Mariaaa, buttalachiave…

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L’Ordinanza di custodia cautelare per la “banda dei quattro”

Secondo il gip Erminio Rizzi, all’ex presidente di Asm Giampaolo Chirichelli è ascrivibile «una profonda mancanza di senso istituzionale considerato che chi è chiamato a gestire beni o servizi pubblici dovrebbe avere chiaro di dover rispondere del proprio operato all’ente pubblico e, in definitiva, al contribuente i cui denari egli è stato chiamato ad amministrare. Tale considerazione viene ulteriormente a connotare negativamente il giudizio sulla personalità dell’indagato».

 

Tribunale di Pavia
ufficio del giudice per le indagini preliminari
Ordinanza applicativa di misura cautelare coercitiva
– artt. 272 e ss. 280 e ss c.p.p. –

Il giudice per le indagini preliminari
esaminata la richiesta in atti depositata dal pubblico ministero nel proce­dimento sopra indicato nei confronti di:

Pietro ANTONIAZZI nato a Piacenza il 27.12.1964;
Giampaolo CHIRICHELLI, nato a Pavia il 21.03.1957;
Claudio TEDESI, nato a Piacenza il 13.01.1960.
Luca Maria FILIPPI FILIPPI, nato a Lecce il 13.09.1970

per i seguenti fatti-reato:

ANTONIAZZI Pietro – CHIRICHELLI Giampaolo – TEDESI Claudio

a. reato di cui all’artt. 81 cpv, 110, 314 C.P., perché in concorso e previo accordo tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commesse in tempi diversi, si appropriavano di importi di denaro per un totale di euro 1.186.159,33, che, dai conti dell’ASM Pavia S.p.A., società a capitale pubblico, di cui avevano la disponibilità in ragione delle loro cariche, venivano apparentemente versati al Comune di Pavia (indicato come beneficiario delle predette somme relative a rimborsi per mancata esecuzione di opere e lavori pubblici) a mezzo di note di credito, bonifici ed assegni bancari, di seguito elencati, ma in realtà accreditati:
a. sul conto corrente bancario identificato dall’IBAN N. IT66Z0851712600000000041061 presso la Banca Credito Cooperativo di Creta ora Banca Centropadana Credito Cooperativo Piacentino sede di Piacenza, intestato all’ANTONIAZZI;
b. sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518, acceso da STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro) presso Banca Popolare Commercio e Industria sede di Piacenza.

b.
Ciascuno tenendo le seguenti condotte:
a. ANTONIAZZI Pietro in qualità di direttore finanziario di A.S.M. Pavia dal 2011 al settembre 2015, nonché amministratore unico di A.S.M. Lavori dal 1 agosto 2014 alla data del 21 settembre 2015, predisponendo materialmente, o facendo predisporre, le note di credito, le disposizioni di pagamento e gli assegni bancari di seguito evidenziati al fine di poter incassare gli stessi sul proprio conto corrente e sul conto della società Studio Consula Srl a sé riconducibile, nonchè consegnando, successivamente, parte delle somme così fraudolentemente ottenute al CHIRICHELLI Giampaolo per un totale di 450.000 euro in contanti in virtù di precedente accordo stipulato tra gli stessi;
b. CHIRICHELLI Giampaolo in qualità di legale rappresentante dal 29.07.2009 fino al 11.02.2015, di Presidente del Consiglio d’Amministrazione dal 26.04.2012 con attribuzione dei poteri di Amministratore dal 10.05.2012 al 11.02.2015, sottoscrivendo le disposizioni di bonifico (unitamente a TEDESI Claudio) e gli assegni bancari di seguito evidenziati, nei quali si indicava come beneficiario ANTONIAZZI Pietro, che li incassava sul proprio conto corrente e sul conto della società Studio Consula Srl a sé riconducibile, secondo le modalità in precedenza descritte, nonchè ricevendo, successivamente, un totale di 450.000 euro in contanti in virtù di precedente accordo stipulato con lo stesso ANTONIAZZI Pietro;
c. TEDESI Claudio in qualità di direttore generale dal 29.07.2009, con attribuzione dal 25.06.2014 di ulteriori poteri di firma (quali aprire e chiudere conti correnti, cassette di sicurezza e rappresentare la società con qualsiasi istituto di credito ecc.), sottoscrivendo, unitamente a CHIRICHELLI Giampaolo, le disposizioni di bonifico di seguito evidenziati nei quali si indicava come beneficiario ANTONIAZZI Pietro, che li incassava sul proprio conto corrente e sul conto della società Studio Consula Srl a sé riconducibile, secondo le modalità in precedenza descritte;

ELENCO DELLE NOTE DI CREDITO, BONIFICI E ASSEGNI BANCARI:

1. nota di credito n. 13/2011/260 emessa in data 12.09.2011 da A.S.M. Pavia S.p.A., nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di 103.407,93. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio per l’importo di € 103.407,93 sul conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana intestato ad ANTONIAZZI Pietro.
2. nota di credito n. 15/2013/232 emessa in data 27.09.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 124.051,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585988-12 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio , incassato sul conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana intestato ad ANTONIAZZI Pietro
3. nota di credito n. 10/2013/16 emessa in data 25.11.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 100.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585989-00 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
4. nota di credito n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 161.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585990-00 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
5. nota di credito n. 15/2014/9 emessa in data 17.02.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 112.240,00 sottoscritta da MITSIOPOULOS Matteo, quale vice presidente di ASM Pavia e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale n. 7183248631 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo, incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
6. nota di credito n. 15/2014/71 emessa in data 26.03.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 34.160,00 sottoscritta da MITSIOPOULOS Matteo, quale vice presidente di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale n. 7183248632 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
7. nota di credito n. 10/2014/4 emessa in data 13.05.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 52.240,40 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248633 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
8. nota di credito n. 15/2014/144 emessa in data 30.06.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 78.324,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248634 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
9. nota di credito n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 112.240,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248635-04 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
10. nota di credito n. 15/2014/167 emessa in data 29.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 40.016,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia. e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248636 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
11. nota di credito n. 15/2014/172 emessa in data 06.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 132.248,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248638 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
12. nota di credito n. 15/2014/173 emessa in data 18.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 76.128,00 sottoscritta da SCOVA Donato, quale procuratore speciale di ASM Pavia e ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248639 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;
13. nota di credito n. 15/2014/358 emessa in data 22.12.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, dell’importo di € 60.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248640 sottoscritto da CHIRICHELLI Giampaolo. incassato sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518 acceso presso la Banca Commercio e Industria – sede di Piacenza 2021 – intestato a STUDIO CONSULA Srl.;

In Pavia nelle date sopra indicate

ANTONIAZZI Pietro – FILIPPI FILIPPI Luca Maria:

c. reato di cui all’artt. 81 cpv, 110, 314 C.P., perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commesse in tempi diversi, si appropriavano di importi di denaro per un totale di euro 684.451,36, che, dai conti dell’ASM Lavori Srl, società a capitale pubblico, di cui avevano la disponibilità in ragione delle loro cariche, venivano apparentemente versati al Comune di Pavia (indicato come beneficiario delle predette somme relative a rimborsi per mancata esecuzione di opere e lavori pubblici) a mezzo di note di credito, bonifici ed assegni bancari, di seguito elencati, ma in realtà accreditati:
a. sul conto corrente bancario identificato dall’IBAN N. IT66Z0851712600000000041061 presso la Banca Credito Cooperativo di Creta ora Banca Centropadana Credito Cooperativo Piacentino sede di Piacenza, intestato all’ANTONIAZZI;
b. sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518, acceso da STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro) presso Banca Popolare Commercio e Industria sede di Piacenza.
Ciascuno tenendo le seguenti condotte:

c. ANTONIAZZI Pietro in qualità di direttore finanziario di A.S.M. Pavia dal 2011 al settembre 2015, nonché amministratore unico di A.S.M. Lavori dal 1 agosto 2014 alla data del 21 settembre 2015, predisponendo materialmente, o facendo predisporre, le note di credito, le disposizioni di pagamento e gli assegni bancari di seguito evidenziati al fine di poter incassare gli stessi sul proprio conto corrente o sul conto della società Studio Consula Srl al medesimo riconducibile;
d. FILIPPI FILIPPI Luca Maria, quale rappresentante legale di ASM Lavori Srl, società a capitale pubblico, sottoscrivendo la documentazione dispositiva (otto note di credito e relative disposizioni di pagamento a mezzo bonifico) delle somme da bonificare a favore di ANONIAZZI Pietro e della società STUDIO CONSULA Srl.

ELENCO DELLE NOTE DI CREDITO, BONIFICI E ASSEGNI BANCARI:

1) nota di accredito n. 2012/VS/11 emessa in data 09.07.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl, n. 44084 a favore del conto corrente con il codice Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
2) nota di accredito n. 2012/VS/12 emessa in data 06.08.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto dal procuratore speciale LAZZARI Maurizio per conto e dietro indicazione di FILIPPI FILIPPI Luca Maria
3) nota di accredito n. 2012/VS/13 emessa in data 03.09.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “saldo prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate come da accordi con Comune di Pavia” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
4) nota di accredito n. 2012/VS/14 emessa in data 02.10.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “rimborso reciproche competenze per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 53.024,10. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
5) nota di accredito n. 2012/VS/23 emessa in data 05.11.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia-saldo” dell’importo di € 63.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban -30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
6) nota di accredito n. 2012/VS/24 emessa in data 07.12.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 33.886,05. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
7) nota di accredito n. 2013/VS/1 emessa in data 22.01.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 18.907,21. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
8) nota di accredito n. 2013/VS/4 emessa in data 15.04.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2013 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 68.276,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
9) nota di accredito n. 2013/VS/15 emessa in data 27.05.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno saldo come da accordi Ing. Tedesi – Asm Pavia” dell’importo di € 52.724,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 a favore del conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061-30 presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza, intestato ad ANTONIAZZI Pietro. Il pagamento è stato effettuato mediante ordine di bonifico sottoscritto da FILIPPI FILIPPI Luca Maria
10) nota di accredito n. 2015/SP/1 emessa in data 20.02.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione strade e acciottolati centro storico in accordo con contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 102.480,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566590 per l’ importo di € 102.480,00 , sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl
11) nota di accredito n. 2015/SP/2 emessa in data 18.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione sottoservizi da applicare al contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 46.848,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566591 per l’ importo di € 46.848,00, sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl
12) nota di accredito n. 2015/SP/5 emessa in data 30.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche a totale saldo e stralcio per differenze su lavorazioni eseguite” dell’importo totale di € 44.212,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566593 per l’ importo di € 44.212,00 , sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl
13) nota di accredito n. 2015/SP/6 emessa in data 30.04.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per differenze registrate successivamente al 03/2015” dell’importo totale di € 95.282,00. Il pagamento è stato effettuato mediante l’assegno bancario n. 5026566594 per l’ importo di € 95.282,00 , sottoscritto da Antoniazzi Pietro e incassato sul c/c n. 4518 presso Banca Popolare Commercio e Industria intestato a STUDIO CONSULA Srl

In Pavia nelle date suddette.

Osserva il giudice che per quanto riguarda la genesi e la dinamica della vicenda portata all’attenzione del giudice ben può essere direttamente riportato uno stralcio della richiesta del pubblico ministero che verrà poi sottoposto al vaglio critico da parte del giudice.
Difatti tale richiesta si basa sulla corretta lettura del materiale probatorio in atti direttamente riportato dal pubblico ministero nella richiesta medesima, con ciò di molto agevolando l’analisi critica dell’elaborato.

Le indagini successive alle prime risultanze riportate nella richiesta di misura cautelare in data 15.10.2015, nella ordinanza del GIP in data 16.10.2015 e nell’ordinanza del Tribunale per il riesame in data 03.11.2015 consentono di avere attualmente un quadro delle vicende per cui è procedimento più chiaro e dettagliato.

Ma soprattutto sono state accertate e verificate distrazioni di denaro pubblico per l’importo complessivo di circa 1.800.000,00 euro, di cui 1.186.159,33, euro per false note di credito tra ASM Pavia e Comune di Pavia e ulteriori 684.451,36 euro per false note di credito tra ASM Lavori Srl. E Comune di Pavia.

Occorre premettere qualche breve riferimento alla contabilità disastrata delle società municipalizzate del Comune di Pavia, nella quale i bilanci e i documenti amministrativi non si predispongono secondo le regole della contabilità, bensì secondo le esigenze degli amministratori, fino a piegare le poste di bilancio alle necessità politico elettorali e addirittura fino a predisporre falsamente i documenti contabili e soprattutto a coprire le spoliazioni a man bassa di denaro pubblico.
A tal proposito il quadro che emerge dagli interrogatori di ANTONIAZZI Pietro è veramente desolante, sia con riferimento al bilancio di ASM Lavori sia a quello della controllante ASM Pavia.
A fine 2011 ASM Lavori registrava una perdita secca di oltre 100 mila euro, salita a oltre 500 mila euro nel 2013 e allora gli amministratori si danno da fare per occultarla mediante il ricorso al più banale ma anche più efficace e nel contempo più truffaldino, degli espedienti: la predisposizione di fatture maggiorate o di fatture per operazioni inesistenti.
ANTONIAZZI cita a tal proposito la necessità di “sistemare in qualche modo o comunque – è difficile trovare un verbo adeguato – comunque diciamo sistemare in qualche modo gli eventuali non allineamenti dei bilanci, soprattutto delle controllate”, ma soprattutto precisa che si trattava di una precisa richiesta in tal senso di CHIRICHELLI Gianpaolo, presidente di ASM Pavia.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“…..il Dottor CHIRICHELLI mi chiama… Fino a quel momento, fino al settembre io avevo visto il Dottor CHIRICHELLI due volte, tre volte ma molto molto brevemente, cioè “Buongiorno Dottore, come andiamo? Come si trova?”, cose di routine. Nel settembre del 2011 il Dottor CHIRICHELLI mi chiama nel suo ufficio e mi anticipa un discorso nel quale mi dice di…, che all’interno del mio ruolo ci sarebbe stata anche la necessità eventualmente di diciamo sistemare in qualche modo o comunque – è difficile trovare un verbo adeguato – comunque diciamo sistemare in qualche modo gli eventuali non allineamenti dei bilanci, soprattutto delle controllate, Asm non aveva problemi, delle controllate in funzione di un risultato che fosse accettabile da tutti.

Più avanti nel medesimo interrogatorio ANTONIAZZI spiega meglio cosa voleva dire “sistemare” e soprattutto precisa meglio il significato della richiesta di CHIRICHELLI.

“PM VENDITTI – Ecco, CHIRICHELLI quindi le dice che all’interno del suo ruolo?
IND. ANTONIAZZI – Nel caso ci fosse stata la necessità avrei dovuto…
PM VENDITTI – Sistemare le poste di bilancio delle controllate in qualche modo, per presentare dei risultati soddisfacenti?
IND. ANTONIAZZI – Sì, esattamente.
PM VENDITTI – Ma che si intende “sistemare”?
IND. ANTONIAZZI – S’intende…”

La precisazione successiva è disarmante: “PM VENDITTI – Cioè parli chiaro, non ho capito? Le si chiedeva di occultare questa perdita, praticamente?
IND. ANTONIAZZI – Sì./PM VENDITTI – Questa era la richiesta di CHIRICHELLI?/IND. ANTONIAZZI – Sì.”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“….Il problema si pone già nel 2011 per la verità, perché nel 2011 la Asm Lavori aveva un bilancio non buono, negativo di…, non tantissimo comunque negativo, sto andando a memoria, comunque negativo di oltre 100 mila euro di perdita. In quel momento il Consiglio di Amministrazione di Asm Pavia era formato da: CHIRICHELLI come Presidente, i Consiglieri erano: ARTUSO, BELLAVITI, FILIPPI, che era anche il Presidente di Asm Lavori, non mi ricordo l’altro, ce n’era un altro, adesso onestamente non mi ricordo qual era l’altro Consigliere di Amministrazione. ………. Ci siamo accorti di questa perdita e…
PM VENDITTI – Cento mila euro?
IND. ANTONIAZZI – Sì, più o meno sì, anzi qualcosa più di dei cento mila, adesso dieci mila euro avanti ed indietro comunque era quella la cifra.
PM VENDITTI – Nel 2011?
IND. ANTONIAZZI – Dicembre 2011. Mi viene chiesto di…, diciamo far sì che questo risultato fosse in linea con quello che era il budget, che all’epoca non avevo fatto io perché non c’ero ancora, io sono arrivato al primo luglio ed i budget erano già stati fatti eccetera, in linea con le in aspettative e con i budget.
PM VENDITTI – Cioè parli chiaro, non ho capito? Le si chiedeva di occultare questa perdita, praticamente?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Questa era la richiesta di CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Sì.”

Altrettanto disarmante è la descrizione dell’artifizio contabile, soprattutto se si considera che si tratta di contabilità pubblica: “PM VENDITTI – Quindi fatture con importi maggiorati e fatture per operazioni inesistenti?/IND. ANTONIAZZI – Sì./PM VENDITTI – Da Asm Lavori ad Asm?/IND. ANTONIAZZI – Esattamente./PM VENDITTI – Generando quindi un credito nei confronti di Asm che andava a bilanciare quello scompenso…/IND. ANTONIAZZI – Aumentava il fatturato senza avere i relativi costi, è ovvio che i maggiori ricavi andavano a chiudere la….”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“Fine 2011, Asm Lavori aveva questo risultato economico negativo e per sistemarlo senza che ci fossero ovviamente interferenze esterne, cioè non doveva uscire dall’interno di quello che era Asm, sono state fatte fatture da Asm Lavori ad Asm per prestazioni: alcune effettivamente svolte ma fatte pagare ad importi più alti ed alcune invece per prestazioni che, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni del personale che venivano teoricamente dato da personale di Asm Lavori, che veniva utilizzato da Asm Pavia in supporto all’igiene ambientale, questa prestazione poi nella realtà non era mai stata…, è una prestazione che non è mai stata svolta.
PM VENDITTI – Quindi fatture con importi maggiorati e fatture per operazioni inesistenti?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Da Asm Lavori ad Asm?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM VENDITTI – Generando quindi un credito nei confronti di Asm che andava a bilanciare quello scompenso…
IND. ANTONIAZZI – Aumentava il fatturato senza avere i relativi costi, è ovvio che i maggiori ricavi andavano a chiudere la…”.

Segue poi il capitolo delle complicità, a iniziare da quella di TEDESI Claudio, direttore generale di ASM Pavia: “…PM VENDITTI – Ci ha detto che gli ordini e poi i pagamenti venivano effettuati all’esito della verifica della corrispondenza fattura/ordini?/IND. ANTONIAZZI – Sì./PM VENDITTI – Ordini di lavoro che venivano firmati dal Direttore Generale TEDESI?/IND. ANTONIAZZI – Sì, tutti gli ordini, tutti./PM VENDITTI – Ma a questo punto TEDESI non si accorgeva che erano lavori inesistenti, lavori mai fatti, lavori che non avevano…/IND. ANTONIAZZI – Credo di sì.”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“PM VENDITTI – E chi è a conoscenza di tutto questo? Chi collaborava con lei in tutto questo? E CHIRICHELLI…
IND. ANTONIAZZI – Allora,le impiegate facevano esattamente ciò che gli veniva detto, da Asm Lavori glielo diceva FILIPPI, per Asm Pavia ero io. Tecnicamente, le impiegate non dovevano sapere, a parte che immaginavano perché alcune fatture ovviamente non erano…, cioè balzavano all’occhio anche di buon senso insomma. Quindi, diciamo che le fatture, il ciclo delle fatture passive in Asm… Questo è molto importante, ai fini di vedere anche credo la sua domanda Dottore fosse poi in relazione alla responsabilità oggettiva o comunque chi sapeva. Il ciclo passivo di Asm prevedeva una R.D.O., si chiama Richiesta d’Ordine, è una sigla, la Richiesta d’Ordine veniva firmata, se era l’igiene da TEDESCHI, dai singoli responsabili delle singole business unit, se era l’idrico dall’Ingegner VACCHELLI, se era l’igiene da TEDESCHI, se era patrimonio, quindi immobiliare, per la parte immobiliare di Asm era MASSAROTTI eccetera. C’era un R.D.O., questo R.D.O. si trasformava in ordine, quindi veniva inserito l’ordine nel sistema, l’ordine veniva…, tutti gli ordini, tutti gli ordini venivano firmati da TEDESI, tutti a prescindere dagli importi, per dire dagli ordini da cento euro agli ordini da un milione di euro venivano tutti firmati da TEDESI. Per quelli superiori ai 10 mila euro venivano siglati anche da me, perché io dovevo rendermi conto, nella mia pianificazione finanziaria, che l’ordine…, siccome gli ordini superiori ai 10 mila euro poi alla fine davano un’esposizione, una richiesta finanziaria molto alta, verso i fornitori, pagamenti verso fornitore, allora io mettevo la sigla sull’ordine perché avevo visto che quell’ordine avrebbe poi generato un pagamento alto nei 90, 60, 90, 120 giorni successivi. Tutti gli R.D.O. venivano firmati dai singoli responsabili, gli ordini venivano firmati tutti da TEDESI. Quando arrivava la fattura del fornitore, adesso a prescindere che il fornitore sia Asm o…, uno qualsiasi, qualsiasi fornitore dalla cancelleria a quello che c’ha venduto il compattatore grande, arrivava la fattura, la fattura veniva…, fisicamente l’impiegata che faceva il ciclo passivo entrava, entrava negli ordini perché nella fattura veniva espresso…, il fornitore esprimeva l’ordine o se non lo esprimeva andavamo a vedere quale fosse e quindi lo segnavamo poi noi in biro sulle fatture passive, se R.D.O., l’ordine che era inserito e la fattura coincidevano negli importi o nelle quantità o nelle prestazioni eseguite la fattura veniva contabilizzata e messa in pagamento. Quindi, le fatture di Asm Lavori hanno seguito esattamente lo stesso iter, come se Asm Lavori fosse non una nostra controllata ma fosse un fornitore normale.
PM VENDITTI – Quindi voi in Asm ordini di lavoro?
IND. ANTONIAZZI – Esatto, Richieste d’Ordine.
PM VENDITTI – A cui corrispondevano le fatture emesse da Asm Lavori?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente, esattamente.”

……

Complicità, estese a FILIPPI FILIPPI Luca, presidente di ASM Lavori: “PM VENDITTI – Voi stavate predisponendo della documentazione falsa? Lei aveva predisposto della documentazione falsa. FILIPPI e TEDESI in che misura sapevano ed erano complici di questa vicenda?/IND. ANTONIAZZI – FILIPPI assolutamente ne era a conoscenza.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Aspetti un attimo, ritorniamo un attimo indietro alla sistemazione del bilancio di Asm Lavori. Lei ci parlava di fatture maggiorate e fatture per operazioni inesistenti?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Ci ha detto che gli ordini e poi i pagamenti venivano effettuati all’esito della verifica della corrispondenza fattura/ordini?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Ordini di lavoro che venivano firmati dal Direttore Generale TEDESI?
IND. ANTONIAZZI – Sì, tutti gli ordini, tutti.
PM VENDITTI – Ma a questo punto TEDESI non si accorgeva che erano lavori inesistenti, lavori mai fatti, lavori che non avevano…
IND. ANTONIAZZI – Credo di sì.
PM VENDITTI – Cioè mi spieghi come funzionava la cosa?
IND. ANTONIAZZI – Credo di sì. No, va beh credo che… Allora, di queste operazioni io ne ho parlato…
……

PM VENDITTI – Voi stavate predisponendo della documentazione falsa? Lei aveva predisposto della documentazione falsa. FILIPPI e TEDESI in che misura sapevano ed erano complici di questa vicenda?
IND. ANTONIAZZI – FILIPPI assolutamente ne era a conoscenza.
PM VENDITTI – Perché era lui che faceva le fatture in Asm Lavori? È lui che dava gli ordini?
IND. ANTONIAZZI – Era lui il Presidente, cioè io non avevo né incarichi lì né…, non avevo… In Asm non avevo veramente nessun incarico, ma neanche collaterale né di assistenza…, cioè non ero niente.
PM VENDITTI – Okay, in Asm Lavori.
IND. ANTONIAZZI – In Asm Pavia il Presidente CHIRICHELLI ne era a conoscenza, che poi il Presidente ne abbia parlato con TEDESI ritengo molto probabile la cosa perché se no è difficile far passare una cosa di questo genere.

E tutto questo al fine di presentare dei bilanci “presentabili”: “PM VENDITTI – Quindi CHIRICHELLI le fa questo discorso, dice: “Guarda, qua c’è da sistemare un po’ i conti perché dobbiamo presentare dei bilanci insomma che siano in qualche modo…”./IND. ANTONIAZZI – Presentabili.”, con la giustificazione (che non giustifica proprio nulla) che: “…è una cosa interna, quindi poi nell’infragruppo viene tutto eliso…” e con la complicità di Filippi, che viene meglio precisata: “…Allora, credo che il rapporto diretto e la cosa l’abbia detta sempre CHIRICHELLI a FILIPPI…”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“PM VENDITTI – Eh, ma….
IND. ANTONIAZZI – Anche perché poi venivano regolarmente pagate, quindi voglio dire…, perché io su Asm Pavia e su Asm Lavori, a parte il semestre dove sono stato amministratore, io non ho mai avuto le firme sui conti correnti né su Asm Pavia né su Asm Lavori.
PM VENDITTI – Quindi CHIRICHELLI le fa questo discorso, dice: “Guarda, qua c’è da sistemare un po’ i conti perché dobbiamo presentare dei bilanci insomma che siano in qualche modo…”.
IND. ANTONIAZZI – Presentabili.
PM VENDITTI – Presentabili ecco, senza perdite. Quindi, lei si dà da fare per sistemare il bilancio in questo modo, nel modo più semplice possibile, quello di…
IND. ANTONIAZZI – Anche perché poi nel bilancio consolidato, siccome le partite infragruppo comunque venivano elise, quindi nel bilancio consolidato di Asm, consolidato venivano…
PM VENDITTI – Però lei stava dicendo che bisognava sistemare il bilancio di Asm Lavori, è Asm Lavori che aveva questa…(perdita)
IND. ANTONIAZZI – Sì, sì sì sì sì, Asm Lavori, Asm Lavori, Asm non ha mai…
PM VENDITTI – Però lei se ne occupava in quanto in Asm, che era la controllante?
IND. ANTONIAZZI – Pavia, anche perché voi credo abbiate, non so magari immagino qui qualcuno avrà conosciuto FILIPPI Luca, sì non…, cioè non era del mestiere proprio, cioè non avrebbe saputo materialmente come fare, cioè non…
PM VENDITTI – Sì, ma come si arriva a questo, visto che ripeto bisogna predisporre della documentazione falsa, lei praticamente è quello che diciamo il meccanismo lo predispone e lo esegue lei, ma vi siete sentiti? C’era un accordo alla base di tutto questo?
IND. ANTONIAZZI – Gli uffici di Asm Lavori erano di fianco a quelli di CHIRICHELLI.
PM VENDITTI – Eh, appunto, vi siete parlati? Questo voglio sapere.
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, certo certo.
PM VENDITTI – Ecco, vi siete parlati in che termini?
IND. ANTONIAZZI – No. Allora, io ho detto prima di parlare io con FILIPPI parlavo sempre dopo o addirittura non ci parlavo proprio, ci parlava CHIRICHELLI perché CHIRICHELLI ha sempre avuto un certo…, non so come definirlo, mentre con gli altri Consiglieri è sempre stato abbastanza aggressivo, CHIRICHELLI diciamo dal punto di vista caratteriale, dal punto di vista dell’atteggiamento, con FILIPPI non aveva lo stesso atteggiamento CHIRICHELLI. Quindi io con FILIPPI, anche perché il mio datore di lavoro era CHIRICHELLI non era mica FILIPPI, quindi voglio dire io dicevo a CHIRICHELLI: “Senti, secondo me potremmo fare in questa maniera, sono cose che ci possono stare anche così in una cornice di lavoro e, di conseguenza, io direi di fare così” CHIRICHELLI diceva: “Mah, se questa cosa qui pensi che poi non ci siano problemi sui controlli eccetera” “No – gli ho detto – secondo me no”, insomma a parte che è una cosa interna, quindi poi nell’infragruppo viene tutto eliso, però comunque secondo me no e quindi così veniva fatto. Questo…
PM VENDITTI – Quindi lei parla con CHIRICHELLI: “Si può fare così: facciamo delle fatture false, tanto è una cosa interna, è una posta di giro…”?
IND. ANTONIAZZI – Rimane all’interno di…, tra Asm ed Asm Lavori.
PM VENDITTI – CHIRICHELLI è d’accordo?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM VENDITTI – E CHIRICHELLI poi parla con FILIPPI o lei parla con FILIPPI?
IND. ANTONIAZZI – No, allora poi FILIPPI…
PM VENDITTI – Perché bisognava coinvolgere Asm Lavori in questo?
IND. ANTONIAZZI – A volte… No no, certo, sì certo. Allora, credo che il rapporto diretto e la cosa l’abbia detta sempre CHIRICHELLI a FILIPPI, FILIPPI però ripeto io lo vedevo in maniera…, cioè proprio uscivo dal mio ufficio, facevo un pezzo di corridoio e c’era l’ufficio di FILIPPI, cioè scusi l’ufficio di Asm Lavori e l’ufficio di CHIRICHELLI, erano uno di fianco all’altro, quindi mi capitava cento volte al giorno di incrociare, anzi banalmente era più presente FILIPPI in azienda che non CHIRICHELLI”

Ma è ancora più sorprendente che la sistemazione dei conti in queste società a partecipazione pubblica fosse una “consuetudine”: “IND. ANTONIAZZI – Perché, onestamente, gli aggiustamenti… Questo a prescindere dal mio arrivo, anche prima, gli aggiustamenti per tenere agli onori del mondo Asm Lavori era consuetudine.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Però ritorniamo un attimo indietro ancora a quei 100 mila euro del 2011. Quindi, FILIPPI era perfettamente consapevole delle fatture false che venivano emesse da Asm Lavori e, ritorno a dire, in Asm c’era bisogno, quando facevate il controllo c’era bisogno di allegare gli ordini di pagamento a queste fatture?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Gli ordini di pagamenti erano firmati da TEDESI?
IND. ANTONIAZZI – TEDE… Allora, in Asm le firme in banca… No, TEDESI firmava l’ordine…
PM VENDITTI – L’ordine.
IND. ANTONIAZZI – Non l’ordine di pagamento, l’ordine…
PM VENDITTI – No, l’ordine di lavoro?
IND. ANTONIAZZI – L’ordine di lavoro.
PM VENDITTI – L’ordine di lavoro.
IND. ANTONIAZZI – Perfetto.
PM VENDITTI – Però lavori inesistenti o lavori per importi maggiorati?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – TEDESI a questo punto era essenziale, cioè non verificava nulla, non si accorgeva di nulla o anche lui faceva parte dell’accordo con CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Secondo me, onestamente credo che CHIRICHELLI l’avesse avvertito perché TEDESI è tutt’altro che stupido. Quindi, è ovvio che in qualche maniera doveva essere avvertito anche TEDESI. Io non ho mai provveduto ad avvertirlo, questo per onestà di cose, quindi io semplicemente…
PM VENDITTI – Chi predisponeva…
IND. ANTONIAZZI – …Soprattutto nel 2011 perché…
PM VENDITTI – Perché lei era appena arrivato. Chi predisponeva questi ordini di lavori?
IND. ANTONIAZZI – Li predisponeva l’ufficio acquisti.
PM VENDITTI – Sotto la sua supervisione?
IND. ANTONIAZZI – All’epoca no. L’ufficio acquisti è passato sotto la mia supervisione perché l’Avvocato RAINÒ… All’epoca era l’Avvocato RAINÒ il supervisore.
PM VENDITTI – Sì, però mi faccia capire una cosa, quindi stiamo parlando, perché non ci dimentichiamo stiamo parlando di fatture false, quindi di lavori che non sono stati eseguiti. Quindi, come faceva l’ufficio acquisti a predisporre un ordine di lavori che non si sarebbero mai fatti?
IND. ANTONIAZZI – Perché, onestamente, gli aggiustamenti… Questo a prescindere dal mio arrivo, anche prima, gli aggiustamenti per tenere agli onori del mondo Asm Lavori era consuetudine.

Nel prosieguo viene meglio descritta la consuetudine di aggiustare i conti e vengono meglio precisate le responsabilità del direttore generale Tedesi e dei dirigenti di settore, ivi compreso tale Tedeschi (al riguardo sono in corso indagini per acquisire i dovuti riscontri): “IND. ANTONIAZZI – Per l’incarico di Direttore Generale aveva l’obbligo di firmare gli ordini per verificare la congruità dell’ordine insomma, sì….. IND. ANTONIAZZI – Richiesta D’Ordine, okay? Diceva: “Emettimi un ordine per questa prestazione, per questo importo fatto da Asm Lavori”.
PM VENDITTI – Ma TEDESCHI sapeva quindi che erano prestazioni inesistenti queste?/IND. ANTONIAZZI – Sì, certo./PM VENDITTI – TEDESCHI che era il responsabile della?/IND. ANTONIAZZI – Dell’igiene ambientale.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

COLONNELLLO MARAGONI – Perché TEDESI metteva la firma?
IND. ANTONIAZZI – Perché gli ordini era uno dei suoi obblighi come Direttore Generale.
COLONNELLLO MARAGONI – Obblighi per controllare?
IND. ANTONIAZZI – Per l’incarico di Direttore Generale aveva l’obbligo di firmare gli ordini per verificare la congruità dell’ordine insomma, sì.
COLONNELLLO MARAGONI – Ecco, questo volevo capire, lui doveva mettere la firma perché doveva fare un controllo sulla necessità di quell’acquisto di quell’ordine?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, e se aveva dei dubbi, com’è successo tante volte, poi chiama e dice: “Scusa, ma questo qui perché è qui oppure l’abbiamo preso oppure…”.
COLONNELLLO MARAGONI – Quindi la sua firma implicava un’attività nel merito del controllo?
IND. ANTONIAZZI – Sì va anche detto, per essere onesti e trasparenti fino in fondo, che all’Ingegner TEDESI arrivavano quotidianamente due o tre libri firme di ordine. Quindi, quando hai dieci ordini da firmare entri nel merito di tutti, quando ne hai 150 oggettivamente è difficile.
COLONNELLLO MARAGONI – La sua funzione era quella di entrare nel merito dell’ordine e nella necessità di quell’acquisto?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì. In realtà su alcuni ordini, lasciamo stare un attimo la faccenda Asm Lavori, su alcuni ordini diciamo non so di acquisti di particolari materiali o di acquisto che non era routine, per esempio sul depuratore i sali per togliere l’azoto eccetera dai fanghi di depurazione eccetera era un acquisto molto pesante, perché qui si parla di mezzo milione di euro all’anno ma era routine, quello cioè è sempre stato così ed al limite si aveva 5 mila euro in più o 5 mila euro in meno a seconda se riuscivi a spuntare un prezzo diverso con un altro fornitore. Alcune volte invece erano ordini particolari, allora era direttamente il responsabile del singolo servizio che prima di emettere R.D.O. e l’ordine e poi il successivo ordine ne parlava con TEDESI: “Guarda c’è da prendere questo microfono, secondo me abbiamo uno, due, tre…, questi tre fornitori oppure queste tre offerte eccetera”, allora quando arrivava l’ordine TEDESI ne era già a conoscenza ma perché gliene avevano già parlato prima, molto spesso succedeva così.
PM VENDITTI – Scusi, però io voglio capire bene questa cosa, va bene che c’era questa consuetudine di aggiustare le cose, però poiché parliamo di contabilità e di cifre che devono corrispondere, chi diceva all’ufficio acquisti…, cioè c’era qualcuno che diceva all’ufficio acquisti: “Bisogna fare un ordine per esattamente questa cifra”, in modo che con altri ordini di lavoro per prestazioni inesistenti con cifre altrettanto precise, poi alla fine tutte queste cifre, che innanzitutto dovevano corrispondere alle fatture, poi tutte insieme, sommate insieme corrispondevano esattamente allo sbilancio, c’era bisogno di una regia voglio dire o no? Chi teneva la regia di tutto questo?
IND. ANTONIAZZI – Allora, per quanto riguarda banalmente gli importi per poter arrivare ad avere una risultato accettabile dopo le imposte, perché poi c’era anche il problema del conteggio delle imposte e delle riprese fiscali relative…
PM VENDITTI – È l’I.V.A. certo.
IND. ANTONIAZZI – Quelle lì le gestivo io dal punto di vista degli importi. Quindi io materialmente, fisicamente dicevo a CHIRICHELLI: “Guarda che ci sono da fare importi di 110 – adesso dico una cifra, adesso non mi ricordo – di 110 mila euro perché con le imposte, le riprese fiscali eccetera se no usciamo fuori in perdita”, questa era la cifra indicativa, era così. Poi, quello che lei ha detto dopo Dottore, cioè chi materialmente all’ufficio acquisti emetteva l’ordine? Tutti gli ordini venivano emessi dagli uffici acquisti, poi l’ordine fisicamente non so era un ordine per esempio dell’igiene ambientale, faccio per dire, quindi prestazioni di manodopera per l’igiene ambientale, l’ordine, R.D.O. lo faceva TEDESCHI che dava…
PM VENDITTI – TEDESI?
IND. ANTONIAZZI – TEDESCHI dell’igiene ambientale, TEDESCHI che diceva all’ufficio acquisti: “Guarda che…”, faceva R.D.O. firmato da TEDESCHI, da TEDESCHI…
PM VENDITTI – R.D.O. sta per?
IND. ANTONIAZZI – Richiesta D’Ordine, okay? Diceva: “Emettimi un ordine per questa prestazione, per questo importo fatto da Asm Lavori”.
PM VENDITTI – Ma TEDESCHI sapeva quindi che erano prestazioni inesistenti queste?
IND. ANTONIAZZI – Sì, certo.
PM VENDITTI – TEDESCHI che era il responsabile della?
IND. ANTONIAZZI – Dell’igiene ambientale.
……

PM VENDITTI – Chi erano gli altri che erano informati ed erano consapevoli di questa situazione, cioè delle fatture false?
IND. ANTONIAZZI – Allora credo che… Allora, l’unico… Faccio prima a dirle quelli che non lo erano, l’Ingegner VACCHELLI non lo era, che è del ciclo idrico, almeno a mia conoscenza, per quello che ne so io, comunque lui non lo era; su…, non lo era…, qualche volta onestamente non lo era neanche TEDESCHI…
PM VENDITTI – Però altre volte sapeva?
IND. ANTONIAZZI – Le altre volte lo sapeva sì. Qualche volta lo sapeva, non tutte, lo sapeva MASSAROTTI, che è parcheggi e patrimonio, quindi tutte le manutenzioni su tutti gli immobili, i terreni, i beni immobili di Asm.

Al meccanismo truffaldino descritto da Antoniazzi partecipavano la totalità dei dirigenti di settore (Massarotti, Vacchelli, il già citato Tedeschi, Baldiraghi) sotto la regia sia di Chirichelli che dello stesso Antoniazzi e con l’avallo del direttore generale Tedesi (al riguardo sono in corso indagini per acquisire i dovuti riscontri): “PM VENDITTI – E questi capi settore, cioè TEDESCHI, BALDIRAGHI, MASSAROTTI che erano consapevoli di tutte queste falsità, ma da chi erano stati…, chi aveva parlato con loro? CHIRICHELLI direttamente o c’erano delle posizioni intermedie?/IND. ANTONIAZZI – Allora, sicuramente CHIRICHELLI… Allora con TEDESCHI probabilmente CHIRICHELLI, stiamo parlando del 2011 in questo momento, perché poi dal 2013 il primo input, perché sapevo che avrebbero fatto R.D.O. eccetera, quindi con i singoli responsabili l’ho fatto io, okay? Il primo input con i singoli responsabili; poi tutto questo era avallato, siccome io non avevo poteri fisici di firma o di disposizione poi erano ovviamente avallati da TEDESI.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Lei vada pure avanti. No, vada avanti cioè nel senso su questo… Quindi TEDESCHI il più delle volte era consapevole, MASSAROTTI pure era consapevole, VACCHELLI non sempre?
IND. ANTONIAZZI – Sì, non sempre, non sempre e VACCHELLI, a meno che non glielo dicessero altri no.
PM VENDITTI – E gli altri?
IND. ANTONIAZZI – Beh, non è che ce ne fossero poi tanti altri perché il verde era quello che adesso è andato in pensione…, perché il verde sapete che il Comune l’ha dato…, ha fatto una gara d’appalto con delle cooperative, non è più in gestione ad Asm, il verde pubblico, la gestione del verde pubblico, la cura del verde pubblico ed era…. BALDIRAGHI, Renato BALDIRAGHI, lui era a conoscenza, tra l’altro lui era uno di quelli che usciva con FILIPPI poi a cena, cioè era molto molto…, anche con rapporti più personali con FILIPPI.
……

IND. ANTONIAZZI – In realtà la cosa che mi avevano chiesto era di fare una cosa che potesse essere agli onori del mondo. Quindi, è chiaro che non faceva…, c’era una perdita di cento mila non facevo una fattura di cento mila, doveva essere una fattura…, doveva essere costruzione che aveva anche un senso logico in tutto quello che era il corpo. Quindi, questa è la motivazione.
PM VENDITTI – E questi capi settore, cioè TEDESCHI, BALDIRAGHI, MASSAROTTI che erano consapevoli di tutte queste falsità, ma da chi erano stati…, chi aveva parlato con loro? CHIRICHELLI direttamente o c’erano delle posizioni intermedie?
IND. ANTONIAZZI – Allora, sicuramente CHIRICHELLI… Allora con TEDESCHI probabilmente CHIRICHELLI, stiamo parlando del 2011 in questo momento, perché poi dal 2013 il primo input, perché sapevo che avrebbero fatto R.D.O. eccetera, quindi con i singoli responsabili l’ho fatto io, okay? Il primo input con i singoli responsabili; poi tutto questo era avallato, siccome io non avevo poteri fisici di firma o di disposizione poi erano ovviamente avallati da TEDESI.
PM VENDITTI – No, ma stiamo ancora al 2011, all’inizio, poi piano piano…
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, sì ma tanto gli altri anni…, cioè è lo stesso cinema eh, cioè non è che…
PM VENDITTI – È uguale?
IND. ANTONIAZZI – È uguale.

Venendo ai fatti in contestazione, Antoniazzi precisa anche la genesi del meccanismo degli storni di fatture, relative soprattutto al “verde”, emesse da ASM Pavia nei confronti del Comune di Pavia e alla usuale compensazione di debiti e crediti previa emissione di note di credito da ASM al Comune: “il Comune di Pavia dal 2012, 2011 no, 2012 secondo semestre, anzi ultimo trimestre, ultimo quadrimestre, da settembre/ottobre 2012 a tutto il…, ad inizio 2015, forse 2015 avevamo messo come note di credito da emettere, quindi forse 2014, di competenza fiscale intendo dire, il Comune di Pavia ci ha chiesto in maniera diretta di stornargli delle fatture molto vecchie, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, cioè veramente anche roba vecchissima, semplicemente perché non avevano più su quel capitolo di spesa soldi a sufficienza… e quindi lì non c’erano più i soldi per pagare quella fattura, di emettere le note di credito”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

Il Comune di Pavia, comunque faccio un breve intermezzo, il Comune di Pavia dal 2012, 2011 no, 2012 secondo semestre, anzi ultimo trimestre, ultimo quadrimestre, da settembre/ottobre 2012 a tutto il…, ad inizio 2015, forse 2015 avevamo messo come note di credito da emettere, quindi forse 2014, di competenza fiscale intendo dire, il Comune di Pavia ci ha chiesto in maniera diretta di stornargli delle fatture molto vecchie, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, cioè veramente anche roba vecchissima, semplicemente perché non avevano più su quel capitolo di spesa soldi a sufficienza, quindi hanno chiesto ad Asm, personalmente a me, quindi in alcuni casi c’era l’Ingegner GRECCHI, in alcuni casi c’era la Dottoressa DIANI e l’Ingegner GRECCHI, mi hanno chiesto direttamente, soprattutto sul verde, sul verde che invece era uno dei business unit che perdeva, onestamente, non era una business unit redditizia, mi hanno chiesto di fare delle note di credito facendo delle contestazioni sui lavori che non erano…, avevano…, i lavori erano stati fatti comunque c’erano contestazioni sui lavori, noi abbiamo emesso a storno al Comune di Pavia una serie di fatture vecchie, che loro non volevano più pagare, ed una serie di fatture anche dell’anno, di competenza dell’anno molto molto recenti, dell’anno precedente che ad un certo punto non avendo più il capitolo di spesa o il denaro sufficiente, perché magari da quel capitolo di spesa l’avevano spostato ad un altro e quindi lì non c’erano più i soldi per pagare quella fattura, di emettere le note di credito.
PM VENDITTI – Quindi storni di fattura?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Solo carta, non denaro, solo carta?
IND. ANTONIAZZI – No no, denaro anche perché…
PM VENDITTI – Denaro nel senso per voi…
IND. ANTONIAZZI – …Poi io lo compensavo.
PM VENDITTI – Ah, lei lo compensava?
IND. ANTONIAZZI – Sì, poi loro mi dovevano dare…, metta cento, gli io ho fatto una nota di credito di dieci, mi davano novanta eh, quindi…

Antoniazzi riferisce anche sui costi e le spese eccessive che finivano per ridimensionare i buoni risultati di gestione, quandanche conseguiti: “Quindi, in realtà questo lavoro che aveva anche fatto un buon margine, questo margine che nel frattempo si era creato grazie a questo lavoro straordinario poi in realtà era stato in parte assorbito da questa serie di costi, che hanno un po’ annacquato quello che poteva essere il risultato buono della…/ IND. ANTONIAZZI – Poi però, glielo giuro cioè non…, ma anche la pubblicità…, più che pubblicità sui giornali a volte c’era la sponsorizzazione del campetto della squadra di basket, del…, quelle robe lì insomma più che… Io ho detto pubblicità, in realtà è un mix fra sponsorizzazioni e pubblicità.
PM VENDITTI – Spese di rappresentanza?/IND. ANTONIAZZI – Sì sì, spese di rappresentanza un po’ più…, cominciava a sentirsi di più perché fino ad un certo punto erano…, insomma sì per un’azienda come Asm Lavori forse non c’era bisogno magari di andare a cena tre volte alla settimana ma però erano… Poi dopo lentamente sono andati a crescere.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Quindi, in realtà questo lavoro che aveva anche fatto un buon margine, questo margine che nel frattempo si era creato grazie a questo lavoro straordinario poi in realtà era stato in parte assorbito da questa serie di costi, che hanno un po’ annacquato quello che poteva essere il risultato buono della…
LUOGOTENENTE SAPONE – Dottore, posso chiedere, scusi Dottore, posso? La pubblicità con quali giornali, giornalini usava?
IND. ANTONIAZZI – Glielo giuro, abbia pazienza, so che c’era Il Ticino, Il Ticino l’ho visto diverse volte ma… Guardi, credo che fosse trasversale la cosa, onestamente, cioè credo che fosse trasversale.
LUOGOTENENTE SAPONE – Grazie.
IND. ANTONIAZZI – Poi però, glielo giuro cioè non…, ma anche la pubblicità…, più che pubblicità sui giornali a volte c’era la sponsorizzazione del campetto della squadra di basket, del…, quelle robe lì insomma più che… Io ho detto pubblicità, in realtà è un mix fra sponsorizzazioni e pubblicità.
PM VENDITTI – Spese di rappresentanza?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, spese di rappresentanza un po’ più…, cominciava a sentirsi di più perché fino ad un certo punto erano…, insomma sì per un’azienda come Asm Lavori forse non c’era bisogno magari di andare a cena tre volte alla settimana ma però erano… Poi dopo lentamente sono andati a crescere.

Successivamente nell’interrogatorio del 24.11.2015 Antoniazzi ritornava sulle spese indebite di ASM Lavori: “….ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio.”

Verbale interrogatorio riassuntivo del 24.11.2015

A.D.R.: richiesto di riferire sulle note di credito emesse da ASM Lavori a favore del comune di Pavia con accredito dell’importo sul conto corrente piacentino a me riconducibile, premetto che ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio. L’operazione era estranea ai fini istituzionali di ASM e fu quindi fatta fare ad ASM Lavori. L’accordo con Chirichelli Gianpaolo attinenti alla maggiorazione dei miei compensi ufficiali per le ulteriori prestazioni da me eseguite per ASM, comprendeva anche ASM Lavori sulla quale erano spalmate le note di credito e le fatture da me emesse per non caricare troppo la contabilità di ASM.

Non potevano mancare i premi da riconoscere agli amministratori di ASM Lavori per bilanci “brillantemente” in attivo: “IND. ANTONIAZZI – Qui c’è da dire una cosa, che all’approvazione del bilancio 2012, quindi nell’aprile del 2013 era necessari anche far…, questo invece mi è stato detto espressamente, da CHIRICHELLI non da FILIPPI, da CHIRICHELLI, che CHIRICHELLI voleva dare un premio, siccome il compenso degli Amministratori era modesto, quello degli Amministratori di Asm Lavori sto parlando, era modesto, era da integrare con un premio per i buoni risultati eccetera eccetera, quindi è stato poi dato il premio agli Amministratori di Asm Lavori nell’aprile del 2013, intorno ai 35/40 mila euro, una roba così.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Qui c’è da dire una cosa, che all’approvazione del bilancio 2012, quindi nell’aprile del 2013 era necessari anche far…, questo invece mi è stato detto espressamente, da CHIRICHELLI non da FILIPPI, da CHIRICHELLI, che CHIRICHELLI voleva dare un premio, siccome il compenso degli Amministratori era modesto, quello degli Amministratori di Asm Lavori sto parlando, era modesto, era da integrare con un premio per i buoni risultati eccetera eccetera, quindi è stato poi dato il premio agli Amministratori di Asm Lavori nell’aprile del 2013, intorno ai 35/40 mila euro, una roba così.
PM VENDITTI – A quanti…
IND. ANTONIAZZI – Al C.d.A.
PM VENDITTI – Agli Amministratori?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Cioè lei intende per Amministratori chi?
IND. ANTONIAZZI – C’era FILIPPI… Il Consiglio di Amministrazione credo che fosse composto da…, non mi ricordo se era da tre o da cinque in quel momento, comunque FILIPPI, LAZZARI, LONGO e poi non mi ricordo se era… Onestamente non mi ricordo se era da tre o da cinque in quel momento, comunque FILIPPI, LAZZARI e LONGO e poi non mi ricordo se era…, onestamente non mi ricordo se era da tre o da cinque, ma mi sembrava da tre comunque, FILIPPI, LAZZARI e LONGO sicuro.

Alla fine dopo una complessiva mala gestione, spese pazze, sponsorizzazioni dubbie e premi indebiti il risultato delle gestione ASM Lavori per il 2013 non poteva che presentare un enorme buco di bilancio pari a circa 530 mila euro. Risultato, questo, sicuramente impresentabile, tanto più in previsione delle elezioni amministrative della primavera del 2014. La soluzione non poteva che essere quella del rinvio, a richiesta di Chirichelli, dell’approvazione del bilancio, avvenuta nel mese di giugno (quindi dopo le elezioni) e la falsificazione dei conti e dei documenti contabili con la complicità sempre di Chirichelli, oltre che di Filippi e dello steso Antoniazzi: “IND. ANTONIAZZI –Allora, qui ci sono stati dati due input a tutti, tutti intendo dire: noi, società di revisione, fiscalisti, tutti, c’è stato dato l’input di non chiudere i bilanci prima delle elezioni del Sindaco; su Asm Pavia il problema non si poneva, perché noi abbiamo sempre richiesta l’esercizio suppletivo, quello al 30 giugno…/ PM VENDITTI – Va beh, ma a noi interessa com’è stata sistemata questa perdita, com’è stata occultata?/IND. ANTONIAZZI – Sì. Allora, ci sono state fatte delle fatture su Asm Pavia sempre di manodopera ed in questo caso, in questo le rimanenze, quindi i…, i S.A.L., i fine lavori, perché poi il grosso delle rimanenze di Asm Lavori non è il quintale di sabbia o i dieci tubi che ha o cosa, è i lavori e quindi se i S.A.L. erano al…, non so 50%, sono stati messi che erano al 70%, questo … PM VENDITTI – E chi ha partecipato a tutto questo?/IND. ANTONIAZZI – Allora, come al solito, il suggerimento su che cosa fare l’ho dato io, poi l’approvazione dei… Ecco, qui c’è da dire che qui c’è un fatto particolare su questa cosa qua, mi ha invitato FILIPPI a pranzo alla Corte dei Sapori, che è su quella rotonda…, non mi ricordo come si chiama quella rotonda lì eccetera, e lì al ristorante c’ero io e FILIPPI, che FILIPPI mi diceva: “Non possiamo…, devi portarmi la perdita a cento mila” gli ho detto: “Luca ascolta, guarda fallo fare da qualcun altro perché io non…, non…, proprio tecnicamente io non ce la faccio, qualcun altro sarà più bravo di me, io non ce la faccio”, gli ho detto: “Guarda, cioè…”, allora lui mi fa: “Almeno fammi stare sotto il mezzo milione di euro”, che poi era la necessità quindi…, però io dovevo sempre tenere conto…./ PM VENDITTI – E gli altri? Cioè FILIPPI, solo FILIPPI?/IND. ANTONIAZZI – No no, c’era solo FILIPPI. Verso la fine del pranzo, avevamo finito il secondo, dovevamo ancora ordinare il caffè eccetera è arrivato CHIRICHELLI a questo pranzo, che si è avvicinato al tavolo, non s’è seduto e ha chiesto a FILIPPI: “Allora avete trovato…, insomma un accordo eccetera?” e FILIPPI gli ha detto: “Sì,”.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Ah, sì no dicevo siamo arrivati alla fine del 2013, quindi con un pre-consuntivo al 2013 con una perdita, prima delle imposte, indicativamente tra le 520 e le 540 mila, comunque siamo nell’ordine di…, in quell’ordine di grandezza.
PM VENDITTI – Sì, dica dica.
IND. ANTONIAZZI – E lì c’era il problema enorme, perché dalla fine del 2013 fino all’8 giugno del 2014 il problema erano le elezioni. Io su questa roba qui non l’ho mai sentita perché io non sono di Pavia, non voto a Pavia, non me ne frega niente degli aspetti politici e tra virgolette di Pavia, ma tra la fine del 2013, quindi novembre/dicembre, al giugno 2014 su dieci discussioni che avvenivano almeno in mia presenza, io dopo un po’ me ne andavo perché la parte operativa che mi pregava poi dopo non me ne fregava veramente niente ma perché io abito nelle colline di Piacenza, quindi non me ne frega niente della parte politica e via, il problema erano le elezioni. Quando nell’aprile…, febbraio/marzo 2014 è uscita questa perdita gigante di Asm Lavori di mezzo milione di euro… Ah, nel frattempo però a novembre del 2013 FILIPPI ha dato le dimissioni da Presidente di Asm Lavori.
PM VENDITTI – A dicembre?
IND. ANTONIAZZI – Novembre, 10/11 novembre ha dato le dimissioni da Presidente del C.d.A. e hanno fatto Amministratore Unico, quindi non c’era più un C.d.A. hanno fatto come Amministratore Unico LAZZARI. Allora, qui ci sono stati dati due input a tutti, tutti intendo dire: noi, società di revisione, fiscalisti, tutti, c’è stato dato l’input di non chiudere i bilanci prima delle elezioni del Sindaco; su Asm Pavia il problema non si poneva, perché noi abbiamo sempre richiesta l’esercizio suppletivo, quello al 30 giugno…
PM VENDITTI – Chi aveva dato quest’ordine? CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Sì, per Asm Pavia il problema non si poneva perché noi abbiamo sempre chiuso il bilancio al 30 giugno, perché io dovevo prima chiudere tutte le partecipate e le controllate per poter chiudere il mio, quindi in realtà io ero… Asm Pavia era obbligata, è obbligata a chiudere, tra virgolette, al 30 giugno, quindi…, anche perché LGH, che la nostra più grande partecipazione, che poi dà i dividendi, chiude sempre il bilancio al 30 giugno. Quindi, noi dobbiamo prenderlo…, siccome dobbiamo prendere in pancia gli utili dobbiamo…
PM VENDITTI – Quindi non si chiude il bilancio?
IND. ANTONIAZZI – Quindi il bilancio…
PM VENDITTI – Ma non c’erano delle date precise, delle scadenze?
IND. ANTONIAZZI – Beh per Asm Lavori, vista anche la perdita enorme che era scaturita, è stata chiesta la proroga al 30 giugno per l’approvazione del bilancio perché effettivamente la contabilità industriale a questo punto era un…, da vedere con grande attenzione. Di questa perdita una grandissima parte della perdita, cioè un terzo della perdita, circa pari a circa 150 mila deriva da un cantiere solo, di questo mezzo milione di euro, 520/530 mila euro, 150 indicativamente arriva da un solo cantiere, non mi ricordo il nome del Comune ma nelle carte di Asm Lavori c’è, quindi si trova, c’è questo cantiere che ha generato questa perdita di 150 mila euro, ma qui perché credo che la gestione fosse un filino…, un po’ così, non proprio puntuale del cantiere stesso, perché sostanzialmente la perdita di questo cantiere è stata generata dal fatto che è stato noleggiato un grosso macchinario, c’era da fare un grosso tubo di intubazione su una strada provinciale, non mi ricordo…, di questo Comune, facendo questo lungo pezzo c’era da avere la macchina che toglieva l’asfalto, questo noleggio…, cioè non è che dici: “Va beh, ti noleggio la macchina, faccio tutto il pezzo e poi nel giro di otto ore prendo la macchina e la mando via”. È stata lì la macchina dieci giorni e questi qui, questa macchina qui costava una cifra ogni giorno…
PM VENDITTI – Va beh, ma a noi interessa com’è stata sistemata questa perdita, com’è stata occultata?
IND. ANTONIAZZI – Sì. Allora, ci sono state fatte delle fatture su Asm Pavia sempre di manodopera ed in questo caso, in questo le rimanenze, quindi i…, i S.A.L., i fine lavori, perché poi il grosso delle rimanenze di Asm Lavori non è il quintale di sabbia o i dieci tubi che ha o cosa, è i lavori e quindi se i S.A.L. erano al…, non so 50%, sono stati messi che erano al 70%, questo è.
VICE ISPETTORE SCOPPETTA – Quindi l’innalzamento dei S.A.L.?
IND. ANTONIAZZI – Dei valori del magazzino, tra virgolette.
PM VENDITTI – E chi ha partecipato a tutto questo?
IND. ANTONIAZZI – Allora, come al solito, il suggerimento su che cosa fare l’ho dato io, poi l’approvazione dei… Ecco, qui c’è da dire che qui c’è un fatto particolare su questa cosa qua, mi ha invitato FILIPPI a pranzo alla Corte dei Sapori, che è su quella rotonda…, non mi ricordo come si chiama quella rotonda lì eccetera, e lì al ristorante c’ero io e FILIPPI, che FILIPPI mi diceva: “Non possiamo…, devi portarmi la perdita a cento mila” gli ho detto: “Luca ascolta, guarda fallo fare da qualcun altro perché io non…, non…, proprio tecnicamente io non ce la faccio, qualcun altro sarà più bravo di me, io non ce la faccio”, gli ho detto: “Guarda, cioè…”, allora lui mi fa: “Almeno fammi stare sotto il mezzo milione di euro”, che poi era la necessità quindi…, però io dovevo sempre tenere conto…
PM VENDITTI – No, un momento, non ho capito “fammi stare…” Ah, al di sotto perché la perdita era di cento…, cinquecento…
IND. ANTONIAZZI – 520 senza le imposte, quindi arrivavamo a 560/570 perché più o meno poi le imposte erano 30/40 mila euro, adesso mal contati ma questa era la cifra. Quindi ho fatto una perdita di 440 e poi c’era un 52 mila euro di imposte, quindi siamo andati a 490 ed abbiamo chiuso il bilancio a 490 mila euro di perdita.
COLONNELLLO MARAGONI – Perché sui 500 mila?
IND. ANTONIAZZI – Psicologico, come quando lei compra una cosa a € 9,99 in realtà paga dieci euro, però psicologicamente è € 9,99, stessa cosa.
PM VENDITTI – E gli altri? Cioè FILIPPI, solo FILIPPI?
IND. ANTONIAZZI – No no, c’era solo FILIPPI. Verso la fine del pranzo, avevamo finito il secondo, dovevamo ancora ordinare il caffè eccetera è arrivato CHIRICHELLI a questo pranzo, che si è avvicinato al tavolo, non s’è seduto e ha chiesto a FILIPPI: “Allora avete trovato…, insomma un accordo eccetera?” e FILIPPI gli ha detto: “Sì, ma non si può fare di meglio che scendere sotto i cinquecento e basta perché in altri modi Antoniazzi dice che non si può fare”, così è stata la…, poi è avvenuto ed è stata fatta questa cosa qua.

Antoniazzi ricostruiva infine i fatti per cui è procedimento fornendo una personale versione della vicenda vertente sostanzialmente sul recupero di compensi che non potevano essere corrisposti formalmente e che non potevano gravare sui bilanci ufficiali di ASM Pavia, secondo un preciso accordo con Chirichelli, che “…in bianco….non firmava neanche i biglietti di auguri per Natale….”e che non aveva esitato a sottoscrivere ordini di bonifico, assegni e qualunque altro documento idoneo a camuffare le distrazioni indebite di denaro con l’avallo del direttore generale Tedesi: “PM VENDITTI – Quindi mi dica chi è consapevole di tutta questa cosa?/IND. ANTONIAZZI – Allora, consapevole della fraudolenza del documento era CHIRICHELLI, secondo me, io non ne ho mai parlato con TEDESI ma secondo me ovviamente TEDESI ne era assolutamente a conoscenza perché le ha anche vistate.”

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

IND. ANTONIAZZI – Okay. Allora, le note di credito erano l’escamotage contabile per avere…, per prendere diciamo, per avere… Questo era un accordo fatto direttamente con CHIRICHELLI, per pagare le prestazioni fatte extra del mio lavoro, cioè extra rispetto agli incarichi che avevo, per il quale io… Allora in Asm Pavia, in Asm Pavia c’erano le note di credito al Comune di Pavia come giustificazione contabile dei pagamenti, perché poi io dovevo essere pagato.
PM VENDITTI – Spieghi bene, adesso che siamo proprio nel…, spieghi bene.
IND. ANTONIAZZI – È molto… Allora, sulla mia contabilità io ho tutte le mie fatture su cui ho pagato le tasse, ho versato l’I.V.A., ho messo in dichiarazione dei redditi…
PM VENDITTI – Perché lei aveva un contratto… Dunque, era Amministratore Unico di Asm Lavori?
IND. ANTONIAZZI – In questi sei mesi… Sì, no ma queste riguardano Asm Pavia.
PM VENDITTI – Sì, Asm Lavori dove c’è…, poi in Asm aveva un contratto di consulenza?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Quindi veniva pagato a fattura?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì, sì sì sì a fattura, emettevo fattura tutti i mesi.
PM VENDITTI – Per l’importo di? Qual era il contratto?
IND. ANTONIAZZI – Era prima € 7.500,00 adesso non mi ricordo, poi dopo è aumentato di mille euro, € 8.500,00, una cosa di questo genere, mensili ovviamente, lordi.
PM VENDITTI – Quindi un escamotage per pagarla?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Per pagarle la differenza?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – E qual era la differenza?
IND. ANTONIAZZI – La differenza era…, gli accordi erano che di volta in volta, di volta in volta, quindi non era una cifra dove io ti dico… Allora, io voglio cento mila euro in più all’anno, non era così, di volta in volta i lavori che venivano svolti da me concordavo la cifra con CHIRICHELLI e nella mia contabilità se avete già visto, adesso non so se siete già andati a prenderla, avete visto i movimenti bancari eccetera, nella mia contabilità io ho emesso le fatture ad Asm Pavia regolarmente contabilizzate, versata l’I.V.A., pagato i contributi, fatte le dichiara…, messe in dichiarazioni dei redditi, cioè nella mia contabilità.
…….
PM VENDITTI – Allora, qual era questo accordo con CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Questi accordi con CHIRICHELLI erano…
PM VENDITTI – L’escamotage concordato con CHIRICHELLI qual era?
IND. ANTONIAZZI – Che per giustificare nella contabilità di Asm Pavia, non nella mia perché nella mia io ho fisicamente la fattura normale, l’uscita di denaro perché poi in realtà era fisicamente…, cioè il problema vero non era emettere il documento era poi il fatto che questo documento dovesse essere pagato, okay? Era nata la… Per la verità era stato CHIRICHELLI a dire che si potevano fare su Asm, sì sul Comune di Pavia comunque…, ma adesso ha poca importanza, non era quello, sono state fatte queste note di credito al Comune di Pavia, che il Comune di Pavia non ha mai ricevuto, mai contabilizzato, mai avuto alcuna uscita di…
PM VENDITTI – Quindi l’accordo con CHIRICHELLI è: facciamo risultare che storniamo?
IND. ANTONIAZZI – Dei ricavi.
PM VENDITTI – Dei fondi?
IND. ANTONIAZZI – Dei ricavi.
PM VENDITTI – Dei ricavi, storniamo dei ricavi al Comune?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente, cioè il Comune… Noi facciamo una marea di prestazione per il Comune di Pavia, parte di questi ricavi che Asm aveva verso il Comune di Pavia venivano stornati con queste note di credito.
PM VENDITTI – Quindi storno simulato a favore del Comune di Pavia?
IND. ANTONIAZZI – Esatto.
PM VENDITTI – Che però non riceveva i soldi effettivamente ma li riceveva lei?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente. Il Comune non ha mai ricevuto questi…, io una copia di queste, molte di queste qui sono siglate o da TEDESI o da CHIRICHELLI o da SCOVA eccetera perché…
PM VENDITTI – Ma come…, cioè parliamo di una società per azione Asm, c’è un sacco di gente, c’è CHIRICHELLI ma non c’è solo CHIRICHELLI, c’è TEDESI, ci sono gli altri del Consiglio di Amministrazione, ci sono le impiegate, com’era possibile fare tutto questo, effettuare questi storni, simulare?
IND. ANTONIAZZI – Le posso dire come avveniva fisicamente perché…
PM VENDITTI – Quindi mi dica chi è consapevole di tutta questa cosa?
IND. ANTONIAZZI – Allora, consapevole della fraudolenza del documento era CHIRICHELLI, secondo me, io non ne ho mai parlato con TEDESI ma secondo me ovviamente TEDESI ne era assolutamente a conoscenza perché le ha anche vistate.
PM VENDITTI – E qual era?
IND. ANTONIAZZI – Scusi, se le dico come avviene forse riesce a capire…
PM VENDITTI – No, mi dica prima una cosa, qual era l’oggetto di questo accordo, cioè l’importo oggetto di questo accordo? Quali erano questi suoi ulteriori compensi?
IND. ANTONIAZZI – Venivano di volta in volta stabiliti, non c’era una…
PM VENDITTI – Diciamo l’operazione…
IND. ANTONIAZZI – “Ti do cento mila euro in più”.
PM VENDITTI – Quindi l’operazione complessivamente ha riguardato che importo?
IND. ANTONIAZZI – Siamo…
PM VENDITTI – Lei quanto hanno incassato con questo sistema?
IND. ANTONIAZZI – Un milione e… Un milione e tre sicuro. Io il milioni ed otto faccio fatica…, quando ho letto sul giornale milione ed otto faccio fatica, però scusi mi riservo perché io sto andando a memoria, non ho più avuto la possibilità neanche peraltro di andare a vedere il coso. Comunque nella mia contabilità ci sono tutti, quindi si fa presto, è una somma bovina delle cose, quindi la somma bovina delle mie fatture.
PM VENDITTI – E chi aveva concordato questo importo? Lei l’ha concordato con CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Gli importi di volta in volta venivano concordati con CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì sì, non erano…, non erano un valore…
……

IND. ANTONIAZZI – No, molto banalmente, io, io dicevo alla persona del ciclo attivo, che emetteva le fatture attive e stornava, quindi emetteva le note di credito, delle fatture attive eccetera dicevo di fare una nota di credito al Comune di Pavia, l’impiegata non ne sapeva nulla, l’impiegata fisica faceva quello che io gli dicevo di fare. In alcuni casi avevo la pezza giustificativa reale, perché poi quelle note di credito che le dicevo prima tutto questo è potuto avvenire perché il Comune di Pavia ha in più riprese ed in più anni richiesto storni di prestazioni effettivamente svolte da Asm Pavia, che loro non volevano più pagare e che in maniera diretta la Dottoressa Diani in questo caso mi ha detto: “Io non ho i soldi, non li ho neanche sugli altri capitoli, questa qui me la deve stornare” fine, sto parlando dell’insieme delle note di credito, non di queste. Queste il Comune di Pavia non le ha mai ricevute, non le ha mai viste, non le ha mai pagate e non le ha mai contabilizzate. Quindi nella contabilità del Comune di Pavia queste note di credito non ci sono.
PM VENDITTI – Lei dice che avevate depositato questa documentazione fiscale…
IND. ANTONIAZZI – Sì, ma anche le dichiarazioni dei redditi c’erano.
PM VENDITTI – Questi importi che venivano di volta in volta concordati con CHIRICHELLI…
IND. ANTONIAZZI – Le dico la…, scusi finisco la modalità perché così magari le rispondo. Veniva emesso fisicamente il documento, okay? Il documento poteva essere pagato, come tutte le altre note di credito come quelle diciamo normali e regolari con compensabile. Quindi, in realtà, nelle note di credito il Comune di Pavia ha fisicamente registrato, ma che non riguardavano queste operazioni, erano per compensazione, il Comune di Pavia mi pagava per differenza, punto. Per queste qua, per queste ci doveva essere per forza un’uscita di cassa, okay? Bene. L’uscita di cassa era o con bonifico o con assegno, questo è.
PM VENDITTI – Mi dica una cosa…
IND. ANTONIAZZI – Ho sentito dire che CHIRICHELLI ha detto che lui firmava in bianco. CHIRICHELLI in bianco non firmava neanche i biglietti di auguri per Natale.
PM VENDITTI – Ma, mi dica una cosa, quindi lei emetteva regolare fattura?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Per questi importi concordati di volta in volta, che sono poi gli importi che le sono stati contestati?
IND. ANTONIAZZI – Sì.
PM VENDITTI – Ma queste fatture venivano emesse da lei e caricate?
IND. ANTONIAZZI – Sulla mia contabilità.
PM VENDITTI – Ma dovevano poi essere caricate dove? In Asm o al Comune di Pavia?
IND. ANTONIAZZI – No no, io l’ho fatta per giustificare dai miei fini fiscali, per la mia azienda il fatto che io percepivo queste somme.
PM VENDITTI – Quindi queste sue fatture non andavano da nessuna parte?
IND. ANTONIAZZI – Non andavano…, rimanevano esattamente…
PM VENDITTI – Va beh, ma com’è possibile una fattura non era intestata?
IND. ANTONIAZZI – Certo che era intestata.
PM VENDITTI – Intestata a chi?
IND. ANTONIAZZI – Ma il commercialista cosa ne sa se l’ho spedita o non l’ho spedita?
PM VENDITTI – Intestata a chi?
IND. ANTONIAZZI – Ad Asm Pavia. Io ho emesso tutte le fatture…
PM VENDITTI – Ad Asm Pavia ,però non venivano spedite ovviamente ad Asm Pavia?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM VENDITTI – Quindi mai caricate da Asm Pavia?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente, esattamente, esattamente, perché? Perché se no CHIRICHELLI diceva: “Come faccio io a giustificare che ti do 400 mila euro all’anno?” era impossibile. Ma nella mia contabilità io ho la fattura da Asm Pavia esattamente per i diversi importi, poi lo vedrete, dai conti correnti li vedrete, farete le verifiche eccetera, con la contabilità, cioè mecciandola con la mia contabilità ed io nella mia contabilità ho contabilizzato tutto.

Quanto in particolare agli assegni. Antoniazzi precisa che era lui stesso a compilare i titoli e a sottoporli alla firma di Chirichelli, dopo di che predisponeva per gli atti di archivio di ASM Pavia una fotocopia in cui l’indicazione del beneficiario era rettificata in Comune di Pavia.
Ma soprattutto è evidente, quanto alla consapevole partecipazione del Chirichelli alla attività di spoliazione di ASM Pavia, che quest’ultimo firmava ordini di bonifico e assegni bancari dai quali risultava che il beneficiario era Antoniazzi e lo Studio Consula Srl. allo stesso riconducibile.
La medesima considerazione vale per Tedesi in relazione ai documenti contabili e bancari dallo stesso sottoscritti.
Ovviamente non esisteva e non esiste alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione e quant’altro che potesse giustificare pagamenti ad Antoniazzi e allo Studio Consula Srl. allo stesso riconducibile, nell’ordine di milioni di euro.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

“PM VENDITTI – No, prima c’è l’assegno di 100 mila euro, 100 mila 040, cioè l’assegno conguaglio anno 2013 per lavori non eseguiti, sconti forfettari su copie, documenti…
IND. ANTONIAZZI – Scusi, le dico come avveniva la cosa della…, ci interrompiamo sempre sulla procedura, abbiamo detto l’emissione del documento gliela chiedevo io alle impiegate, emettevano il documento, mi facevo dare dalla cassaforte il libretto, il libretto degli assegni perché io non avevo accesso alla cassaforte, io non ho mai saputo la combinazione della cassaforte. Mi facevo portare il libretto degli assegni, compilavo l’assegno per intero, lo portavo da CHIRICHELLI da firmare, CHIRICHELLI mi firmava l’assegno, io tornavo in ufficio, facevo la fotocopia dell’assegno, sbianchettavo ANTONIAZZI Pietro sulla fotocopia, mettevo Comune di Pavia, rifacevo la fotocopia e la consegnavo alla contabilità, okay? Questo è.

Ma v’è di più, perché l’interesse di Chirichelli per i “compensi ulteriori” da riconoscere a Antoniazzi non era disinteressato, visto che, secondo quest’ultimo, Chirichelli partecipava alla spartizione delle somme indebitamente distratte. In proposito Antoniazzi riferisce di aver consegnato a Chirichelli non meno di 450 mila euro, quindi poco meno di un quarto della somma di oltre 1.800.000,00 euro complessivamente sottratta alla cassa di ASM Pavia: “IND. ANTONIAZZI – Io ho dato 40 mila nel 2012 a CHIRICHELLI, fine 2012./PM VENDITTI – Aspetti, cosa?/IND. ANTONIAZZI – 40 mila euro nel 2012. 130 mila…, 136 mila nel 2013 e 200 mila nel 2014, duecento…, 215 mila nel 2014.

Successivamente nell’interrogatorio del 24.11.2015 Antoniazzi precisava meglio che “…I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio.”

Verbale interrogatorio riassuntivo del 24.11.2015

A.D.R…..Ovviamente anche per tali importi vale quanto già riferito circa il pagamento, in contanti e in nero, di una parte di tali importi a Chirichelli. Io pagavo Chirichelli, non so quali fossero i rapporti tra Chirichelli e Luca Filippi Filippi, presidente di ASM Lavori. Sempre Chirichelli mi forniva per ogni nota di credito e soprattutto per ogni bonifico o assegno una dichiarazione a firma di Luca Filippi, trasmessa all’istituto bancario cui faceva riferimento la transazione, in cui si precisava che si trattava effettivamente del pagamento delle prestazioni indicate in fattura. Preciso che le fatture da me emesse ad ASM per le note di credito di cui al precedente interrogatorio riguardavano prestazioni sovrastimate. Invece le fatture emesse ad ASM Lavori riguardavano prestazioni mai effettuate per tale società. I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio. Preciso che il secondo pagamento a Chirichelli era di 180 mila euro e non 120 mila euro. Per ogni nota di credito emessa da ASM Lavori veniva emessa una corrispondente fattura da quest’ultima società ad ASM Pavia, sul bilancio venivano caricati gli esborsi a me bonificati o pagati tramite assegno bancario.

Verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

AVV. CALY – Poi i compensi erano tutti suoi oppure no?
PM VENDITTI – Cosa stava dicendo Avvocato?
AVV. CALY – Che forse è utile sapere se i compensi erano tutti suoi oppure no?
PM VENDITTI – Eh, che ci dice a questo proposito?
IND. ANTONIAZZI – Allora…
PM VENDITTI – La metto come sua domanda Avvocato.
AVV. CALY – La metta come mia domanda.
IND. ANTONIAZZI – Allora, complessivamente l’accordo con CHIRICHELLI era: “Ti tieni le tasse, ti tieni un pezzo del tuo compenso per i lavori”, perché io le prestazioni che io ho fatturato nella mia contabilità io le ho effettivamente svolte, non erano prestazioni inventate, okay? Possono essere stati di importi più alti, quindi una cosa che valeva 10 mila euro magari l’ho fatturata 20 mila, adesso sto facendo degli esempi ma per rendere l’idea, ma la prestazione fisica io l’ho effettivamente svolta. Quindi diceva: ti tieni le tasse, ti tieni…
PM VENDITTI – Cioè l’I.V.A., che lei non versava?
IND. ANTONIAZZI – No, io ho versato tutto. Io ho versato…
PM VENDITTI – Ah, no le tasse, quali sono le tasse allora?
IND. ANTONIAZZI – L’I.R.E.S. e l’I.R.A.P., no era la società, era lo studio I.R.E.S. ed I.R.A.P. Quindi io ho versato o meglio ho le dichiarazioni, nel senso andate a vedere gli F24, i pagamenti.
PM VENDITTI – Okay, di tenermi le tasse?
IND. ANTONIAZZI – “Ti tieni le tasse, ti tieni un pezzo del tuo compenso” ed in parte restituivo in contanti a CHIRICHELLI.
PM VENDITTI – E c’è un qualche riscontro di questo?
IND. ANTONIAZZI – No.
PM VENDITTI – Ovviamente in contanti, ma c’è una possibilità attraverso la banca, documentazione bancaria, prelievi?
……
IND. ANTONIAZZI – Io ho dato 40 mila nel 2012 a CHIRICHELLI, fine 2012.
PM VENDITTI – Aspetti, cosa?
IND. ANTONIAZZI – 40 mila euro nel 2012. 130 mila…, 136 mila nel 2013 e 200 mila nel 2014, duecento…, 215 mila nel 2014.
PM VENDITTI – In totale? Qual era l’importo totale’ L’abbiamo già detto ma non mi ricordo un milione…
IND. ANTONIAZZI – Un milione…, io mi ricordo un milione…
PM VENDITTI – Un milione e 300 mila circa?
IND. ANTONIAZZI – Sì, considerando…, deve togliere il 22% di I.V.A. ed il ventisette e mezzo più…, cos’è l’I.R.A.P.? Il 3 e 75 quindi…, più o meno, quindi tolga un altro 3, il 22% perché gli importi di cui…, il milione e tre, il milione e quattro che stiamo dicendo è I.V.A. compresa, io devo fare lo scorporo dell’I.V.A. perché l’ho versata e poi il ventisette e mezzo percento più o meno di imposte.
COLONNELLLO MARAGONI – Quindi, se ho capito bene, lei ha preso questi assegni per intero ed a CHIRICHELLI ha restituito la parte di soldi che ha prelevato dalla Svizzera?
IND. ANTONIAZZI – Sì, perché io questi li ho contabilizzati mia contabilità, quindi ho messo la fattura per intero, non vado a prelevare 500 mila euro in contanti per conto…

Venendo alle note di credito in contestazione, si riportano di seguito le precisazioni fornite da Antoniazzi.

Verbale sintetico di interrogatorio del 17.11.2015

ADR. Il rimborso di cui al bonifico in atti relativo alla nota 12.09.2011 fu effettivamente disposto da Tedesi che appose il suo OK come risulta in atti. Era evidentemente consapevole dell’effettiva ragione dell’operazione perché presumo ne avesse parlato con Chirichelli e perché non c’era altra ragione per effettuare tale pagamento, non essendovi alcuna richiesta in tal senso da parte del Comune di Pavia. Ciò nonostante le opposizioni delle impiegate che io, come in altri casi, ho rassicurato. Fino ad allora infatti si era operato solo con compensazioni tra Comune e ASM.
ADR. L’assegno di cui alla nota 27.09.2013 reca le firme di Chirichelli e Tedesi. Avevo fatto firmare l’assegno a entrambi perché così ritenevo si dovesse fare. Mi sono rivolto a Chirichelli che lo ha fatto firmare anche a Tedesi restituendomi l’assegno il giorno dopo. L’assegno fu da me versato in banca ma Poste Italiane lo hanno restituito perché voleva solo la firma depositata del responsabile legale. L’assegno fu rifatto a firma del solo Chirichelli.
ADR. L’assegno di cui alla nota 25.11.2013 è stato firmato da Chirichelli ed è stato incassato previo “bene emissione” richiesto e ottenuto da Poste Italiane a firma Chirichelli, come ritengo per tutti gli altri assegni postali.
ADR. L’assegno di cui alla nota 29.01.2014: vale quanto sopra dichiarato con la precisazione che l’assegno risulta emesso prima della nota di credito che non poteva essere emessa prima dell’apertura dell’anno fiscale, che ancora non aperto.
ADR L’assegno di cui alla nota 17.02.2014 vale quanto sopra già dichiarato.
ADR. L’assegno di cui alla nota 26.03.2014: vale quanto sopra
ADR. L’assegno di cui alla nota 13.05.2014 vale quanto sopra, ma non so perché l’assegno risulta emesso prima della nota di credito. La nota è sottoscritta da Scova.
ADR. Tutte le note di credito per cui è procedimento risultano siglate da Chirichelli, Tedesi e Scova che sostituiva Tedesi quanto era in custodia cautelare. Solo le note di credito in questione erano così sottoscritte. Le altre, quelle emesse lecitamente per effettivi storni al Comune di Pavia, venivano predisposte e inviate al Comune senza sottoscrizione alcuna. Sono stato io stesso a pretendere per mia iniziativa e mia cautela a pretendere la sottoscrizione delle note di credito in questione.
ADR. L’assegno di cui alla nota 30.06.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova.
ADR. L’assegno di cui alla nota 01.09.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova.
ADR. L’assegno di cui alla nota 29.09.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova.
ADR. L’assegno di cui alla nota 06.11.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Scova.
ADR. L’assegno di cui alla nota 18.11.2014 vale quanto sopra e reca la firma di Chirichelli.
ADR. L’assegno di cui alla nota 22.12.2014 vale quanto sopra, la nota di credito on reca alcun visto.

L’ammontare delle distrazioni relative alle n.13 false note di credito tra ASM Pavia e Comune di Pavia, ammonta complessivamente ad € 1.186.159,93.

Nel frattempo Antoniazzi poteva anche usufruire di anticipazioni di compensi per l’importo di circa 72 mila, restituite solo in parte: “ADR. Richiesto di riferire circa il prestito di circa 72 mila euro, concessomi da ASM nel 2011/2012, riferisco che si tratta di un operazione regolare, di un mutuo che non o ancora rimborsato, rimangono ancora circa 43mila euro.”

Si riporta per una più dettagliata esposizione delle risultanze delle indagini l’informativa della Guardia di Finanza n.0630162/15 in data 30.10.2015.

1) nota di credito n. 13/2011/260 emessa in data 12.09.2011 da A.S.M. Pavia S.p.A., nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “rimborso per servizi diversi non resi negli anni 2008, 2009, 2010” dell’importo di 103.407,93. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario effettuato sul conto corrente della società è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro e dalla copia del registro di prima nota di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2011 al 31.12.2011, in data 12.09.2011 risulta registrata la nota di credito in argomento per l’importo in dare di € 103.407,93.

Dall’analisi degli estratti di conto forniti dalla Banca Centropadana è stato accertato che ANTONIAZZI Pietro, tra i vari movimenti registrati sul conto corrente acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana – ha effettivamente ricevuto sul suo conto corrente n. 077004041061-30 da ASM Pavia S.p.A, in data 16.09.2011 il bonifico di € 103.407,93, corrispettivo della nota di credito de qua.

A tal proposito nella documentazione allegata alla nota di credito risultano le copie di n. 2 e-mail aventi entrambe ad oggetto: Rimborso Comune di Pavia ed intercorse rispettivamente in data 08.09.2011 tra ANTONIAZZI Pietro (p.antoniazzi@asm.pv.it) e Claudio TEDESI (c.tedesi@studiotedesi.it) con le quali ANTONIAZZI, facendo seguito ad una precedente conversazione conferma la correttezza dei conteggi effettuati dal Comune di Pavia e poi dallo stesso TEDESI riceve una conferma di “OK”. Inoltre, ANTONIAZZI, in data 12.09.2011 invia una e-mail a tale BRUNI Walter n.m.i. (fatt. attiva) per conoscenza (allegato 1).

2) nota di credito n. 15/2013/232 emessa in data 27.09.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Storno parziale di quanto stabilito all’art. 5 del contratto di servizio sottoscritto il 09.07.2013 di cui al rep. 49641” dell’importo di € 124.051,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585988-12.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro e dalla copia del registro di prima nota di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2013 al 31.12.2013, in data 27.09.2013 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 102.521,49 (al netto dell’IVA al 21%).
Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale n. 7175585988-12, sulla cui copia fotostatica agli atti risulta come beneficiario il Comune di Pavia, ma lo stesso titolo è privo di luogo e data di emissione, l’importo in numeri è diverso dall’importo in lettere; la grafia nei vari campi è diversa; in particolare la denominazione del beneficiario è scritta con inchiostro più scuro, su uno spazio che sembrerebbe comunque alterato.
Inoltre, la microfilmatura del titolo di credito fornita da Banca Centropadana consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo sia proprio lo stesso indagato, mentre il titolo è stato sottoscritto a firma congiunta da due soggetti. In merito a ciò si evidenzia che potrebbe verosimilmente trattarsi di CHIRICHELLI Giampaolo1 e TEDESI Claudio2, ciò soprattutto in considerazione del ruolo dagli stessi ricoperto alla data dell’emissione del citato titolo di credito all’interno di ASM Pavia S.p.A.
Ad ogni buon conto si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 16.09.2013, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 2).

E’ significativo quanto riferito in proposito da Antoniazzi in merito alla complicità di Chirichelli nei fatti per cui è procedimento e alla consapevolezza dello stesso di partecipare alla attività di spoliazione delle casse di ASM Pavia, tanto è vero che essendo insorte difficoltà per il pagamento dell’assegno in questione perché sottoscritto irregolarmente anche dal direttore generale Tedesi, Chirichelli non esitava a rinnovare l’emissione dell’assegno in questione in modo regolare con esclusivamente la propria firma.

verbale integrale di interrogatorio del 17.11.2015

PM VENDITTI – Allora, fino adesso abbiamo parlato di nota credito 12/9/2011, perfetto. Poi l’assegno di cui alla nota 27/9/2013. Ecco, poi parliamo del primo degli assegni postali, quello di 124 mila eccetera, nota di credito 27 settembre 2013?
IND. ANTONIAZZI – Qui, su questo qui, questo per dire che CHIRICHELLI ne era a conoscenza, qui ma non lo sapevo io in questo caso, se voi vedete questo assegno ci sono le due firme: una di TEDESI ed una di CHIRICHELLI, qua: questa è quella di CHIRICHELLI, questa è quella di TEDESI. Io pensavo che lo stesso principio utilizzato sulle banche valesse anche sulla posta e quindi avevo fatto firmare l’assegno da entrambi.
PM VENDITTI – Allora, CHIRICHELLI è informato, sa che cosa sta facendo, TEDESI?
IND. ANTONIAZZI – È andato CHIRICHELLI a farlo firmare da TEDESI non ci sono andato io. Io andavo da CHIRICHELLI, tant’è vero che me l’ha dato il giorno dopo, non me l’ha dato il giorno stesso. Qui è successa una cosa importante, ovviamente la posta, ovviamente siccome non c’era la doppia firma ce ne doveva essere una, ah lo si vede anche dai miei movimenti bancari, ha materialmente mandato impagato l’assegno, quindi c’è stato sul mio conto corrente l’accredito ed il riaddebito perché è andato…
LUOGOTENENTE SAPONE – È stato stornato?
IND. ANTONIAZZI – È stato stornato. Allora la posta, la posta, Poste Italiane ha mandato un documento che si chiamava “ben emissione” sostanzialmente in cui diceva: “Non ti posso pagare, l’assegno è tornato insoluto perché la firma non è quella dello specimen che tu hai depositato da noi”. Questo documento io non l’ho neanche visto, è arrivato a CHIRICHELLI, dove nello specimen c’era scritto “l’assegno di 124 e 051 intestato ad ANTONIAZZI Pietro eccetera risulta impagato perché non corrispondente la firma del coso”. È stato CHIRICHELLI a firmare fisicamente questa attestazione di presa visione dell’impagato dell’assegno. Io non ho mai visto, non c’ero e non ho mai visto niente di questa roba qua quindi… Ed è successa la stessa cosa un’altra volta, dove invece CHIRICHELLI aveva firmato male, tra l’altro l’Avvocato mi diceva che CHIRICHELLI ha detto che farà fare la perizia calligrafica sugli assegni, io me lo auguro vivamente.
LUOGOTENENTE SAPONE – Ma poi questo è stato pagato, è stato rifatto l’assegno?
IND. ANTONIAZZI – È stato rifatto l’assegno con la firma giusta e ho riversato un altro assegno.
VICE ISPETTORE SCOPPETTA – Lo stesso movimento è avvenuto sui conti societari?
IND. ANTONIAZZI – Lo stesso movimento è avvenuto sul conto della posta, esatto, sul conto di Asm in posta esattamente. Dicevo, è successo un’altra volta che CHIRICHELLI aveva firmato male e gliel’hanno rimandato indietro.
LUOGOTENENTE SAPONE – Per firma non conforme.
IND. ANTONIAZZI – Non conforme e gliel’hanno rimandato indietro.
PM VENDITTI – Ma proprio questo assegno 124 mila euro è stato rifatto o un altro assegno?
IND. ANTONIAZZI – No, questo, questo.
PM VENDITTI – Proprio questo qui?
IND. ANTONIAZZI – Questo questo.
PM VENDITTI – Sempre a doppia firma?
IND. ANTONIAZZI – No, no no no, perché dopo mi hanno detto: “Guardi che in posta c’è solo la firma di CHIRICHELLI”.
PM VENDITTI – Quindi questo che noi abbiamo agli atti che ha doppia firma è quello che è stato rimandato indietro?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.
PM MAZZA – Cioè con lo stesso importo?
IND. ANTONIAZZI – Sì sì sì, poi il resto era tutto identico cambiava solo il fatto che aveva firmato CHIRICHELLI sa solo e non con la doppia firma.
LUOGOTENENTE SAPONE – Avevano il deposito con la doppia firma?
IND. ANTONIAZZI – In posta ce l’aveva solo CHIRICHELLI perché la posta volevo solo ed esclusivamente quella del rappresentante legale, non voleva quella di delegati eccetera, dice: “Io non voglio sapere niente, tu sei il Presidente e tu firmi”.
LUOGOTENENTE SAPONE – Quindi avevano lo specimen solo di CHIRICHELLI?
IND. ANTONIAZZI – Esattamente.

3) nota di credito n. 10/2013/16 emessa in data 25.11.2013 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Manutenzione verde pubblico cittadino – conguaglio anno 2013 per lavori non eseguiti e sconto forfettari su computo metrico parte B” dell’importo di € 100.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585989-00.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2013 al 31.12.2013 in data 30.11.2013 risulta uno storno fatt. 10/2013/15, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 82000 (al netto dell’IVA al 22%).
Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale, sulla cui copia fotostatica agli atti risulta come beneficiario il Comune di Pavia, ma lo stesso titolo è privo di luogo e data di emissione.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornito da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 27.11.2013 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 3).

4) nota di credito n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Parziale compensazione per minori prestazioni servizio neve anno 2013” dell’importo di € 161.040,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7175585990-00.

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è lo STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Ad ogni buon conto il titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 10.01.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 09.01.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 4).

5) nota di credito n. 15/2014/9 emessa in data 17.02.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno parziale di quanto stabilito all’art. 5 del contratto di servizio sottoscritto il 09.07.2013 di cui al rep. 49641” dell’importo di € 112.240,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014 in data 17.02.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 92.000,00 (al netto dell’IVA al 22%).
In data 29.10.2015, questo Reparto ha acquisito in copia fotostatica, prelevandolo dal fascicolo di codesto Pubblico Ministero e lì depositato dall’Avvocato Ermenegildo COSTABILE, patrocinante gli interessi delle parti offese ASM Pavia S.p.A e ASM Pavia Lavori Srl, l’assegno postale n. 7183248631 dell’importo di € 112.240,00, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Ad ogni buon conto il titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 25.02.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. (allegato 5).

6) nota di credito n. 15/2014/71 emessa in data 26.03.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: storno parziale di quanto stabilito all’art. 5 del contratto di servizio sottoscritto il 09.07.2013 di cui al rep. 49641” dell’importo di € 34.160,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale (sulla copia del rendiconto riepilogativo dei movimenti del conto corrente dell’ASM Pavia S.p.A., non risulta indicato il relativo numero).

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 26.03.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 28.000,00 (al netto dell’IVA al 22%).
In data 29.10.2015, questo Reparto ha acquisito in copia fotostatica, prelevandolo dal fascicolo di codesto Pubblico Ministero e lì depositato dall’Avvocato Ermenegildo COSTABILE, patrocinante gli interessi delle parti offese ASM Pavia S.p.A e ASM Pavia Lavori Srl, l’assegno postale n. 7183248632 dell’importo di € 34.160,00, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Ad ogni buon conto il titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 28.03.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. (allegato 6).

7) nota di credito n. 10/2014/4 emessa in data 13.05.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ Manutenzione verde pubblico saldo e stralcio anno 2013, per lavori non eseguiti e sconti forfettari sul computo metrico su parte B” dell’importo di € 52.240,40. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248633.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014 in data 13.05.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 42.820,00 (al netto dell’IVA al 22%).
Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 02.05.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 30.04.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 7).

8) nota di credito n. 15/2014/144 emessa in data 30.06.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “ storno parziale contratto gestione calore” dell’importo di € 78.324,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248634.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia della schermata del registro di prima nota di ASM Pavia S.p.A in data 13.06.2014 risulta la seguente dicitura: nota di credito Comune di Pavia Gest. Cal. per l’importo di € 78.324,00.

Risulta, inoltre, dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 30.06.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 64.200,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 17.06.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 16.06.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 8).

9) nota di credito n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata in base ad accordi di prosecuzione” dell’importo di € 112.240,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248635-04.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 01.09.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 92.000,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale, sulla cui copia fotostatica agli atti risulta come beneficiario il Comune di Pavia, ma lo stesso titolo è privo di luogo e data di emissione.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 02.09.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 9).

10) nota di credito n. 15/2014/167 emessa in data 29.09.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata in base ad accordi di prosecuzione” dell’importo di € 40.016,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248636.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 29.09.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 32.800,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 03.10.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 10).

11) nota di credito n. 15/2014/172 emessa in data 06.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata con Ing. Grecchi su contratto forfettario gestione calore per stagione termica 2014-2015 ” dell’importo di € 132.248,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248638.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 06.11.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 108.400,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 10.11.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 11).

12) nota di credito n. 15/2014/173 emessa in data 18.11.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata con Ing. Grecchi su contratto forfettario gestione calore per stagione termica 2014-2015 ” dell’importo di € 76.128,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248639.

Si evidenzia che così come emerge dalla copia del conto di mastro di ASM Pavia S.p.A dal 01.01.2014 al 31.12.2014, in data 18.11.2014 risulta registrata la suddetta nota di credito, cliente Comune di Pavia per l’importo in dare di € 62.400,00 (al netto dell’IVA al 22%).

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA srl, (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), ANTONIAZZI Pietro, che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 25.11.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria (allegato 12).

13) nota di credito n. 15/2014/358 emessa in data 22.12.2014 da ASM Pavia S.p.A, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “riduzione concordata su contratto forfettario gestione calore per stagione termica 2014-2015” dell’importo di € 60.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante assegno postale non trasferibile n. 7183248640.

Dalla disamina della documentazione sequestrata emerge chiaramente come la suddetta nota di accredito è stata formalmente saldata da A.S.M. Pavia S.p.A. con assegno postale.
Inoltre, la copia del titolo di credito fornita da Poste Italiane spa consente di rilevare che il beneficiario di tale titolo è la STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), che lo stesso titolo risulta siglato in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sul quale è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente -. Detto titolo risulta altresì girato per l’incasso in data 19.12.2014 presso la Banca Popolare Commercio e Industria. Si evidenzia che l’assegno risulta emesso in data 18.12.2014, data quest’ultima antecedente all’emissione della nota di credito in argomento (allegato 13).

Quanto alla partecipazione e alla corresponsabilità del presidente Chirichelli e del direttore generale Tedesi per le distrazioni di denaro per cui è procedimento, le dichiarazioni di Antoniazzi di cui sopra hanno trovato pieno riscontro nelle indagini degli operanti.

Soprattutto è significativo che gran parte dei documenti contabili utilizzati per l’opera di spoliazione di ASM Pavia siano sottoscritte a volte anche congiuntamente da Chirichelli e Tedesi.

Altrettanto significativo, perché la circostanza attesta la mancanza di qualsivoglia attività anche minima di controllo, è che gli assegni postali con i quali sono state pagate le note di credito riportate ai punti di cui ai nn. 2, 4, 7, 8 e 13 risultano emessi in date antecedenti all’emissione delle note di credito stesse. Segno evidente che ad Antoniazzi era stata praticamente rilasciata carta di bianca per operare con la massima disinvoltura e spregiudicatezza.
Ma v’è di più, perché occorre considerare che non tutti i pagamenti sono stati effettuati a favore di ANTONIAZZI, perché diversi assegni bancari, come di seguito specificato, sono stati emessi e incassati a favore dello Studio Consula Srl sul conto di pertinenza della società, acceso presso Banca Popolare Commercio e Industria (sede di Piacenza – 2021).
Vale al riguardo quanto già osservato e cioè che non esisteva e non esiste alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione e quant’altro che potesse giustificare pagamenti a Studio Consula Srl nell’ordine di milioni di euro.

Si tenga inoltre conto a tal riguardo che i pagamenti ad Antoniazzi e allo Studio Consula Srl allo stesso riconducibile, andavano contro la prassi consolidata di compensare i crediti nei confronti del Comune di Pavia.

Si riporta la citata informativa della Guardia di Finanza n.0630162/15 in data 30.10.2015.

La disamina della documentazione sequestrata ed acquisita in esecuzione dei decreti emessi da codesta A.G., ha permesso di constatare che le seguenti note di credito tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia:
1) n. 13/2011/260 emessa in data 12.09.2011;
2) n. 15/2013/232 emessa in data 27.09.2013;

sono state incassate di fatto da ANTONIAZZI Pietro, la prima a mezzo bonifico sul suo conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centropadana -, mentre la seconda attraverso il versamento di un assegno postale non trasferibile sul suo conto corrente n. 077004041061-30 acceso sempre presso Banca Centropadana, per un importo complessivo pari ad € 227.458,93 (cfr. allegato 1 e 2).
A tal proposito si evidenzia che l’assegno postale non trasferibile con il quale è stato effettuato il pagamento della nota di credito di cui al punto n. 2 è stato sottoscritto a firma congiunta tra da due soggetti, i quali potrebbe verosimilmente identificarsi in CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio, ciò soprattutto in considerazione del ruolo dagli stessi ricoperto alla data dell’emissione del citato titolo di credito all’interno di ASM Pavia S.p.A.

Relativamente alle seguenti note di credito, anche queste, tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia:
3) n. 10/2013/16 emessa in data 25.11.2013;
4) n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014;
5) n. 15/2014/9 emessa in data 17.02.2014;
6) n. 15/2014/71 emessa in data 26.03.2014;
7) n. 10/2014/4 emessa in data 13.05.2014;
8) n. 15/2014/144 emessa in data 30.06.2014;
9) n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014;
10) n. 15/2014/167 emessa in data 29.09.2014;
11) n. 15/2014/172 emessa in data 06.11.2014;
12) n. 15/2014/173 emessa in data 18.11.2014;
13) n. 15/2014/358 emessa in data 22.12.2014;

sono state di fatto, incassate da STUDIO CONSULA Srl (riconducibile ad ANTONIAZZI Pietro), tutte a mezzo assegni postali non trasferibili versati sul conto corrente n. IT81R0504812600000000004518, acceso dalla citata società presso Banca Popolare Commercio e Industria (sede di Piacenza – 2021), per l’importo complessivo pari ad € 958.700,40 (cfr. allegati da 7 a 13).
Al riguardo, le note di credito di cui ai punti dal n. 3 al n. 13 risultano siglate in corrispondenza dello spazio riservato alla firma, sui quali è apposto il timbro di ASM Pavia spa – Il Presidente – e, detta sigla farebbe verosimilmente ipotizzare che possa trattarsi, anche in questi casi, considerato il ruolo ricoperto in ASM Pavia S.p.A al momento dell’emissione dei titoli di credito di CHIRICHELLI Giampaolo.
Ad ogni buon conto si sottolinea che è stato accertato che gli assegni postali con i quali sono state pagate le note di credito riportate ai punti di cui ai nn. 2, 4, 7, 8 e 13 risultano emessi in date antecedenti all’emissione delle note di credito stesse.
In relazione alla somma incassata attraverso l’emissione delle 13 suddette note di credito, da ANTONIAZZI Pietro, e dalla STUDIO CONSULA srl (allo stesso riconducibile) che la stessa ammonta complessivamente ad € 1.186.159,93.

In relazione alla suddetta società occorre ben evidenziare come nel periodo in cui ha incassato gli assegni postali emessi da ASM Pavia S.p.A, il legale rappresentante sia stato dal 08.03.2013 fino al 25.03.2014, LAMBRI Luciana3, 6, mentre dal 25.03.2014 fino al 23.09.2015 RAUNIG Sasa4,

Infine si sottolinea in merito alle note di credito di cui ai nn. 1), 2), 3), 5), 6), 7), 8) e 9), che sono state emesse come tutte le altre formalmente nei confronti del Comune di Pavia, e nel contempo risultano riportate nei conti di mastro e nella schermata del registro di prima nota di ASM Pavia spa. A tal proposito appare chiaro come non siano stati effettuati approfonditi controlli da parte degli organi di vigilanza della citata società all’uopo preposti.

In relazione agli ulteriori accertamenti esperiti da questo Reparto, nell’ambito del Procedimento Penale in oggetto indicato e di cui al punto 3, si è avuto modo di accertare che ANTONIAZZI Pietro, dal 01.07.2011 al 10.04.2013 ricoprendo l’incarico di consulente amministrativo, finanziario e di controllo di gestione di ASM Pavia S.p.A, prima personalmente e poi di fatto per mezzo della STUDIO CONSULA Srl5, subentrato nel rapporto con decorrenza dal 01.04.2013 fino al 21.09.2015 ha ottenuto a seguito di richiesta presentata in data 19.12.2011 un acconto sulle sue prestazioni sulla base all’art. 6 del contratto di consulenza.

A tal proposito occorre precisare che il predetto articolo riporta testualmente: “Il rapporto potrà essere risolto con comunicazione a mezzo lettera raccomandata A.R. anticipata via fax o mail. Il preavviso non potrà essere inferiore a mesi sei. Durante il periodo di preavviso, su richiesta della Direzione Generale, dovrà essere assicurato adeguato passaggio di consegne all’eventuale sostituto indicato dalla Direzione stessa. Tale periodo di preavviso verrà retribuito sia nel caso in cui venga eseguita la prestazione sia nel caso in cui non venga richiesta ed eseguita, in tale periodo, alcuna prestazione lavorativa.”

Dal testo dell’articolo emerge chiaramente come la concessione di detto anticipo e/o prestito nulla a che vedere con il relativo contenuto o con un eventuale possibilità di ASM Pavia S.p.A di poter erogare un acconto e/o un prestito ad ANTONIAZZI Pietro.

Pertanto, non appare chiaro come sia stata concessa prima l’autorizzazione in data 20.12.2011 (vds. copia della lettera- cfr. allegato 15), con la scritta di “OK” e sigla, verosimilmente del Direttore Generale Claudio TEDESI e successivamente l’erogazione in data 02.01.2012 ed in data 22.03.2012 rispettivamente dell’importo di € 48.360,00 e dell’importo di € 18.907,20 (cfr. allegati 16 e 17).

Le successive indagini, compendiate nell’informativa della Guardia di Finanza n. 35/15 del 16.11.2015, relativamente alle n.13 note di credito di cui sopra emesse da ASM Pavia a favore del Comune di Pavia, hanno consentito, anche attraverso il ricorso ad una consulenza tecnica eseguita finora soltanto “a campione” su alcuni documenti contabili, di dissolvere i dubbi sulla autenticità delle sottoscrizioni di Chirichelli e Tedesi riportate in calce ai documenti relative alle distrazioni in danno di ASM Pavia.

Per completezza occorre segnalare che i dati investigativi documentali, arricchiti dalle dichiarazioni fornite dalle persone informate sui fatti, compendiate nell’informativa della Guardia di Finanza n. 0654571/15 del 10.11.2015, hanno evidenziato che diverse note di credito, attraverso cui sono state operate le distrazioni di denaro in questione, sono state sottoscritte “per autorizzazione” anche dal vice presidente di ASM Pavia MITSIOPOULOS Matteo in alcuni casi e dal procuratore speciale SCOVA Donato in altri (per tali vicende sono ancora in corso indagini al fine di accertare la consapevole partecipazione e il contributo causale dei medesimi alle vicende per cui è procedimento).

Si riporta l’informativa della Guardia di Finanza n.0674526/15 in data 18.11.2015.

Con le note a seguito questo Reparto ha trasmesso alla S.V. le risultanze della disamina di parte della documentazione sequestrata e acquisita nell’ambito del procedimento penale in oggetto indicato, con la quale si è avuto modo di accertare che i corrispettivi di n. 13 di note di accredito, formalmente destinante da ASM Pavia Spa al Comune di Pavia, hanno avuto di fatto quale beneficiario effettivo l’indagato ANTONIAZZI Pietro, nonché la STUDIO CONSULA srl6 allo stesso riconducibile, con la distrazione di fatto della complessiva somma pari ad € 1.186.159,93. A tal proposito, così come già comunicato con l’annotazione n. 35 R.E. del 16.11.15, è stato accertato che la nota di accredito n. 15/2013/232 emessa da ASM Pavia S.p.A. in data 27.09.2013 è stata pagata a mezzo assegno postale non trasferibile n. 7175585988, firmato congiuntamente da CHIRICHELLI Giampaolo e TEDESI Claudio, mentre le note di credito n. 7/2014/115 emessa in data 29.01.2014 e la n. 10/2014/7 emessa in data 01.09.2014 sono state rispettivamente pagate a mezzo degli assegni postali non trasferibili n. 7175585990 e n. 7183248635, ambedue firmati da CHIRICHELLI Giampaolo (il tutto così come accertato nella perizia redatta in data 16.11.15 dal C.T. del Pubblico Ministero, Dott. Prof. Alfonso INDELICATO- Perito Grafico).

Sulla scorta di quanto sopra esposto, ad integrazione delle annotazioni cui si fa seguito, si rappresenta, relativamente alle seguenti note di accredito tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia e materialmente incassate da ANTONIAZZI Pietro, in qualità di unico soggetto titolato ad operare sul rapporto intestato a STUDIO CONSULA, dove sono confluite le somme. Le indagini sono state integrate dagli apporti testimoniali resi dalle dipendenti ASM Pavia Spa, RABBIOSI Silvia e CROCE Alessandra e hanno consentito di acclarare che:
n. 15/2014/9 del 17.02.2014 dell’importo di Euro 112.240,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 5 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e MITSIOPOULOS Matteo
7, che pertanto ne hanno autorizzato il pagamento;
n. 15/2014/71 del 26.03.2014 dell’importo di Euro 34.160,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 6 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da MITSIOPOULOS Matteo, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
n. 10/2014/4 del 13.05.2014 dell’importo di Euro 52.240,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 7 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015 ) risulta munita di timbro “ASM Pavia S.p.A. Il Procuratore Speciale” e siglata da SCOVA Donato8, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
n. 15/2014/144 del 30.06.2014 dell’importo di Euro 78.324,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 8 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) risulta munita di timbro “ASM Pavia S.p.A. Il Procuratore Speciale” e siglata da SCOVA Donato, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
n. 10/2014/7 del 01.09.2014 dell’importo di Euro 112.240,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 9 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da SCOVA Donato, che pertanto ne ha autorizzato il pagamento;
n. 15/2014/167 del 29.09.2014 dell’importo di Euro 40.016,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 10 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e SCOVA Donato, che dunque ne hanno autorizzato il pagamento;
n. 15/2014/172 del 06.11.2014 dell’importo di Euro 132.248,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 11 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e SCOVA Donato che pertanto ne hanno autorizzato il pagamento;
n. 15/2014/173 del 18.11.2014 dell’importo di Euro 76.128,00 (vds. paragrafo 2 punto n. 12 – annotazione n. 0630161 del 30.10.2015) è stata siglata da ANTONIAZZI Pietro e SCOVA Donato che pertanto ne hanno autorizzato il pagamento.

Questo Reparto, in merito ai suddetti documenti ha escusso ad altre sommarie informazioni, quali persone informate sui fatti in data 5 novembre 2015, CROCE Alessandra9, la quale nel verbale10 all’uopo redatto ha dichiarato: “…OMISSIS.. Siccome ANTONIAZZI non mi forniva della documentazione a supporto della nota di credito, io mi facevo sottoscrivere il documento dallo stesso, il quale, a sua volta, in parecchie occasioni ha sottoposto lo stesso documento alla firma del vice presidente MITSIOPOULOS o del procuratore speciale SCOVA. Per quello che posso sapere io, gli organi di controllo interni hanno provveduto ad effettuare i controlli ma non hanno mai rilevato anomalie, lo stesso vale per la società di revisione la quale non ha mai rilevato anomalie certificando i bilanci ed avendo a disposizione ogni singolo mastrino…OMISSIS..”. Secondo quanto afferma la dottoressa CROCE Alessandra, le firme erano richieste solo per le note di accredito non supportate da idonea documentazione e come si è visto nel corso dell’indagine, relative alle somme fraudolentemente sottratte.

Sempre in data 05.11.2015, RABBIOSI Silvia11 nel verbale12 all’uopo redatto ha dichiarato:“…OMISSIS…Gli assegni erano firmati dal presidente. Preciso che tutti quelli allegati all’esposto recano la firma del presidente. Eccezion fatta per la copia del primo assegno che recava due firme. Quella di TEDESI e di CHIRICHELLI. A volte ANTONIAZZI chiedeva il libretto degli assegni, che erano custoditi da noi in cassaforte. Anche il vice presidente MITSOPOULOS aveva potere di firma in caso di assenza del presidente. Non ne ho certezza…OMISSIS…”.

Successivamente in data 18.11.2015 si è proceduto ad escutere a sommarie informazioni CROCE Alessandra relativamente alle dichiarazioni già rilasciate in data 05.11.2015, ponendo alla stessa in visione le note di accredito riportate nel paragrafo precedente, in merito alle quali ha dichiarato quanto segue (allegato 1):

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/9 del 17.02.2014 dell’importo di € 112.240,00:
“Come riferito in precedenza poiché, in relazione all’emissione di numerose note di accredito, ANTONIAZZI non mi forniva la documentazione a supporto delle stesse, richiedevo una sua sigla sulle stesse e molto spesso, a sua volta richiedeva, ad amministratori della società, la controfirma delle varie note di accredito. In relazione alla nota di cui mi avete chiesto posso riferire che riconosco la sigla del dottor ANTONIAZZI Pietro e la controsigla del vice presidente MITSIOPOULOS Matteo”.

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/71 del 26.03.2014 dell’importo di € 34.160,00:
““L’autorizzazione su questo documento e quindi il successivo pagamento è stato autorizzato con la sigla del vice presidente Matteo MITSIOPOULOS””.

-relativamente alla nota di accredito n. 10/2014/4 del 13.05.2014 dell’importo di € 52.240,00:
“”Riconosco la firma, con il relativo timbro del procuratore speciale di ASM, Dottor Donato SCOVA. Rispetto a questa nota di accredito e ad altre dallo stesso SCOVA sottoscritte, ricordo che ANTONIAZZI ci disse che era proprio lo stesso SCOVA che avrebbe consegnato il documento in comune. Proprio perché SCOVA fu incaricato dallo stesso sindaco del comune di Pavia, Alessandro CATTANEO, ad assumere la carica di Procuratore Speciale di ASM Pavia nel periodo di assenza del direttore generale Ingegner Claudio TEDESI””.

relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/144 del 30.06.2014 dell’importo di Euro 78.324,00:
“”Anche su questa nota di accredito riconosco la firma e il timbro del procuratore speciale Donato SCOVA””.

-relativamente alla nota di accredito n. 10/2014/7 del 01.09.2014 dell’importo di Euro 112.240,00:
“”Su questo documento leggo la firma di Donato Scova senza timbro””

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/167 del 29.09.2014 dell’importo di Euro 40.016,00:
“”Su questa nota di accredito riconosco la sigla del dottor ANTONIAZZI e la firma di Donato Scova senza timbro””.

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/172 del 06.11.2014 dell’importo di Euro 132.248,00:
“”Su questo documento riconosco la sigla del dottor ANTONIAZZI e la firma senza timbro di Donato Scova””.

-relativamente alla nota di accredito n. 15/2014/173 del 18.11.2014 dell’importo di Euro 76.128,00:
“”Su questa nota di accredito vedo apposta la sigla del dottor ANTONIAZZI e la firma del dottor Donato Scova””.

Fin qui l’esame delle n.13 note di credito emesse da ASM Pavia, ma nel prosieguo si sono aggiunti gli esiti delle indagini su altre n.13 note di credito emesse da ASM Lavori sempre nei confronti del Comune di PAVIA, che hanno accertato la distrazione a favore di Antoniazzi di ulteriori somme di denaro, attraverso sia il proprio conto corrente piacentino, sia attraverso il conto della società Studio Consula Srl. a sè riconducibile.

A tal riguardo gli operanti segnalavano il grave quadro indiziante a carico non solo di Antoniazzi, ma anche del presidente di ASM Lavori Srl. Filippi Filippi Luca. L’unica variante rispetto alle note di credito emesse da ASM Pavia era che i versamenti di denaro erano effettuati, mediante assegni bancari e ordini di bonifico, non soltanto sul conto corrente piacentino di Antoniazzi ma anche sul conto della società Studio Consula Srl., al medesimo riconducibile.

Nell’interrogatorio in data 24.11.2015 Antoniazzi forniva chiarimenti sulle note di credito emesse da ASM Lavori Srl. nei confronti del Comune di Pavia per camuffare gli ulteriori prelievi indebiti di denaro dalle casse della società a capitale pubblico, autorizzati espressamente dal presidente Filippi Filippi Luca (ad eccezione dell’ordine di bonifico di euro 19.118,00 relativo alla nota di credito del 06.08.2012, sottoscritta dal procuratore speciale LAZZARI Maurizio, per conto di Filippi).

Verbale di interrogatorio riassuntivo del 24.11.2015

A.D.R.: richiesto di riferire sulle note di credito emesse da ASM Lavori a favore del comune di Pavia con accredito dell’importo sul conto corrente piacentino a me riconducibile, premetto che ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio. L’operazione era estranea ai fini istituzionali di ASM e fu quindi fatta fare ad ASM Lavori. L’accordo con Chirichelli Gianpaolo attinenti alla maggiorazione dei miei compensi ufficiali per le ulteriori prestazioni da me eseguite per ASM, comprendeva anche ASM Lavori sulla quale erano spalmate le note di credito e le fatture da me emesse per non caricare troppo la contabilità di ASM. Ovviamente anche per tali importi vale quanto già riferito circa il pagamento, in contanti e in nero, di una parte di tali importi a Chirichelli. Io pagavo Chirichelli, non so quali fossero i rapporti tra Chirichelli e Luca Filippi Filippi, presidente di ASM Lavori. Sempre Chirichelli mi forniva per ogni nota di credito e soprattutto per ogni bonifico o assegno una dichiarazione a firma di Luca Filippi, trasmessa all’istituto bancario cui facveva riferimento la transazione, in cui si precisava che si trattava effettivamente del pagamento delle prestazioni indicate in fattura. Preciso che le fatture da me emesse ad ASM per le note di credito di cui al precedente interrogatorio riguardavano prestazioni sovrastimate. Invece le fatture emesse ad ASM Lavori riguardavano prestazioni mai effettuate per tale società. I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio. Preciso che il secondo pagamento a Chirichelli era di 180 mila euro e non 120 mila euro. Per ogni nota di credito emessa da ASM Lavori veniva emessa una corrispondente fattura da quest’ultima società ad ASM Pavia, sul bilancio venivano caricati gli esborsi a me bonificati o pagati tramite assegno bancario.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla destinazione degli importi da me sottratti ad ASM o ASM Lavori sono stati utilizzati per operazioni imprenditoriali di cui v’è traccia negli estratti conto della mia banca piacentina.

A.D.R.: richiesto di riferire sui pagamenti a Chirichelli, preciso che si trattava di pagamenti in contanti utilizzando denaro che custodivo nella mia cassaforte anche nell’ordine di quasi mezzo milione di euro.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 09.07.2012 dell’importo di 19.118,00 euro, preciso che l’ordine di bonifico reca la firma di Luca Filippi Filippi quale presidente di ASM Lavori, di cui sono stato amministratore unico dall’agosto 2014 al 16 maggio 2015.

A.D.R.: A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 06.08.2012 dell’importo di 19.118,00 euro, vale quanto sopra riferito. Tuttavia la firma dell’ordine di bonifico è quella del dott. Maurizio Lazzari. Probabilmente Luca Filippi era assente e Lazzari ha firmato per conto dello stesso. Sicuramente Lazzari ha sentito previamente Filippi. In sostanza faceva tutto quello che glli diceva Filippi. La mail dell’ing.Grecchi allegata alla nota di credito è stata da me stampata ma riguardava tutt’altra vicenda contabile. Si trattava di un espediente da me adottato per prudenza e a ulteriore giustificazione della movimentazione contabile attinenti ai pagamenti a mio favore.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 03.09.2012 dell’importo di 19.118,00 euro, vale quanto riferito per la nota 09.07.2012. la firma dell’ordine di bonifico è quella di Luca Filippi Filippi.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 02.10.2012 dell’importo di 53.024,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 05.11.2012 dell’importo di 63.024,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 07.12.2012 dell’importo di 33.886,05 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 22.01.2013 dell’importo di 18.907,21 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 15.04.2013 dell’importo di 68.276,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 27.05.2013 dell’importo di 52.724,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 20.02.2015 dell’importo di 102.480,00 euro, a tale data ero amministratore unico e l’assegno bancario di pari importo è stato da me sottoscritto e versato a Consula e non Antoniazzi Pietro. La fotocopia agli atti di ASM o ASM Lavori è sta da me predisposta, come già detto nello scorso interrogatorio, con l’indicazione come falso beneficiario del Comune di Pavia.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 18.03.2015 dell’importo di 46.848,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 30.03.2015 dell’importo di 44.212,00 euro, vale quanto sopra.

A.D.R.: richiesto di riferire sulla nota di credito in data 30.04.2015 dell’importo di 95.282,00 euro, vale quanto sopra.

ADR. Mio cognato RAUNIG Sasa era solo un prestanome e la società CONSULA era solo amministratore unico. Il titolare effettivo della società e del relativo conto corrente bancario ero solo io.

ADR. Ho accettato la carica di amministratore unico di ASM Lavori a seguito di sollecitazione e dietro sostegno da parte di Luca Filippi Filippi, che mi avvisò telefonicamente della determinazione di ASM e ASM Lavori in tal senso.

ADR. Prendo atto che le sottrazioni di denaro di cui al presente interrogatorio assommano al totale di 684.451,36 di cui 347.195,36 per bonifici e 337.256,00 per assegni bancari.

ADR. Prendo atto che il totale delle sottrazioni, comprensive degli importi di cui al precedente interrogatorio, assommano a circo 1.800.000,00, di cui circa 450.000,00 euro versati a Chirichelli. Come ho già detto per tali importi ho emesso regolari fatture ad ASM che ovviamente non ho mai spedito, ma che tuttavia sono agli atti della mia contabilità.

ADR. Luca Filippi Filippi era ovviamente d’accordo con Chirichelli non avendomi mai sollevato obiezioni per i pagamenti in questione. Quando una volta ha richiesto spiegazioni l’ho rimbalzato a Chirichelli.

ADR. Richiesto di precisare le modalità attraverso le quali aveva creato la provvista di denaro poi consegnata a CHIRICHELLI (ndr precedente verbale di interrogatorio, espone quanto segue: ho provveduto al pagamento con miei fondi personali, che parte tenevo in casa, parte detenuti in cassetta di sicurezza.
Più precisamente fino al 2010 avevo una cassetta di sicurezza presso la banca popolare d LODI (una parte del denaro era anche custodita presso una cassetta di sicurezza presso una banca a Lugano), chiuso il rapporto con l’istituto bancario lodigiano, ho detenuto in casa tutto il denaro contante sino al luglio 2014, quando ho aperto la casetta di sicurezza presso la UBI banca di Piacenza.

Le dichiarazioni di Antoniazzi trovavano puntuale riscontro nelle indagini degli operanti, compendiate nella informativa della Guardia di Finanza n.0685305/15 del 24.11.2015, che si riporta integralmente.

“La successiva disamina della documentazione sequestrata presso l’Ufficio Antiriciclaggio Area Controllo e Rischi della Banca Centropadana, sede di Piacenza, di quella sequestrata presso gli uffici di ASM Lavori srl, permetteva di accertare che a fronte di 13 note di accredito emesse dalla società nei confronti del Comune di Pavia:

a. i corrispettivi di 9 di note di accredito hanno avuto quale beneficiario l’indagato ANTONIAZZI Pietro13;
b. mentre i corrispettivi delle restanti 4 di note di accredito hanno avuto quale beneficiario la STUDIO CONSULA Srl.

1. ACCERTAMENTI SVOLTI

Dall’analisi della suddetta documentazione è stato accertato che ANTONIAZZI Pietro è stato l’effettivo beneficiario di n. 09 bonifici disposti da A.S.M. Lavori srl, mentre STUDIO CONSULA Srl di n. 4 assegni bancari:
1) nota di accredito n. 2012/VS/11 emessa in data 09.07.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl, n. 4408414 è a favore del beneficiario identificato con il codice Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito sono emersi i seguenti documenti:
n. 01 foglio manoscritto riportante la seguente dicitura: “Dare ad ANTONIAZZI”;
n. 01foglio riportante le seguenti diciture: “Saldo per conguagli su lavori eseguiti nel 2012” e una scritta a penna rossa: “In accordo con ASM Pavia”;
n. 02 fogli riportanti la seguente dicitura: “ft ASM riaddebito prestaz. Effettuate x vs c/ ac Com PV 19.118 + IVA – Storno x prestaz. Effettuate c/ ASM PV e successivamente da loro conguagliate 15.800 + IVA = 19.118,00”;
n. 02 fogli riportanti le coordinate bancarie internazionali: IT66Z0851712600000000041061, unitamente a dei foglietti allegati riportanti dei calcoli;
n. 02 foglio riportante l’indicazione: Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo, Sede Distaccata, via Colombo 29100 Piacenza”;
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00161/2012 del 11.07.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale A.S.M. Lavori srl, richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 12.07.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 19.118,00 (diciannovemilacentodiciotto/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso nota di accredito n. 2012/VS/11 del 9.07.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria15.

Inoltre, si rappresenta che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta in nessun modo collegato con il Comune di Pavia.

Detto bonifico dell’importo di € 19.118,00 risulta accreditato in data il 12.07.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 1).

2) nota di accredito n. 2012/VS/12 emessa in data 06.08.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito sono emersi i seguenti documenti:
n. 02 copie di una e-mail inviata da Francesco GRECCHI (fgrecchi@comune.pv.it) ad ANTONIAZZI Pietro avente ad oggetto: situazione sospesi contratto calore 2008-2011, con la quale il predetto GRECCHI, tra le altre cose comunicava all’ANTONIAZZI quanto segue:“ abbiamo riformulato i rapporti dare-avere sulla base delle sopra esposte considerazioni, ed ipotizzato una possibilità di chiusura della questione con compensazioni reciproche, così come riassunte nei tabulati allegati.”
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00183/2012 del 09.08.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale si richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 10.08.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 19.118,00 (diciannovemilacentodiciotto/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso nota di accredito n. 2012/VS/12 del 06.08.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una firma. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Inoltre, si rappresenta che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta in nessun modo collegato con il Comune di Pavia.

Detto bonifico dell’importo di € 19.118,00 risulta accreditato in data il 10.08.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 2).

3) nota di accredito n. 2012/VS/13 emessa in data 03.09.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “saldo prestazioni effettuate per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate come da accordi con Comune di Pavia” dell’importo di € 19.118,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00196/2012 del 04.09.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale si richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 05.09.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 19.118,00 (diciannovemilacentodiciotto/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso nota di accredito n. 2012/VS/13 del 03.09.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 05.09.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 3).

4) nota di accredito n. 2012/VS/14 emessa in data 02.10.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “rimborso reciproche competenze per conto Asm Pavia e successivamente da loro conguagliate” dell’importo di € 53.024,10. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 02 fogli manoscritti riportante le seguenti diciture: “€ 53.024,10 – CAUSALE: Rimborso come da accordi pagami..Dott. ANTONIAZZI – Saldo Doc. – Rimborso – a saldo (con cancellatura sopra) – reciproche Competenze per conto ASM PV.”;
n. 01 stick notes riportante a matita la seguente dicitura: “Valuta 4/10”
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00225/2012 del 03.10.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 04.10.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 53.024,10 (cinquantatremilaventiquattro/10)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – s.do nota accredito n. 2012/VS/14 del 02.10.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 04.10.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 4).

5) nota di accredito n. 2012/VS/23 emessa in data 05.11.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia-saldo” dell’importo di € 63.024,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 01 foglio con annotato a matita l’importo € 63.024,00 con incollato sopra uno stick notes riportante a matita la seguente dicitura: “€ 63.024,00”;
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00260/2012 del 06.11.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 07.11.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 63.024,00 (sessantatremilaventiquattro/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – s.do nota di accredito n. 2012/VS/23 del 05.11.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 07.11.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 5).

6) nota di accredito n. 2012/VS/24 emessa in data 07.12.2012 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 33.886,05. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 02 fogli in copia con annotato due importi di € 33.886,05 (di cui uno cancellato);
n. 01 copia di un fax di A.S.M. Lavori Srl con prot. USC/00298/2012 del 07.12.12 indirizzato a Banca Popolare Commercio e Industria (c.a. sig. Tiziano Ferrari) e verosimilmente predisposto da tale F. VOLPI, stranamente datato 24.10.2012 con il quale si trasmetteva la seguente copia di bonifico: n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00298/2012 del 07.12.12 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 10.12.2012 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 33.886,05 (trentatremilaottocentoottantasei/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documentoo n. 2012/VS/24 del 07.12.2012.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 11.12.2012 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 6).

7) nota di accredito n. 2013/VS/1 emessa in data 22.01.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2012 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 18.907,21. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 02 fogli (di cui uno in copia) riportanti entrambi la dicitura manoscritta “Descrizione come precedenti” ed in uno dei due fogli allegato un foglietto di calcolo recante due volte l’importo € 18.907,20;
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/0027/2013 del 25.01.13 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 28.01.2013 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 18.907,20 (diciottonovecentosette/21)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documento n. 2013/VS/1 del 22.01.2013.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 28.01.2013 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 7).

8) nota di accredito n. 2013/VS/4 emessa in data 15.04.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per conguagli su lavori eseguiti nel 2013 in acconto con Asm Pavia” dell’importo di € 68.276,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 02 fogli (di cui uno in copia) riportanti l’importo di “€ 68.276,00” ed in uno dei due fogli allegato un foglietto di calcoli;
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00122/2013 del 23.04.13 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 29.04.2013 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 68.276,00 (sessantottomiladuecentosettantasei/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documento n. 2013/VS/4 del 15.04.2013.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 29.04.2013 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 8).

9) nota di accredito n. 2013/VS/15 emessa in data 27.05.2013 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “storno saldo come da accordi Ing. Tedesi – Asm Pavia” dell’importo di € 52.724,00. Il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario disposto dal conto corrente di A.S.M. Lavori srl n. 44084 è destinato al conto corrente identificato con l’Iban IT66Z0851712600000000041061.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 02 fogli (di cui uno in copia) riportanti la dicitura: “Storno a saldo come da accordi ING. TEDESI” sotto una cancellatura risulta scritto “comprensivo anno 2012-2013” ed in uno dei due fogli allegato un foglietto di calcoli;
n. 01 nota in copia di A.S.M. Lavori Srl – prot. USC/00196/2013 del 29.05.13 avente quale oggetto: Disposizione di pagamento con la quale richiede a Banca Popolare Commercio e Industria, Strada Nuova 61/C, Pavia di effettuare con valuta fissa al beneficiario 31.05.2013 la seguente disposizione di pagamento, da addebitare sul conto corrente n. 44084:
Importo: € 52.724,00 (cinquantaduemilasettecentoventiquattro/00)
Beneficiario: Comune di Pavia
C/o: Banco di Credito Cooperativo
Codice Iban: IT66Z0851712600000000041061
Causale: Rimborso come da accordi Dott. Antoniazzi – documento n. 2013/VS/15 del 27.05.2013.
Si evidenzia che detta disposizione di pagamento riporta in calce il timbro – ASM Lavori – Il Presidente – e una sigla. A tale data la carica di presidente del consiglio di amministrazione era rivestita da FILIPPI FILIPPI Luca Maria.

Occorre evidenziare che il codice Iban IT66Z0851712600000000041061 è relativo al conto corrente intestato ad ANTONIAZZI Pietro presso Banca Centropadana (ex Banca di Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo) di Piacenza e non risulta nessun collegamento con il Comune di Pavia.

Detto bonifico risulta accreditato in data il 11.06.2013 a favore di ANTONIAZZI Pietro (così come si evince dalla copia dello stralcio dell’estratto del conto corrente n. 41061) (allegato 9).

10) nota di accredito n. 2015/SP/1 emessa in data 20.02.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione strade e acciottolati centro storico in accordo con contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 102.480,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 03 copie della citata nota di accredito riportante in due delle tre copie nella descrizione la causale scritta a matita;
n. 01 foglietto di calcoli con indicati degli importi;
n.02 copie della matrice dell’assegno bancario n. n. 5026566590 che tratto dal conto corrente n. 47827, risulta emesso a favore del Comune di Pavia in data 24.02.15 e nelle note indicato: “Rimb. Nota 2015/SP/1, importo € 102.480,00;
n. 02 contabili inerenti l’emissione del predetto assegno.

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 20.02.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 102.480,00 (allegato 10). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato16.

11) nota di accredito n. 2015/SP/2 emessa in data 18.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche su lavori eseguiti per manutenzione sottoservizi da applicare al contratto soste Asm Pavia spa” dell’importo di € 46.848,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 04 copie della citata nota di accredito;
n.02 copie della matrice dell’assegno bancario n. n. 5026566591 che tratto dal conto corrente n. 47827, risulta emesso a favore del Comune di Pavia (data non indicata) e nelle note indicato: “Rimb. Nota 2015/SP/2, importo di € 46.848,00;
n. 02 contabili inerenti l’emissione del predetto assegno;

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 20.03.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 46.848,00 (allegato 11). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.

12) nota di accredito n. 2015/SP/5 emessa in data 30.03.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “relativa a rettifiche a totale saldo e stralcio per differenze su lavorazioni eseguite” dell’importo totale di € 44.212,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 06 copie della citata nota di accredito riportante in alcune delle copie nella descrizione la causale scritta a matita;
n. 01 foglietto di calcolo e una copia dello stesso con sopra indicati degli importi;
n.02 copie della matrice dell’assegno bancario n. 5026566593 che tratto dal conto corrente n. 47827, risulta emesso a favore del Comune di Pavia in data 21.04.15 e nelle note indicato: “Rimb. Nota 2015/SP/5 dell’importo di € 44.212,00;
n. 02 contabili inerenti l’emissione del predetto assegno;
n.01 copia dell’assegno bancario n. 5026566593 tratto dal conto corrente n. 47827, risulta emesso a favore del Comune di pavia, senza data, dell’importo di € 44.212,80.

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 22.04.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 44.212,00 (allegato 12). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.

13) nota di accredito n. 2015/SP/6 emessa in data 30.04.2015 da A.S.M. Lavori srl, nei confronti del Comune di Pavia, avente come causale: “per differenze registrate successivamente al 03/2015” dell’importo totale di € 95.282,00.

Dalla disamina della documentazione allegata alla citata nota di accredito risulta allegata la seguente documentazione:
n. 02 copie della citata nota di accredito;
n.02 copie della matrice dell’assegno bancario n. 5026566594 senza alcun dato riportato;
n. 02 contabili inerenti l’emissione del predetto assegno;
n.01 copia dell’assegno bancario n. 5026566594 tratto dal conto corrente n. 47827, risulta emesso a favore del Comune di pavia, senza data, dell’importo di € 95.282,80.

Occorre evidenziare che così come emerge dalla copia dell’estratto del conto corrente n. 4518 di STUDIO CONSULA Srl, in data 30.04.2015 risulta un versamento sbf di assegni bancari dello stesso importo di € 95.282,00 (allegato 13). Si rappresenta che il legale rappresentante della STUDIO CONSULA S.r.l., nonché soggetto titolare del rapporto di conto corrente a tale data risulta essere il cognato di ANTONIAZZI Pietro, RAUNIG Sasa, nato in Bosnia ed Erzegovina il 27.02.1974 e residente in via Fornace 128, Gossolengo (PC). ANTONIAZZI Pietro risulta, comunque, titolato ad operare sul conto come delegato.

Dunque, la disamina della documentazione sequestrata ha permesso di constatare che le seguenti note di credito tutte formalmente emesse da A.S.M. Lavori Srl a favore del Comune di Pavia:
1. nota di accredito n. 2012/VS/11 dell’importo di € 19.118,00;
2. nota di accredito n. 2012/VS/12 dell’importo di € 19.118,00;
3. nota di accredito n. 2012/VS/13 dell’importo di € 19.118,00;
4. nota di accredito n. 2012/VS/14 dell’importo di € 53.024,10;
5. nota di accredito n. 2012/VS/23 dell’importo di € 63.024,00;
6. nota di accredito n. 2013/VS/1 dell’importo di € 33.886,05;
7. nota di accredito n. 2013/VS/4 dell’importo di € 18.907,21
8. nota di accredito n. 2013/VS/4 dell’importo di € 68.276,00
9. nota di accredito n. 2013/VS/15 dell’importo di € 52.724,00;

sono state incassate di fatto da ANTONIAZZI Pietro, tutte a mezzo bonifico sul suo conto corrente n. 077004041061-30 acceso presso la Banca Credito Cooperativo di Creta – Credito Cooperativo Piacentino – oggi Banca Centro Padana per un importo complessivo pari ad € 347.195,36 (cfr. allegati informativa citata nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9).

Relativamente alle seguenti note di credito, anche queste, tutte formalmente emesse a favore del Comune di Pavia:

10) nota di accredito n. 2015/SP/1 dell’importo di € 102.480,00
11) nota di accredito n. 2015/SP/2 dell’importo di € 95.282,00;
12) nota di accredito n. 2015/SP/5 dell’importo di 44.212,00;
13) nota di accredito n. 2015/SP/6 dell’importo di € 95.282,00;

risultate pagate a mezzo assegni bancari, si rappresenta che STUDIO CONSULA Srl risulta aver versato sul proprio conto corrente n. IT81R0504812600000000004518, acceso presso Banca Popolare Commercio e Industria (sede di Piacenza – 2021), assegni bancari che corrispondono per date e importi a quelli relativi alle note di accredito sopra riportate, per l’importo complessivo pari ad € 337.256,00 (cfr. allegati informativa citata nn. 10, 11, 12 e 13).
In conclusione Antoniazzi ha distratto dalle casse di ASM Lavori Srl la somma complessiva di € 684.451,36.
Quanto al concorso di FILIPPI FILIPPI Luca, le dichiarazioni di Antoniazzi, che come sopra riportato, si è espresso nel senso che “Luca Filippi Filippi era ovviamente d’accordo con Chirichelli non avendomi mai sollevato obiezioni per i pagamenti in questione. Quando una volta ha richiesto spiegazioni l’ho rimbalzato a Chirichelli.”, trovano riscontro nell’esame dei documenti contabili relativi alle distrazioni di denaro a favore di Antoniazzi, dai quali emerge che le disposizioni di pagamento, relative alle prime n.9 note di credito, sono state impartite da Luca Filippi Filippi quale presidente di ASM Lavori (Filippi sottoscriveva tutti gli ordini di bonifico ad eccezione di quello indicato al capo b n.2 della incolpazione preliminare).

Si ripete ancora quanto già osservato e cioè che non esisteva e non esiste alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione e quant’altro che potesse giustificare pagamenti da ASM Lavori Srl. Ad Antoniazzi ed a Studio Consula Srl nell’ordine di milioni di euro.

Si tenga inoltre conto a tal riguardo che i pagamenti ad Antoniazzi e allo Studio Consula Srl. andavano contro la prassi di compensare i crediti nei confronti del Comune di Pavia.

AUTONOMA VALUTAZIONE DEGLI INDIZI

Come evidenziato dal pubblico ministero la richiesta depositata trova il proprio fondamento negli sviluppi investigativi successivi alla emissione in data 16.10.2015 della misura custodiale che ha portato già in carcere Pietro ANTONIAZZI in relazione alle prime due delle condotte criminose ora riportate dal pubblico ministero nel capo di imputazione sub a).

In estrema sintesi l’attività di indagini avviata dagli inquirenti, se pure in uno stadio ancora iniziale, aveva già dimostrato che ingenti somme di denaro erano a più riprese uscite dai conti correnti delle due società partecipate del Comune di Pavia A.S.M. Pavia s.p.a. e A.S.M. Lavori s.r.l. avendo come destinazione formale le casse dell’amministrazione comunale ma in realtà confluite altrove.

Una destinazione finale del denaro era stata subito individuata dalla G.d.F. in un conto corrente bancario acceso presso un istituto di credito del piacentino17 e da Pietro ANTONIAZZI, già direttore amministrativo di A.S.M. Pavia e dal 01.08.2014 amministratore unico di A.S.M. Lavori.18
Era stato in particolare documentalmente accertato che un assegno, nr. …988-12 di 124.051,00 euro, sottoscritto dal presidente di ASM in favore del Comune di Pavia, era stato invece negoziato presso l’istituto di credito piacentino e versato sul conto corrente intestato a Pietro ANTONIAZZI.
La falsificazione del titolo e lo storno della somma dai fini istituzionali risultavano evidenti e incontestabili.19
Si era altresì potuto subito accertare l’avvenuta emissione di un bonifico bancario di € 103.407,93, sottoscritto dal direttore generale e dal presidente di ASM, nominalmente in favore dell’amministrazione comunale ma in realtà diretto su di un codice IBAN che anche questa volta era risultato corrispondere al medesimo conto corrente intestato all’Antoniazzi.20

Tali elementi avevano determinato questo giudice ad applicare nei confronti di Pietro ANTONIAZZI la misura della custodia in carcere con riferimento a queste due condotte distrattive già compiutamente accertate.

Il prosieguo dell’attività investigativa ha portato al compiuto accertamento del complesso degli episodi distrattivi delineati sub a) con riferimento alla partecipata ASM Pavia s.p.a. e all’emersione di un altro e per tanti versi analogo filone distrattivo, sintetizzato dal pubblico ministero sub b) con riferimento alla controllata ASM Lavori s.r.l.

Il pubblico ministero, analizzando direttamente in richiesta il contenuto delle dichiarazioni successivamente rese da Pietro ANTONIAZZI in occasione degli interrogatori resi il 17 e 24 novembre scorso, ha inizialmente evidenziato come queste condotte delittuose sono state realizzate in una cornice circostanziale caratterizzata dalla estrema disinvoltura, per usare un eufemismo, con la quale i vertici delle due partecipate comunali hanno gestito la contabilità e i bilanci delle società, utilizzate come una sorta di camera di compensazione per aggiustare i conti dell’amministrazione del comune di Pavia.
In proposito può essere direttamente richiamato un brevissimo stralcio tratto dal verbale di interrogatorio del 17.11.2015:
… il Comune di Pavia ci ha chiesto in maniera diretta di stornargli delle fatture molto vecchie, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, cioè veramente anche roba vecchissima, semplicemente perché non avevano più su quel capitolo di spesa soldi a sufficienza, quindi hanno chiesto ad Asm, personalmente a me, quindi in alcuni casi c’era l’Ingegner GRECCHI, in alcuni casi c’era la Dottoressa DIANI e l’Ingegner GRECCHI, mi hanno chiesto direttamente (…) di fare delle note di credito facendo delle contestazioni sui lavori che non erano…, avevano…, i lavori erano stati fatti comunque c’erano contestazioni sui lavori, noi abbiamo emesso a storno al Comune di Pavia una serie di fatture vecchie, che loro non volevano più pagare, ed una serie di fatture anche dell’anno, di competenza dell’anno molto molto recenti, dell’anno precedente che ad un certo punto non avendo più il capitolo di spesa o il denaro sufficiente, perché magari da quel capitolo di spesa l’avevano spostato ad un altro e quindi lì non c’erano più i soldi per pagare quella fattura, di emettere le note di credito.

Questa pratica era stata anche estesa ai rapporti tra le due partecipate per aggiustarne i bilanci.
Emblematico quanto Pietro ANTONIAZZI riferisce nello stesso interrogatorio a proposito dell’anno di esercizio 2013:
… perché dalla fine del 2013 fino all’8 giugno del 2014 il problema erano le elezioni(…)
Quando nell’aprile…, febbraio/marzo 2014 è uscita questa perdita gigante di Asm Lavori di mezzo milione di euro (…)
Allora, come al solito, il suggerimento su che cosa fare l’ho dato io, poi l’approvazione dei… Ecco, qui c’è da dire che qui c’è un fatto particolare su questa cosa qua, mi ha invitato FILIPPI a pranzo alla Corte dei Sapori, che è su quella rotonda…, non mi ricordo come si chiama quella rotonda lì eccetera, e lì al ristorante c’ero io e FILIPPI, che FILIPPI mi diceva: “Non possiamo…, devi portarmi la perdita a cento mila” gli ho detto: “Luca ascolta, guarda fallo fare da qualcun altro perché io non…, non…, proprio tecnicamente io non ce la faccio, qualcun altro sarà più bravo di me, io non ce la faccio”, gli ho detto: “Guarda, cioè…”, allora lui mi fa: “Almeno fammi stare sotto il mezzo milione di euro”, che poi era la necessità quindi…, però io dovevo sempre tenere conto…
PM VENDITTI – No, un momento, non ho capito “fammi stare…” Ah, al di sotto perché la perdita era di cento…, cinquecento…
IND. ANTONIAZZI – 520 senza le imposte, quindi arrivavamo a 560/570 perché più o meno poi le imposte erano 30/40 mila euro, adesso mal contati ma questa era la cifra. Quindi ho fatto una perdita di 440 e poi c’era un 52 mila euro di imposte, quindi siamo andati a 490 ed abbiamo chiuso il bilancio a 490 mila euro di perdita.
COLONNELLLO MARAGONI – Perché sui 500 mila?
IND. ANTONIAZZI – Psicologico, come quando lei compra una cosa a € 9,99 in realtà paga dieci euro, però psicologicamente è € 9,99, stessa cosa.
PM VENDITTI – E gli altri? Cioè FILIPPI, solo FILIPPI?
IND. ANTONIAZZI – No no, c’era solo FILIPPI. Verso la fine del pranzo, avevamo finito il secondo, dovevamo ancora ordinare il caffè eccetera è arrivato CHIRICHELLI a questo pranzo, che si è avvicinato al tavolo, non s’è seduto e ha chiesto a FILIPPI: “Allora avete trovato…, insomma un accordo eccetera?” e FILIPPI gli ha detto: “Sì, ma non si può fare di meglio che scendere sotto i cinquecento e basta perché in altri modi Antoniazzi dice che non si può fare”, così è stata la…, poi è avvenuto ed è stata fatta questa cosa qua.

Non che questi aggiustamenti di bilancio avvenissero solo ed esclusivamente per scopi di immagine. Sempre Pietro ANTONIAZZI difatti riferisce:
“IND. ANTONIAZZI – Qui c’è da dire una cosa, che all’approvazione del bilancio 2012, quindi nell’aprile del 2013 era necessari anche far…, questo invece mi è stato detto espressamente, da CHIRICHELLI non da FILIPPI, da CHIRICHELLI, che CHIRICHELLI voleva dare un premio, siccome il compenso degli Amministratori era modesto, quello degli Amministratori di Asm Lavori sto parlando, era modesto, era da integrare con un premio per i buoni risultati eccetera eccetera, quindi è stato poi dato il premio agli Amministratori di Asm Lavori nell’aprile del 2013, intorno ai 35/40 mila euro, una roba così.”

E’ in questa cornice di disinvolta gestione che devono essere collocate le due vicende poste direttamente all’attenzione del giudice.

Con riferimento alla condotta sub a) il seguito della attività investigativa ha permesso di verificare che in tutti i tredici episodi individuati i denari sono stati sviati dalla loro destinazione istituzionale per confluire nella diretta disponibilità dell’Antoniazzi, o mediante versamenti sul conto corrente al medesimo intestato o su di un diverso conto corrente intestato allo Studio Consulta s.r.l. ditta comunque direttamente riconducibile all’Antoniazzi come dal medesimo pacificamente ammesso.

Nell’annotazione di indagini G.d.F. in data 30.10.2015, poi riportata in richiesta, sono inseriti dei chiari specchietti che sintetizzano in modo esaustivo ed efficace i tredici episodi di peculato accertati. Dette tavole sinottiche, arricchite da riferimenti al materiale documentale relativo all’istruzione delle pratiche di trasferimento del denaro reperito e analizzato dagli inquirenti, sono state direttamente riportate nella prima parte di questa ordinanza per agevolarne la consultazione.

Gli inquirenti hanno evidenziato una prima e singolare anomalia che caratterizza queste note di credito rispetto alle altre emesse da ASM s.p.a. in favore del comune di Pavia.
Mentre per prassi tali note venivano saldate attraverso compensazioni con l’amministrazione comunale queste sole tredici21 sono state saldate una, la prima, con un ordine di bonifico bancario sottoscritto da Giampaolo CHIRICHELLI22 e da Claudio TEDESI23 e le restanti altre mediante assegni postali sottoscritti sempre da Giampaolo CHIRICHELLI, ovvero dai soggetti titolari dei poteri di firma rispetto ai conti correnti bancari e postali dell’azienda.

In proposito occorre subito evidenziare che la consulenza tecnica, depositata dal pubblico ministero in data 23.12.2015, ha evidenziato che dette firme debbono essere tutte ritenute autentiche.

Inoltre la gran parte queste note risultano tutte siglate o dal direttore finanziario Pietro ANTONIAZZI, dal direttore generale Claudio TEDESI, dal vice presidente Matteo MITSIOPOULOS o infine dal procuratore speciale Donato SCOVA.24
In proposito è stata la stessa impiegata addetta alla istruzione delle pratiche, Alessandra Croce25 a spiegare che poiché Pietro ANTONIAZZI non le forniva la necessaria documentazione a supporto delle pratiche aveva preferito richiedere, a scopo cautelativo, che tali note venissero siglate da coloro che avevano poteri direttivi.

Infine, messo di fronte alle evidenze documentali delle condotte distrattive, Pietro ANTONIAZZI ha ammesso le proprie responsabilità dichiarando, nota per nota, di essersi appropriato del denaro se pure a titolo di compenso per prestazioni che non potevano essere formalmente pagate in quanto non aderenti agli scopi istituzionali di ASM Pavia.
In complicità con Giampaolo CHIRICHELLI era stato così ideato l’escamotage di predisporre delle false note di credito in favore del comune di Pavia che tuttavia venivano poi pagate mediante bonifici o assegni emessi però non a beneficio delle casse comunali ma in favore dell’Antoniazzi medesimo. Gli assegni venivano predisposti dall’Antoniazzi e sottoscritti dal Chirichelli.
Parallelamente, nel predisporre la pratica relativa al pagamento da trattenere nell’archivio dell’azienda, Pietro ANTONIAZZI falsificava una fotocopia dell’assegno sostituendo il proprio nome quale beneficiario del titolo con il comune di Pavia. La pratica così falsificata veniva poi consegnata in contabilità che nulla sapeva di ciò.
Dato che l’ingente flusso di denaro finiva direttamente su conti correnti riconducibili all’Antoniazzi per ogni trasferimento di denaro il beneficiario emetteva fittiziamente una fattura intestata ad ASM Pavia, pagandovi regolarmente l’IVA, contabilizzandola e inserendola in dichiarazione dei redditi. 26 Ovviamente tali fatture non venivano poi materialmente trasmesse ad ASM ma restavano nella disponibilità dell’emittente.

Stralciando direttamente dal verbale di interrogatorio davanti al pubblico ministero del 17.11.2015 il meccanismo può essere ricostruito tramite le stesse parole del dichiarante :

IND. ANTONIAZZI – Okay. Allora, le note di credito erano l’escamotage contabile per avere…, per prendere diciamo, per avere… Questo era un accordo fatto direttamente con CHIRICHELLI, per pagare le prestazioni fatte extra del mio lavoro, cioè extra rispetto agli incarichi che avevo, per il quale io… Allora in Asm Pavia, in Asm Pavia c’erano le note di credito al Comune di Pavia come giustificazione contabile dei pagamenti, perché poi io dovevo essere pagato…

IND. ANTONIAZZI – La differenza era…, gli accordi erano che di volta in volta, di volta in volta, quindi non era una cifra dove io ti dico… Allora, io voglio cento mila euro in più all’anno, non era così, di volta in volta i lavori che venivano svolti da me concordavo la cifra con CHIRICHELLI e nella mia contabilità se avete già visto, adesso non so se siete già andati a prenderla, avete visto i movimenti bancari eccetera, nella mia contabilità io ho emesso le fatture ad Asm Pavia regolarmente contabilizzate, versata l’I.V.A., pagato i contributi, fatte le dichiara…, messe in dichiarazioni dei redditi, cioè nella mia contabilità…

IND. ANTONIAZZI – No, molto banalmente, io, io dicevo alla persona del ciclo attivo, che emetteva le fatture attive e stornava, quindi emetteva le note di credito, delle fatture attive eccetera dicevo di fare una nota di credito al Comune di Pavia, l’impiegata non ne sapeva nulla, l’impiegata fisica faceva quello che io gli dicevo di fare. In alcuni casi avevo la pezza giustificativa reale, perché poi quelle note di credito che le dicevo prima tutto questo è potuto avvenire perché il Comune di Pavia ha in più riprese ed in più anni richiesto storni di prestazioni effettivamente svolte da Asm Pavia, che loro non volevano più pagare e che in maniera diretta la Dottoressa Diani in questo caso mi ha detto: “Io non ho i soldi, non li ho neanche sugli altri capitoli, questa qui me la deve stornare” fine, sto parlando dell’insieme delle note di credito, non di queste. Queste il Comune di Pavia non le ha mai ricevute, non le ha mai viste, non le ha mai pagate e non le ha mai contabilizzate. Quindi nella contabilità del Comune di Pavia queste note di credito non ci sono…

IND. ANTONIAZZI – Le dico la…, scusi finisco la modalità perché così magari le rispondo. Veniva emesso fisicamente il documento, okay? Il documento poteva essere pagato, come tutte le altre note di credito come quelle diciamo normali e regolari con compensabile. Quindi, in realtà, nelle note di credito il Comune di Pavia ha fisicamente registrato, ma che non riguardavano queste operazioni, erano per compensazione, il Comune di Pavia mi pagava per differenza, punto. Per queste qua, per queste ci doveva essere per forza un’uscita di cassa, okay? Bene. L’uscita di cassa era o con bonifico o con assegno, questo è.
PM VENDITTI – Mi dica una cosa…
IND. ANTONIAZZI – Ho sentito dire che CHIRICHELLI ha detto che lui firmava in bianco. CHIRICHELLI in bianco non firmava neanche i biglietti di auguri per Natale…

IND. ANTONIAZZI – Scusi, le dico come avveniva la cosa della…, ci interrompiamo sempre sulla procedura, abbiamo detto l’emissione del documento gliela chiedevo io alle impiegate, emettevano il documento, mi facevo dare dalla cassaforte il libretto, il libretto degli assegni perché io non avevo accesso alla cassaforte, io non ho mai saputo la combinazione della cassaforte. Mi facevo portare il libretto degli assegni, compilavo l’assegno per intero, lo portavo da CHIRICHELLI da firmare, CHIRICHELLI mi firmava l’assegno, io tornavo in ufficio, facevo la fotocopia dell’assegno, sbianchettavo ANTONIAZZI Pietro sulla fotocopia, mettevo Comune di Pavia, rifacevo la fotocopia e la consegnavo alla contabilità, okay? Questo è.

Partecipe di questo meccanismo oltre al Chirichelli e all’Antoniazzi era anche Claudio TEDESI come esplicitamente dichiarato dall’Antoniazzi medesimo

IND. ANTONIAZZI – Allora, consapevole della fraudolenza del documento era CHIRICHELLI, secondo me, io non ne ho mai parlato con TEDESI ma secondo me ovviamente TEDESI ne era assolutamente a conoscenza perché le ha anche vistate.

La chiamata in correità risulta poi convincentemente motivata con riferimento a primi due episodi distrattivi confessati dall’Antoniazzi

ADR. Il rimborso di cui al bonifico in atti relativo alla nota 12.09.2011 fu effettivamente disposto da Tedesi che appose il suo OK come risulta in atti. Era evidentemente consapevole dell’effettiva ragione dell’operazione perché presumo ne avesse parlato con Chirichelli e perché non c’era altra ragione per effettuare tale pagamento, non essendovi alcuna richiesta in tal senso da parte del Comune di Pavia. Ciò nonostante le opposizioni delle impiegate che io, come in altri casi, ho rassicurato. Fino ad allora infatti si era operato solo con compensazioni tra Comune e ASM.
ADR. L’assegno di cui alla nota 27.09.2013 reca le firme di Chirichelli e Tedesi. Avevo fatto firmare l’assegno a entrambi perché così ritenevo si dovesse fare. Mi sono rivolto a Chirichelli che lo ha fatto firmare anche a Tedesi restituendomi l’assegno il giorno dopo. L’assegno fu da me versato in banca ma Poste Italiane lo hanno restituito perché voleva solo la firma depositata del responsabile legale. L’assegno fu rifatto a firma del solo Chirichelli.
ADR. L’assegno di cui alla nota 25.11.2013 è stato firmato da Chirichelli ed è stato incassato previo “bene emissione” richiesto e ottenuto da Poste Italiane a firma Chirichelli, come ritengo per tutti gli altri assegni postali.

E comunque anche con riferimento alle restanti note di credito l’Antoniazzi ha dichiarato:

ADR. Tutte le note di credito per cui è procedimento risultano siglate da Chirichelli, Tedesi e Scova che sostituiva Tedesi quanto era in custodia cautelare. Solo le note di credito in questione erano così sottoscritte. Le altre, quelle emesse lecitamente per effettivi storni al Comune di Pavia, venivano predisposte e inviate al Comune senza sottoscrizione alcuna. Sono stato io stesso a pretendere per mia iniziativa e mia cautela a pretendere la sottoscrizione delle note di credito in questione.

Ergo Claudio TEDESI firmava e non faceva domande.

Le dichiarazioni rese da Pietro ANTONIAZZI debbono essere ritenute credibili anzitutto per quanto riguarda la ricostruzione delle condotte materiali, ricostruzione che ha trovato puntuale riscontro non solo nella documentazione acquisita e analizzata dagli inquirenti27 ma anche nelle dichiarazioni rese dall’impiegata Croce e sopra riportate.

Tuttavia le dichiarazioni debbono essere ritenute attendibili anche con riferimento alla chiamata in correità di Giampaolo CHIRICHELLI e Claudio TEDESI.

In proposito occorre considerare che, in linea con quanto argomentato dal pubblico ministero, il puntuale riscontro esterno della loro attendibilità deve essere individuato nella considerazione del comportamento rispettivamente tenuto da Chirichelli e Tedesi.

Difatti i due, entrambi in posizione apicale nell’azienda e con competenze tali da essere ben consapevoli dei meccanismi aziendali, di fronte ad una procedura assodata come assolutamente extra ordinem rispetto alle prassi aziendali di ASM Pavia hanno avallato esborsi in favore dell’Antoniazzi per un totale complessivo di oltre 1.180.000 Euro.

Alcuni degli assegni intestati a Pietro ANTONIAZZI o allo Studio Consulta s.r.l. risultano addirittura emessi ancora prima che venissero istruite le relative pratiche di accreditamento senza che mai la cosa abbia generato dei sospetti nei due soggetti e abbia portato all’avvio di alcuna procedura di controllo considerato che non esisteva alcun documento, contratto, delega di incarico, convenzione o quant’altro potesse giustificare detti pagamenti.

Di fronte a tale quadro circostanziale non si vede quale tesi alternativa al concorso doloso di Giampaolo CHIRICHELLI e Claudio TEDESI al disegno criminoso confessato da Pietro ANTONIAZZI possa essere validamente sostenuta.

In particolare non può sostenersi che i due abbiano avallato inconsapevolmente le pratiche predisposte dall’Antoniazzi per colpevole superficialità e omissione di controlli.

Non tragga in inganno la circostanza che lo stesso Tedesi si sia recato in procura della Repubblica a depositare nel mese di ottobre scorso l’esposto dal quale hanno preso avvio le indagini. Difatti l’impulso per l’avvio dei controlli contabili che hanno portato all’emersione degli ammanchi era giunto solo dopo il completo ricambio dei vertici aziendali voluto dalla nuova amministrazione comunale. Tedesi non avrebbe potuto fare altrimenti.

Passando all’analisi delle contestazioni sintetizzate dal pubblico ministero sub b) sempre nel prosieguo delle indagini, con la stessa metodologia investigativa, gli inquirenti hanno potuto accertare che analoghe condotte distrattive, che il caso ha voluto ancora in numero di 13, risultano essere state commesse sempre a immediato beneficio dei conti di Pietro ANTONIAZZI ma questa volta in danno delle casse di ASM lavori s.r.l. società interamente controllata da ASM Pavia e all’epoca legalmente rappresentata da Luca Maria FILIPPI FILIPPI28 il cui ufficio in azienda si trovava adiacente a quello di Giampaolo CHIRICHELLI.

Per non appesantire ulteriormente l’ordinanza si omette di ripetere nel dettaglio il meccanismo distrattivo trattandosi del medesimo meccanismo già considerato per ASM Pavia bastando a ciò il richiamo alle chiare tavole sinottiche predisposte dagli inquirenti, episodio per episodio, riportate dal pubblico ministero in ordinanza esattamente come da annotazione di indagini G.d.F. in data 24.11.2015.
Dall’analisi della documentazione aziendale riassunta in dette tavole risulta l’emissione di nove note di credito formalmente emesse da ASM lavori in favore del comune di Pavia ma in realtà confluite sul solito conto corrente dell’Antoniazzi che risulta averle incassate, tramite bonifico bancario, per un importo complessivo di oltre 340.000 Euro.
Risultano inoltre altre quattro note di credito emesse sempre formalmente a beneficio delle casse comunali ma questa volta confluite sul conto dello Studio Consulta s.r.l. con le medesime modalità di pagamento per un totale di oltre 337.000 Euro. Della pacifica riconducibilità di Studio Consulta all’Antoniazzi s’è già scritto.

Il motivo della distribuzione delle condotte tra le due società collegate viene convincentemente spiegato dall’Antoniazzi stesso nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero in data 24.11.2015 in occasione del quale il dichiarante ammette punto per punto anche gli episodi distrattivi riassunti sub b) nel capo di imputazione provvisoria.

A.D.R.: richiesto di riferire sulle note di credito emesse da ASM Lavori a favore del comune di Pavia con accredito dell’importo sul conto corrente piacentino a me riconducibile, premetto che ASM Lavori veniva utilizzata per svolgere attività che istituzionalmente non potevano essere eseguite da ASM Pavia, come nel caso, ad esempio, dell’acquisto del Pavia Calcio. L’operazione era estranea ai fini istituzionali di ASM e fu quindi fatta fare ad ASM Lavori. L’accordo con Chirichelli Gianpaolo attinenti alla maggiorazione dei miei compensi ufficiali per le ulteriori prestazioni da me eseguite per ASM, comprendeva anche ASM Lavori sulla quale erano spalmate le note di credito e le fatture da me emesse per non caricare troppo la contabilità di ASM. Ovviamente anche per tali importi vale quanto già riferito circa il pagamento, in contanti e in nero, di una parte di tali importi a Chirichelli. Io pagavo Chirichelli, non so quali fossero i rapporti tra Chirichelli e Luca Filippi Filippi, presidente di ASM Lavori. Sempre Chirichelli mi forniva per ogni nota di credito e soprattutto per ogni bonifico o assegno una dichiarazione a firma di Luca Filippi, trasmessa all’istituto bancario cui facveva riferimento la transazione, in cui si precisava che si trattava effettivamente del pagamento delle prestazioni indicate in fattura. Preciso che le fatture da me emesse ad ASM per le note di credito di cui al precedente interrogatorio riguardavano prestazioni sovrastimate. Invece le fatture emesse ad ASM Lavori riguardavano prestazioni mai effettuate per tale società. (…) Per ogni nota di credito emessa da ASM Lavori veniva emessa una corrispondente fattura da quest’ultima società ad ASM Pavia, sul bilancio venivano caricati gli esborsi a me bonificati o pagati tramite assegno bancario.

Partecipe del meccanismo delittuoso delineato sub b) oltre all’Antoniazzi29 era necessariamente anche Luca Maria FILIPPI FILIPPI come esplicitamente dichiarato dall’Antoniazzi medesimo sempre in occasione dell’interrogatorio del 24.11.2015:

ADR. Luca Filippi Filippi era ovviamente d’accordo con Chirichelli non avendomi mai sollevato obiezioni per i pagamenti in questione. Quando una volta ha richiesto spiegazioni l’ho rimbalzato a Chirichelli.

Anche con riferimento a questa seconda contestazione le dichiarazioni rese da Pietro ANTONIAZZI debbono essere ritenute credibili anzitutto per quanto riguarda la ricostruzione delle condotte materiali che ha trovato puntuale riscontro nella documentazione acquisita e analizzata dagli inquirenti.30

Tuttavia le dichiarazioni debbono essere ritenute attendibili anche con riferimento alla chiamata in correità di Luca Maria FILIPPI FILIPPI.
In proposito occorre considerare che, in linea con quanto argomentato dal pubblico ministero, il puntuale riscontro esterno della loro attendibilità deve essere individuato nella considerazione del comportamento stesso del FILIPPI.

Difatti anche il medesimo, in posizione apicale nell’azienda e con competenze tali da essere ben consapevole dei meccanismi aziendali, di fronte ad una prassi assodata come assolutamente extra ordinem rispetto alle prassi aziendali di ASM Pavia ha avallato esborsi in favore dell’Antoniazzi per un totale complessivo di 347.195,36 Euro.

Tale importo corrisponde alla somma del valore delle note di accredito indicate dal pubblico ministero in imputazione sub b) ai nn 1-9 ovvero alle note liquidate direttamente dal Filippi con ordine di bonifico dal medesimo sottoscritti quale presidente di ASM lavori.31

Un ulteriore importante riscontro documentale alla chiamata in correità dell’Antoniazzi potrà essere ottenuto, se possibile, mediante la ricerca e acquisizione presso l’istituto di credito piacentino cui si appoggiava l’Antoniazzi delle dichiarazioni sottoscritte dal Filippi e trasmesse all’istituto bancario cui risulta avere fatto riferimento l’Antoniazzi in interrogatorio:

…Sempre Chirichelli mi forniva per ogni nota di credito e soprattutto per ogni bonifico o assegno una dichiarazione a firma di Luca Filippi, trasmessa all’istituto bancario cui faceva riferimento la transazione, in cui si precisava che si trattava effettivamente del pagamento delle prestazioni indicate in fattura…

Il reperimento di queste dichiarazioni permetterebbe di estendere il giudizio di responsabilità del Filippi anche ai rimanenti ultimi quattro episodi distrattivi.

Difatti le restanti 4 note di credito risultano essere state liquidate mediante assegni bancari sottoscritti direttamente dall’Antoniazzi e incassati da Studio Consulta senza che risulti attualmente documentalmente provata alcuna partecipazione diretta del Filippi all’azione di spoglio del denaro pubblico.

Pertanto con riferimento a queste ultime 4 condotte delittuose non può ritenersi allo stato raggiunto un sufficiente livello di gravità indiziaria per quanto attiene alla partecipazione di Luca Maria FILIPPI FILIPPI.

In ogni caso, con riferimento alla emissione delle prime 9 note di credito, di fronte a un tale quadro circostanziale non si vede quale tesi alternativa al concorso doloso di Luca Maria FILIPPI FILIPPI al disegno criminoso confessato da Pietro ANTONIAZZI possa essere validamente sostenuta.

Anche in questo caso non può certo sostenersi che il FILIPPI abbia avallato inconsapevolmente le pratiche predisposte dall’Antoniazzi per colpevole superficialità e omissione di controlli.

Quanto al tornaconto che i complici risultano avere ottenuto da tali fraudolente operazioni è lo stesso Antoniazzi a confessare di avere girato una parte cospicua del bottino a Chirichelli attraverso versamenti in contanti che attingeva da alcune sue ingenti riserve di denaro come dichiarato nel corso dell’interrogatorio del 19.11.2015:

IND. ANTONIAZZI – Io ho dato 40 mila nel 2012 a CHIRICHELLI, fine 2012./PM VENDITTI – Aspetti, cosa?/IND. ANTONIAZZI – 40 mila euro nel 2012. 130 mila…, 136 mila nel 2013 e 200 mila nel 2014, duecento…, 215 mila nel 2014.

e ribadito e precisato anche in occasione del successivo interrogatorio del 24.11.2015:

I pagamenti effettuati a Chirichelli assommano in totale a 450 mila euro come già dichiarato nel precedente interrogatorio. Preciso che il secondo pagamento a Chirichelli era di 180 mila euro e non 120 mila euro.
Rimanendo in tema di tornaconto v’è infine da considerare che le giustificazioni fornite da Pietro ANTONIAZZI sulla sostanziale causale che lo avrebbe determinato a dar corso alla descritta macchinazione distrattiva appaiono invero molto deboli.
Risulta difatti poco credibile che egli abbia dato corso alla fraudolenta operazione di trasferimento dei denari sui propri conti correnti a titolo di pagamento di prestazioni rese ma non formalmente pagabili.
Difatti se si fosse davvero trattato di introiti che comunque gli spettavano per lavori svolti appare quanto meno inusuale che egli abbia deciso di rendersi complice nel compimento di una serie di gravi fatti di reato, così esponendosi al rischio di subirne le conseguenze penali, oltretutto acconsentito a girare una considerevole fetta di tali introiti, circa 450 milioni di euro in contanti, a Giampaolo CHIRICHELLI.
E’ molto più verosimile ritenere che le condotte emerse siano il frutto di un concerto criminoso dettato da meri intenti predatori del denaro pubblico e che le dichiarazioni in proposito rese dall’Antoniazzi, una volta incarcerato, siano state dettate solo dall’intento di alleggerire la propria compromessa posizione processuale.

Quanto alla qualificazione giuridica delle condotte materiali accertate attesa la di esse identità, capo di imputazione sub a), o analogia, capo di imputazione sub b), possono essere richiamate, mutatis mutandis, le considerazioni che questo giudice ha già svolto in occasione della emissione della prima ordinanza cautelare, considerazioni che sono state condivise anche dal giudice del riesame.

Va in primo luogo rimarcato che le condotte poste in essere da Pietro ANTONIAZZI, Giampaolo CHIRICHELLI, Claudio TEDESI e Luca Maria FILIPPI FILIPPI in ragione delle qualifiche che i medesimi rivestivano in ASM Pavia32 e ASM lavori33 sono state commesse da soggetti che pacificamente rivestivano la qualifica di incaricati di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni in quanto stabilmente inseriti con funzioni apicali in società a totale partecipazione pubblica che perseguono finalità pubbliche.

Le condotte accertate devono essere correttamente sussunte nella ipotesi delittuosa di cui agli artt. 110, 81 cpv 314 c.p.34

Ciò in linea con il filone giurisprudenziale, maggioritario fino all’anno 2013, secondo il quale è configurabile il delitto di peculato in relazione al denaro pubblico il cui possesso, per effetto delle norme interne dell’ente pubblico che prevedono il concorso di più organi ai fini dell’adozione dell’atto dispositivo, fa capo congiuntamente a più pubblici ufficiali, anche se, di essi, quelli che emettono l’atto finale del procedimento non concorrono nel reato per essere stati indotti in errore da coloro che si sono occupati della fase istruttoria.35
Tale è difatti la condotta materiale che sulla base di quanto sopra riferito è risultata allo stato accertata.

E’ ben vero che risulta, in particolare, una successiva sentenza36 che qualifica come truffa aggravata una condotta di falsificazione del codice IBAN da parte di un dipendente della tesoreria di un ente locale. Ma tale arresto giurisprudenziale risulta riferito al caso di un soggetto dipendente dell’ente pubblico, senza mansioni direttive e senza i poteri dispositivi di cui risultavano all’epoca dotati gli odierni indagati e quindi a un caso diverso da quello oggi in esame.
In proposito, avuto riguardo al complessivo quadro della fattispecie distrattiva posta all’attenzione del giudice, è bene sottolineare che nel caso in esame tutto avveniva con l’impulso e sotto la regia dei quattro indagati.

Allo stato delle indagini debbono pertanto ritenersi sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei quattro soggetti indagati con riferimento ai reati ipotizzati dal pubblico ministero sub a) e b) della imputazione provvisoria con la precisazione che Luca Maria FILIPPI FILIPPI deve essere ritenuto allo stato responsabile soltanto delle condotte distrattive indicate sub b) dal punto nr. 1) al punto nr. 9)

CONSIDERATO

– che i fatti non risultano essere stati commessi in presenza di cause di giustificazione, di non punibilità o di estinzione del reato o della pena.

– che ben difficilmente in caso di condanna gli indagati potranno ottenere una pena inferiore ai tre anni di reclusione o sospesa, considerata la gravità dei reati.

– che nel caso di specie paiono ricorrere le esigenze cautelari di cui all’art. 274 lett. a) c.p.p.

Il pubblico ministero ha difatti evidenziato che sussiste l’impellente necessità di effettuare le seguenti specifiche attività investigative
completare l’acquisizione della documentazione bancaria;
effettuare accertamenti bancari sui conti degli indagati onde cercare di risalire ai denari
eseguire rogatorie all’estero relative ai rapporti bancari accesi in Svizzera o altrove atteso che è già risultato che quanto meno l’indagato Antoniazzi ha diversi interessi economici all’estero
quantificare gli importi di denaro sottratto e delle relative operazioni
sentire tutte le persone informate sui fatti.
E’ pertanto indispensabile l’applicazione della misura maggiormente limitativa della liberta personale onde evitare che gli indagati pongano in essere condotte di inquinamento probatorio.
Occorre in proposito premettere che la vicenda dell’ammanco delle somme di denaro risulta essere stata ampiamente divulgata dalla stampa locale. Di conseguenza è del tutto verosimile ritenere che tutti gli indagati, consapevoli delle condotte commesse, si siano già prospettato la pendenza di indagini a loro carico.
L’acquisizione e l’analisi della documentazione indicata dal pubblico ministero come necessaria al completamento delle indagini, che richiederà anche lo svolgimento di rogatorie internazionali, appare indispensabile al completo accertamento dei fatti e giustifica in relazione alla esigenza di tutela di cui alla lettera a) dell’art. 274 c.p.p. la concessione di un periodo di custodia cautelare in carcere di 6 mesi.

– che nel caso di specie, con riferimento alla posizione di Pietro ANTONIAZZI ricorre anche un concreto pericolo di fuga considerato che l’indagato se rimesso in libertà possa darsi alla fuga. Si consideri in proposito la circostanza che l’Antoniazzi gode della possibilità di avere appoggi all’estero anche in ragione di relazioni professionali e patrimoni ivi detenuti (sicuramente in Svizzera, così come si desume dalla documentazione bancaria sin qui acquisita);37

– quanto alla esigenza cautelare di cui all’art. 274 lett. c) non può sottacersi
che il tribunale del riesame in relazione alle condotte già accertate in capo a Pietro ANTONIAZZI ha ritenuto concreto e attuale il rischio di recidiva nel reato essendosi egli servito della propria posizione per soddisfare illecitamente interessi personali dimostrando una totale impermeabilità ai valori che avrebbero dovuto ispirare il suo lavoro.
Considerato oltretutto che l’attività illecita è stata reiterata nel corso degli anni e si è interrotta solo per l’intervento di fattori esterni che hanno portato all’avvio della verifica interna alla società e alla conseguente iscrizione del procedimento penale.
Il tribunale osserva poi che a diversa conclusione non può indurre la circostanza che rapporto con ASM Pavia sia cessato … atteso che l’assoluta disinvoltura dimostrata dall’indagato nel perseguimento a ogni costo dei propri interessi privati, e segnatamente nella finalità del maggior arricchimento possibile, in spregio non solo al rispetto delle regole che presiedono corretto espletamento del rapporto di lavoro ma anche di profili di rilievo penale nel caso in cui fosse stato scoperto nonostante, si ripete, la disponibilità da parte dell’indagato di un rapporto di lavoro indubbiamente di profilo non basso sia dal punto di vista professionale che economico, induce a ritenere elevata la probabilità che il pervenuto possa commettere analoghe condotte, tenuto conto che per pericolo di reiterazione del reato non si intende la medesima condotta con i medesimi soggetti.

Tale negativo giudizio, pienamente condivisibile, ben può essere esteso anche alla posizione degli altri compartecipi nel reato tutti, all’epoca dei fatti, in posizione addirittura sovraordinata rispetto all’Antoniazzi.

Inoltre con riferimento, in particolare, alla posizione di Luca Maria FILIPPI FILIPPI non può sottacersi che il medesimo è già stato sottoposto a misura cautelare e si trova attualmente a giudizio per fatti sempre di peculato commessi sempre in danno di ASM lavori.
Parimenti Claudio TEDESI risulta notoriamente essere stato sottoposto a misura cautelare nell’ambito di una indagine, pendente, per fatti di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, traffico illecito di rifiuti.
Pur trattandosi di procedimenti non ancora definiti occorre tuttavia considerare che secondo il giudice di legittimità ha stabilito che ai fini del giudizio sulla personalità, richiesto in materia cautelare dall’art. 274, lett. c), cod. proc. pen., va tenuto conto anche delle eventuali pendenze penali, le quali, pur se non qualificabili come “precedenti penali” in senso stretto, sono tuttavia sempre riferibili a “comportamenti o atti concreti” che si assumono posti in essere dall’imputato o indagato e sono pertanto valutabili sotto tale profilo, sulla base del testuale tenore della suindicata disposizione normativa, senza che ne derivi contrasto alcuno con il principio di non colpevolezza di cui all’art. 27, comma secondo Cost., atteso che tale principio vieta di assumere la “colpevolezza” a base di qualsivoglia provvedimento, fino a quando essa non sia stata definitivamente accertata, ma non vieta affatto di trarre elementi di valutazione sulla personalità dell’accusato dal fatto obiettivo della pendenza, a suo carico, di altri procedimenti penali.38

Quanto a Giampaolo CHIRICHELLI è notorio, per essere stato più volte riportato dalla stampa locale, che il medesimo, di fronte ai rilievi mossi con riferimento alla sua posizione apicale in ASM, abbia dichiarato che per quanto riguarda ASM egli si riteneva di dover rispondere solo al proprio partito di riferimento che lo aveva portato ai vertici di ASM.
Tali dichiarazioni denotano una profonda mancanza di senso istituzionale considerato che chi è chiamato a gestire beni o servizi pubblici dovrebbe avere chiaro di dover rispondere del proprio operato all’ente pubblico e, in definitiva, al contribuente i cui denari egli è stato chiamato ad amministrare. Tale considerazione viene ulteriormente a connotare negativamente il giudizio sulla personalità dell’indagato.

deve pertanto essere ritenuto attuale e concreto il pericolo che gli indagati, se lasciati in libertà, commettano altri delitti della stessa specie di quello per cui si procede.

CONSIDERATO

che con riferimento a Pietro ANTONIAZZI, concorrente in tutte le ipotesi criminose delineate, Giampaolo CHIRICHELLI e Luca Maria FILIPPI FILIPPI, per la posizione apicale rivestita dai medesimi in ASM Pavia e ASM lavori, unica misura adeguata alle esigenze del caso appare il carcere, dovendosi ritenere inopportuna l’applicazione di altre e meno afflittive misure cautelari, in quanto inidonee a garantire dal pericolo che gli indagati abbiano contatti o colloqui con soggetti coinvolti soprattutto prima che venga acquisito e analizzato il compendio documentale indicato dal pubblico ministero, attività, questa, di capillare importanza per potere poi procedere in modo efficace all’assunzione di informazioni attendibili da parte dei soggetti coinvolti nelle procedure mediante le quali sono stati deliberati i pagamenti e allocate le somme destinate al Comune di Pavia.
Difatti il pericolo dei paventati contatti con altri soggetti coinvolti non può essere scongiurato nemmeno tramite l’applicazione degli arresti domiciliari con cd braccialetto elettronico39 stante la ormai capillare diffusione dei più svariati strumenti di comunicazione a distanza di pronta e facile disponibilità per chiunque. Le considerazioni svolte in nota 11 valgono anche ad evidenziare l’inidoneità di detto strumento elettronico a garantire la reperibilità del soggetto nel caso di un suo allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari.
Pur valendo le medesime considerazioni anche per Claudio Tedesi considerato il minor grado del coinvolgimento del medesimo nella vicenda e la sua posizione non apicale si ritiene che nei suoi confronti possa essere applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari nell’attuale luogo di dimora.

Rilevato infine che i reati per cui si procede sub a consentono l’applicazione di misure cautelari coercitive

P.Q.M.

Visti gli artt. 272 e segg. c.p.p.

APPLICA

nei confronti di Pietro ANTONIAZZI, in atti generalizzato, la misura cautelare della custodia in carcere in ordine ai reati sopra ascritti sub a) limitatamente alle condotte distrattive dal punto 3) al punto 13) e sub b).

nei confronti di Giampaolo CHIRICHELLI, in atti generalizzato, la misura cautelare della custodia in carcere in ordine ai reati sopra ascritti sub a).

nei confronti di Luca Maria FILIPPI FILIPPI, in atti generalizzato, la misura cautelare della custodia in carcere in ordine ai reati sopra ascritti sub b) limitatamente alle condotte distrattive dal punto 1) al punto 9).

nei confronti di Claudio TEDESI, in atti generalizzato, la misura cautelare degli arresti domiciliari nel luogo di dimora in ordine ai reati sopra ascritti sub a).

ORDINA pertanto agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria di procedere alla loro cattura e di condurli in un istituto di custodia con le modalità dettate dall’art. 285 comma 2 c.p.p. o luogo di arresti domiciliari per ivi rimanere a disposizione di questo ufficio.

ORDINA ai suddetti ufficiali e agenti di dare immediata comuni­cazione dell’avvenuta cattura alla segreteria del giudice per le indagini preliminari emittente.

DISPONE che copia della presente ordinanza sia trasmessa, a cura della polizia giudiziaria che vi ha dato esecuzione, al direttore dell’istituto penitenziario competente ai sensi dell’art. 94 c.p.p. norme di attuazione.

MANDA alla cancelleria di trasmettere la presente ordinanza in duplice copia al procuratore della Repubblica che ha chiesto la misura, per l’esecuzione.

Il giudice dispone che la presente ordinanza, dopo la sua esecu­zione, sia depositata in cancelleria insieme alla richiesta del pubblico ministero e agli atti presentati con la stessa.

Pavia, lunedì 8 febbraio 2016

Il giudice
Erminio Rizzi

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