La primavera comincia a San Martino

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Raccontiamo “Pavialeaks… Ticinoleaks…”
di Roberto Vernero

«Bisogna concepire il nostro lavoro come un esercizio spirituale, che ha la sua necessità in se’, non nel suo divulgarsi. C’è un valore incrollabile al mondo: l’intransigenza, e noi ne saremo, per un certo senso, in questo momento, i disperati sacerdoti». (Piero Gobetti, 23 novembre 1922)

Mi sono domandato cosa i miei compaesani di S. Martino abbiano pensato vedendo nelle vetrine dei negozi del paese una locandina come quella di “Pavialeaks… Ticinoleaks…”; con che criterio qualcuno (di solito pochi) abbia deciso di voler trascorrere una serata con altre persone “sconosciute”, sia ad ascoltarle che poi a dialogare con loro. Così come in base a che freno interiore invece qualcun altro (come succede spesso la stragrande maggioranza!) abbia pensato fosse se non la solita manfrina in ogni caso una perdita di tempo, preferendo starsene in casa, ovviamente davanti alla TV.
Mi sono chiesto se si siano soffermati a leggere la citazione della frase di Paolo Borsellino «Chi non ha paura muore una volta sola. Chi ha paura muore un po’ ogni giorno». Se sappiano, in primis i più giovani, chi sia Paolo Borsellino; se realizzino come pronunciandola poco prima di morire nella strage di via d’Amelio il giudice alter ego di Falcone abbia parlato anche a tutti noi, a prescindere dal contesto storico, geografico e sociale.
Mi sono domandato se la gente abbia effettivamente “paura” anche perché ho l’impressione che siamo indottrinati ad aver sempre un qualche tipo di timore, addirittura (se non soprattutto!) quando “stiamo bene”!
Paura, perché ad esempio la nostra salute la possiamo perdere! Così, visto che il Governo ora ha cominciato a farci pagare per intero visite ed esami, noi non li facciamo più nella struttura pubblica, andiamo in quella privata! Almeno risparmiamo qualcosa, no? Smettere di fumare o di mangiar male? Ma è difficile, si fa fatica! Meglio, se non le medicine che sono roba chimica, affidarsi agli integratori, alle erbe!
Paura, perché il nostro lavoro lo possiamo perdere! Allora piuttosto che il lavoro meglio perdere i diritti, no? I sindacati sono cose del passato! Non servono a nulla, anzi ci mangiano sopra! E poi se uno il lavoro ce l’ha è merito suo, perché è più bravo, è più furbo! Bravura… Anzitutto nel fare gli “Yesman” del capo. Nel girarci dall’altra parte quando ci dicono “fai così anche se non è giusto… non è regolare… non è legale… Sennò là c’è la porta e fuori la fila di gente che pur di entrare di questioni non ne fa!”
Insomma ci insinuano il timore che ci venga sottratto il nostro benessere, specie quando arriva l’imprevisto, lo straniero, il diverso dal solito. Eh sì, quanti pensano che il benessere ce lo possono “rubare”; anzi ce lo stanno continuamente levando!
La panacea? L’ “ognuno per sé e Dio per tutti!”. Una delle poche situazioni in cui si accetta ancora Dio, perché la domenica le chiese son sempre più vuote.
“Pavialeaks… Ticinoleaks…” ha cercato di offrire altro rispetto a questo “pensiero dominante”.
Certo abbiamo proposto un’esperienza di natura “politica”, ma solo perché abbiamo discusso della nostra polis, della nostra comunità. Abbiamo discusso e messo in discussione.
Lo abbiamo fatto da una parte senza avere incarichi pubblici per i quali render (giustamente) conto a coloro che si rappresentano; dall’altra, non essendoci una campagna elettorale, senza alcuna convenienza nel ritrarre le cose peggio o meglio di come personalmente le vediamo.
Abbiamo aperto la serata raccontando dell’iniziativa di un ventenne consigliere comunale a Torre d’Isola, Giulio Sirianni, che ha usato uno strumento moderno (una petizione online su Change.org) per tutelare un fiume, il nostro Ticino, ed i territori da esso toccati. Proprio in questi ultimi anni di emergenza climatica determinata dal riscaldamento globale di origine antropica, il pressapochismo della pubblica amministrazione statale ha infatti fatto sì che si tornasse inopinatamente a tecniche anacronistiche di gestione dell’invaso del Verbano. Esse compromettono perniciosamente il deflusso minimo vitale nel corso d’acqua fuoriuscente dal lago (appunto il fiume azzurro) nei periodi di piovosità scarsa o addirittura assente ormai via via più frequenti, mettendo così a serio rischio sia l’habitat naturalistico che l’economia agricola dei territori.
E’ stata poi letta e commentata insieme un’intervista rilasciata ad un noto web magazine da un personaggio storico della destra extraparlamentare ed eversiva: Adriano Tilgher. Tale lettura è stata intitolata “Il destro che parla sinistro” (o Dell’apologia della confusione)” per rappresentare come certi personaggi politicamente equivoci per non dire impresentabili abbiano convenienza a far sembrare scelte di fondo come quelle tra “destra e sinistra” superabili, anzi già superate dalla storia in funzione delle esperienze fallimentari registrate su entrambi tali versanti.
Di seguito Vito Sabato ci ha raccontato alcune situazioni di illegalità da lui testimoniate in seno all’istituzione presso la quale lavora, il Comune di Pavia. Dopo averle denunciate, sia tramite i media che pure a livello formale, e nonostante gli esiti giudiziari cui si è pervenuti e si sta pervenendo, paradossalmente sta patendo pesanti ripercussioni in termini di mobbing sul posto di lavoro. Ciò a significare come in un’istituzione pubblica una discutibile riservatezza (legata alle clausole di riservatezza inserite nei contratti di lavoro) conti molto di più della trasparenza, paradossalmente anche di fronte a comprovate situazioni di illegalità.
E ancora l’intervento del Prof. Ferloni, docente di chimica presso l’Università di Pavia, che ci ha raccontato le ultime notizie in fatto di gestione delle politiche ambientali locali essendo lui stato invitato alla Conferenza in Regione Lombardia per la gestione dell’inquinamento atmosferico ed in Provincia a quella per lo sversamento di fanghi da impianti di depurazione su suoli agricoli. Dal primo consesso è emersa la difficoltà a stimare l’effettivo contributo degli scarichi del parco veicoli effettivamente circolante così come quella a limitare gli spostamenti di una flotta di oltre 200.000 veicoli commerciali diesel Euro3. Dal secondo la sostanziale impossibilità per gli apparati di controllo (leggasi ARPA) ad effettuare un numero statisticamente significativo di controlli, proprio quelli in grado di far capire regolarità ed efficacia effettive dei comportamenti degli operatori economici coinvolti.
A posteriori è sembrato evidente che gli argomenti ambientali sono proprio tra quelli che in qualche misura sensibilizzano ancora praticamente tutte le persone; senz’altro più della politica! Situazione verificatasi anche di fronte a platee come quella che ha assistito a “Pavialeaks… Ticinoleaks…”; di persone consapevoli delle ripetute pessime prove di sé che i ceti politici han dato negli anni e tuttora stanno dando e che tuttavia non ritengono per questo giusto demonizzare la politica.
Last but not least Giovanni Giovannetti: si è prestato con il suo spiccato eclettismo sia per la “regia” dell’intera serata, orchestrando gli interventi di tutti coloro che hanno preso la parola (alla fine pure del pubblico, senz’altro un buon segnale questo!) sia per proporre attraverso i suoi “racconti civici” gli aggiornamenti sui recenti sviluppi di fenomeni locali sia giudiziari che sociologici. Con attenzione particolare per gli affaire “Ponte della Becca “(o “Ponte della stecca”, dove si è arrivati a una spesa di oltre 11 milioni di euro a partire dai 2 e mezzo iniziali di assegnazione dei lavori di sistemazione; ciò per avere una struttura ben lontana dall’essere risanata ed efficiente) e “ASM Lavori”, Società pubblica arrivata al fallimento per ruberie perpetrate sotto gli occhi prima compiacenti ora indifferenti dei vari propri pubblici amministratori succedutisi in seguito ai risultati elettorali.
Tiriamo le somme con le parole di Emanuele Chiodini.
Le nostre iniziative andranno avanti, non cambieremo registro. Perché la volontà di far uscire di casa le persone, di interessarle e di discutere intorno ai temi scottanti (e di cui, nel profondo e nel vero, poco si parla se non in specifiche e aggiornatissime nicchie) che riguardano il nostro territorio e il nostro Paese, non potrà, secondo il nostro modo di pensare, ne’ essere troncata e neppure sopita. La sfida è ardua, di certo difficile, e l’anestetico è diffuso in modo massivo in menti e cuori: ma noi andiamo avanti. Andare avanti, appunto, e non tirare a campare.
Così facendo (e dicendo) come non condividere il pensiero di Piero Gobetti vergato più di novant’anni ma fa la cui attualità è di tremenda monizione, visti i tempi incerti che stiamo attraversando. Così, in compagnia di questo grande e vero democratico, liberale e antifascista, proseguiamo nei nostri intenti.

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