 640 co.2 n.1 C.P., perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commesse in tempi diversi, nella sua qualità di addetta all’ufficio “ragioneria e gare attive” di A.S.M. Pavia S.p.A., società a capitale pubblico, predisponeva artatamente richieste apparentemente provenienti, a mezzo posta elettronica, da vari Comuni della Provincia di Pavia o modificava richieste effettivamente pervenute dai predetti enti, relative a sottoscrizioni di contratti da stipulare con ASM Pavia, inducendo in errore gli incaricati della gestione della “minuta cassa” (ROSSI Giovanni fino al 01.06.2015 e CROCE Alessandra dal 01.06.2015) e, esibendo loro la predetta documentazione giustificativa, si faceva consegnare somme di denaro contante per l’acquisto di valori bollati, certificazioni della CCIAA e antimafia, DURC, ecc., dichiaratamente necessari per la stesura dei predetti contratti, procurandosi un ingiusto profitto pari ad euro 20.937 per l’anno 2014 (n. 87 richieste di rimborso) ed euro 7.537 per l’anno 2015 (n. 33 richieste di rimborso).
Con l’aggravante dell’aver commesso il fatto in danni di ente pubblico

In Pavia dal 18.02.2014 al 10.06.2015.

RITENUTO CHE

nei confronti di CANTONI Raffaella, pur in presenza di un grave quadro indiziario, non vengono richieste misure cautelari in assenza di esigenze cautelari e che l’incolpazione preliminare di cui sopra è riportata solo per completezza dei dati investigativi acquisiti.

RITENUTO CHE

nei confronti degli altri indagati si richiede la misura cautelare della custodia in carcere, attesi i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati sopraindicati sulla base degli esiti delle indagini come di seguito riferiti.

Le indagini successive alle prime risultanze riportate nella richiesta di misura cautelare in data 15.10.2015, nella ordinanza del GIP in data 16.10.2015 e nell’ordinanza del Tribunale per il riesame in data 03.11.2015 consentono di avere attualmente un quadro delle vicende per cui è procedimento più chiaro e dettagliato.

Ma soprattutto sono state accertate e verificate distrazioni di denaro pubblico per l’importo complessivo di circa 1.800.000,00 euro, di cui 1.186.159,33, euro per false note di credito tra ASM Pavia e Comune di Pavia e ulteriori 684.451,36 euro per false note di credito tra ASM Lavori Srl. E Comune di Pavia.

Occorre premettere qualche breve riferimento alla contabilità disastrata delle società municipalizzate del Comune di Pavia, nella quale i bilanci e i documenti amministrativi non si predispongono secondo le regole della contabilità, bensì secondo le esigenze degli amministratori, fino a piegare le poste di bilancio alle necessità politico elettorali e addirittura fino a predisporre falsamente i documenti contabili e soprattutto a coprire le spoliazioni a man bassa di denaro pubblico.

A tal proposito il quadro che emerge dagli interrogatori di ANTONIAZZI Pietro è veramente desolante, sia con riferimento al bilancio di ASM Lavori sia a quello della controllante ASM Pavia.

A fine 2011 ASM Lavori registrava una perdita secca di oltre 100 mila euro, salita a oltre 500 mila euro nel 2013 e allora gli amministratori si danno da fare per occultarla mediante il ricorso al più banale ma anche più efficace e nel contempo più truffaldino, degli espedienti: la predisposizione di fatture maggiorate o di fatture per operazioni inesistenti.

ANTONIAZZI cita a tal proposito la necessità di “sistemare in qualche modo o comunque – è difficile trovare un verbo adeguato – comunque diciamo sistemare in qualche modo gli eventuali non allineamenti dei bilanci, soprattutto delle controllate”, ma soprattutto precisa che si trattava di una precisa richiesta in tal senso di CHIRICHELLI Gianpaolo, presidente di ASM Pavia.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“…..il Dottor CHIRICHELLI mi chiama… Fino a quel momento, fino al settembre io avevo visto il Dottor CHIRICHELLI due volte, tre volte ma molto molto brevemente, cioè “Buongiorno Dottore, come andiamo? Come si trova?”, cose di routine. Nel settembre del 2011 il Dottor CHIRICHELLI mi chiama nel suo ufficio e mi anticipa un discorso nel quale mi dice di…, che all’interno del mio ruolo ci sarebbe stata anche la necessità eventualmente di diciamo sistemare in qualche modo o comunque – è difficile trovare un verbo adeguato – comunque diciamo sistemare in qualche modo gli eventuali non allineamenti dei bilanci, soprattutto delle controllate, Asm non aveva problemi, delle controllate in funzione di un risultato che fosse accettabile da tutti.

Più avanti nel medesimo interrogatorio ANTONIAZZI spiega meglio cosa voleva dire “sistemare” e soprattutto precisa meglio il significato della richiesta di CHIRICHELLI.

“PM VENDITTI – Ecco, CHIRICHELLI quindi le dice che all’interno del suo ruolo? IND. ANTONIAZZI – Nel caso ci fosse stata la necessità avrei dovuto…
PM VENDITTI – Sistemare le poste di bilancio delle controllate in qualche modo, per presentare dei risultati soddisfacenti?
IND. ANTONIAZZI – Sì, esattamente.
PM VENDITTI – Ma che si intende “sistemare”? IND. ANTONIAZZI – S’intende…”

La precisazione successiva è disarmante: “PM VENDITTI – Cioè parli chiaro, non ho capito? Le si chiedeva di occultare questa perdita, praticamente?
IND. ANTONIAZZI – Sì./PM VENDITTI – Questa era la richiesta di CHIRICHELLI?/IND. ANTONIAZZI – Sì.”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“….Il problema si pone già nel 2011 per la verità, perché nel 2011 la Asm Lavori aveva un bilancio non buono, negativo di…, non tantissimo comunque negativo, sto andando a memoria, comunque negativo di oltre 100 mila euro di perdita. In quel momento il Consiglio di Amministrazione di Asm Pavia era formato da: CHIRICHELLI come Presidente, i Consiglieri erano: ARTUSO, BELLAVITI, FILIPPI, che era anche il Presidente di Asm Lavori, non mi ricordo l’altro, ce n’era un altro, adesso onestamente non mi ricordo qual era l’altro Consigliere di Amministrazione. ………. Ci siamo accorti di questa perdita e…
PM VENDITTI – Cento mila euro?
IND. ANTONIAZZI – Sì, più o meno sì, anzi qualcosa più di dei cento mila, adesso dieci mila euro avanti ed indietro comunque era quella la cifra.
PM VENDITTI – Nel 2011?
IND. ANTONIAZZI – Dicembre 2011. Mi viene chiesto di…, diciamo far sì che questo risultato fosse in linea con quello che era il budget, che all’epoca non avevo fatto io perché non c’ero ancora, io sono arrivato al primo luglio ed i budget erano già stati fatti eccetera, in linea con le in aspettative e con i budget.
PM VENDITTI – Cioè parli chiaro, non ho capito? Le si chiedeva di occultare questa perdita, praticamente?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Questa era la richiesta di CHIRICHELLI? IND. ANTONIAZZI – Sì.”

Altrettanto disarmante è la descrizione dell’artifizio contabile, soprattutto se si considera che si tratta di contabilità pubblica: “PM VENDITTI – Quindi fatture con importi maggiorati e fatture per operazioni inesistenti?/IND. ANTONIAZZI – Sì./PM VENDITTI – Da Asm Lavori ad Asm?/IND. ANTONIAZZI – Esattamente./PM VENDITTI – Generando quindi un credito nei confronti di Asm che andava a bilanciare quello scompenso…/IND. ANTONIAZZI – Aumentava il fatturato senza avere i relativi costi, è ovvio che i maggiori ricavi andavano a chiudere la….”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“Fine 2011, Asm Lavori aveva questo risultato economico negativo e per sistemarlo senza che ci fossero ovviamente interferenze esterne, cioè non doveva uscire dall’interno di quello che era Asm, sono state fatte fatture da Asm Lavori ad Asm per
prestazioni: alcune effettivamente svolte ma fatte pagare ad importi più alti ed alcune invece per prestazioni che, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni del personale che venivano teoricamente dato da personale di Asm Lavori, che veniva utilizzato da Asm Pavia in supporto all’igiene ambientale, questa prestazione poi nella realtà non era mai stata…, è una prestazione che non è mai stata svolta.
PM VENDITTI – Quindi fatture con importi maggiorati e fatture per operazioni inesistenti?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Da Asm Lavori ad Asm? IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM VENDITTI – Generando quindi un credito nei confronti di Asm che andava a bilanciare quello scompenso…
IND. ANTONIAZZI – Aumentava il fatturato senza avere i relativi costi, è ovvio che i maggiori ricavi andavano a chiudere la…”.

Segue poi il capitolo delle complicità, a iniziare da quella di TEDESI Claudio, direttore generale di ASM Pavia: “…PM VENDITTI – Ci ha detto che gli ordini e poi i pagamenti venivano effettuati all’esito della verifica della corrispondenza fattura/ordini?/IND. ANTONIAZZI – Sì./PM VENDITTI – Ordini di lavoro che venivano firmati dal Direttore Generale TEDESI?/IND. ANTONIAZZI – Sì, tutti gli ordini, tutti./PM VENDITTI – Ma a questo punto TEDESI non si accorgeva che erano lavori inesistenti, lavori mai fatti, lavori che non avevano…/IND. ANTONIAZZI – Credo di sì.”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“PM VENDITTI – E chi è a conoscenza di tutto questo? Chi collaborava con lei in tutto questo? E CHIRICHELLI…
IND. ANTONIAZZI – Allora,le impiegate facevano esattamente ciò che gli veniva detto, da Asm Lavori glielo diceva FILIPPI, per Asm Pavia ero io. Tecnicamente, le impiegate non dovevano sapere, a parte che immaginavano perché alcune fatture ovviamente non erano…, cioè balzavano all’occhio anche di buon senso insomma. Quindi, diciamo che le fatture, il ciclo delle fatture passive in Asm… Questo è molto importante, ai fini di vedere anche credo la sua domanda Dottore fosse poi in relazione alla responsabilità oggettiva o comunque chi sapeva. Il ciclo passivo di Asm prevedeva una R.D.O., si chiama Richiesta d’Ordine, è una sigla, la Richiesta d’Ordine veniva firmata, se era l’igiene da TEDESCHI, dai singoli responsabili delle singole business unit, se era l’idrico dall’Ingegner VACCHELLI, se era l’igiene da TEDESCHI, se era patrimonio, quindi immobiliare, per la parte immobiliare di Asm era MASSAROTTI eccetera. C’era un R.D.O., questo R.D.O. si trasformava in ordine, quindi veniva inserito l’ordine nel sistema, l’ordine veniva…, tutti gli ordini, tutti gli ordini venivano firmati da TEDESI, tutti a prescindere dagli importi, per dire dagli ordini da cento euro agli ordini da un milione di euro venivano tutti firmati da TEDESI. Per quelli superiori ai 10 mila euro venivano siglati anche da me, perché io dovevo rendermi conto, nella mia pianificazione finanziaria, che l’ordine…, siccome gli ordini superiori ai 10 mila euro poi alla fine davano un’esposizione, una richiesta finanziaria molto alta, verso i fornitori, pagamenti verso fornitore, allora io mettevo la sigla sull’ordine perché avevo visto che quell’ordine avrebbe poi generato un pagamento alto nei 90, 60, 90, 120 giorni successivi. Tutti gli R.D.O. venivano firmati dai singoli responsabili, gli ordini venivano firmati tutti da TEDESI. Quando arrivava la fattura del fornitore, adesso a prescindere che il fornitore sia Asm o…, uno qualsiasi, qualsiasi fornitore dalla cancelleria a quello che c’ha venduto il compattatore grande, arrivava la fattura, la fattura veniva…, fisicamente l’impiegata che faceva il ciclo passivo entrava, entrava negli ordini perché nella fattura veniva espresso…, il fornitore esprimeva l’ordine o se non lo esprimeva andavamo a vedere quale fosse e quindi lo segnavamo poi noi in biro sulle fatture passive, se R.D.O., l’ordine che era inserito e la fattura coincidevano negli importi o nelle quantità o nelle prestazioni eseguite la fattura veniva contabilizzata e messa in pagamento. Quindi, le fatture di Asm Lavori hanno seguito esattamente lo stesso iter, come se Asm Lavori fosse non una nostra controllata ma fosse un fornitore normale.
PM VENDITTI – Quindi voi in Asm ordini di lavoro? IND. ANTONIAZZI – Esatto, Richieste d’Ordine.
PM VENDITTI – A cui corrispondevano le fatture emesse da Asm Lavori? IND. ANTONIAZZI – Esattamente, esattamente.”
……

Complicità, estese a FILIPPI FILIPPI Luca, presidente di ASM Lavori: “PM VENDITTI – Voi stavate predisponendo della documentazione falsa? Lei aveva predisposto della documentazione falsa. FILIPPI e TEDESI in che misura sapevano ed erano complici di questa vicenda?/IND. ANTONIAZZI – FILIPPI assolutamente ne era a conoscenza.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Aspetti un attimo, ritorniamo un attimo indietro alla sistemazione del bilancio di Asm Lavori. Lei ci parlava di fatture maggiorate e fatture per operazioni inesistenti?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Ci ha detto che gli ordini e poi i pagamenti venivano effettuati all’esito della verifica della corrispondenza fattura/ordini?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Ordini di lavoro che venivano firmati dal Direttore Generale TEDESI? IND. ANTONIAZZI – Sì, tutti gli ordini, tutti.
PM VENDITTI – Ma a questo punto TEDESI non si accorgeva che erano lavori inesistenti, lavori mai fatti, lavori che non avevano…
IND. ANTONIAZZI – Credo di sì.
PM VENDITTI – Cioè mi spieghi come funzionava la cosa?
IND. ANTONIAZZI – Credo di sì. No, va beh credo che… Allora, di queste operazioni io ne ho parlato…
…….

PM VENDITTI – Voi stavate predisponendo della documentazione falsa? Lei aveva predisposto della documentazione falsa. FILIPPI e TEDESI in che misura sapevano ed erano complici di questa vicenda?
IND. ANTONIAZZI – FILIPPI assolutamente ne era a conoscenza.
PM VENDITTI – Perché era lui che faceva le fatture in Asm Lavori? È lui che dava gli ordini?
IND. ANTONIAZZI – Era lui il Presidente, cioè io non avevo né incarichi lì né…, non avevo… In Asm non avevo veramente nessun incarico, ma neanche collaterale né di assistenza…, cioè non ero niente.
PM VENDITTI – Okay, in Asm Lavori.
IND. ANTONIAZZI – In Asm Pavia il Presidente CHIRICHELLI ne era a conoscenza, che poi il Presidente ne abbia parlato con TEDESI ritengo molto probabile la cosa perché se no è difficile far passare una cosa di questo genere.

E tutto questo al fine di presentare dei bilanci “presentabili”: “PM VENDITTI – Quindi CHIRICHELLI le fa questo discorso, dice: “Guarda, qua c’è da sistemare un po’ i conti perché dobbiamo presentare dei bilanci insomma che siano in qualche modo…”./IND. ANTONIAZZI – Presentabili.”, con la giustificazione (che non giustifica proprio nulla) che: “…è una cosa interna, quindi poi nell’infragruppo viene tutto eliso…” e con la complicità di Filippi, che viene meglio precisata: “…Allora, credo che il rapporto diretto e la cosa l’abbia detta sempre CHIRICHELLI a FILIPPI…”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“PM VENDITTI – Eh, ma….
IND. ANTONIAZZI – Anche perché poi venivano regolarmente pagate, quindi voglio dire…, perché io su Asm Pavia e su Asm Lavori, a parte il semestre dove sono stato amministratore, io non ho mai avuto le firme sui conti correnti né su Asm Pavia né su Asm Lavori.
PM VENDITTI – Quindi CHIRICHELLI le fa questo discorso, dice: “Guarda, qua c’è da sistemare un po’ i conti perché dobbiamo presentare dei bilanci insomma che siano in qualche modo…”.
IND. ANTONIAZZI – Presentabili.
PM VENDITTI – Presentabili ecco, senza perdite. Quindi, lei si dà da fare per sistemare il bilancio in questo modo, nel modo più semplice possibile, quello di…
IND. ANTONIAZZI – Anche perché poi nel bilancio consolidato, siccome le partite infragruppo comunque venivano elise, quindi nel bilancio consolidato di Asm, consolidato venivano…
PM VENDITTI – Però lei stava dicendo che bisognava sistemare il bilancio di Asm Lavori, è Asm Lavori che aveva questa…(perdita)
IND. ANTONIAZZI – Sì, sì sì sì sì, Asm Lavori, Asm Lavori, Asm non ha mai…
PM VENDITTI – Però lei se ne occupava in quanto in Asm, che era la controllante? IND. ANTONIAZZI – Pavia, anche perché voi credo abbiate, non so magari immagino qui qualcuno avrà conosciuto FILIPPI Luca, sì non…, cioè non era del mestiere proprio, cioè non avrebbe saputo materialmente come fare, cioè non…
PM VENDITTI – Sì, ma come si arriva a questo, visto che ripeto bisogna predisporre della documentazione falsa, lei praticamente è quello che diciamo il meccanismo lo predispone e lo esegue lei, ma vi siete sentiti? C’era un accordo alla base di tutto questo?
IND. ANTONIAZZI – Gli uffici di Asm Lavori erano di fianco a quelli di CHIRICHELLI.
PM VENDITTI – Eh, appunto, vi siete parlati? Questo voglio sapere. IND. ANTONIAZZI – Sì sì, certo certo.
PM VENDITTI – Ecco, vi siete parlati in che termini?
IND. ANTONIAZZI – No. Allora, io ho detto prima di parlare io con FILIPPI parlavo sempre dopo o addirittura non ci parlavo proprio, ci parlava CHIRICHELLI perché CHIRICHELLI ha sempre avuto un certo…, non so come definirlo, mentre con gli altri Consiglieri è sempre stato abbastanza aggressivo, CHIRICHELLI diciamo dal punto di vista caratteriale, dal punto di vista dell’atteggiamento, con FILIPPI non aveva lo stesso atteggiamento CHIRICHELLI. Quindi io con FILIPPI, anche perché il mio datore di lavoro era CHIRICHELLI non era mica FILIPPI, quindi voglio dire io dicevo a CHIRICHELLI: “Senti, secondo me potremmo fare in questa maniera, sono cose che ci possono stare anche così in una cornice di lavoro e, di conseguenza, io direi di fare così” CHIRICHELLI diceva: “Mah, se questa cosa qui pensi che poi non ci siano problemi sui controlli eccetera” “No – gli ho detto – secondo me no”, insomma a parte che è una cosa interna, quindi poi nell’infragruppo viene tutto eliso, però comunque secondo me no e quindi così veniva fatto. Questo…
PM VENDITTI – Quindi lei parla con CHIRICHELLI: “Si può fare così: facciamo delle fatture false, tanto è una cosa interna, è una posta di giro…”?
IND. ANTONIAZZI – Rimane all’interno di…, tra Asm ed Asm Lavori. PM VENDITTI – CHIRICHELLI è d’accordo?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM VENDITTI – E CHIRICHELLI poi parla con FILIPPI o lei parla con FILIPPI? IND. ANTONIAZZI – No, allora poi FILIPPI…
PM VENDITTI – Perché bisognava coinvolgere Asm Lavori in questo?
IND. ANTONIAZZI – A volte… No no, certo, sì certo. Allora, credo che il rapporto diretto e la cosa l’abbia detta sempre CHIRICHELLI a FILIPPI, FILIPPI però ripeto io lo vedevo in maniera…, cioè proprio uscivo dal mio ufficio, facevo un pezzo di corridoio e c’era l’ufficio di FILIPPI, cioè scusi l’ufficio di Asm Lavori e l’ufficio di CHIRICHELLI, erano uno di fianco all’altro, quindi mi capitava cento volte al giorno di incrociare, anzi banalmente era più presente FILIPPI in azienda che non CHIRICHELLI”

Ma è ancora più sorprendente che la sistemazione dei conti in queste società a partecipazione pubblica fosse una “consuetudine”: “IND. ANTONIAZZI – Perché, onestamente, gli aggiustamenti… Questo a prescindere dal mio arrivo, anche prima, gli aggiustamenti per tenere agli onori del mondo Asm Lavori era consuetudine.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Però ritorniamo un attimo indietro ancora a quei 100 mila euro del 2011. Quindi, FILIPPI era perfettamente consapevole delle fatture false che venivano emesse da Asm Lavori e, ritorno a dire, in Asm c’era bisogno, quando facevate il controllo c’era bisogno di allegare gli ordini di pagamento a queste fatture?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Gli ordini di pagamenti erano firmati da TEDESI?
IND. ANTONIAZZI – TEDE… Allora, in Asm le firme in banca… No, TEDESI firmava l’ordine…
PM VENDITTI – L’ordine.
IND. ANTONIAZZI – Non l’ordine di pagamento, l’ordine… PM VENDITTI – No, l’ordine di lavoro?
IND. ANTONIAZZI – L’ordine di lavoro. PM VENDITTI – L’ordine di lavoro.
IND. ANTONIAZZI – Perfetto.
PM VENDITTI – Però lavori inesistenti o lavori per importi maggiorati? IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – TEDESI a questo punto era essenziale, cioè non verificava nulla, non si accorgeva di nulla o anche lui faceva parte dell’accordo con CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Secondo me, onestamente credo che CHIRICHELLI l’avesse avvertito perché TEDESI è tutt’altro che stupido. Quindi, è ovvio che in qualche maniera doveva essere avvertito anche TEDESI. Io non ho mai provveduto ad avvertirlo, questo per onestà di cose, quindi io semplicemente…
PM VENDITTI – Chi predisponeva…
IND. ANTONIAZZI – …Soprattutto nel 2011 perché…
PM VENDITTI – Perché lei era appena arrivato. Chi predisponeva questi ordini di lavori?
IND. ANTONIAZZI – Li predisponeva l’ufficio acquisti. PM VENDITTI – Sotto la sua supervisione?
IND. ANTONIAZZI – All’epoca no. L’ufficio acquisti è passato sotto la mia supervisione perché l’Avvocato RAINÒ… All’epoca era l’Avvocato RAINÒ il supervisore.
PM VENDITTI – Sì, però mi faccia capire una cosa, quindi stiamo parlando, perché non ci dimentichiamo stiamo parlando di fatture false, quindi di lavori che non sono stati eseguiti. Quindi, come faceva l’ufficio acquisti a predisporre un ordine di lavori che non si sarebbero mai fatti?
IND. ANTONIAZZI – Perché, onestamente, gli aggiustamenti… Questo a prescindere dal mio arrivo, anche prima, gli aggiustamenti per tenere agli onori del mondo Asm Lavori era consuetudine.

Nel prosieguo viene meglio descritta la consuetudine di aggiustare i conti e vengono meglio precisate le responsabilità del direttore generale Tedesi e dei dirigenti di settore, ivi compreso tale Tedeschi (al riguardo sono in corso indagini per acquisire i dovuti riscontri): “IND. ANTONIAZZI – Per l’incarico di Direttore Generale aveva l’obbligo di firmare gli ordini per verificare la congruità dell’ordine insomma, sì….. IND. ANTONIAZZI – Richiesta D’Ordine, okay? Diceva: “Emettimi un ordine per questa prestazione, per questo importo fatto da Asm Lavori”.
PM VENDITTI – Ma TEDESCHI sapeva quindi che erano prestazioni inesistenti queste?/IND. ANTONIAZZI – Sì, certo./PM VENDITTI – TEDESCHI che era il
responsabile della?/IND. ANTONIAZZI – Dell’igiene ambientale.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

COLONNELLLO MARAGONI – Perché TEDESI metteva la firma?
IND. ANTONIAZZI – Perché gli ordini era uno dei suoi obblighi come Direttore Generale.
COLONNELLLO MARAGONI – Obblighi per controllare?
IND. ANTONIAZZI – Per l’incarico di Direttore Generale aveva l’obbligo di firmare gli ordini per verificare la congruità dell’ordine insomma, sì.
COLONNELLLO MARAGONI – Ecco, questo volevo capire, lui doveva mettere la firma perché doveva fare un controllo sulla necessità di quell’acquisto di quell’ordine?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, e se aveva dei dubbi, com’è successo tante volte, poi chiama e dice: “Scusa, ma questo qui perché è qui oppure l’abbiamo preso oppure…”.
COLONNELLLO MARAGONI – Quindi la sua firma implicava un’attività nel merito del controllo?
IND. ANTONIAZZI – Sì va anche detto, per essere onesti e trasparenti fino in fondo, che all’Ingegner TEDESI arrivavano quotidianamente due o tre libri firme di ordine. Quindi, quando hai dieci ordini da firmare entri nel merito di tutti, quando ne hai 150 oggettivamente è difficile.
COLONNELLLO MARAGONI – La sua funzione era quella di entrare nel merito dell’ordine e nella necessità di quell’acquisto?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì. In realtà su alcuni ordini, lasciamo stare un attimo la faccenda Asm Lavori, su alcuni ordini diciamo non so di acquisti di particolari materiali o di acquisto che non era routine, per esempio sul depuratore i sali per togliere l’azoto eccetera dai fanghi di depurazione eccetera era un acquisto molto pesante, perché qui si parla di mezzo milione di euro all’anno ma era routine, quello cioè è sempre stato così ed al limite si aveva 5 mila euro in più o 5 mila euro in meno a seconda se riuscivi a spuntare un prezzo diverso con un altro fornitore. Alcune volte invece erano ordini particolari, allora era direttamente il responsabile del singolo servizio che prima di emettere R.D.O. e l’ordine e poi il successivo ordine ne parlava con TEDESI: “Guarda c’è da prendere questo microfono, secondo me abbiamo uno, due, tre…, questi tre fornitori oppure queste tre offerte eccetera”, allora quando arrivava l’ordine TEDESI ne era già a conoscenza ma perché gliene avevano già parlato prima, molto spesso succedeva così.
PM VENDITTI – Scusi, però io voglio capire bene questa cosa, va bene che c’era questa consuetudine di aggiustare le cose, però poiché parliamo di contabilità e di cifre che devono corrispondere, chi diceva all’ufficio acquisti…, cioè c’era qualcuno che diceva all’ufficio acquisti: “Bisogna fare un ordine per esattamente questa cifra”, in modo che con altri ordini di lavoro per prestazioni inesistenti con cifre altrettanto precise, poi alla fine tutte queste cifre, che innanzitutto dovevano corrispondere alle fatture, poi tutte insieme, sommate insieme corrispondevano esattamente allo sbilancio, c’era bisogno di una regia voglio dire o no? Chi teneva la regia di tutto questo?
IND. ANTONIAZZI – Allora, per quanto riguarda banalmente gli importi per poter arrivare ad avere una risultato accettabile dopo le imposte, perché poi c’era anche il problema del conteggio delle imposte e delle riprese fiscali relative…
PM VENDITTI – È l’I.V.A. certo.
IND. ANTONIAZZI – Quelle lì le gestivo io dal punto di vista degli importi. Quindi io materialmente, fisicamente dicevo a CHIRICHELLI: “Guarda che ci sono da fare importi di 110 – adesso dico una cifra, adesso non mi ricordo – di 110 mila euro perché con le imposte, le riprese fiscali eccetera se no usciamo fuori in perdita”, questa era la cifra indicativa, era così. Poi, quello che lei ha detto dopo Dottore, cioè chi materialmente all’ufficio acquisti emetteva l’ordine? Tutti gli ordini venivano emessi dagli uffici acquisti, poi l’ordine fisicamente non so era un ordine per esempio dell’igiene ambientale, faccio per dire, quindi prestazioni di manodopera per l’igiene ambientale, l’ordine, R.D.O. lo faceva TEDESCHI che dava…
PM VENDITTI – TEDESI?
IND. ANTONIAZZI – TEDESCHI dell’igiene ambientale, TEDESCHI che diceva
all’ufficio acquisti: “Guarda che…”, faceva R.D.O. firmato da TEDESCHI, da TEDESCHI…
PM VENDITTI – R.D.O. sta per?
IND. ANTONIAZZI – Richiesta D’Ordine, okay? Diceva: “Emettimi un ordine per questa prestazione, per questo importo fatto da Asm Lavori”.
PM VENDITTI – Ma TEDESCHI sapeva quindi che erano prestazioni inesistenti queste?
IND. ANTONIAZZI – Sì, certo.
PM VENDITTI – TEDESCHI che era il responsabile della? IND. ANTONIAZZI – Dell’igiene ambientale.
……
PM VENDITTI – Chi erano gli altri che erano informati ed erano consapevoli di questa situazione, cioè delle fatture false?
IND. ANTONIAZZI – Allora credo che… Allora, l’unico… Faccio prima a dirle quelli che non lo erano, l’Ingegner VACCHELLI non lo era, che è del ciclo idrico, almeno a mia conoscenza, per quello che ne so io, comunque lui non lo era; su…, non lo era…, qualche volta onestamente non lo era neanche TEDESCHI…
PM VENDITTI – Però altre volte sapeva?
IND. ANTONIAZZI – Le altre volte lo sapeva sì. Qualche volta lo sapeva, non tutte, lo sapeva MASSAROTTI, che è parcheggi e patrimonio, quindi tutte le manutenzioni su tutti gli immobili, i terreni, i beni immobili di Asm.

Al meccanismo truffaldino descritto da Antoniazzi partecipavano la totalità dei dirigenti di settore (Massarotti, Vacchelli, il già citato Tedeschi, Baldiraghi) sotto la regia sia di Chirichelli che dello stesso Antoniazzi e con l’avallo del direttore generale Tedesi (al riguardo sono in corso indagini per acquisire i dovuti riscontri): “PM VENDITTI – E questi capi settore, cioè TEDESCHI, BALDIRAGHI, MASSAROTTI che erano consapevoli di tutte queste falsità, ma da chi erano stati…, chi aveva parlato con loro? CHIRICHELLI direttamente o c’erano delle posizioni intermedie?/IND. ANTONIAZZI – Allora, sicuramente CHIRICHELLI… Allora con TEDESCHI probabilmente CHIRICHELLI, stiamo parlando del 2011 in questo momento, perché poi dal 2013 il primo input, perché sapevo che avrebbero fatto R.D.O. eccetera, quindi con i singoli responsabili l’ho fatto io, okay? Il primo input con i singoli responsabili; poi tutto questo era avallato, siccome io non avevo poteri fisici di firma o di disposizione poi erano ovviamente avallati da TEDESI.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Lei vada pure avanti. No, vada avanti cioè nel senso su questo… Quindi TEDESCHI il più delle volte era consapevole, MASSAROTTI pure era consapevole, VACCHELLI non sempre?
IND. ANTONIAZZI – Sì, non sempre, non sempre e VACCHELLI, a meno che non glielo dicessero altri no.
PM VENDITTI – E gli altri?
IND. ANTONIAZZI – Beh, non è che ce ne fossero poi tanti altri perché il verde era quello che adesso è andato in pensione…, perché il verde sapete che il Comune l’ha dato…, ha fatto una gara d’appalto con delle cooperative, non è più in gestione ad Asm, il verde pubblico, la gestione del verde pubblico, la cura del verde pubblico ed era…. BALDIRAGHI, Renato BALDIRAGHI, lui era a conoscenza, tra l’altro lui era uno di quelli che usciva con FILIPPI poi a cena, cioè era molto molto…, anche con rapporti più personali con FILIPPI.
…….

IND. ANTONIAZZI – In realtà la cosa che mi avevano chiesto era di fare una cosa che potesse essere agli onori del mondo. Quindi, è chiaro che non faceva…, c’era una perdita di cento mila non facevo una fattura di cento mila, doveva essere una fattura…, doveva essere costruzione che aveva anche un senso logico in tutto quello che era il
corpo. Quindi, questa è la motivazione.
PM VENDITTI – E questi capi settore, cioè TEDESCHI, BALDIRAGHI, MASSAROTTI che erano consapevoli di tutte queste falsità, ma da chi erano stati…, chi aveva parlato con loro? CHIRICHELLI direttamente o c’erano delle posizioni intermedie?
IND. ANTONIAZZI – Allora, sicuramente CHIRICHELLI… Allora con TEDESCHI probabilmente CHIRICHELLI, stiamo parlando del 2011 in questo momento, perché poi dal 2013 il primo input, perché sapevo che avrebbero fatto R.D.O. eccetera, quindi con i singoli responsabili l’ho fatto io, okay? Il primo input con i singoli responsabili; poi tutto questo era avallato, siccome io non avevo poteri fisici di firma o di disposizione poi erano ovviamente avallati da TEDESI.
PM VENDITTI – No, ma stiamo ancora al 2011, all’inizio, poi piano piano…
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, sì ma tanto gli altri anni…, cioè è lo stesso cinema eh, cioè non è che…
PM VENDITTI – È uguale? IND. ANTONIAZZI – È uguale.

Venendo ai fatti in contestazione, Antoniazzi precisa anche la genesi del meccanismo degli storni di fatture, relative soprattutto al “verde”, emesse da ASM Pavia nei confronti del Comune di Pavia e alla usuale compensazione di debiti e crediti previa emissione di note di credito da ASM al Comune: “il Comune di Pavia dal 2012, 2011 no, 2012 secondo semestre, anzi ultimo trimestre, ultimo quadrimestre, da settembre/ottobre 2012 a tutto il…, ad inizio 2015, forse 2015 avevamo messo come note di credito da emettere, quindi forse 2014, di competenza fiscale intendo dire, il Comune di Pavia ci ha chiesto in maniera diretta di stornargli delle fatture molto vecchie, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, cioè veramente anche roba vecchissima, semplicemente perché non avevano più su quel capitolo di spesa soldi a sufficienza… e quindi lì non c’erano più i soldi per pagare quella fattura, di emettere le note di credito”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

Il Comune di Pavia, comunque faccio un breve intermezzo, il Comune di Pavia dal 2012, 2011 no, 2012 secondo semestre, anzi ultimo trimestre, ultimo quadrimestre, da settembre/ottobre 2012 a tutto il…, ad inizio 2015, forse 2015 avevamo messo come note di credito da emettere, quindi forse 2014, di competenza fiscale intendo dire, il Comune di Pavia ci ha chiesto in maniera diretta di stornargli delle fatture molto vecchie, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, cioè veramente anche roba vecchissima, semplicemente perché non avevano più su quel capitolo di spesa soldi a sufficienza, quindi hanno chiesto ad Asm, personalmente a me, quindi in alcuni casi c’era l’Ingegner GRECCHI, in alcuni casi c’era la Dottoressa DIANI e l’Ingegner GRECCHI, mi hanno chiesto direttamente, soprattutto sul verde, sul verde che invece era uno dei business unit che perdeva, onestamente, non era una business unit redditizia, mi hanno chiesto di fare delle note di credito facendo delle contestazioni sui lavori che non erano…, avevano…, i lavori erano stati fatti comunque c’erano contestazioni sui lavori, noi abbiamo emesso a storno al Comune di Pavia una serie di fatture vecchie, che loro non volevano più pagare, ed una serie di fatture anche dell’anno, di competenza dell’anno molto molto recenti, dell’anno precedente che ad un certo punto non avendo più il capitolo di spesa o il denaro sufficiente, perché magari da quel capitolo di spesa l’avevano spostato ad un altro e quindi lì non c’erano più i soldi per pagare quella fattura, di emettere le note di credito.
PM VENDITTI – Quindi storni di fattura? IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Solo carta, non denaro, solo carta? IND. ANTONIAZZI – No no, denaro anche perché… PM VENDITTI – Denaro nel senso per voi…
IND. ANTONIAZZI – …Poi io lo compensavo. PM VENDITTI – Ah, lei lo compensava?
IND. ANTONIAZZI – Sì, poi loro mi dovevano dare…, metta cento, gli io ho fatto una nota di credito di dieci, mi davano novanta eh, quindi…

Antoniazzi riferisce anche sui costi e le spese eccessive che finivano per ridimensionare i buoni risultati di gestione, quandanche conseguiti: “Quindi, in realtà questo lavoro che aveva anche fatto un buon margine, questo margine che nel frattempo si era creato grazie a questo lavoro straordinario poi in realtà era stato in parte assorbito da questa serie di costi, che hanno un po’ annacquato quello che poteva essere il risultato buono della…/ IND. ANTONIAZZI – Poi però, glielo giuro cioè non…, ma anche la pubblicità…, più che pubblicità sui giornali a volte c’era la sponsorizzazione del campetto della squadra di basket, del…, quelle robe lì insomma più che… Io ho detto pubblicità, in realtà è un mix fra sponsorizzazioni e pubblicità.
PM VENDITTI – Spese di rappresentanza?/IND. ANTONIAZZI – Sì sì, spese di rappresentanza un po’ più…, cominciava a sentirsi di più perché fino ad un certo punto erano…, insomma sì per un’azienda come Asm Lavori forse non c’era bisogno magari di andare a cena tre volte alla settimana ma però erano… Poi dopo lentamente sono andati a crescere.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Quindi, in realtà questo lavoro che aveva anche fatto un buon margine, questo margine che nel frattempo si era creato grazie a questo lavoro straordinario poi in realtà era stato in parte assorbito da questa serie di costi, che hanno un po’ annacquato quello che poteva essere il risultato buono della…
LUOGOTENENTE SAPONE – Dottore, posso chiedere, scusi Dottore, posso? La pubblicità con quali giornali, giornalini usava?
IND. ANTONIAZZI – Glielo giuro, abbia pazienza, so che c’era Il Ticino, Il Ticino l’ho visto diverse volte ma… Guardi, credo che fosse trasversale la cosa, onestamente, cioè credo che fosse trasversale.
LUOGOTENENTE SAPONE – Grazie.
IND. ANTONIAZZI – Poi però, glielo giuro cioè non…, ma anche la pubblicità…, più che pubblicità sui giornali a volte c’era la sponsorizzazione del campetto della squadra di basket, del…, quelle robe lì insomma più che… Io ho detto pubblicità, in realtà è un mix fra sponsorizzazioni e pubblicità.
PM VENDITTI – Spese di rappresentanza?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, spese di rappresentanza un po’ più…, cominciava a sentirsi di più perché fino ad un certo punto erano…, insomma sì per un’azienda come Asm Lavori forse non c’era bisogno magari di andare a cena tre volte alla settimana ma però erano… Poi dopo lentamente sono andati a crescere.

Successivamente nell’interrogatorio del 24.11.2015 Antoniazzi ritornava sulle spese indebite di ASM Lavori: “….ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio.”

Verbale interrogatorio riassuntivo del 24.11.2015

A.D.R.: richiesto di riferire sulle note di credito emesse da ASM Lavori a favore del comune di Pavia con accredito dell’importo sul conto corrente piacentino a me riconducibile, premetto che ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio. L’operazione era estranea ai fini istituzionali di ASM e fu quindi fatta fare ad ASM Lavori. L’accordo con Chirichelli Gianpaolo attinenti alla maggiorazione dei miei compensi ufficiali per le ulteriori prestazioni da me eseguite per ASM, comprendeva anche ASM Lavori sulla quale erano spalmate le note di credito e le fatture da me emesse per non caricare troppo la contabilità di ASM.

Non potevano mancare i premi da riconoscere agli amministratori di ASM Lavori per bilanci “brillantemente” in attivo: “IND. ANTONIAZZI – Qui c’è da dire una cosa, che all’approvazione del bilancio 2012, quindi nell’aprile del 2013 era necessari anche far…, questo invece mi è stato detto espressamente, da CHIRICHELLI non da FILIPPI, da CHIRICHELLI, che CHIRICHELLI voleva dare un premio, siccome il compenso degli Amministratori era modesto, quello degli Amministratori di Asm Lavori sto parlando, era modesto, era da integrare con un premio per i buoni risultati eccetera eccetera, quindi è stato poi dato il premio agli Amministratori di Asm Lavori nell’aprile del 2013, intorno ai 35/40 mila euro, una roba così.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Qui c’è da dire una cosa, che all’approvazione del bilancio 2012, quindi nell’aprile del 2013 era necessari anche far…, questo invece mi è stato detto espressamente, da CHIRICHELLI non da FILIPPI, da CHIRICHELLI, che CHIRICHELLI voleva dare un premio, siccome il compenso degli Amministratori era modesto, quello degli Amministratori di Asm Lavori sto parlando, era modesto, era da integrare con un premio per i buoni risultati eccetera eccetera, quindi è stato poi dato il premio agli Amministratori di Asm Lavori nell’aprile del 2013, intorno ai 35/40 mila euro, una roba così.
PM VENDITTI – A quanti… IND. ANTONIAZZI – Al C.d.A.
PM VENDITTI – Agli Amministratori? IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Cioè lei intende per Amministratori chi?
IND. ANTONIAZZI – C’era FILIPPI… Il Consiglio di Amministrazione credo che fosse composto da…, non mi ricordo se era da tre o da cinque in quel momento, comunque FILIPPI, LAZZARI, LONGO e poi non mi ricordo se era… Onestamente non mi ricordo se era da tre o da cinque in quel momento, comunque FILIPPI, LAZZARI e LONGO e poi non mi ricordo se era…, onestamente non mi ricordo se era da tre o da cinque, ma mi sembrava da tre comunque, FILIPPI, LAZZARI e LONGO sicuro.

Alla fine dopo una complessiva mala gestione, spese pazze, sponsorizzazioni dubbie e premi indebiti il risultato delle gestione ASM Lavori per il 2013 non poteva che presentare un enorme buco di bilancio pari a circa 530 mila euro. Risultato, questo, sicuramente impresentabile, tanto più in previsione delle elezioni amministrative della primavera del 2014. La soluzione non poteva che essere quella del rinvio, a richiesta di Chirichelli, dell’approvazione del bilancio, avvenuta nel mese di giugno (quindi dopo le elezioni) e la falsificazione dei conti e dei documenti contabili con la complicità sempre di Chirichelli, oltre che di Filippi e dello steso Antoniazzi: “IND. ANTONIAZZI –Allora, qui ci sono stati dati due input a tutti, tutti intendo dire: noi, società di revisione, fiscalisti, tutti, c’è stato dato l’input di non chiudere i bilanci prima delle elezioni del Sindaco; su Asm Pavia il problema non si poneva, perché noi abbiamo sempre richiesta l’esercizio suppletivo, quello al 30 giugno…/ PM VENDITTI – Va beh, ma a noi interessa com’è stata sistemata questa perdita, com’è stata occultata?/IND. ANTONIAZZI – Sì. Allora, ci sono state fatte delle fatture su Asm Pavia sempre di manodopera ed in questo caso, in questo le rimanenze, quindi i…, i S.A.L., i fine lavori, perché poi il grosso delle rimanenze di Asm Lavori non è il quintale di sabbia o i dieci tubi che ha o cosa, è i lavori e quindi se i S.A.L. erano al…, non so 50%, sono stati messi che erano al 70%, questo … PM VENDITTI – E chi ha partecipato a tutto questo?/IND. ANTONIAZZI – Allora, come al solito, il suggerimento su che cosa fare l’ho dato io, poi l’approvazione dei… Ecco, qui c’è da dire che qui c’è un fatto particolare su questa cosa qua, mi ha invitato FILIPPI a pranzo alla Corte dei Sapori, che è su quella rotonda…, non mi ricordo come si chiama quella rotonda lì eccetera, e lì al ristorante c’ero io e FILIPPI, che FILIPPI mi diceva: “Non possiamo…, devi portarmi la perdita a cento mila” gli ho detto: “Luca ascolta, guarda fallo fare da qualcun altro perché io non…, non…, proprio tecnicamente io non ce la faccio, qualcun altro sarà più bravo di me, io non ce la faccio”, gli ho detto: “Guarda, cioè…”, allora lui mi fa: “Almeno fammi stare sotto il mezzo milione di euro”, che poi era la necessità quindi…, però io dovevo sempre tenere conto…./ PM VENDITTI – E gli altri? Cioè FILIPPI, solo FILIPPI?/IND. ANTONIAZZI – No no,
c’era solo FILIPPI. Verso la fine del pranzo, avevamo finito il secondo, dovevamo ancora ordinare il caffè eccetera è arrivato CHIRICHELLI a questo pranzo, che si è avvicinato al tavolo, non s’è seduto e ha chiesto a FILIPPI: “Allora avete trovato…, insomma un accordo eccetera?” e FILIPPI gli ha detto: “Sì,”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Ah, sì no dicevo siamo arrivati alla fine del 2013, quindi con un pre-consuntivo al 2013 con una perdita, prima delle imposte, indicativamente tra le 520 e le 540 mila, comunque siamo nell’ordine di…, in quell’ordine di grandezza.
PM VENDITTI – Sì, dica dica.
IND. ANTONIAZZI – E lì c’era il problema enorme, perché dalla fine del 2013 fino all’8 giugno del 2014 il problema erano le elezioni. Io su questa roba qui non l’ho mai sentita perché io non sono di Pavia, non voto a Pavia, non me ne frega niente degli aspetti politici e tra virgolette di Pavia, ma tra la fine del 2013, quindi novembre/dicembre, al giugno 2014 su dieci discussioni che avvenivano almeno in mia presenza, io dopo un po’ me ne andavo perché la parte operativa che mi pregava poi dopo non me ne fregava veramente niente ma perché io abito nelle colline di Piacenza, quindi non me ne frega niente della parte politica e via, il problema erano le elezioni. Quando nell’aprile…, febbraio/marzo 2014 è uscita questa perdita gigante di Asm Lavori di mezzo milione di euro… Ah, nel frattempo però a novembre del 2013 FILIPPI ha dato le dimissioni da Presidente di Asm Lavori.
PM VENDITTI – A dicembre?
IND. ANTONIAZZI – Novembre, 10/11 novembre ha dato le dimissioni da Presidente del
C.d.A. e hanno fatto Amministratore Unico, quindi non c’era più un C.d.A. hanno fatto come Amministratore Unico LAZZARI. Allora, qui ci sono stati dati due input a tutti, tutti intendo dire: noi, società di revisione, fiscalisti, tutti, c’è stato dato l’input di non chiudere i bilanci prima delle elezioni del Sindaco; su Asm Pavia il problema non si poneva, perché noi abbiamo sempre richiesta l’esercizio suppletivo, quello al 30 giugno…
PM VENDITTI – Chi aveva dato quest’ordine? CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Sì, per Asm Pavia il problema non si poneva perché noi abbiamo sempre chiuso il bilancio al 30 giugno, perché io dovevo prima chiudere tutte le partecipate e le controllate per poter chiudere il mio, quindi in realtà io ero… Asm Pavia era obbligata, è obbligata a chiudere, tra virgolette, al 30 giugno, quindi…, anche perché LGH, che la nostra più grande partecipazione, che poi dà i dividendi, chiude sempre il bilancio al 30 giugno. Quindi, noi dobbiamo prenderlo…, siccome dobbiamo prendere in pancia gli utili dobbiamo…
PM VENDITTI – Quindi non si chiude il bilancio?
IND. ANTONIAZZI – Quindi il bilancio…
PM VENDITTI – Ma non c’erano delle date precise, delle scadenze?
IND. ANTONIAZZI – Beh per Asm Lavori, vista anche la perdita enorme che era scaturita, è stata chiesta la proroga al 30 giugno per l’approvazione del bilancio perché effettivamente la contabilità industriale a questo punto era un…, da vedere con grande attenzione. Di questa perdita una grandissima parte della perdita, cioè un terzo della perdita, circa pari a circa 150 mila deriva da un cantiere solo, di questo mezzo milione di euro, 520/530 mila euro, 150 indicativamente arriva da un solo cantiere, non mi ricordo il nome del Comune ma nelle carte di Asm Lavori c’è, quindi si trova, c’è questo cantiere che ha generato questa perdita di 150 mila euro, ma qui perché credo che la gestione fosse un filino…, un po’ così, non proprio puntuale del cantiere stesso, perché sostanzialmente la perdita di questo cantiere è stata generata dal fatto che è stato noleggiato un grosso macchinario, c’era da fare un grosso tubo di intubazione su una strada provinciale, non mi ricordo…, di questo Comune, facendo questo lungo pezzo c’era da avere la macchina che toglieva l’asfalto, questo noleggio…, cioè non è che dici: “Va beh, ti noleggio la macchina, faccio tutto il pezzo e poi nel giro di otto ore
prendo la macchina e la mando via”. È stata lì la macchina dieci giorni e questi qui, questa macchina qui costava una cifra ogni giorno…
PM VENDITTI – Va beh, ma a noi interessa com’è stata sistemata questa perdita, com’è stata occultata?
IND. ANTONIAZZI – Sì. Allora, ci sono state fatte delle fatture su Asm Pavia sempre di manodopera ed in questo caso, in questo le rimanenze, quindi i…, i S.A.L., i fine lavori, perché poi il grosso delle rimanenze di Asm Lavori non è il quintale di sabbia o i dieci tubi che ha o cosa, è i lavori e quindi se i S.A.L. erano al…, non so 50%, sono stati messi che erano al 70%, questo è.
VICE ISPETTORE SCOPPETTA – Quindi l’innalzamento dei S.A.L.? IND. ANTONIAZZI – Dei valori del magazzino, tra virgolette.
PM VENDITTI – E chi ha partecipato a tutto questo?
IND. ANTONIAZZI – Allora, come al solito, il suggerimento su che cosa fare l’ho dato io, poi l’approvazione dei… Ecco, qui c’è da dire che qui c’è un fatto particolare su questa cosa qua, mi ha invitato FILIPPI a pranzo alla Corte dei Sapori, che è su quella rotonda…, non mi ricordo come si chiama quella rotonda lì eccetera, e lì al ristorante c’ero io e FILIPPI, che FILIPPI mi diceva: “Non possiamo…, devi portarmi la perdita a cento mila” gli ho detto: “Luca ascolta, guarda fallo fare da qualcun altro perché io non…, non…, proprio tecnicamente io non ce la faccio, qualcun altro sarà più bravo di me, io non ce la faccio”, gli ho detto: “Guarda, cioè…”, allora lui mi fa: “Almeno fammi stare sotto il mezzo milione di euro”, che poi era la necessità quindi…, però io dovevo sempre tenere conto…
PM VENDITTI – No, un momento, non ho capito “fammi stare…” Ah, al di sotto perché la perdita era di cento…, cinquecento…
IND. ANTONIAZZI – 520 senza le imposte, quindi arrivavamo a 560/570 perché più o meno poi le imposte erano 30/40 mila euro, adesso mal contati ma questa era la cifra. Quindi ho fatto una perdita di 440 e poi c’era un 52 mila euro di imposte, quindi siamo andati a 490 ed abbiamo chiuso il bilancio a 490 mila euro di perdita.
COLONNELLLO MARAGONI – Perché sui 500 mila?
IND. ANTONIAZZI – Psicologico, come quando lei compra una cosa a € 9,99 in realtà paga dieci euro, però psicologicamente è € 9,99, stessa cosa.
PM VENDITTI – E gli altri? Cioè FILIPPI, solo FILIPPI?
IND. ANTONIAZZI – No no, c’era solo FILIPPI. Verso la fine del pranzo, avevamo finito il secondo, dovevamo ancora ordinare il caffè eccetera è arrivato CHIRICHELLI a questo pranzo, che si è avvicinato al tavolo, non s’è seduto e ha chiesto a FILIPPI: “Allora avete trovato…, insomma un accordo eccetera?” e FILIPPI gli ha detto: “Sì, ma non si può fare di meglio che scendere sotto i cinquecento e basta perché in altri modi Antoniazzi dice che non si può fare”, così è stata la…, poi è avvenuto ed è stata fatta questa cosa qua.

Antoniazzi ricostruiva infine i fatti per cui è procedimento fornendo una personale versione della vicenda vertente sostanzialmente sul recupero di compensi che non potevano essere corrisposti formalmente e che non potevano gravare sui bilanci ufficiali di ASM Pavia, secondo un preciso accordo con Chirichelli, che “…in bianco….non firmava neanche i biglietti di auguri per Natale….”e che non aveva esitato a sottoscrivere ordini di bonifico, assegni e qualunque altro documento idoneo a camuffare le distrazioni indebite di denaro con l’avallo del direttore generale Tedesi: “PM VENDITTI – Quindi mi dica chi è consapevole di tutta questa cosa?/IND. ANTONIAZZI – Allora, consapevole della fraudolenza del documento era CHIRICHELLI, secondo me, io non ne ho mai parlato con TEDESI ma secondo me ovviamente TEDESI ne era assolutamente a conoscenza perché le ha anche vistate.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Okay. Allora, le note di credito erano l’escamotage contabile per avere…, per prendere diciamo, per avere… Questo era un accordo fatto direttamente con CHIRICHELLI, per pagare le prestazioni fatte extra del mio lavoro, cioè extra rispetto agli incarichi che avevo, per il quale io… Allora in Asm Pavia, in Asm Pavia c’erano le note di credito al Comune di Pavia come giustificazione contabile dei pagamenti, perché poi io dovevo essere pagato.
PM VENDITTI – Spieghi bene, adesso che siamo proprio nel…, spieghi bene.
IND. ANTONIAZZI – È molto… Allora, sulla mia contabilità io ho tutte le mie fatture su cui ho pagato le tasse, ho versato l’I.V.A., ho messo in dichiarazione dei redditi…
PM VENDITTI – Perché lei aveva un contratto… Dunque, era Amministratore Unico di Asm Lavori?
IND. ANTONIAZZI – In questi sei mesi… Sì, no ma queste riguardano Asm Pavia.
PM VENDITTI – Sì, Asm Lavori dove c’è…, poi in Asm aveva un contratto di consulenza?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Quindi veniva pagato a fattura?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, sì sì sì a fattura, emettevo fattura tutti i mesi. PM VENDITTI – Per l’importo di? Qual era il contratto?
IND. ANTONIAZZI – Era prima € 7.500,00 adesso non mi ricordo, poi dopo è aumentato di mille euro, € 8.500,00, una cosa di questo genere, mensili ovviamente, lordi.
PM VENDITTI – Quindi un escamotage per pagarla? IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Per pagarle la differenza? IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – E qual era la differenza?
IND. ANTONIAZZI – La differenza era…, gli accordi erano che di volta in volta, di volta in volta, quindi non era una cifra dove io ti dico… Allora, io voglio cento mila euro in più all’anno, non era così, di volta in volta i lavori che venivano svolti da me concordavo la cifra con CHIRICHELLI e nella mia contabilità se avete già visto, adesso non so se siete già andati a prenderla, avete visto i movimenti bancari eccetera, nella mia contabilità io ho emesso le fatture ad Asm Pavia regolarmente contabilizzate, versata l’I.V.A., pagato i contributi, fatte le dichiara…, messe in dichiarazioni dei redditi, cioè nella mia contabilità.
…….
PM VENDITTI – Allora, qual era questo accordo con CHIRICHELLI? IND. ANTONIAZZI – Questi accordi con CHIRICHELLI erano…
PM VENDITTI – L’escamotage concordato con CHIRICHELLI qual era?
IND. ANTONIAZZI – Che per giustificare nella contabilità di Asm Pavia, non nella mia perché nella mia io ho fisicamente la fattura normale, l’uscita di denaro perché poi in realtà era fisicamente…, cioè il problema vero non era emettere il documento era poi il fatto che questo documento dovesse essere pagato, okay? Era nata la… Per la verità era stato CHIRICHELLI a dire che si potevano fare su Asm, sì sul Comune di Pavia comunque…, ma adesso ha poca importanza, non era quello, sono state fatte queste note di credito al Comune di Pavia, che il Comune di Pavia non ha mai ricevuto, mai contabilizzato, mai avuto alcuna uscita di…
PM VENDITTI – Quindi l’accordo con CHIRICHELLI è: facciamo risultare che storniamo?
IND. ANTONIAZZI – Dei ricavi. PM VENDITTI – Dei fondi?
IND. ANTONIAZZI – Dei ricavi.
PM VENDITTI – Dei ricavi, storniamo dei ricavi al Comune?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente, cioè il Comune… Noi facciamo una marea di prestazione per il Comune di Pavia, parte di questi ricavi che Asm aveva verso il Comune di Pavia venivano stornati con queste note di credito.
PM VENDITTI – Quindi storno simulato a favore del Comune di Pavia? IND. ANTONIAZZI – Esatto.
PM VENDITTI – Che però non riceveva i soldi effettivamente ma li riceveva lei?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente. Il Comune non ha mai ricevuto questi…, io una copia di queste, molte di queste qui sono siglate o da TEDESI o da CHIRICHELLI o da SCOVA eccetera perché…
PM VENDITTI – Ma come…, cioè parliamo di una società per azione Asm, c’è un sacco di gente, c’è CHIRICHELLI ma non c’è solo CHIRICHELLI, c’è TEDESI, ci
sono gli altri del Consiglio di Amministrazione, ci sono le impiegate, com’era possibile fare tutto questo, effettuare questi storni, simulare?
IND. ANTONIAZZI – Le posso dire come avveniva fisicamente perché… PM VENDITTI – Quindi mi dica chi è consapevole di tutta questa cosa?
IND. ANTONIAZZI – Allora, consapevole della fraudolenza del documento era CHIRICHELLI, secondo me, io non ne ho mai parlato con TEDESI ma secondo me ovviamente TEDESI ne era assolutamente a conoscenza perché le ha anche vistate.
PM VENDITTI – E qual era?
IND. ANTONIAZZI – Scusi, se le dico come avviene forse riesce a capire…
PM VENDITTI – No, mi dica prima una cosa, qual era l’oggetto di questo accordo, cioè l’importo oggetto di questo accordo? Quali erano questi suoi ulteriori compensi? IND. ANTONIAZZI – Venivano di volta in volta stabiliti, non c’era una…
PM VENDITTI – Diciamo l’operazione…
IND. ANTONIAZZI – “Ti do cento mila euro in più”.
PM VENDITTI – Quindi l’operazione complessivamente ha riguardato che importo? IND. ANTONIAZZI – Siamo…
PM VENDITTI – Lei quanto hanno incassato con questo sistema?
IND. ANTONIAZZI – Un milione e… Un milione e tre sicuro. Io il milioni ed otto faccio fatica…, quando ho letto sul giornale milione ed otto faccio fatica, però scusi mi riservo perché io sto andando a memoria, non ho più avuto la possibilità neanche peraltro di andare a vedere il coso. Comunque nella mia contabilità ci sono tutti, quindi si fa presto, è una somma bovina delle cose, quindi la somma bovina delle mie fatture.
PM VENDITTI – E chi aveva concordato questo importo? Lei l’ha concordato con CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Gli importi di volta in volta venivano concordati con CHIRICHELLI? IND. ANTONIAZZI – Sì sì sì, non erano…, non erano un valore…
……
IND. ANTONIAZZI – No, molto banalmente, io, io dicevo alla persona del ciclo attivo, che emetteva le fatture attive e stornava, quindi emetteva le note di credito, delle fatture attive eccetera dicevo di fare una nota di credito al Comune di Pavia, l’impiegata non ne sapeva nulla, l’impiegata fisica faceva quello che io gli dicevo di fare. In alcuni casi avevo la pezza giustificativa reale, perché poi quelle note di credito che le dicevo prima tutto questo è potuto avvenire perché il Comune di Pavia ha in più riprese ed in più anni richiesto storni di prestazioni effettivamente svolte da Asm Pavia, che loro non volevano più pagare e che in maniera diretta la Dottoressa Diani in questo caso mi ha detto: “Io non ho i soldi, non li ho neanche sugli altri capitoli, questa qui me la deve stornare” fine, sto parlando dell’insieme delle note di credito, non di queste. Queste il Comune di Pavia non le ha mai ricevute, non le ha mai viste, non le ha mai pagate e non le ha mai contabilizzate. Quindi nella contabilità del Comune di Pavia queste note di credito non ci sono.
PM VENDITTI – Lei dice che avevate depositato questa documentazione fiscale…
IND. ANTONIAZZI – Sì, ma anche le dichiarazioni dei redditi c’erano.
PM VENDITTI – Questi importi che venivano di volta in volta concordati con CHIRICHELLI…
IND. ANTONIAZZI – Le dico la…, scusi finisco la modalità perché così magari le rispondo. Veniva emesso fisicamente il documento, okay? Il documento poteva essere pagato, come tutte le altre note di credito come quelle diciamo normali e regolari con compensabile. Quindi, in realtà, nelle note di credito il Comune di Pavia ha fisicamente registrato, ma che non riguardavano queste operazioni, erano per compensazione, il Comune di Pavia mi pagava per differenza, punto. Per queste qua, per queste ci doveva essere per forza un’uscita di cassa, okay? Bene. L’uscita di cassa era o con bonifico o con assegno, questo è.
PM VENDITTI – Mi dica una cosa…
IND. ANTONIAZZI – Ho sentito dire che CHIRICHELLI ha detto che lui firmava in bianco. CHIRICHELLI in bianco non firmava neanche i biglietti di auguri per Natale. PM VENDITTI – Ma, mi dica una cosa, quindi lei emetteva regolare fattura?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Per questi importi concordati di volta in volta, che sono poi gli importi
che le sono stati contestati? IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Ma queste fatture venivano emesse da lei e caricate? IND. ANTONIAZZI – Sulla mia contabilità.
PM VENDITTI – Ma dovevano poi essere caricate dove? In Asm o al Comune di Pavia? IND. ANTONIAZZI – No no, io l’ho fatta per giustificare dai miei fini fiscali, per la mia azienda il fatto che io percepivo queste somme.
PM VENDITTI – Quindi queste sue fatture non andavano da nessuna parte? IND. ANTONIAZZI – Non andavano…, rimanevano esattamente…
PM VENDITTI – Va beh, ma com’è possibile una fattura non era intestata? IND. ANTONIAZZI – Certo che era intestata.
PM VENDITTI – Intestata a chi?
IND. ANTONIAZZI – Ma il commercialista cosa ne sa se l’ho spedita o non l’ho spedita?
PM VENDITTI – Intestata a chi?
IND. ANTONIAZZI – Ad Asm Pavia. Io ho emesso tutte le fatture…
PM VENDITTI – Ad Asm Pavia ,però non venivano spedite ovviamente ad Asm Pavia? IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM VENDITTI – Quindi mai caricate da Asm Pavia?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente, esattamente, esattamente, perché? Perché se no CHIRICHELLI diceva: “Come faccio io a giustificare che ti do 400 mila euro all’anno?” era impossibile. Ma nella mia contabilità io ho la fattura da Asm Pavia esattamente per i diversi importi, poi lo vedrete, dai conti correnti li vedrete, farete le verifiche eccetera, con la contabilità, cioè mecciandola con la mia contabilità ed io nella mia contabilità ho contabilizzato tutto.

Quanto in particolare agli assegni. Antoniazzi precisa che era lui stesso a compilare i titoli e a sottoporli alla firma di Chirichelli, dopo di che predisponeva per gli atti di archivio di ASM Pavia una fotocopia in cui l’indicazione del beneficiario era rettificata in Comune di Pavia.

Ma soprattutto è evidente, quanto alla consapevole partecipazione del Chirichelli alla attività di spoliazione di ASM Pavia, che quest’ultimo firmava ordini di bonifico e assegni bancari dai quali risultava che il beneficiario era Antoniazzi e lo Studio Consula Srl. allo stesso riconducibile.

La medesima considerazione vale per Tedesi in relazione ai documenti contabili e bancari dallo stesso sottoscritti.

Ovviamente non esisteva e non esiste alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione e quant’altro che potesse giustificare pagamenti ad Antoniazzi e allo Studio Consula Srl. allo stesso riconducibile, nell’ordine di milioni di euro.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“PM VENDITTI – No, prima c’è l’assegno di 100 mila euro, 100 mila 040, cioè l’assegno conguaglio anno 2013 per lavori non eseguiti, sconti forfettari su copie, documenti…
IND. ANTONIAZZI – Scusi, le dico come avveniva la cosa della…, ci interrompiamo sempre sulla procedura, abbiamo detto l’emissione del documento gliela chiedevo io alle impiegate, emettevano il documento, mi facevo dare dalla cassaforte il libretto, il libretto degli assegni perché io non avevo accesso alla cassaforte, io non ho mai saputo la combinazione della cassaforte. Mi facevo portare il libretto degli assegni, compilavo l’assegno per intero, lo portavo da CHIRICHELLI da firmare, CHIRICHELLI mi firmava l’assegno, io tornavo in ufficio, facevo la fotocopia dell’assegno, sbianchettavo
ANTONIAZZI Pietro sulla fotocopia, mettevo Comune di Pavia, rifacevo la fotocopia e la consegnavo alla contabilità, okay? Questo è.

Ma v’è di più, perché l’interesse di Chirichelli per i “compensi ulteriori” da riconoscere a Antoniazzi non era disinteressato, visto che, secondo quest’ultimo, Chirichelli partecipava alla spartizione delle somme indebitamente distratte. In proposito Antoniazzi riferisce di aver consegnato a Chirichelli non meno di 450 mila euro, quindi poco meno di un quarto della somma di oltre 1.800.000,00 euro complessivamente sottratta alla cassa di ASM Pavia: “IND. ANTONIAZZI – Io ho dato 40 mila nel 2012 a CHIRICHELLI, fine 2012./PM VENDITTI – Aspetti, cosa?/IND. ANTONIAZZI – 40 mila euro nel 2012. 130 mila…, 136 mila nel 2013 e 200
mila nel 2014, duecento…, 215 mila nel 2014.

Successivamente nell’interrogatorio del 24.11.2015 Antoniazzi precisava meglio che “…I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio.”

Verbale interrogatorio riassuntivo del 24.11.2015

A.D.R…..Ovviamente anche per tali importi vale quanto già riferito circa il pagamento, in contanti e in nero, di una parte di tali importi a Chirichelli. Io pagavo Chirichelli, non so quali fossero i rapporti tra Chirichelli e Luca Filippi Filippi, presidente di ASM Lavori. Sempre Chirichelli mi forniva per ogni nota di credito e soprattutto per ogni bonifico o assegno una dichiarazione a firma di Luca Filippi, trasmessa all’istituto bancario cui faceva riferimento la transazione, in cui si precisava che si trattava effettivamente del pagamento delle prestazioni indicate in fattura. Preciso che le fatture da me emesse ad ASM per le note di credito di cui al precedente interrogatorio riguardavano prestazioni sovrastimate. Invece le fatture emesse ad ASM Lavori riguardavano prestazioni mai effettuate per tale società. I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio. Preciso che il secondo pagamento a Chirichelli era di 180 mila euro e non 120 mila euro. Per ogni nota di credito emessa da ASM Lavori veniva emessa una corrispondente fattura da quest’ultima società ad ASM Pavia, sul bilancio venivano
caricati gli esborsi a me bonificati o pagati tramite assegno bancario.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

AVV. CALY – Poi i compensi erano tutti suoi oppure no? PM VENDITTI – Cosa stava dicendo Avvocato?
AVV. CALY – Che forse è utile sapere se i compensi erano tutti suoi oppure no? PM VENDITTI – Eh, che ci dice a questo proposito?
IND. ANTONIAZZI – Allora…
PM VENDITTI – La metto come sua domanda Avvocato. AVV. CALY – La metta come mia domanda.
IND. ANTONIAZZI – Allora, complessivamente l’accordo con CHIRICHELLI era: “Ti tieni le tasse, ti tieni un pezzo del tuo compenso per i lavori”, perché io le prestazioni che io ho fatturato nella mia contabilità io le ho effettivamente svolte, non erano prestazioni inventate, okay? Possono essere stati di importi più alti, quindi una cosa che valeva 10 mila euro magari l’ho fatturata 20 mila, adesso sto facendo degli esempi ma per rendere l’idea, ma la prestazione fisica io l’ho effettivamente svolta. Quindi diceva: ti tieni le tasse, ti tieni…
PM VENDITTI – Cioè l’I.V.A., che lei non versava?
IND. ANTONIAZZI – No, io ho versato tutto. Io ho versato… PM VENDITTI – Ah, no le tasse, quali sono le tasse allora?
IND. ANTONIAZZI – L’I.R.E.S. e l’I.R.A.P., no era la società, era lo studio I.R.E.S. ed
Quindi io ho versato o meglio ho le dichiarazioni, nel senso andate a vedere gli F24, i pagamenti.
PM VENDITTI – Okay, di tenermi le tasse?
IND. ANTONIAZZI – “Ti tieni le tasse, ti tieni un pezzo del tuo compenso” ed in parte restituivo in contanti a CHIRICHELLI.
PM VENDITTI – E c’è un qualche riscontro di questo? IND. ANTONIAZZI – No.
PM VENDITTI – Ovviamente in contanti, ma c’è una possibilità attraverso la banca, documentazione bancaria, prelievi?
……
IND. ANTONIAZZI – Io ho dato 40 mila nel 2012 a CHIRICHELLI, fine 2012. PM VENDITTI – Aspetti, cosa?
IND. ANTONIAZZI – 40 mila euro nel 2012. 130 mila…, 136 mila nel 2013 e 200 mila
nel 2014, duecento…, 215 mila nel 2014.
PM VENDITTI – In totale? Qual era l’importo totale’ L’abbiamo già detto ma non mi ricordo un milione…
IND. ANTONIAZZI – Un milione…, io mi ricordo un milione… PM VENDITTI – Un milione e 300 mila circa?
IND. ANTONIAZZI – Sì, considerando…, deve togliere il 22% di I.V.A. ed il ventisette e mezzo più…, cos’è l’I.R.A.P.? Il 3 e 75 quindi…, più o meno, quindi tolga un altro 3, il 22% perché gli importi di cui…, il milione e tre, il milione e quattro che stiamo dicendo è I.V.A. compresa, io devo fare lo scorporo dell’I.V.A. perché l’ho versata e poi il ventisette e mezzo percento più o meno di imposte.
COLONNELLLO MARAGONI – Quindi, se ho capito bene, lei ha preso questi assegni per intero ed a CHIRICHELLI ha restituito la parte di soldi che ha prelevato dalla Svizzera?
IND. ANTONIAZZI – Sì, perché io questi li ho contabilizzati mia contabilità, quindi ho messo la fattura per intero, non vado a prelevare 500 mila euro in contanti per conto…

Venendo alle note di credito in contestazione, si riportano di seguito le precisazioni fornite da Antoniazzi.

Verbale sintetico di interrogatorio del 17.11.2015

ADR. Il rimborso di cui al bonifico in atti relativo alla nota 12.09.2011 fu effettivamente disposto da Tedesi che appose il suo OK come risulta in atti. Era evidentemente consapevole dell’effettiva ragione dell’operazione perché presumo ne avesse parlato con Chirichelli e perché non c’era altra ragione per effettuare tale pagamento, non essendovi alcuna richiesta in tal senso da parte del Comune di Pavia. Ciò nonostante le opposizioni delle impiegate che io, come in altri casi, ho rassicurato. Fino ad allora infatti si era operato solo con compensazioni tra Comune e ASM.
ADR. L’assegno di cui alla nota 27.09.2013 reca le firme di Chirichelli e Tedesi. Avevo fatto firmare l’assegno a entrambi perché così ritenevo si dovesse fare. Mi sono rivolto a Chirichelli che lo ha fatto firmare anche a Tedesi restituendomi l’assegno il giorno dopo. L’assegno fu da me versato in banca ma Poste Italiane lo hanno restituito perché voleva solo la firma depositata del responsabile legale. L’assegno fu rifatto a firma del solo Chirichelli.
ADR. L’assegno di cui alla nota 25.11.2013 è stato firmato da Chirichelli ed è stato incassato previo “bene emissione” richiesto e ottenuto da Poste Italiane a firma Chirichelli, come ritengo per tutti gli altri assegni postali.
ADR. L’assegno di cui alla nota 29.01.2014: vale quanto sopra dichiarato con la precisazione che l’assegno risulta emesso prima della nota di credito che non poteva essere emessa prima dell’apertura dell’anno fiscale, che ancora non aperto.
ADR L’assegno di cui alla nota 17.02.2014 vale quanto sopra già dichiarato. ADR. L’assegno di cui alla nota 26.03.2014: vale quanto sopra
ADR. L’assegno di cui alla nota 13.05.2014 vale quanto sopra, ma non so perché l’assegno risulta emesso prima della nota di credito. La nota è sottoscritta da Scova.
ADR. Tutte le note di credito per cui è procedimento risultano siglate da Chirichelli, Tedesi e Scova che sostituiva Tedesi quanto era in custodia cautelare. Solo le note di credito in questione erano così sottoscritte. Le altre, quelle emesse lecitamente per effettivi storni al Comune di Pavia, venivano predisposte e inviate al Comune senza sottoscrizione alcuna. Sono stato io stesso a pretendere per mia iniziativa e mia cautela a pretendere la sottoscrizione delle note di credito in questione.
ADR. L’assegno di cui alla nota 30.06.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova. ADR. L’assegno di cui alla nota 01.09.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova. ADR. L’assegno di cui alla nota 29.09.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova. ADR. L’assegno di cui alla nota 06.11.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova. ADR. L’assegno di cui alla nota 18.11.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Chirichelli.
ADR. L’assegno di cui alla nota 22.12.2014 vale quanto sopra, la nota di credito on reca alcun visto.

L’ammontare delle distrazioni relative alle n.13 false note di credito tra ASM Pavia e Comune di Pavia, ammonta complessivamente ad € 1.186.159,93.

Nel frattempo Antoniazzi poteva anche usufruire di anticipazioni di compensi per l’importo di circa 72 mila, restituite solo in parte: “ADR. Richiesto di riferire circa il prestito di circa 72 mila euro, concessomi da ASM nel 2011/2012, riferisco che si tratta di un operazione regolare, di un mutuo che non o ancora rimborsato, rimangono ancora circa 43mila euro.”

Si riporta per una più dettagliata esposizione delle risultanze delle indagini l’informativa della Guardia di Finanza n.0630162/15 in data 30.10.2015.

nota di credito n. 13/2011/260 emessa in data 12.09.2011 da A.S.M. Pavia S.p.A., nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “rimborso per servizi diversi non resi negli anni 2008, 2009, 2010” dell’importo di 103.407,93. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario effettuato sul conto corrente della società è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro e dalla copia del registro di prima nota di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2011 al 31.12.2011, in data 12.09.2011 risulta registrata la nota di credito in argomento per l’importo in dare di € 103.407,93.

Dall’analisi degli estratti di conto forniti dalla Banca Centropadana è stato accertato che ANTONIAZZI Pietro, tra i vari movimenti registrati sul conto corrente acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana – ha effettivamente ricevuto sul suo conto corrente n. 077004041061-30 da ASM Pavia S.p.A, in data 16.09.2011 il bonifico di € 103.407,93, corrispettivo della nota di credito de qua.

A tal proposito nella documentazione allegata alla nota di credito risultano le copie di n. 2 e-mail aventi entrambe ad oggetto: Rimborso Comune di Pavia ed intercorse rispettivamente in data 08.09.2011 tra ANTONIAZZI Pietro (p.antoniazzi@asm.pv.it) e Claudio TEDESI (c.tedesi@studiotedesi.it) con le quali ANTONIAZZI, facendo seguito ad una precedente conversazione conferma la correttezza dei conteggi effettuati dal Comune di Pavia e poi dallo stesso TEDESI riceve una conferma di “OK”. Inoltre, ANTONIAZZI, in data 12.09.2011 invia una e-mail a tale BRUNI Walter n.m.i. (fatt. attiva) per conoscenza (allegato 1).

2) nota di credito n. 15/2013/232 emessa in data 27.09.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Storno parziale di quanto stabilito all’art. 5 del contratto di servizio sottoscritto il 09.07.2013 di cui al rep. 49641” dell’importo di € 124.051,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585988-12.
Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro e dalla copia del registro di prima nota di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2013 al 31.12.2013, in data 27.09.2013 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 102.521,49 (al netto dell’IVA al 21%).
Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale n. 7175585988-12, sulla cui copia fotostatica agli atti risulta come beneficiario il Comune di Pavia, ma lo stesso titolo è privo di luogo e data di emissione, l’importo in numeri è diverso dall’importo in lettere; la grafia nei vari campi è diversa; in particolare la denominazione del beneficiario è scritta con inchiostro più scuro, su uno spazio che sembrerebbe comunque alterato.
Inoltre, la microfilmatura del titolo di credito fornita da Banca Centropadana
consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo sia proprio lo stesso indagato, mentre il titolo è stato sottoscritto a firma congiunta da due soggetti. In merito a ciò si evidenzia che potrebbe verosimilmente trattarsi di CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio, ciò soprattutto in considerazione del ruolo dagli stessi ricoperto alla data dell’emissione del citato titolo di credito all’interno di ASM Pavia S.p.A.
Ad ogni buon conto si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 16.09.2013, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 2).

E’ significativo quanto riferito in proposito da Antoniazzi in merito alla complicità di Chirichelli nei fatti per cui è procedimento e alla consapevolezza dello stesso di partecipare alla attività di spoliazione delle casse di ASM Pavia, tanto è vero che essendo insorte difficoltà per il pagamento dell’assegno in questione perché sottoscritto irregolarmente anche dal direttore generale Tedesi, Chirichelli non esitava a rinnovare l’emissione dell’assegno in questione in modo regolare con esclusivamente la propria firma.

verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Allora, fino adesso abbiamo parlato di nota credito 12/9/2011, perfetto. Poi l’assegno di cui alla nota 27/9/2013. Ecco, poi parliamo del primo degli assegni postali, quello di 124 mila eccetera, nota di credito 27 settembre 2013?
IND. ANTONIAZZI – Qui, su questo qui, questo per dire che CHIRICHELLI ne era a conoscenza, qui ma non lo sapevo io in questo caso, se voi vedete questo assegno ci sono le due firme: una di TEDESI ed una di CHIRICHELLI, qua: questa è quella di CHIRICHELLI, questa è quella di TEDESI. Io pensavo che lo stesso principio utilizzato sulle banche valesse anche sulla posta e quindi avevo fatto firmare l’assegno da entrambi.
PM VENDITTI – Allora, CHIRICHELLI è informato, sa che cosa sta facendo, TEDESI? IND. ANTONIAZZI – È andato CHIRICHELLI a farlo firmare da TEDESI non ci sono andato io. Io andavo da CHIRICHELLI, tant’è vero che me l’ha dato il giorno dopo, non me l’ha dato il giorno stesso. Qui è successa una cosa importante, ovviamente la posta, ovviamente siccome non c’era la doppia firma ce ne doveva essere una, ah lo si vede anche dai miei movimenti bancari, ha materialmente mandato impagato l’assegno, quindi c’è stato sul mio conto corrente l’accredito ed il riaddebito perché è andato…
LUOGOTENENTE SAPONE – È stato stornato?
IND. ANTONIAZZI – È stato stornato. Allora la posta, la posta, Poste Italiane ha mandato un documento che si chiamava “ben emissione” sostanzialmente in cui diceva: “Non ti posso pagare, l’assegno è tornato insoluto perché la firma non è quella dello specimen che tu hai depositato da noi”. Questo documento io non l’ho neanche visto, è arrivato a CHIRICHELLI, dove nello specimen c’era scritto “l’assegno di 124 e 051 intestato ad ANTONIAZZI Pietro eccetera risulta impagato perché non corrispondente la firma del coso”. È stato CHIRICHELLI a firmare fisicamente questa attestazione di presa visione dell’impagato dell’assegno. Io non ho mai visto, non c’ero e non ho mai visto niente di questa roba qua quindi… Ed è successa la stessa cosa un’altra volta, dove invece CHIRICHELLI aveva firmato male, tra l’altro l’Avvocato mi diceva che CHIRICHELLI ha detto che farà fare la perizia calligrafica sugli assegni, io me lo auguro vivamente.
LUOGOTENENTE SAPONE – Ma poi questo è stato pagato, è stato rifatto l’assegno? IND. ANTONIAZZI – È stato rifatto l’assegno con la firma giusta e ho riversato un altro assegno.
VICE ISPETTORE SCOPPETTA – Lo stesso movimento è avvenuto sui conti societari? IND. ANTONIAZZI – Lo stesso movimento è avvenuto sul conto della posta, esatto, sul conto di Asm in posta esattamente. Dicevo, è successo un’altra volta che CHIRICHELLI aveva firmato male e gliel’hanno rimandato indietro.
LUOGOTENENTE SAPONE – Per firma non conforme.
IND. ANTONIAZZI – Non conforme e gliel’hanno rimandato indietro.
PM VENDITTI – Ma proprio questo assegno 124 mila euro è stato rifatto o un altro assegno?
IND. ANTONIAZZI – No, questo, questo. PM VENDITTI – Proprio questo qui?
IND. ANTONIAZZI – Questo questo.
PM VENDITTI – Sempre a doppia firma?
IND. ANTONIAZZI – No, no no no, perché dopo mi hanno detto: “Guardi che in posta c’è solo la firma di CHIRICHELLI”.
PM VENDITTI – Quindi questo che noi abbiamo agli atti che ha doppia firma è quello che è stato rimandato indietro?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM MAZZA – Cioè con lo stesso importo?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì sì, poi il resto era tutto identico cambiava solo il fatto che aveva firmato CHIRICHELLI sa solo e non con la doppia firma.
LUOGOTENENTE SAPONE – Avevano il deposito con la doppia firma?
IND. ANTONIAZZI – In posta ce l’aveva solo CHIRICHELLI perché la posta volevo solo ed esclusivamente quella del rappresentante legale, non voleva quella di delegati eccetera, dice: “Io non voglio sapere niente, tu sei il Presidente e tu firmi”.
LUOGOTENENTE SAPONE – Quindi avevano lo specimen solo di CHIRICHELLI? IND. ANTONIAZZI – Esattamente.

3) nota di credito n. 10/2013/16 emessa in data 25.11.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Manutenzione verde pubblico cittadino – conguaglio anno 2013 per lavori non eseguiti e sconto forfettari su computo metrico parte B” dell’importo di € 100.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585989-00.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2013 al 31.12.2013 in data 30.11.2013 risulta uno storno fatt. 10/2013/15, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 82000 (al netto dell’IVA al 22%).
Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale, sulla cui copia fotostatica agli atti risulta come beneficiario il Comune di Pavia, ma lo stesso titolo è privo di luogo e data di emissione.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornito da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 27.11.2013 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 3).

4) nota di credito n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Parziale compensazione per minori prestazioni servizio neve anno 2013” dell’importo di € 161.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585990-00.

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è lo STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Ad ogni buon conto il titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 10.01.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 09.01.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 4).

nota di credito n. 15/2014/9 emessa in data 17.02.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ storno parziale di quanto stabilito all’art. 5 del contratto di servizio sottoscritto il 09.07.2013 di cui al rep. 49641” dell’importo di € 112.240,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014 in data 17.02.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 92.000,00 (al netto dell’IVA al 22%).
In data 29.10.2015, questo Reparto ha acquisito in copia fotostatica, prelevandolo dal fascicolo di codesto Pubblico Ministero e lì depositato dall’Avvocato Ermenegildo COSTABILE, patrocinante gli interessi delle parti offese ASM Pavia S.p.A e ASM Pavia Lavori Srl, l’assegno postale n. 7183248631 dell’importo di € 112.240,00, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Ad ogni buon conto il titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 25.02.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. (allegato 5).

nota di credito n. 15/2014/71 emessa in data 26.03.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: storno parziale di quanto stabilito all’art. 5 del contratto di servizio sottoscritto il 09.07.2013 di cui al rep. 49641” dell’importo di € 34.160,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale (sulla copia del rendiconto riepilogativo dei movimenti del conto corrente dell’ASM Pavia S.p.A., non risulta indicato il relativo numero).

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 26.03.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 28.000,00 (al netto dell’IVA al 22%).
In data 29.10.2015, questo Reparto ha acquisito in copia fotostatica, prelevandolo dal fascicolo di codesto Pubblico Ministero e lì depositato dall’Avvocato Ermenegildo COSTABILE, patrocinante gli interessi delle parti
offese ASM Pavia S.p.A e ASM Pavia Lavori Srl, l’assegno postale n. 7183248632 dell’importo di € 34.160,00, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Ad ogni buon conto il titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 28.03.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. (allegato 6).

7) nota di credito n. 10/2014/4 emessa in data 13.05.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Manutenzione verde pubblico saldo e stralcio anno 2013, per lavori non eseguiti e sconti forfettari sul computo metrico su parte B” dell’importo di € 52.240,40. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248633.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014 in data 13.05.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 42.820,00 (al netto dell’IVA al 22%). Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia
S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 02.05.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 30.04.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 7).

8) nota di credito n. 15/2014/144 emessa in data 30.06.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ storno parziale contratto gestione calore” dell’importo di € 78.324,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248634.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia della schermata del registro di prima nota di ASM Pavia S.p.A in data 13.06.2014 risulta la seguente dicitura: nota di credito Comune di Pavia Gest. Cal. per l’importo di € 78.324,00.

Risulta, inoltre, dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 30.06.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 64.200,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 17.06.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 16.06.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 8).

nota di credito n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata in base ad accordi di prosecuzione” dell’importo di € 112.240,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248635-04.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia
S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 01.09.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 92.000,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale, sulla cui copia fotostatica agli atti risulta come beneficiario il Comune di Pavia, ma lo stesso titolo è privo di luogo e data di emissione.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 02.09.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 9).

nota di credito n. 15/2014/167 emessa in data 29.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata in base ad accordi di prosecuzione” dell’importo di € 40.016,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248636.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia
S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 29.09.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 32.800,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente – Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 03.10.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 10).

11) nota di credito n. 15/2014/172 emessa in data 06.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata con Ing. Grecchi su contratto forfettario gestione calore per stagione termica 2014-2015 ” dell’importo di € 132.248,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248638.
Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia
S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 06.11.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 108.400,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente – Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 10.11.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 11).

12) nota di credito n. 15/2014/173 emessa in data 18.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata con Ing. Grecchi su contratto forfettario gestione calore per stagione termica 2014-2015 ” dell’importo di € 76.128,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248639.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 18.11.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 62.400,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), ANTONIAZZI Pietro, che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 25.11.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 12).

13) nota di credito n. 15/2014/358 emessa in data 22.12.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata su contratto forfettario gestione calore per stagione termica 2014-2015” dell’importo di € 60.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248640.

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 19.12.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 18.12.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 13).

Quanto alla partecipazione e alla corresponsabilità del presidente Chirichelli e del direttore generale Tedesi per le distrazioni di denaro per cui è procedimento, le dichiarazioni di Antoniazzi di cui sopra hanno trovato pieno riscontro nelle indagini degli operanti.

Soprattutto è significativo che gran parte dei documenti contabili utilizzati per l’opera di spoliazione di ASM Pavia siano sottoscritte a volte anche congiuntamente da Chirichelli e Tedesi.

Altrettanto significativo, perché la circostanza attesta la mancanza di qualsivoglia attività anche minima di controllo, è che gli assegni postali con i quali sono state pagate le note di credito riportate ai punti di cui ai nn. 2, 4, 7, 8 e 13 risultano emessi in date antecedenti all’emissione delle note di credito stesse. Segno evidente che ad Antoniazzi era stata praticamente rilasciata carta di bianca per operare con la massima disinvoltura e spregiudicatezza.
Ma v’è di più, perché occorre considerare che non tutti i pagamenti sono stati effettuati a favore di ANTONIAZZI, perché diversi assegni bancari, come di seguito specificato, sono stati emessi e incassati a favore dello Studio Consula Srl sul conto di pertinenza della società, acceso presso Banca Popolare Commercio e Industria (sede di Piacenza – 2021).
Vale al riguardo quanto già osservato e cioè che non esisteva e non esiste alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione e quant’altro che potesse giustificare pagamenti a Studio Consula Srl nell’ordine di milioni di euro.

Si tenga inoltre conto a tal riguardo che i pagamenti ad Antoniazzi e allo Studio Consula Srl allo stesso riconducibile, andavano contro la prassi consolidata di compensare i crediti nei confronti del Comune di Pavia.

Si riporta la citata informativa della Guardia di Finanza n.0630162/15 in data 30.10.2015.

La disamina della documentazione sequestrata ed acquisita in esecuzione dei decreti emessi da codesta A.G., ha permesso di constatare che le seguenti note di credito tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia:

1) n. 13/2011/260 emessa in data 12.09.2011;
2) n. 15/2013/232 emessa in data 27.09.2013;

sono state incassate di fatto da ANTONIAZZI Pietro, la prima a mezzo bonifico sul suo conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana -, mentre la seconda attraverso il versamento di un assegno postale non trasferibile sul suo conto corrente n. 077004041061-30 acceso sempre presso Banca Centropadana, per un importo complessivo pari ad € 227.458,93 (cfr. allegato 1 e 2).
A tal proposito si evidenzia che l’assegno postale non trasferibile con il quale è stato effettuato il pagamento della nota di credito di cui al punto n. 2 è stato sottoscritto a firma congiunta tra da due soggetti, i quali potrebbe verosimilmente identificarsi in CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio, ciò soprattutto in considerazione del ruolo dagli stessi ricoperto alla data dell’emissione del citato titolo di credito all’interno di ASM Pavia S.p.A.

Relativamente alle seguenti note di credito, anche queste, tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia:
3) n. 10/2013/16 emessa in data 25.11.2013; 4) n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014; 5) n. 15/2014/9 emessa in data 17.02.2014; 6) n. 15/2014/71 emessa in data 26.03.2014; 7) n. 10/2014/4 emessa in data 13.05.2014;
8) n. 15/2014/144 emessa in data 30.06.2014; 9) n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014; 10) n. 15/2014/167 emessa in data 29.09.2014; 11) n. 15/2014/172 emessa in data 06.11.2014; 12) n. 15/2014/173 emessa in data 18.11.2014; 13) n. 15/2014/358 emessa in data 22.12.2014; sono state di fatto, incassate da STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), tutte a mezzo assegni postali non trasferibili versati sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518, acceso dalla citata società presso Banca Popolare Commercio e Industria (sede di Piacenza – 2021), per l’importo complessivo pari ad € 958.700,40 (cfr. allegati da 7 a 13).
Al riguardo, le note di credito di cui ai punti dal n. 3 al n. 13 risultano siglate in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sui quali è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente – e, detta sigla farebbe verosimilmente ipotizzare che possa trattarsi, anche in questi casi, considerato il ruolo ricoperto in ASM Pavia S.p.A al momento dell’emissione dei titoli di credito di CHIRICHELLI Giampaolo.
Ad ogni buon conto si sottolinea che è stato accertato che gli assegni postali con i quali sono state pagate le note di credito riportate ai punti di cui ai nn. 2, 4, 7, 8 e 13 risultano emessi in date antecedenti all’emissione delle note di credito stesse.
In relazione alla somma incassata attraverso l’emissione delle 13 suddette note di credito, da ANTONIAZZI Pietro, e dalla STUDIO CONSULA srl (allo stesso riconducibile) che la stessa ammonta complessivamente ad € 1.186.159,93.

In relazione alla suddetta società occorre ben evidenziare come nel periodo in cui ha incassato gli assegni postali emessi da ASM Pavia S.p.A, il legale rappresentante sia stato dal 08.03.2013 fino al 25.03.2014, LAMBRI Luciana, 6, mentre dal 25.03.2014 fino al 23.09.2015 RAUNIG Sasa,

Infine si sottolinea in merito alle note di credito di cui ai nn. 1), 2), 3), 5), 6), 7), 8) e 9), che sono state emesse come tutte le altre formalmente nei confronti del Comune di Pavia, e nel contempo risultano riportate nei conti di mastro e nella schermata del registro di prima nota di ASM Pavia spa. A tal proposito appare chiaro come non siano stati effettuati approfonditi controlli da parte degli organi di vigilanza della citata società all’uopo preposti.

In relazione agli ulteriori accertamenti esperiti da questo Reparto, nell’ambito del Procedimento Penale in oggetto indicato e di cui al punto 3, si è avuto modo di accertare che ANTONIAZZI Pietro, dal 01.07.2011 al 10.04.2013 ricoprendo l’incarico di consulente amministrativo, finanziario e di controllo di gestione di ASM Pavia S.p.A, prima personalmente e poi di fatto per mezzo della STUDIO CONSULA Srl, subentrato nel rapporto con decorrenza dal 01.04.2013 fino al 21.09.2015 ha ottenuto a seguito di richiesta presentata in data 19.12.2011 un acconto sulle sue prestazioni sulla base all’art. 6 del contratto di consulenza.

A tal proposito occorre precisare che il predetto articolo riporta testualmente: “Il rapporto potrà essere risolto con comunicazione a mezzo lettera raccomandata A.R. anticipata via fax o mail. Il preavviso non potrà essere inferiore a mesi sei. Durante il periodo di preavviso, su richiesta della Direzione Generale, dovrà essere assicurato adeguato passaggio di consegne all’eventuale sostituto indicato dalla Direzione stessa. Tale periodo di preavviso verrà retribuito sia nel caso in cui venga eseguita la prestazione sia nel caso in cui non venga richiesta ed eseguita, in tale periodo, alcuna prestazione lavorativa.”
Dal testo dell’articolo emerge chiaramente come la concessione di detto anticipo e/o prestito nulla a che vedere con il relativo contenuto o con un eventuale possibilità di ASM Pavia S.p.A di poter erogare un acconto e/o un prestito ad ANTONIAZZI Pietro.

Pertanto, non appare chiaro come sia stata concessa prima l’autorizzazione in data 20.12.2011 (vds. copia della lettera- cfr. allegato 15), con la scritta di “OK” e sigla, verosimilmente del Direttore Generale Claudio TEDESI e successivamente l’erogazione in data 02.01.2012 ed in data 22.03.2012 rispettivamente dell’importo di € 48.360,00 e dell’importo di € 18.907,20 (cfr. allegati 16 e 17).

Le successive indagini, compendiate nell’informativa della Guardia di Finanza n. 35/15 del 16.11.2015, relativamente alle n.13 note di credito di cui sopra emesse da ASM Pavia a favore del Comune di Pavia, hanno consentito, anche attraverso il ricorso ad una consulenza tecnica eseguita finora soltanto “a campione” su alcuni documenti contabili, di dissolvere i dubbi sulla autenticità delle sottoscrizioni di Chirichelli e Tedesi riportate in calce ai documenti relative alle distrazioni in danno di ASM Pavia.

Per completezza occorre segnalare che i dati investigativi documentali, arricchiti dalle dichiarazioni fornite dalle persone informate sui fatti, compendiate nell’informativa della Guardia di Finanza n. 0654571/15 del 10.11.2015, hanno evidenziato che diverse note di credito, attraverso cui sono state operate le distrazioni di denaro in questione, sono state sottoscritte “per autorizzazione” anche dal vice presidente di ASM Pavia MITSIOPOULOS Matteo in alcuni casi e dal procuratore speciale SCOVA Donato in altri (per tali vicende sono ancora in corso indagini al fine di accertare la consapevole partecipazione e il contributo causale dei medesimi alle vicende per cui è procedimento).

Si riporta l’informativa della Guardia di Finanza n.0674526/15 in data 18.11.2015.

Con le note a seguito questo Reparto ha trasmesso alla S.V. le risultanze della disamina di parte della documentazione sequestrata e acquisita nell’ambito del procedimento penale in oggetto indicato, con la quale si è avuto modo di accertare che i corrispettivi di n. 13 di note di accredito, formalmente destinante da ASM Pavia Spa al Comune di Pavia, hanno avuto di fatto quale beneficiario effettivo l’indagato ANTONIAZZI Pietro, nonché la STUDIO CONSULA srl allo stesso riconducibile, con la distrazione di fatto della complessiva somma pari ad € 1.186.159,93. A tal proposito, così come già comunicato con l’annotazione n. 35
del 16.11.15, è stato accertato che la nota di accredito n. 15/2013/232 emessa da ASM Pavia S.p.A. in data 27.09.2013 è stata pagata a mezzo assegno postale non trasferibile n. 7175585988, firmato congiuntamente da CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio, mentre le note di credito n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014 e la n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014 sono state rispettivamente pagate a mezzo degli assegni postali non trasferibili n. 7175585990 e n. 7183248635, ambedue firmati da CHIRICHELLI Giampaolo (il tutto così come accertato nella perizia redatta in data 16.11.15 dal C.T. del Pubblico Ministero, Dott. Prof. Alfonso INDELICATO- Perito Grafico).

Sulla scorta di quanto sopra esposto, ad integrazione delle annotazioni cui si fa seguito, si rappresenta, relativamente alle seguenti note di accredito tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia e materialmente incassate da ANTONIAZZI Pietro, in qualità di unico soggetto titolato ad operare sul rapporto intestato a STUDIO CONSULA, dove sono confluite le somme. Le indagini sono state integrate dagli apporti testimoniali resi dalle dipendenti ASM Pavia Spa, RABBIOSI Silvia e CROCE Alessandra e hanno consentito di acclarare che:
➢ n. 15/2014/9 del 17.02.2014 dell’importo di Euro 112.240,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 5 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e MITSIOPOULOS Matteo, che pertanto ne hanno autorizzato il pagamento;
➢ n. 15/2014/71 del 26.03.2014 dell’importo di Euro 34.160,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 6 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da MITSIOPOULOS Matteo, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
➢ n. 10/2014/4 del 13.05.2014 dell’importo di Euro 52.240,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 7 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) risulta munita di timbro “ASM Pavia S.p.A. Il Procuratore Speciale” e siglata da SCOVA Donato, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
➢ n. 15/2014/144 del 30.06.2014 dell’importo di Euro 78.324,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 8 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) risulta munita di timbro “ASM Pavia
S.p.A. Il Procuratore Speciale” e siglata da SCOVA Donato, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
➢ n. 10/2014/7 del 01.09.2014 dell’importo di Euro 112.240,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 9 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da SCOVA Donato, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
➢ n. 15/2014/167 del 29.09.2014 dell’importo di Euro 40.016,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 10 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e SCOVA Donato, che dunque ne hanno autorizzato il pagamento;
➢ n. 15/2014/172 del 06.11.2014 dell’importo di Euro 132.248,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 11 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e SCOVA Donato che pertanto ne hanno autorizzato il pagamento;
➢ n. 15/2014/173 del 18.11.2014 dell’importo di Euro 76.128,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 12 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e SCOVA Donato che pertanto ne hanno autorizzato il pagamento.

Questo Reparto, in merito ai suddetti documenti ha escusso ad altre sommarie informazioni, quali persone informate sui fatti in data 5 novembre 2015, CROCE Alessandra, la quale nel verbale all’uopo redatto ha dichiarato: “…OMISSIS.. Siccome ANTONIAZZI non mi forniva della documentazione a supporto della nota di credito, io mi facevo sottoscrivere il documento dallo stesso, il quale, a sua volta, in parecchie occasioni ha sottoposto lo stesso documento alla firma del vice presidente MITSIOPOULOS o del procuratore speciale SCOVA. Per quello che posso sapere io, gli organi di controllo interni hanno provveduto ad effettuare i controlli ma non hanno mai rilevato anomalie, lo stesso vale per la società di revisione la quale non ha mai rilevato anomalie certificando i bilanci ed avendo a disposizione ogni singolo mastrino…OMISSIS..”. Secondo quanto afferma la dottoressa CROCE Alessandra, le firme erano richieste solo per le note di accredito non supportate da idonea documentazione e come si è visto nel corso dell’indagine, relative alle somme fraudolentemente sottratte.

Sempre in data 05.11.2015, RABBIOSI Silvia nel verbale all’uopo redatto ha dichiarato:“…OMISSIS…Gli assegni erano firmati dal presidente. Preciso che tutti quelli allegati all’esposto recano la firma del presidente. Eccezion fatta per la copia del primo assegno che recava due firme. Quella di TEDESI e di CHIRICHELLI. A

volte ANTONIAZZI chiedeva il libretto degli assegni, che erano custoditi da noi in cassaforte. Anche il vice presidente MITSOPOULOS aveva potere di firma in caso di assenza del presidente. Non ne ho certezza…OMISSIS…”.

Successivamente in data 18.11.2015 si è proceduto ad escutere a sommarie informazioni CROCE Alessandra relativamente alle dichiarazioni già rilasciate in data 05.11.2015, ponendo alla stessa in visione le note di accredito riportate nel paragrafo precedente, in merito alle quali ha dichiarato quanto segue (allegato 1):

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/9 del 17.02.2014 dell’importo di
€ 112.240,00:
“Come riferito in precedenza poiché, in relazione all’emissione di numerose note di accredito, ANTONIAZZI non mi forniva la documentazione a supporto delle stesse, richiedevo una sua sigla sulle stesse e molto spesso, a sua volta richiedeva, ad amministratori della società, la controfirma delle varie note di accredito. In relazione alla nota di cui mi avete chiesto posso riferire che riconosco la sigla del dottor ANTONIAZZI Pietro e la controsigla del vice presidente MITSIOPOULOS Matteo”.

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/71 del 26.03.2014 dell’importo di € 34.160,00: “L’autorizzazione su questo documento e quindi il successivo pagamento è stato autorizzato con la sigla del vice presidente Matteo MITSIOPOULOS”.

-relativamente alla nota di accredito n. 10/2014/4 del 13.05.2014 dell’importo di € 52.240,00: “Riconosco la firma, con il relativo timbro del procuratore speciale di ASM, Dottor Donato SCOVA. Rispetto a questa nota di accredito e ad altre dallo stesso SCOVA sottoscritte, ricordo che ANTONIAZZI ci disse che era proprio lo stesso SCOVA che avrebbe consegnato il documento in comune. Proprio perché SCOVA fu incaricato dallo stesso sindaco del comune di Pavia, Alessandro CATTANEO, ad assumere la carica di Procuratore Speciale di ASM Pavia nel periodo di assenza del direttore generale Ingegner Claudio TEDESI”.

relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/144 del 30.06.2014 dell’importo di Euro 78.324,00: “Anche su questa nota di accredito riconosco la firma e il timbro del procuratore speciale Donato SCOVA”.

-relativamente alla nota di accredito n. 10/2014/7 del 01.09.2014 dell’importo di Euro 112.240,00: “Su questo documento leggo la firma di Donato Scova senza timbro”

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/167 del 29.09.2014 dell’importo di Euro 40.016,00: “Su questa nota di accredito riconosco la sigla del dottor ANTONIAZZI e la firma di Donato Scova senza timbro”.

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/172 del 06.11.2014 dell’importo di Euro 132.248,00: “Su questo documento riconosco la sigla del dottor ANTONIAZZI e la firma senza timbro di Donato Scova””.

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/173 del 18.11.2014 dell’importo di Euro 76.128,00: “Su questa nota di accredito vedo apposta la sigla del dottor ANTONIAZZI e la firma del dottor Donato Scova””.

Fin qui l’esame delle n.13 note di credito emesse da ASM Pavia, ma nel prosieguo si sono aggiunti gli esiti delle indagini su altre n.13 note di credito emesse da ASM Lavori sempre nei confronti del Comune di PAVIA, che hanno accertato la distrazione a favore di Antoniazzi di ulteriori somme di denaro, attraverso sia il proprio conto corrente piacentino, sia attraverso il conto della società Studio Consula Srl. a sè riconducibile.

A tal riguardo gli operanti segnalavano il grave quadro indiziante a carico non solo di Antoniazzi, ma anche del presidente di ASM Lavori Srl. Filippi Filippi Luca. L’unica variante rispetto alle note di credito emesse da ASM Pavia era che i versamenti di denaro erano effettuati, mediante assegni bancari e ordini di bonifico, non soltanto sul conto corrente piacentino di Antoniazzi ma anche sul conto della società Studio Consula Srl., al medesimo riconducibile.

Nell’interrogatorio in data 24.11.2015 Antoniazzi forniva chiarimenti sulle note di credito emesse da ASM Lavori Srl. nei confronti del Comune di Pavia per camuffare gli ulteriori prelievi indebiti di denaro dalle casse della società a capitale pubblico, autorizzati espressamente dal presidente Filippi Filippi Luca (ad eccezione dell’ordine di bonifico di euro 19.118,00 relativo alla nota di credito del 06.08.2012, sottoscritta dal procuratore speciale LAZZARI Maurizio, per conto di Filippi).

Verbale di interrogatorio riassuntivo del 24.11.2015

A.D.R.: richiesto di riferire sulle note di credito emesse da ASM Lavori a favore del comune di Pavia con accredito dell’importo sul conto corrente piacentino a me riconducibile, premetto che ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio. L’operazione era estranea ai fini istituzionali di ASM e fu quindi fatta fare ad ASM Lavori. L’accordo con Chirichelli Gianpaolo attinenti alla maggiorazione dei miei compensi ufficiali per le ulteriori prestazioni da me eseguite per ASM, comprendeva anche ASM Lavori sulla quale erano spalmate le note di credito e le fatture da me emesse per non caricare troppo la contabilità di ASM. Ovviamente anche per tali importi vale quanto già riferito circa il pagamento, in contanti e in nero, di una parte di tali importi a Chirichelli. Io pagavo Chirichelli, non so quali fossero i rapporti tra Chirichelli e Luca Filippi Filippi, presidente di ASM Lavori. Sempre Chirichelli mi forniva per ogni nota di credito e soprattutto per ogni bonifico o assegno una dichiarazione a firma di Luca Filippi, trasmessa all’istituto bancario cui facveva riferimento la transazione, in cui si precisava che si trattava effettivamente del pagamento delle prestazioni indicate in fattura. Preciso che le fatture da me emesse ad ASM per le note di credito di cui al precedente interrogatorio riguardavano prestazioni sovrastimate. Invece le fatture emesse ad ASM Lavori riguardavano prestazioni mai effettuate per tale società. I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio. Preciso che il secondo pagamento a Chirichelli era di 180 mila euro e non 120 mila euro. Per ogni nota di credito emessa da ASM Lavori veniva emessa una corrispondente fattura da quest’ultima società ad ASM Pavia, sul bilancio venivano caricati gli esborsi a me bonificati o pagati tramite assegno bancario.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla destinazione degli importi da me sottratti ad ASM o ASM Lavori sono stati utilizzati per operazioni imprenditoriali di cui v’è traccia negli
estratti conto della mia banca piacentina.

A.D.R.: richiesto di riferire sui pagamenti a Chirichelli, preciso che si trattava di pagamenti in contanti utilizzando denaro che custodivo nella mia cassaforte anche nell’ordine di quasi mezzo milione di euro.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 09.07.2012 dell’importo di 19.118,00 euro, preciso che l’ordine di bonifico reca la firma di Luca Filippi Filippi quale presidente di ASM Lavori, di cui sono stato amministratore unico dall’agosto 2014 al 16 maggio 2015.

A.D.R.: A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 06.08.2012 dell’importo di 19.118,00 euro, vale quanto sopra riferito. Tuttavia la firma dell’ordine di bonifico è quella del dott. Maurizio Lazzari. Probabilmente Luca Filippi era assente e Lazzari ha firmato per conto dello stesso. Sicuramente Lazzari ha sentito previamente Filippi. In sostanza faceva tutto quello che glli diceva Filippi. La mail dell’ing.Grecchi allegata alla nota di credito è stata da me stampata ma riguardava tutt’altra vicenda contabile. Si trattava di un espediente da me adottato per prudenza e a ulteriore giustificazione della movimentazione contabile attinenti ai pagamenti a mio favore.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 03.09.2012 dell’importo di 19.118,00 euro, vale quanto riferito per la nota 09.07.2012. la firma dell’ordine di bonifico è quella di Luca Filippi Filippi.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 02.10.2012 dell’importo di 53.024,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 05.11.2012 dell’importo di 63.024,00 euro, vale quanto sopra.
A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 07.12.2012 dell’importo di 33.886,05 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 22.01.2013 dell’importo di 18.907,21 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 15.04.2013 dell’importo di 68.276,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 27.05.2013 dell’importo di 52.724,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 20.02.2015 dell’importo di 102.480,00 euro, a tale data ero amministratore unico e l’assegno bancario di pari importo è stato da me sottoscritto e versato a Consula e non Antoniazzi Pietro. La fotocopia agli atti di ASM o ASM Lavori è sta da me predisposta, come già detto nello scorso interrogatorio, con l’indicazione come falso beneficiario del Comune di Pavia.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 18.03.2015 dell’importo di 46.848,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 30.03.2015 dell’importo di 44.212,00 euro, vale quanto sopra.

.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 30.04.2015 dell’importo di 95.282,00 euro, vale quanto sopra.

ADR. Mio cognato RAUNIG Sasa era solo un prestanome e la società CONSULA era solo amministratore unico. Il titolare effettivo della società e del relativo conto corrente bancario ero solo io.

ADR. Ho accettato la carica di amministratore unico di ASM Lavori a seguito di sollecitazione e dietro sostegno da parte di Luca Filippi Filippi, che mi avvisò telefonicamente della determinazione di ASM e ASM Lavori in tal senso.

ADR. Prendo atto che le sottrazioni di denaro di cui al presente interrogatorio assommano al totale di 684.451,36 di cui 347.195,36 per bonifici e 337.256,00 per assegni bancari.

ADR. Prendo atto che il totale delle sottrazioni, comprensive degli importi di cui al precedente interrogatorio, assommano a circo 1.800.000,00, di cui circa 450.000,00 euro versati a Chirichelli. Come ho già detto per tali importi ho emesso regolari fatture ad ASM che ovviamente non ho mai spedito, ma che tuttavia sono agli atti della mia contabilità.

ADR. Luca Filippi Filippi era ovviamente d’accordo con Chirichelli non avendomi mai sollevato obiezioni per i pagamenti in questione. Quando una volta ha richiesto spiegazioni l’ho rimbalzato a Chirichelli.

ADR. Richiesto di precisare le modalità attraverso le quali aveva creato la provvista di denaro poi consegnata a CHIRICHELLI (ndr precedente verbale di interrogatorio, espone quanto segue: ho provveduto al pagamento con miei fondi personali, che parte tenevo in casa, parte detenuti in cassetta di sicurezza. Più precisamente fino al 2010 avevo una cassetta di sicurezza presso la banca popolare d LODI (una parte del denaro era anche custodita presso una cassetta di sicurezza presso una banca a Lugano), chiuso il rapporto con l’istituto bancario lodigiano, ho detenuto in casa tutto il denaro contante sino al luglio 2014, quando ho aperto la casetta di sicurezza presso la UBI banca di Piacenza.

Le dichiarazioni di Antoniazzi trovavano puntuale riscontro nelle indagini degli operanti, compendiate nella informativa della Guardia di Finanza n.0685305/15 del 24.11.2015, che si riporta integralmente.

“La successiva disamina della documentazione sequestrata presso l’Ufficio Antiriciclaggio Area Controllo e Rischi della Banca Centropadana, sede di Piacenza, di quella sequestrata presso gli uffici di ASM Lavori srl, permetteva di accertare che a fronte di 13 note di accredito emesse dalla società nei confronti del Comune di Pavia:

i corrispettivi di 9 di note di accredito hanno avuto quale beneficiario l’indagato ANTONIAZZI Pietro;
mentre i corrispettivi delle restanti 4 di note di accredito hanno avuto quale beneficiario la STUDIO CONSULA Srl.

ACCERTAMENTI SVOLTI

Dall’analisi della suddetta documentazione è stato accertato che ANTONIAZZI Pietro è stato l’effettivo beneficiario di n. 09 bonifici disposti da A.S.M. Lavori srl, mentre STUDIO CONSULA Srl di n. 4 assegni bancari:
nota di accredito n. 2012/VS/11 emessa in data 09.07.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl, n. 44084 è a favore del beneficiario identificato con il codice Iban IT66Z0851712600000000041061.
Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito sono emersi i seguenti documenti:
n. 01 foglio manoscritto riportante la seguente dicitura: “Dare ad ANTONIAZZI”;
n. 01foglio riportante le seguenti diciture: “Saldo per conguagli su lavori eseguiti nel 2012” e una scritta a penna rossa: “In accordo con ASM Pavia”;
n. 02 fogli riportanti la seguente dicitura: “ft ASM riaddebito prestaz. Effettuate x vs c/ ac Com PV 19.118 + IVA – Storno x prestaz. Effettuate c/ ASM PV e successivamente da loro conguagliate 15.800 + IVA = 19.118,00”;
n. 02 fogli riportanti le coordinate bancarie internazionali: IT66Z0851712600000000041061, unitamente a dei foglietti allegati riportanti dei calcoli;
n. 02 foglio riportante l’indicazione: Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo, Sede Distaccata, via Colombo 29100 Piacenza”;
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00161/2012 del 11.07.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale A.S.M. Lavori srl, richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 12.07.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 19.118,00 (diciannovemilacentodiciotto/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061 Causale: Rimborso nota di accredito n. 2012/VS/11 del 9.07.2012.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Inoltre, si rappresenta che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta in nessun modo collegato con il Comune di Pavia.

Detto bonifico dell’importo di € 19.118,00 risulta accreditato in data il 12.07.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 1).
2) nota di accredito n. 2012/VS/12 emessa in data 06.08.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito sono emersi i seguenti documenti:
n. 02 copie di una e-mail inviata da Francesco GRECCHI (fgrecchi@comune.pv.it) ad ANTONIAZZI Pietro avente ad oggetto: situazione sospesi contratto calore 2008-2011, con la quale il predetto GRECCHI, tra le altre cose comunicava all’ANTONIAZZI quanto segue:“ abbiamo riformulato i rapporti dare-avere sulla base delle sopra esposte considerazioni, ed ipotizzato una possibilità di chiusura della questione con compensazioni reciproche, così come riassunte nei tabulati allegati.”
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00183/2012 del 09.08.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale si richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 10.08.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 19.118,00 (diciannovemilacentodiciotto/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061

Causale: Rimborso nota di accredito n. 2012/VS/12 del 06.08.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una firma. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Inoltre, si rappresenta che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta in nessun modo collegato con il Comune di Pavia.

Detto bonifico dell’importo di € 19.118,00 risulta accreditato in data il 10.08.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 2).

3) nota di accredito n. 2012/VS/13 emessa in data 03.09.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “saldo prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate come da accordi con Comune di Pavia” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00196/2012 del … avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale si richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 05.09.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 19.118,00 (diciannovemilacentodiciotto/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061 Causale: Rimborso nota di accredito n. 2012/VS/13 del 03.09.2012.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 05.09.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 3).

4) nota di accredito n. 2012/VS/14 emessa in data 02.10.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “rimborso reciproche competenze per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 53.024,10. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00225/2012 del 03.10.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 04.10.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 53.024,10 (cinquantatremilaventiquattro/10) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061

Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – s.do nota accredito n. 2012/VS/14 del 02.10.2012.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 04.10.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 4).

5) nota di accredito n. 2012/VS/23 emessa in data 05.11.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia-saldo” dell’importo di € 63.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00260/2012 del 06.11.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 07.11.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 63.024,00 (sessantatremilaventiquattro/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061 Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – s.do nota di accredito n. 2012/VS/23 del 05.11.2012.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.
Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 07.11.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 5).

6) nota di accredito n. 2012/VS/24 emessa in data 07.12.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 33.886,05. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

n. 01 copia di un fax di A.S.M. Lavori Srl con prot. USC/00298/2012 del 07.12.12 indirizzato a Banca Popolare Commercio e Industria (c.a. sig. Tiziano Ferrari) e verosimilmente predisposto da tale F. VOLPI, stranamente datato 24.10.2012 con il quale si trasmetteva la seguente copia di bonifico: n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00298/2012 del 07.12.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 10.12.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 33.886,05 (trentatremilaottocentoottantasei/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061 Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documentoo n. 2012/VS/24 del 07.12.2012.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 11.12.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 6).

7) nota di accredito n. 2013/VS/1 emessa in data 22.01.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 18.907,21. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/0027/2013 del 25.01.13 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 28.01.2013 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 18.907,20 (diciottonovecentosette/21) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061 Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documento n. 2013/VS/1 del 22.01.2013.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 28.01.2013 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 7).

8) nota di accredito n. 2013/VS/4 emessa in data 15.04.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2013 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 68.276,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00122/2013 del 23.04.13 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 29.04.2013 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 68.276,00 (sessantottomiladuecentosettantasei/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061 Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documento n. 2013/VS/4 del 15.04.2013.

Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 29.04.2013 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 8).

9) nota di accredito n. 2013/VS/15 emessa in data 27.05.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno saldo come da accordi Ing. Tedesi – Asm Pavia” dell’importo di € 52.724,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00196/2013 del 29.05.13 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 31.05.2013 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084: Importo: € 52.724,00 (cinquantaduemilasettecentoventiquattro/00) Beneficiario: Comune di Pavia C/o: Banco di Credito Cooperativo Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061

Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documento n. 2013/VS/15 del 27.05.2013.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 11.06.2013 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 9).

10) nota di accredito n. 2015/SP/1 emessa in data 20.02.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione strade e acciottolati centro storico in accordo con contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 102.480,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 20.02.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 102.480,00 (allegato 10). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.

11) nota di accredito n. 2015/SP/2 emessa in data 18.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione sottoservizi da applicare al contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 46.848,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 20.03.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 46.848,00 (allegato 11). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.

12) nota di accredito n. 2015/SP/5 emessa in data 30.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche a totale saldo e stralcio per differenze su lavorazioni eseguite” dell’importo totale di € 44.212,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 22.04.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 44.212,00 (allegato 12). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.
13) nota di accredito n. 2015/SP/6 emessa in data 30.04.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per differenze registrate successivamente al 03/2015” dell’importo totale di € 95.282,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 30.04.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 95.282,00 (allegato 13). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.

Dunque, la disamina della documentazione sequestrata ha permesso di constatare che le seguenti note di credito tutte formalmente emesse da A.S.M. Lavori Srl a favore del Comune di Pavia:
nota di accredito n. 2012/VS/11 dell’importo di € 19.118,00;
nota di accredito n. 2012/VS/12 dell’importo di € 19.118,00;
nota di accredito n. 2012/VS/13 dell’importo di € 19.118,00;
nota di accredito n. 2012/VS/14 dell’importo di € 53.024,10;
nota di accredito n. 2012/VS/23 dell’importo di € 63.024,00;
nota di accredito n. 2013/VS/1 dell’importo di € 33.886,05;
nota di accredito n. 2013/VS/4 dell’importo di € 18.907,21
nota di accredito n. 2013/VS/4 dell’importo di € 68.276,00
nota di accredito n. 2013/VS/15 dell’importo di € 52.724,00;

sono state incassate di fatto da ANTONIAZZI Pietro, tutte a mezzo bonifico sul suo conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centro Padana per un importo complessivo pari ad € 347.195,36 (cfr. allegati informativa citata nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9).

Relativamente alle seguenti note di credito, anche queste, tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia:

nota di accredito n. 2015/SP/1 dell’importo di € 102.480,00
nota di accredito n. 2015/SP/2 dell’importo di € 95.282,00;
nota di accredito n. 2015/SP/5 dell’importo di 44.212,00;
nota di accredito n. 2015/SP/6 dell’importo di € 95.282,00;

risultate pagate a mezzo assegni bancari, si rappresenta che STUDIO CONSULA Srl risulta aver versato sul proprio conto corrente n.
IT81R0504812600000000004518, acceso presso Banca Popolare Commercio e Industria (sede di Piacenza – 2021), assegni bancari che corrispondono per date e importi a quelli relativi alle note di accredito sopra riportate, per l’importo complessivo pari ad € 337.256,00 (cfr. allegati informativa citata nn. 10, 11, 12 e 13).
In conclusione Antoniazzi ha distratto dalle casse di ASM Lavori Srl la somma complessiva di € 684.451,36.
Quanto al concorso di FILIPPI FILIPPI Luca, le dichiarazioni di Antoniazzi, che come sopra riportato, si è espresso nel senso che “Luca Filippi Filippi era ovviamente d’accordo con Chirichelli non avendomi mai sollevato obiezioni per i pagamenti in questione. Quando una volta ha richiesto spiegazioni l’ho rimbalzato a Chirichelli.”, trovano riscontro nell’esame dei documenti contabili relativi alle distrazioni di denaro a favore di Antoniazzi, dai quali emerge che le disposizioni di pagamento, relative alle prime n.9 note di credito, sono state impartite da Luca Filippi Filippi quale presidente di ASM Lavori (Filippi sottoscriveva tutti gli ordini di bonifico ad eccezione di quello indicato al capo b n.2 della incolpazione preliminare).

Si ripete ancora quanto già osservato e cioè che non esisteva e non esiste alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione e quant’altro che potesse giustificare pagamenti da ASM Lavori Srl. Ad Antoniazzi ed a Studio Consula Srl nell’ordine di milioni di euro.
Si tenga inoltre conto a tal riguardo che i pagamenti ad Antoniazzi e allo Studio Consula Srl. andavano contro la prassi di compensare i crediti nei confronti del Comune di Pavia.

Gli operanti svolgevano approfondite indagini anche su altra vicenda già riportata nella denuncia di ASM Pavia, relativa alle contestazioni disciplinari nei confronti di Cantoni Raffaella, dipendente della medesima società.

Nelle denuncia di cui sopra si evidenziava quanto segue:

“La cronistoria è approssimativamente la seguente. A giugno del 2015 la dott.ssa Croce (del settore Amministrativo e quindi nel settore coordinato dal dott. Pietro Antoniazzi) subentra nella gestione della piccola cassa ad un altro dipendente (di cui ora non ricordo le generalità) che era stato trasferito in un’altra società e precisamente Pavia Acque.
La dott. Croce dopo le verifiche del caso si accorge che tra 2014 e 2015 risultano prelievi di cassa per un totale approssimativo di circa 15.000 euro (non mi ricordo il totale preciso) effettuati dalla sig.ra Cantoni dell’ufficio commerciale (gare attive) di ASM al tempo coordinata dal dott. Antoniazzi.”

La vicenda segnalata ha trovato pieno riscontro nelle indagini compendiate nella informativa della Guardia di Finanza n.0674314/15 del 18.11.2015, che descrive il modus operandi nella Cantoni, oltre che accertare l’entità degli ammanchi, riportando alcuni esempi pratici delle modalità truffaldine adottate.

Nell’ambito delle attività di perquisizione eseguite lo scorso 16 ottobre, sono state acquisite le schede di mastro del conto “minuta cassa” della contabilità della ASM Pavia Spa degli anni 2014 e 2015. Tale conto riporta le movimentazioni del denaro contante utilizzato per le piccole spese di normale funzionamento della società (ad esempio acquisto di bolli, pagamento visure camerali, rimborsi spese a piè di lista, ecc.).

Come risulta dal “mansionario” acquisito ritualmente il 12 novembre 2015 la gestione della cassa contante era affidata al dipendente ROSSI Giovanni (Allegato 1). Il documento non contiene alcuna spiegazione circa il funzionamento e indica unicamente il dipendente che ne è responsabile.

Dal 1 giugno 2015, data di passaggio di ROSSI Giovanni alla società Pavia Acque, l’incarico di gestore della “minuta cassa” è stato affidato a CROCE Alessandra. Tanto si rileva anche dai verbali di altre sommarie informazioni rese dalla medesima CROCE Alessandra il 5 (Allegato 2) e il 10 novembre 2015 (Allegato 3).

In linea di massima le procedure prevedono che per utilizzare il denaro contante occorra compilare un modulo di “richiesta/autorizzazione di spesa” prenumerato. Tale modulo riporta:

il motivo per cui viene chiesto l’anticipo della somma;
l’autorizzazione del dirigente che autorizza il prelievo;
c. una volta conseguita l’autorizzazione il dipendente può richiedere al funzionario che gestisce materialmente il denaro la somma richiesta, con riserva di esibire i documenti giustificativi (ad esempio ricevute, quietanze, biglietti di parcheggio, biglietti di trasporto, ecc.);

Si riporta, a mero titolo esemplificativo, una autorizzazione “tipo” per i prelievi effettuati da CANTONI Raffaella.

Tra le molteplici movimentazioni registrate sul conto, gli operanti hanno approfondito quelle poste in essere da CANTONI Raffaella che, per lo più, sono risultate subito prive di consistenza e giustificazione. Costei, nella sua qualità di addetta all’ufficio ragioneria e gare attive, ha prelevato a più riprese euro 21.027 nel 2014 ed euro 7.537 nel 2015.

Tali prelievi sono stati richiesti per l’acquisto di valori bollati, certificazioni della CCIAA e antimafia, DURC, dichiaratamente necessari per la stesura dei contratti di fornitura di servizi ai clienti di ASM Pavia Spa.

L’elenco delle movimentazioni è stato analiticamente sintetizzato, suddiviso per anno, in un apposito prospetto (Allegato 4). Ad un primo e sommario esame delle movimentazioni e della relativa documentazione di supporto, riportate in ordine cronologico, emergono gravi indizi sulle effettive spese e anche sulla pertinenza ed inerenza delle stesse rispetto alle attività dell’impresa. In particolare:

a. nel 2014, su 87 prelievi solo in 8 casi risulta presentata la documentazione (totalmente o parzialmente) giustificativa del costo;
nel 2015 su 33 prelievi solo 9 risultano (totalmente o parzialmente) giustificati;
diverse autorizzazioni di spesa riportano delle mail inviate a CANTONI Raffaella da funzionari di diversi comuni della provincia che chiedevano la consegna di certificati (camerali, antimafia, durc, ecc.) asseritamente necessari alla stipulazione dei contratti (tali mail venivano addotte a giustificazione del prelievo)
una movimentazione (19 marzo 2014) è relativa ad un costo apparentemente non inerente (acquisto di “prodotti disinf. pulci”) e vede allegati i due scontrini di acquisto;

Sono quindi stati effettuati i seguenti accertamenti su diverse registrazioni e la correlata documentazione a supporto, come di seguito esemplificato:

Il 18 febbraio 2014 CANTONI Raffaella ha richiesto un anticipo di euro 201.64. Per motivare la richiesta di contanti alla medesima è allegata la seguente mail asseritamente trasmessa dal comune di Albuzzano-ufficio lavori pubblici:

CANTONI Raffaella compilava quindi la seguente richiesta di anticipo (autorizzata dal direttore finanziario Antoniazzi Pietro):

Dagli accertamenti svolti, la mail dell’11 febbraio 2014 si è rivelata falsa ed infatti, il 12 novembre 2015 è stata escussa in atti PASQUALE Francesca, addetta all’ufficio lavori pubblici del comune di Albuzzano, la quale ha negato l’inoltro da parte del Comune della lettera ed ha affermato, fra l’altro: “Non ho chiesto alcuna somma di denaro o valori bollati, non ho chiesto documenti che richiedessero l’esborso di denaro ad ASM Pavia né alla signora CANTONI (Allegato 5). Ne consegue che la somma di euro 201,64 è stata distratta dalle casse di ASM Pavia Spa ed indebitamente incassata da CANTONI Raffaella.

b. Il 18 aprile 2014 viene richiesto da CANTONI Raffaella un anticipo di euro 128,00. Alla richiesta è allegata la seguente mail dichiaratamente trasmessa dal comune di Albuzzano in data 17 aprile 2014.

CANTONI Raffaella compilava, quindi, la richiesta di anticipo (autorizzata dal direttore finanziario Antoniazzi Pietro):

Anche la mail del 17 aprile 2014 si è rivelata falsa ed, infatti, il giorno 17 novembre 2015 l’Arch. BELTRAME Monica, collaboratrice tecnica del comune di Albuzzano, dichiarava in atti di aver effettuato una ricerca sull’archivio della casella di posta elettronica del suo ufficio, da cui la mail in questione sarebbe stata inviata, ma tale ricerca ha dato esito negativo (Allegato 6). Risulta evidente, quindi, che il prelevamento di euro 128,00 è ingiustificato ed il documento creato di sana pianta da CANTONI. La somma distratta dalle casse di ASM Pavia Spa rimarrà pertanto nella sua disponibilità.

c. Il 17 marzo 2014 CANTONI Raffaella, con il documento sotto riportato, chiede un anticipo di euro 297,64:

Alla richiesta viene allegata anche una missiva, dichiaratamente trasmessa a CANTONI Raffaella dal comune di Marcignago con la quale si richiedono sei marche da bollo da euro 16,00 e certificato con “dicitura antimafia”

Rilevata una differenza di carattere tra la prima e la seconda parte della lettera gli operanti in data 12 novembre 2015 hanno sottoposto a sequestro l’originale della lettera sotto riportata e detenuta dal comune di Marcignago (Allegato 7).

Come si può notare la lettera originale è protocollata, firmata e riporta un testo diverso.

Estratto dalla lettera presentata per l’anticipo

Estratto della lettera originale del comune di Marcignago

Il contenuto della lettera, dunque, è stato modificato: le marche da bollo richieste passano da 2 a 6 ed è stata aggiunta la richiesta del certificato della Camera di Commercio con la dicitura antimafia.

Pertanto CANTONI Raffaella potrà prelevare una somma superiore (euro 297,64) a quella effettivamente necessaria (euro 32). La differenza incassata di euro 265,64 è, dunque, distratta dalle casse di ASM Pavia Spa e resta nella disponibilità di CANTONI.

d. Il 30 gennaio 2014 CANTONI Raffaella chiede un anticipo di euro 201,64. Alla richiesta di anticipo è allegata la seguente mail asseritamente trasmessa dal comune di Travacò Siccomario nello stesso giorno:

CANTONI Raffaella, quindi, redige la seguente richiesta di anticipo spese (autorizzata dal direttore finanziario Antoniazzi Pietro):

Con lo scopo di verificare l’autenticità della missiva, in data 16 novembre 2015 gli operanti hanno provveduto ad acquisire la seguente mail, in originale, inviata dall’Ing. MARONI Italo Roberto Pietro, responsabile dell’area tecnica del comune di Travacò Siccomario (Allegato 8).

Come si può notare, quindi, la mail originale è stata artefatta ed integrata con la richiesta di una visura camerale antimafia.

In questo modo CANTONI Raffaella ha potuto redigere una falsa richiesta di anticipo spese pari euro 201,64 che sono stati fraudolentemente distratti dalla cassa aziendale.

e. Il 09 gennaio 2015 viene richiesto da CANTONI Raffaella un anticipo di euro 223,09. Alla richiesta di anticipo è allegata la seguente mail asseritamente trasmessa dal comune di Travacò Siccomario in data 08 gennaio 2015:

CANTONI Raffaella compila, quindi, la seguente richiesta di anticipo spese (autorizzata dal direttore finanziario Antoniazzi Pietro):

In data 16 novembre 2015 gli operanti hanno provveduto ad acquisire la seguente mail inviata dalla sig.ra CIOFFI Maria Cristina, collaboratrice amm.va presso il comune di Travacò Siccomario (Allegato 9):

Come si può osservare, il contenuto ed il layout della mail sono stati modificati, in particolare è stata aggiunta la richiesta di una visura al casellario giudiziale e di un certificato della camera di commercio recante la dicitura antimafia.

Pertanto CANTONI Raffaella ha indebitamente sottratto dalle casse di ASM Pavia S.p.A. la somma di euro 223,09.

f. CANTONI Raffaella il 13 gennaio 2015 chiede un anticipo di euro 496,00. Alla richiesta di anticipo è allegata la seguente mail dichiaratamente trasmessa dal comune di Travacò Siccomario in data 12 gennaio 2015:

CANTONI Raffaella provvede, pertanto, a compilare il documento sottostante per richiedere l’anticipo della somma:

In data 16 novembre 2015 gli operanti hanno provveduto ad acquisire la seguente mail inviata dalla dott.ssa NIGRO Fausta, segretaria comunale di Travacò Siccomario. In allegato alla mail, la dottoressa esibiva la missiva sotto riportata inviata in data 12 gennaio 2015 dal comune di Travacò Siccomario ad ASM Pavia S.p.A. (Allegato 10):

Effettuando una comparazione tra i due messaggi di posta elettronica in questione, si può, quindi, notare che la mail originale è stata artatamente integrata con la richiesta di ulteriori euro quattrocento da versare in contanti per la registrazione del contratto.

Estratto dalla mail presentata per l’anticipo

Estratto della mail originale del comune di Travacò

Inoltre, il numero delle marche da bollo richieste nella missiva inviata in data 12 gennaio 2015 dal comune di Travacò, ad ASM Pavia S.p.A. (due), è inferiore rispetto a quello che la CANTONI ha indicato nella richiesta di anticipo spese (sei).

CANTONI Raffaella potrà, perciò, prelevare una somma superiore (euro 496,00) a quella effettivamente necessaria (euro 32,00).

La differenza di euro 464,00 è stata, quindi, sottratta illecitamente da quest’ultima alle casse di ASM Pavia S.p.A.

g. il 28 aprile 2015 viene richiesto un anticipo di euro 346,00. Alla richiesta di anticipo è allegata la seguente mail asseritamente trasmessa dal comune di Travacò Siccomario nella stessa data:

Viene, quindi, compilato da CANTONI Raffaella il sottostante modulo di autorizzazione alla spesa:

Di contro, il 16 novembre 2015 la Dott.ssa NIGRO Fausta, segretaria comunale di Travacò Siccomario, ha confermato che, a seguito di una ricerca effettuata sull’archivio di posta elettronica del suo ufficio, è emerso che in data
28 aprile 2015 non risulta inviata alcuna mail all’indirizzo di CANTONI Raffaella.

La stessa Dott.ssa NIGRO, visionando la mail in questione, ha, inoltre, dichiarato in atti: “(…OMISSIS…) posso riscontrare che il numero di marche da bollo da sedici euro richieste è nettamente superiore a quello che ho richiesto a gennaio per lo stesso contratto. Aggiungo che non è mia consuetudine richiedere marche da bollo da due euro” (Allegato 10).

La mail, dunque, è stata completamente falsificata da CANTONI Raffaella, la quale ha, quindi, indebitamente sottratto dalla cassa di ASM la somma di euro 346,00.

h. il 29 maggio 2014 viene richiesto un anticipo di 201,64 euro. Alla richiesta di anticipo è allegata la seguente mail dichiaratamente trasmessa dal comune di Travacò Siccomario nello stesso giorno:

CANTONI Raffaella compila, quindi, la relativa richiesta di anticipo (autorizzata dal direttore finanziario Antoniazzi Pietro):

Il 16 novembre 2015 gli operanti hanno acquisito, dalla sig.ra BOTTIROLI Giuseppina, responsabile del servizio amministrazione generale del comune di Sommo (PV), la seguente mail, in originale, inviata dalla stessa alla Dott.ssa CANTONI in data 29/05/2014 (Allegato 11):

Come si può notare la mail è stata artatamente modificata ed è stata inserita la richiesta di un certificato camerale recante la dicitura antimafia:

Estratto dalla mail presentata per l’anticipo

Estratto dalla mail originale del comune di Sommo

Pertanto CANTONI Raffaella, alterando il contenuto della mail in questione, ha prelevato indebitamente una somma pari ad euro 201,64, assolutamente non giustificata dalle effettive richieste formulate dal comune di Sommo.

i. Il 09 luglio 2014 viene richiesto un anticipo di euro 1072,00. Alla richiesta di anticipo è allegata la sottostante missiva asseritamente trasmessa dal comune di Sommo nello stesso giorno recante nr. 2658 di protocollo.

Vengono quindi compilate da CANTONI Raffaelle le seguenti richieste di anticipo:

Il 12 novembre 2015 gli operanti hanno sequestrato, in originale, la missiva sottostante che, unitamente al documento allegato, risulta inviata in data 09 luglio 2014 dal comune di Sommo alla ATI ASM Pavia – Broni Stradella S.p.A (ALLEGATO 12).

Inoltre, nella stessa data, è stata escussa ad altre sommarie informazioni (art.351 c.p.p.) la sig.ra BOTTIROLI Giuseppina, Responsabile del servizio amministrazione generale del comune di Sommo (PV), la quale in merito alla missiva in questione ha dichiarato:
“In data 9 luglio 2014 scrissi la e-mail che vi ho esibito a CANTONI Raffaella chiedendo quanto contenuto nella mail stessa e nell’allegato. In particolare, in vista della registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate di Pavia richiesi trentadue marche da bollo da Euro sedici cadauna oltre a euro duecento per spese di registrazione. Il tutto doveva essere accreditato sul conto corrente del servizio di tesoreria del comune di Sommo. Avrebbero dovuto versare, come da distinta allegata, l’importo di Euro milletrecentoventotto e quattordici centesimi per la stipula dell’atto. Dopo l’inoltro di questa mail fui contattata telefonicamente da CANTONI Raffaella la quale mi disse che avevo richiesto un numero esagerato di marche da bollo in quanto volevamo registrare il contratto con tutto l’annesso capitolato di gara. Lei disse che usualmente i comuni riportano le clausole essenziali, mentre il capitolato su come viene disimpegnato il servizio viene depositato agli atti. Così, disse la Cantoni, il numero di marche da bollo necessarie sarebbe stato di gran lunga inferiore. Anziché trentadue marche da bollo la CANTONI mi consegnò dodici marche da bollo in luogo delle trentadue che avevo richiesto. E in effetti risultarono sufficienti le dodici marche da bollo che ci fornì. Quanto alle duecento euro che avevo richiesto quali spese di registrazione, non disse nulla. Quando arrivò il bonifico di ASM mi resi conto, tardivamente, che le duecento euro di spese non erano state versate, in quanto il bonifico era di soli euro milletrecentoventotto e quattordici centesimi. Alla fine, per pareggiare il bilancio ho dovuto rimettere di tasca mia i duecento euro che la CANTONI non fece versare in tesoreria. Tuttavia tale circostanza non l’ho mai contestata..” (Allegato 13)

Estratto dalla missiva presentata per l’anticipo

Estratto dalla missiva originale del comune di Sommo

Effettuando una comparazione tra le due lettere emerge inequivocabilmente che la missiva originale del comune di Sommo è stata modificata ed artatamente alterata. Il documento allegato dalla CANTONI alla richiesta di autorizzazione di spesa non è né firmato, né timbrato e reca un numero di protocollo scritto in formato digitale a differenza di quello manoscritto sulla lettera sequestrata in originale in data 12 novembre 2015. Inoltre il numero delle marche da bollo richieste passa da
32 a 42 e le spese di registrazione aumentano da euro 200 ad euro 400.

Si rileva che, come dichiarato in atti in data 12 novembre 2015 dalla sig.ra Bottiroli Giuseppina, per la stipula del contratto in questione sono state sufficienti nr. 12 marche da bollo. Alla luce di quanto sopra la CANTONI ha effettuato un prelevamento di denaro dalla cassa pari ad euro 1072,00, di cui però effettivamente soltanto 192,00 sono stati impiegati per l’acquisto delle marche da bollo necessarie alla registrazione del contratto.

Ne consegue che la somma di euro 880,00 è stata distratta dalle casse di ASM Pavia Spa ed indebitamente incassata da CANTONI Raffaella.

j. il 26 agosto 2014 viene richiesto un anticipo di 496,00 euro. Alla richiesta è allegata la seguente mail asseritamente trasmessa dal comune di Sommo in data 25 agosto 2014.

CANTONI Raffaella procede, quindi, alla compilazione della richiesta di anticipo sottostante:

Di contro, il 16 novembre 2015 la Sig.ra BOTTIROLI Giuseppina, responsabile del servizio amministrazione generale del comune di Sommo, dichiara in atti di non aver ritrovato l’originale della mail in questione sull’archivio di posta elettronica e, in riferimento alla mail allegata dalla CANTONI alla richiesta di anticipo spese aggiunge: “(…OMISSIS…) posso riscontrare che a seconda del grado di confidenza che ho con l’interlocutore sono solita firmarmi come: BOTTIROLI GIUSEPPINA o PINUCCIA, non sono solita invece utilizzare solamente il nome GIUSEPPINA. (…OMISSIS…) Leggendo, però, il contenuto della mail ho perplessità sull’importo dei diritti di registrazione da me richiesti. Avevo già richiesto l’importo pari a duecento euro con la precedente lettera del 09/07/2014 recante prot. Nr. 2658, non mi spiego perché questa lettera faccia riferimento ad ulteriori trecentosessantotto euro per lo stesso contratto.” (Allegato 11)

Alla luce di quanto sopra esposto, con particolare riferimento a quanto dichiarato dalla sig.ra BOTTIROLI Giuseppina, la richiesta di autorizzazione alla spesa in questione fa riferimento ad un documento completamente inesistente e, pertanto, del tutto falsificato da CANTONI.

Risulta evidente, quindi, che il prelevamento di euro 496,00 è totalmente ingiustificato. La somma distratta dalle casse di ASM Pavia S.p.a. rimarrà pertanto nella disponibilità di CANTONI Raffaella.

k. il 30 aprile 2014 viene richiesto un anticipo di 265,63 euro. Alla richiesta è allegata la seguente mail dichiaratamente trasmessa dal comune di Trivolzio in data 29 aprile 2014.

CANTONI Raffaella richiede, con il modulo sottostante, l’autorizzazione al sostenimento della spesa:

Il giorno 16 novembre 2015 la sig.ra MARINONI Marisa, impiegata del comune di Trivolzio, dichiarava in atti di aver effettuato una ricerca sull’archivio della casella di posta elettronica segreteria@comune.trivolzio.pv.it, da cui la mail in questione sarebbe stata inviata, ma tale ricerca ha dato esito negativo (Allegato 14).

Risulta evidente, quindi, che la mail è stata totalmente falsificata da CANTONI Raffaella, la quale ha potuto prelevare indebitamente la somma euro 265,63 che è rimasta nelle sue disponibilità.

l. il 13 maggio 2014 viene richiesto un anticipo di 671,98 euro. Tale anticipo viene autorizzato dal direttore finanziario ANTONIAZZI Pietro con la firma ed una dicitura “ok” apposte direttamente sulla mail sottostante, presentata da CANTONI come giustificazione alla richiesta dell’anticipo stesso.

Risulta, quindi, mancante il modulo di autorizzazione alla spesa debitamente numerato e compilato in tutte le sue parti.

Il giorno 16 novembre 2015 gli operanti hanno acquisito la seguente mail, originale, inviata in data 10 maggio 2014 dalla sig.ra MARINONI Marisa, impiegata del comune di Trivolzio a CANTONI Raffaella (Allegato 14).

Come si può notare la mail è stata alterata sia nel layout che nel contenuto. Il numero delle marche da bollo da sedici euro richieste è aumentato da 6 a 12, è stata inserita la richiesta di ulteriori tre marche da bollo da euro sedici e sei bolli da euro cinque e trentatré centesimi. Inoltre la somma di denaro richiesta per la registrazione è stata aumentata da duecento a quattrocento euro e la mail – manipolata – non riporta in calce la firma di MARINONI Marisa, come si legge invece nell’originale.

Pertanto CANTONI Raffaella potrà prelevare una somma superiore (euro 671,98) a quella effettivamente necessaria (euro 296,00). La differenza di euro 375,98 è stata sottratta fraudolentemente dalla stessa alle casse della società.

Il 22 maggio 2014 viene richiesto un anticipo di euro 345,64. Alla richiesta è allegata la seguente mail asseritamente trasmessa dal comune di Trivolzio in data 19 maggio 2014.
CANTONI Raffaella compila, quindi, la richiesta di anticipo (autorizzata dal direttore finanziario Antoniazzi Pietro):

Il giorno 16 novembre 2015 la sig.ra MARINONI Marisa, impiegata del comune di Trivolzio, dichiarava in atti di aver effettuato una ricerca sull’archivio della casella di posta elettronica segreteria@comune.trivolzio.pv.it, da cui la mail in questione sarebbe stata inviata, ma tale ricerca ha dato esito negativo. La stessa, visionando la mail falsificata da parte di Raffaella CANTONI ed allegata alla richiesta di anticipo di spesa, dichiarava: “(…OMISSIS…) Sono certa di non aver mai chiesto integrazione di bolli per carta di servizi ed aggiungo che non ho mai chiesto CCIAA antimafia.” (Allegato 14)
Risulta evidente, quindi, che CANTONI Raffaella ha indebitamente prelevato la somma di euro 345,64, giustificando l’operazione con un documento totalmente falsificato.

2. Onde acquisire ulteriori elementi di conoscenza, sono state assunte a sommarie informazioni le due dipendenti di ASM Pavia Spa addette all’ufficio di ragioneria: RABBIOSI Silvia (Allegato 15) e CROCE Alessandra (Allegato 3).

RABBIOSI Silvia ha illustrato le sue perplessità sui prelievi effettuati da CANTONI, con particolare riferimento alle diverse sollecitazioni fatte dalla collega Croce per avere i giustificativi di spesa:

”…omissis… A giugno la signora Raffaella CANTONI, che ricopriva e ricopre l’incarico di addetta all’ufficio gare attive e rapporti con i comuni soci, ha chiesto alla dottoressa CROCE delle somme di denaro, di cui non ricordo gli effettivi importi, in relazione alla sua funzione di gestione dei contratti attivi. Il denaro fu consegnato dalla CROCE alla CANTONI. CROCE successivamente chiese un giustificativo della spesa, prima a voce e poi tramite email. CANTONI produsse della documentazione che tuttavia non era esaustiva per giustificare la spesa. In particolare io ho visto una copia di una visura camerale di ASM Pavia con dei segni sulla carta come se fosse un “collage” di fotocopie, che la CANTONI presentò a fronte della spesa che disse di aver sostenuto. Comunque non era una ricevuta. So che CROCE relazionò il direttore amministrativo ANTONIAZZI per non aver ricevuto dei giustificativi esaustivi. ANTONIAZZI chiese alla CROCE di effettuare delle verifiche sui precedenti prelievi effettuati dalla CANTONI. Preciso che la CANTONI riferiva e comunque dipendeva funzionalmente e gerarchicamente da Pietro ANTONIAZZI, La collega effettuò tale verifica predisponendo un file di excel, riepilogativo degli importi richiesti con indicazione se fosse presente il giustificativo di spesa e se questo fosse esaustivo. Che io sappia tutto fu messo a tacere sino all’interruzione del rapporto di lavoro con ANTONIAZZI, avvenuto bruscamente il 21 settembre. Ho saputo che prima di lasciare l’azienda il dottor ANTONIAZZI parlò della vicenda con l’allora direttore generale Ingegner Claudio TEDESI dando la documentazione in suo possesso. Successivamente l’avvocato Marcello RAINO’ chiese a CROCE di fare una relazione in merito a questa vicenda. Copia di quella relazione, inviata via mail a RAINO’ fu poi inoltrata anche all’organismo di vigilanza. Dalla verifica della CROCE, che ho avuto modo di vedere personalmente, è emerso che CANTONI Raffaella aveva richiesto e ottenuto cifre significative, superiori ai ventimila euro nel periodo ricompreso tra il 2014 e la metà 2015, per acquisto di bolli da apporre sui contratti e sulle dichiarazioni antimafia, per visure della camera di commercio. Questi soldi li aveva chiesti e ottenuti senza presentare i giustificativi di spesa. Preciso che la procedura è la seguente: veniva compilato un modulo a ricalco, veniva firmato dalla CANTONI, in alcuni casi c’era il visto di ANTONIAZZI dopodiché la CANTONI otteneva i soldi richiesti. Le verifiche sono state effettuate anche dall’esame di giustificativi di spesa conservati presso la Ragioneria. Tale verifica evidenziò che nella quasi totalità dei casi la documentazione non era esaustiva a giustificare l’importo prelevato…OMISSIS…”;

CROCE Alessandra ha sostanzialmente confermato quanto riferito dalla collega:

”Il giorno 10 giugno si è presentata nel mio ufficio la mia collega Raffaella CANTONI con un foglio di richiesta per 323,16 euro per minute spese da cassa contante aziendale: acquisto marche da bollo e per un certificato camerale con la dicitura della sezione fallimentare che l’azienda non è sottoposta a procedure concorsuali. Le ho consegnato la cifra richiesta evidenziandole che avrebbe dovuto portarmi entro pochi giorni i giustificativi di spesa come faccio sempre con chiunque mi chieda dei soldi. Sono passati alcuni giorni e non tornava a portarmi i giustificativi. L’ho chiamata più volte telefonicamente e continuava a prendere tempo e rimandare il momento in cui mi avrebbe portato le pezze. Sino al 7 luglio 2015 quando decisi di inviarle una mail in quanto dovevo rendicontare la contabilità del mese di giugno. Dopo la mail si presentò immediatamente portandomi una ricevuta di un tabaccaio dove si attestava l’acquisto di cambiali e non di marche da bollo e comunque per un importo diverso da quello che le avevo erogato. Mi consegnò anche un ultimo foglio di una visura camerale che non evidenziava tuttavia l’importo speso. Preciso che avevo informato tempestivamente ANTONIAZZI, nostro responsabile, di questa inadempienza della CANTONI. Quando mi portò quella documentazione insufficiente a giustificare la spesa sostenuta lo riferii ad ANTONIAZZI il quale mi disse di lasciare tutto a lui che ci avrebbe pensato personalmente. Dopo qualche giorno torna la CANTONI e va direttamente da ANTONIAZZI. Uscita dall’ufficio di ANTONIAZZI, quest’ultimo venne da me a portarmi la pezza giustificativa che lui era riuscito a farsi consegnare dalla CANTONI. Si trattava di un certificato camerale il cui importo era di euro 245,00. Quando me lo ha consegnato ANTONIAZZI ci siamo resi conto che c’erano delle righe strane, come se fosse stato coperto qualcosa, tipo il protocollo e la data. ANTONIAZZI mi chiese di fare delle verifiche sulle uscite di cassa contante effettuate a favore della CANTONI, da maggio ad andare indietro, quando la cassa era gestita da ROSSI. Recuperati i fascicoli ho estratto la documentazione presentata dalla CANTONI, relativa agli anni 2015 e 2014. Le ho estratte e gliele ho portate da visionare. Mancavano le pezze giustificative della documentazione relativa alla maggioranza delle precedenti uscite di cassa. La cosa si fermò lì perché ANTONIAZZI mi disse che ci avrebbe pensato lui. Ci sono state le ferie e la signora CANTONI da quel momento in poi non è mai più venuta a chiedere dei soldi. Spesso veniva da ANTONIAZZI, magari due o tre volte a settimana. Chiesi più volte ad ANTONIAZZI se avesse avuto dei chiarimenti o dei documenti dalla CANTONI, ogni volta che la CANTONI usciva dal suo ufficio. ANTONIAZZI mi rispondeva sempre che ci stava pensando lui. Il 21 settembre 2015, il giorno della risoluzione del contratto, ANTONIAZZI ha lasciato una busta indirizzata al direttore generale Ingegner TEDESI Claudio; busta in cui era contenuta la documentazione relativa all’uscita di cassa di giugno 2015 a favore della CANTONI. Dopo un paio di giorni l’ingegner Claudio TEDESI mi chiamò, andai nel suo ufficio dove c’era anche l’avvocato RAINO’ Marcello. Essendo io responsabile della cassa mi chiese delucidazioni in merito alla documentazione contenuta nella busta. Gli spiegai tutta la vicenda così come spiegata a voi poc’anzi. TEDESI e RAINO’ mi chiesero di fare una relazione scritta al riguardo via e-mail, relativa a questo singolo fatto accaduto a giugno. Ho inviato la mia relazione via mail a fine settembre, ma non ricordo con esattezza il giorno. L’Avv. RAINO’ mi rispose via mail chiedendomi di fare un approfondimento anche sulle uscite precedenti. Effettuate delle verifiche utilizzando i documenti agli atti della piccola cassa, ho inviato un documento di excel all’Avv. RAINO’ segnalando, in riferimento ad ogni singola uscita di cassa, se vi era o meno la pezza giustificativa comprovante la spesa e attraverso quali documenti era arrivata la richiesta dalla signora CANTONI. Ho notato subito che quasi tutte le email erano stampate con la modalità di “inoltro”. Una modalità quindi che avrebbe consentito di apportare eventuali modifiche al testo della mail. A queste richieste non erano mai state consegnate le pezze giustificative, salvo alcuni casi supportati da scontrino. Ricordo che c’erano scontrini di ristoranti, due scontrini di farmacia di cui per un giustificativo di spesa sul modulo di richiesta consegnato agli atti vi era una scritta a penna “acquisto antipulci”, c’era un biglietto del treno, tagliandi di sosta del parcheggio, scontrini di bar. Comunque una documentazione che copriva una parte assai marginale degli oltre ventunomila euro che aveva prelevato nel solo 2014.
Sono rimasti senza giustificativi di spesa circa ventimilacinquecento euro. Ricordo una sua richiesta di quattro marche da bollo per sessantaquattro euro. Aveva fornito quattro copie riprodotte tutte allo stesso modo con la fotocopia del bollo nella medesima posizione emesso nello stesso giorno, stessa ora stesso minuto e secondo e con lo stesso numero progressivo. Infatti ne abbiamo considerata una sola valida. Tante richieste di certificati camerali di ASM Pavia senza la idonea pezza giustificativa, tranne che nell’ultimo caso di giugno in cui dopo l’intervento di ANTONIAZZI, la CANTONI consegnò copia del certificato camerale nel quale nella penultima pagina vi è la dicitura che tale documento non è valido ai fini della presentazione alle pubbliche amministrazioni. Nel 2015, sino al mese di giugno, su circa settemila euro prelevati, circa seimila euro sono privi di alcun documento giustificativo. Negli anni 2012 e 2013 la CANTONI ha prelevato circa novemilacinquecento euro per ciascun anno ma non abbiamo ancora la documentazione giustificativa.””

RITENUTO CHE

non risulta che i fatti-reato siano stati compiuti in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità e che non sussiste allo stato una causa di estinzione del reato o di estinzione della pena che si ritiene possa essere irrogata;
è da ritenersi che, a seguito di un’eventuale sentenza di condanna, non possa essere concessa la sospensione condizionale della pena irroganda;

EVIDENZIATO CHE

ricorrono esigenze cautelari ed in particolare quelle di cui alle lettere a), b) e c) dell’art.274 c.p.p. ;

RICHIAMATO

quanto in proposito riferito nell’ordinanza del GIP in data 16.10.2015 e nell’ordinanza del Tribunale per il Riesame di Milano in data 03.11.2015;

EVIDENZIATO

In particolare che:

sussistono specifiche ed inderogabili esigenze attinenti alle indagini e all’acquisizione delle varie fonti di prova in relazione a situazioni di concreto ed attuale pericolo per l’acquisizione e la genuinità delle prove, in particolare sono attualmente in corso indagini volte a:

– completare l’acquisizione della documentazione bancaria
– individuare tutti i rapporti bancari nella disponibilità di ANTONAZZI
– eseguire rogatorie all’estero relative ai rapporti bancari accesi in Svizzera, in Bosnia/Slovenia o altrove
– acquisire gli originali dei titoli
– quantificare gli importi di denaro sottratto e delle relative operazioni
– accertare le modalità di redazione delle note di credito e la compilazione delle stesse tramite assegni postali, bonifici, etc.
– sentire tutte le persone informate sui fatti
– e soprattutto accertare la destinazione finale delle somme sottratte

e le stesse potrebbero essere irrimediabilmente pregiudicate dalla permanenza in libertà delle sopraindicate persone sottoposte ad indagini considerato che, allo stato, potrebbe avere contatti con altri sodali (in via di identificazione) e quindi inquinare il quadro probatorio sin qui solo parzialmente acquisito.
In particolare vale per ANTONIAZZI Pietro, CHIRICHELLI Gianpaolo e FILIPPI FILIPPI Luca Maria il pericolo di condizionare la bontà e la genuinità delle dichiarazioni di funzionari ed impiegati delle società offese, nelle quali gli indagati hanno comunque prestato la propria opera per diversi anni con conseguente instaurazione di rapporti anche di connivenza. Ciò vale anche con riferimento a TEDESI Claudio, nonostante che questi sia autore della trasmissione a questo Ufficio della verifica contabile disposta in ASM Pavia. Tale circostanza, non solo non elide la gravità indiziaria dei dati investigativi a suo carico, ma, sulla base delle considerazioni appena espresse, non esclude neppure il pericolo attuale per l’acquisizione e la genuinità delle prove.
Quanto inoltre ad ANTONIAZZI Pietro, il pericolo di inquinamento probatorio deve essere posto in relazione anche alle indagini in corso per accertare la destinazione finale delle ingenti somme sottratte.

Vi è inoltre il concreto pericolo che gli indagati, se lasciati in libertà, commettano altri gravi delitti della stessa specie di quelli per cui si procede attese le modalità e le circostanze dei fatti-reato sopraindicati denotano una spiccata pericolosità sociale di chi è sottoposto ad indagini certamente tale da rendere assai probabile la reiterazione di analoghi comportamenti delittuosi.

In proposito si richiamano le valutazioni svolte dal Tribunale per il riesame di Milano, che ha già sottolineato relativamente ad ANTONIAZZI Pietro, ma tali considerazioni possono tranquillamente essere estese all’intera vicenda e a tuti i personaggi coinvolti, come occorra considerare e tenere nel dovuto conto:
– la spregiudicatezza nelle reiterate condotte distrattive al fine di piegare interessi pubblici a fini di arricchimento personale, sfruttando gli ampi poteri derivanti da cariche pubbliche e incarichi professionali, in spregio non solo al rispetto delle regole che presiedono il corretto espletamento di incarichi pubblici e/o di lavoro ma con riflessi di carattere pubblicistico, ma anche di profili di rilievo penale nel caso in cui l’attività di spoliazione fosse stata scoperta;
– l’abuso quindi di pubbliche funzione per ottenere un lucro personale;
– l’abilità dimostrata reiteratamente e con pervicacia nel perseguire una sistematica attività di spoliazione di società a capitale pubblico e nel ditrarre risorse pubbliche, per un non breve lasso di tempo dal 2011 al 2014, senza che alcun effetto deterrente abbia avuto il fatto che tutti fossero impegnati nella gestione di servizi pubblici essenziali per la comunità: rifiuti, approvvigionamento idrico, verde pubblico, manutenzione, ecc..

RILEVATO CHE

ogni altra misura cautelare diversa da quella della custodia in carcere appare allo stato inadeguata a far fronte alle esigenze di cui sopra;

Visto l’art. 291 c.p.p.

CHIEDE

l’applicazione nei confronti di ANTONIAZZI Pietro, CHIRICHELLI Gianpaolo, TEDESI Claudio e FILIPPI FILIPPI Luca Maria (sopra compiutamente generalizzati) della misura cautelare personale della custodia in carcere

ALLEGA

alla richiesta gli atti contenuti a tutt’oggi nel fascicolo di questo P.M. Manda alla Segreteria per gli adempimenti di competenza.
Pavia, li’ 03.12.2015.

Il Procuratore della Repubblica Aggiunto Dott. Mario Venditti

Il Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Paolo Mazza

Advertisements

2 Risposte to “Vomito”

  1. ramasandiransomosundaran Says:

    Esimio Giovannetti,
    mi dispiace deluderti,
    ma, nel contesto dell’alta e media Etruria (e non soltanto), il “sistema” è esattamente il medesimo. Posso tranquillamente affermarlo in quanto dispongo degli elementi probativi i più consistenti, inesorabili e schiaccianti.
    L’unica diversità sta nell’assunto che nella regione che ha dato i natali al venerabile maestro delle mie calzette, i cosiddetti ILLUMINATI “grembiulini” (di ispirazione laica o devota, regolari o coperti che abbiano a considerarsi: tanto pari sono!) riescono, sempre e comunque a coprire ogni cosa in maniera oltremodo debita (cioè a dire quantomai immonda) attraverso il ben più che determinante ausilio del comparto devozionale, delle frange più scomposte e irregolari delle forze dell’ordine e delle forze armate strettamente correlantesi con quegli apparati para-militari assai prossimi alle intelligences più depistanti e deviate, di certi comparti sindacali, delle strutture istituzional-regionali di più che palese indole pubblica, ma soprattutto per mezzo di una sanità
    regionale pronta a rendersi complice sin dall’immediato con le persone più scomode e, purtroppo per loro, sin troppo propense ed inclini, per disposizione naturale, verso il motto “Vedo Sento Parlo” (Carlo Antonio Chiriaco potrebbe ben avercelo ad insegnare, pur se il palazzo di giustizia “ambrosiano” non è del tutto escluso possa aver sottaciuto questo aspetto per ben più che ovvie motivazioni di ordine pubblico, prevalentemente da correlarsi in maniera che più stretta di così on lo si potrebbe minimamente concepire con le eventuali e del tutto imprevedibili reazioni di un’opinione pubblica che dovesse trovarsi di fronte ai casi più estremi e tassativamente “inenarrabili”; specie se nei confronti di coloro che vanno identificandosi nella cosiddetta “Vox Populi Vox Dei”).

  2. alecivetta Says:

    Ma non devono restituire i soldi rubati?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: