La città dei tumori

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La proposta di tram o metro leggero parallelo a viale Cremona sembra avviarsi a divenire paradigmatica della stagnazione che ammorba Pavia. E stiamo guardando all’asse più battuto da chi, in auto, entra in città da Chignolo o Belgioioso, da Stradella o Broni.
Coloro che non vogliono sentir parlare di mezzi elettrici a San Pietro (e della conseguente prospettiva d’una mobilità più sostenibile, favorita dal dimezzamento del traffico automobilistico da est a ovest) ne enfatizzano i costi economici, eludendo tuttavia i ben più economicamente onerosi costi sociali in polveri sottili e sottilissime che quotidianamente si riversano nei polmoni dei cittadini, in particolare di bimbi e anziani, i più esposti. Non per caso a Pavia l’aspettativa di vita è inferiore da sette a quindici mesi alla media nazionale; non per caso siamo a misurare picchi d’inquinamento atmosferico all’insù, costantemente oltre il limite di sicurezza. È forse questa la città dei saperi – e dei tumori, la prima causa di morte in città (quasi il 20 per cento in più rispetto alla media nazionale; il 10 per cento oltre la già alta media lombarda) – che tanto piace a chi, non da ora, è incline a rimirar pagliuzze disdegnando le travi. (G. G.)

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Una Risposta to “La città dei tumori”

  1. Luca Bossaglia Says:

    La soluzione di utilizzare la linea ferroviaria Pavia Cremona non mi sembra buona,avrebbe un utilizzo alquanto ridotto non passando dal centro.E’ sempre la stessa storia:si butta un po’ di fumo negli occhi facendo vedere che si propone qualcosa,si fa qualche tavola rotonda (assai sterile),si va un po’ sui giornali a far notizia,poi sempre meno e fra un po’ ci troviamo al punto di partenza.NON E’ PIU’ IL MOMENTO DI PERDERE ALTRO TEMPO,ne è stato perso tanto nell’immobilismo più totale,facendo solo chiacchiere.Mentre altre città italiane, e soprattutto estere, hanno da tempo istituito e realizzato un piano di interventi per elettrificare il trasporto urbano,noi,che abbiamo un tasso di mortalità più alto delle altre città italiane,siamo qui a sentirci fare solo CHIACCHIERE. Agire vuol dire avere la VOLONTA’ di fare,capire che questo è un problema non più rimandabile. Non è più il momento di affrontare il problema della salute dei cittadini con tante inutili parole o pensando di risolverlo con la chiusura del traffico un paio di mezze giornate al mese.E’ il momento che professionisti esperti ed abilitati,professionisti e tecnici che hanno risolto questo tipo di problema in altre città italiane o estere,elaborino un piano consono e realizzabile per la nostra città in tempi brevi,e poi si passi alla sua attuazione.La salute è un bene irrinunciabile,non può essere subordinata ad interessi economici. Non ci sono i soldi? Molto probabilmente se non si permettesse di rubare il danaro pubblico o di spenderlo male,i soldi ci sarebbero.

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