Al rüd

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da Pavia, Mimmo Damiani *

Ho partecipato all’assemblea pubblica al Quartiere Vallone, indetta da Comune e Asm, per informare sul nuovo programma di raccolta “porta a porta” dell’immondizia. L’incontro era programmato all’Oratorio Sant’Alessandro ma è venuta talmente tanta gente che ci si è dovuti spostare tutti in Chiesa. Ed erano presenti così tante persone che non ho mai visto, neanche nei Natali più entusiasmanti. Moltissimi in piedi ed anche fuori sul sagrato.
Una presenza rumorosa che colpiva. Interesse, preoccupazione, bisogno di sapere e di capire, voglia di partecipare.
Attore principale dell’incontro il nuovo Presidente di Asm Duccio Bianchi che ha iniziato la sua narrazione prendendo un vero sacchetto dell’immondizia da un cassonetto lì vicino, lo ha svuotato su un tavolo ed ha mostrato e raccontato – con il suo cordiale accento fiorentino – come dividere le varie cose secondo la logica della differenziata. Un incontro non facile da reggere e governare perché la maggior parte degli interventi spontanei dei cittadini erano critici, con un tono che appariva – per usare un francesismo – un po’ incazzoso. C’erano anche il Sindaco e l’Assessore Gualandi seduti lì vicino sul gradino dell’altare. Tra i tanti temi emersi il problema di come smaltire al meglio i resti della pulizia degli orti, dei giardini, delle piante. Segno che è un Quartiere il nostro dove ancora gli spazi verdi hanno un identità, un peso … non solo le merci ed i loro imballaggi, i loro valori o disvalori.
La modalità con cui è stato organizzato l’incontro – al di là della buona volontà ed intenzione dei promotori – mi è apparso un modo di far interagire istituzioni e cittadini un po’ vecchio, poco democratico e poco utile. Le informazioni tecnico-operative sono state scarse e comunque già reperibili nei dépliant distribuiti. Tanto che coloro che avevano quesiti specifici hanno preferito appartarsi in Sacrestia con una gentile referente di Asm – dai begli occhi azzurri – a cui chiedere info sulla dimensione dei sacchetti o il posizionamento dei cassonetti o di dove buttare quella roba.
La nostra democrazia un po’ malata richiederebbe forse modi nuovi di partecipazione.
È ormai evidente – in particolare nel governo delle città – il valore che può avere l’intelligenza collettiva, la competenza, la conoscenza del territorio da parte di chi lo abita e lo vive. Occorrerebbe promuoverla ed attivarla (un po’ come è stato fatto, ad esempio, con la “progettazione partecipata” promossa dai pavesi interessati al riuso dell’Arsenale). Su un tema così importante – come dimostra la gigante presenza – forse sarebbe utile che anche in fase di “progettazione” e poi durante e dopo la sperimentazione si creassero contesti veri dove i tecnici ed i politici parlano ma anche soprattutto ascoltano, domandano, discutono, correggono, adattano.
Ciò detto, grazie di cuore al Sindaco Depaoli ed alla sua Giunta per cercare di evitare che Pavia continui ad essere la Cenerentola della raccolta differenziata della nostra ambiziosa Regione, per provare a incamminarci verso quell’obbligo che abbiamo dall’Europa di raggiungere almeno il 70 per cento di riciclo e riuso (80 per cento per gli imballaggi).
Adesso tocca a noi, i cittadini. Organizzarci con i nostri co-inquilini del condominio e con i nostri vicini di casa. Esseri seri. Puntare al risultato. Come del resto moltissime città del mondo fanno già da decenni. Ricordo che oltre 20 anni fa a casa di alcuni amici a Berlino il proprietario mi fece “il culo” perché buttavo il vasetto di Yogurt nel contenitore giallo senza averlo però prima lavato. Figuriamoci
Asm cerchi di far bene il suo lavoro e noi di far bene il nostro. La gestione intelligente dell’immondizia è un evidente esempio di quelle cose che funzionano solo se ciascuno e tutti fanno bene ciò che è bene fare.
Il nostro pianeta azzurro è messo molto male. Tra i problemoni vi è il cambiamento climatico. Se ci va di lusso coltiveremo la Bonarda in Scandinavia e l’olio di Palma a Stradella. Andremo al mare a Ferrara e Rimini rimarrà solo nei film di Fellini. Se ci va male: carestie, milioni di profughi, guerre per l’acqua.
Con la raccolta differenziata possiamo dare un piccola mano alla vita di madre terra ed al diritto al futuro delle nuove generazioni. E possiamo far diventare un po’ più sana e intelligente la vecchia capitale longobarda.
Poi non bisognerebbe dimenticarsi che la vita non è solo produrre e consumare e che i cittadini non sono mezzi per raggiungere il fine della crescita della produzione di merci. Ricordarci che l’economia non è il dio della modernità ma uno strumento per raggiungere il fine di un maggior benessere da condividere nei modi più equi tra tutti. Ma questo è un altro discorso. O forse no.

* cittadino del Vallone-Crosione

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Una Risposta to “Al rüd”

  1. Anonimo Says:

    “Caro ho finito di lavare i piatti, adesso lavo i rifiuti così le cooperative che si ingrassano con il business della monnezza sono più contente.” E intanto la tassa sui rifiuti aumenta. Basta prendere in giro la gente con la favoletta dell’ambiente, ci saranno profitti di privati a fronte dell’impegno dei cittadini.

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