La tangente sociale

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Per chi, mancino, legge “la Provincia Pavese” all’incontrario, in questi tempi grami può rivelarsi vantaggioso entrare dalla pagina sportiva.
Si pensi a quella volta che Asm gestione banda Chirichelli deliberò l’acquisto di quote del Pavia Calcio. In cartella stampa c’era il verbale del Cda che ne recava notizia. Malauguratamente, lo stesso giorno, sullo stesso verbale, lo stesso Cda, unanime, aveva deliberato anche i premi di risultato alla controllata Asm Lavori, là dove un suo componente, Luca Filippi, al tempo stesso presidente di Asm Favori, sfacciatamente provvedeva a premiare se stesso. La notizia finì prima sui giornali, poi sui tavoli della Procura.
Di nuovo, la più vivida tra le fotografie su come siamo messi ce la offre l’odierna pagina sportiva del quotidiano locale: in un articolo-intervista, Luigi Furini commenta le attuali trame intorno al Pavia calcio, facendo ciò che sino ad ora nessuno ha fatto: vedere cosa c’è o non c’è dietro. Ecco allora spuntare fondi fantasma… società dal risibile capitale… sedicenti imprenditori cinesi dediti a progetti speculativi insieme a immobiliaristi nonché assessori regionali lombardi, ecc. E in tutto questo il Pavia calcio parrebbe assolvere o aver assolto alla funzione di bulimica credenziale, peraltro solo brandita: una sorta di tangente sociale a più o meno trasparenti attività “imprenditoriali”.
Come dimenticare allora la presunta cordata per l’acquisto della ex caserma di via Defendente Sacchi a Pavia, o il progetto “pagoda” su terreni contigui al “Fortunati”, volto ad ospitare sé dicenti studenti cinesi; come dimenticare il progetto di un ennesimo centro commerciale, questa volta camuffato da stadio…
Si aggiunga allora una domanda a quelle poste da Furini: chi localmente, ne ha favorito l’ascesa? guarda caso sono gli anni in cui Pavia si proponeva quale ventre molle lombardo per speculazioni e affarismo… (Centro commerciale Carrefour sulla Vigentina… lottizzazioni abusive Greenway e di Punta Est… via Emilia… Santa Clara… Green Campus…) Come la vedono Procure e Guardia di Finanza?

Ma forse c’è dell’altro: e se la presunta deriva del Pavia calcio fosse una bufala? Parrebbero confermarlo alcuni documenti, reperibili in rete. Un primo (26 aprile 2016), della Walker Group Holdings Limited (srl con sede nel paradiso fiscale delle isole Cayman), ridurrebbe il Pavia Calcio a marchio di una catena cinese di negozi d’abbigliamento sportivo, sostenuti da un testimonial “eccellente” di cui diremo. Di seguito la traduzione di parte del documento:

Il Consiglio ha il piacere di annunciare che il 29 aprile 2016 (dopo lunga negoziazione), la Società ha stipulato un protocollo d’intesa con Associazione Calcio Pavia. L’Associazione Calcio Pavia ha accettato di sottoscrivere e la Società ha accettato di assegnare e emettere fino a 64,140,000 Azioni al prezzo di sottoscrizione di HK $ 1,233 ciascuna.
Le Azioni sottoscritte rappresentano circa fino al 10,00% del capitale sociale emesso della Società alla data del presente bando e fino a circa 9,09% del capitale emesso
[…]

Contratto di Sottoscrizione. L’azienda negozierà con Associazione Calcio Pavia in buona fede, al fine di facilitare la firma di un contratto di abbonamento formale il più presto possibile e non oltre il 31 Luglio 2016 o una data successiva concordate da entrambe le parti.
L’Associazione Calcio Pavia è un club di calcio professionistico italiano, fondata nel 1911. Il 7 aprile 2016, Associazione Calcio Pavia ha stipulato un accordo di collaborazione con la Professional Football League italiana (“Lega Pro”) in relazione alla promozione della cultura del calcio italiano e la commercializzazione nella Repubblica popolare cinese. Gli Amministratori sono dell’opinione che la sottoscrizione proposta possa rafforzare i rapporti di collaborazione tra il Gruppo e l’Associazione Calcio Pavia, così come con la Lega Pro. Il Gruppo potrà aprire nella Repubblica Popolare Cinese una catena di negozi specializzati nel calcio italiano, in accordo con la Lega Pro e in collegamento con Associazione Calcio Pavia, allo scopo di diffondere la cultura del calcio italiano e così diversificare il business del Gruppo.
Gli Amministratori hanno considerato vari modi di raccogliere fondi e di credere che la proposta. La vendita delle azioni rappresenta per il Gruppo un’opportunità per raccogliere capitali, e la proposta guarda al migliore interesse della Società e dei suoi azionisti nel suo complesso.

Implicazioni. Alla data del presente accordo, il signor Zhu Xiaojun (“Mr. Zhu”) è il presidente della società, posseduta al 74.96%. Uno dei principali azionisti dell’Associazione Calcio Pavia è il fratello maggiore del signor Zhu e, di conseguenza, l’Associazione Calcio Pavia è sotto loro esclusivo controllo.

[…]

Il Consiglio sottolinea che alla data del bando, le parti non hanno ancora stipulato alcun accordo giuridicamente vincolante in relazione alla sottoscrizione di nuove azioni.
Si ricorda agli Azionisti e ai potenziali investitori che la sottoscrizione proposta può o non può consolidarsi e quindi sono invitati alla cautela.

[…]

Per ordine del Consiglio, Walker Group Holdings Limited
Zhu Xiaojun, Presidente

Hong Kong, 4 Maggio 2016

L’accordo troverà compimento entro il luglio 2016. In un altro Annuncio pubblico del 26 maggio scorso, Walker Group e mr. Zhu informano che Paolo Maldini (nientemeno) ha accettato di fare da testimonial dell’operazione. Leggiamo:

Il 26 maggio 2016, la Società ha stipulato una lettera di intenti (la “lettera di intenti”) con Paolo Cesare Maldini ( “Mr. Maldini”), per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti in nome del signor Maldini, comprese scarpe, abbigliamento e altri prodotti derivati, impostare lo stile di vita concept store e sviluppare una serie di strategie di marketing. Ai sensi della lettera di Intenti, signor Maldini ha accettato di partecipare come uomo immagine allo sviluppo dei prodotti e alla messa a punto di uno stile di vita proposto dai nostri negozi, tra cui bar, ristoranti, zona di degustazione di vini e moda. (G. G.)

I dubbi di Furini sulla proprietà cinese *
Il consigliere pd: «Del fondo non c’è traccia. Dove sono i soldi che hanno messo?»

In attesa del Consiglio comunale di lunedì, con al primo punto dell’ordine del giorno la discussione sulle «prospettive della società Pavia calcio», i punti interrogativi sulla proprietà cinese che ha acquistato il club nel luglio del 2014 stimolano l’interesse del consigliere del Pd Luigi Furini. Il Pavia venne acquistato da Agenzia per l’Italia (partecipata dal presidente del Pavia Zhu e dal vice Wang, i quali qualche mese dopo rilevarono direttamente le quote del club azzurro) che era la società vettore attraverso la quale avrebbe operato il Fondo Pingyi Shanghai equity investment. «Shanghai è oggi una delle principali piazze finanziarie mondiali dove operano molti fondi – dice Furini – ma non ci sono tracce dell’esistenza del Pingyi, eppure un fondo d’investimento ha sempre un sito internet dettagliato in cui presenta propria attività, obiettivi di investimento, management. Inoltre sarebbe interessato a operazioni immobiliari, sanità, agricoltura. Al mondo non esiste nessun fondo “tuttologo” per leggi, regolamento e prassi. Ovunque un fondo è sempre specializzato e dichiara i campi in cui investe». Wang – dice Furini – «risulta essere amministratore di una società italiana chiamata China Investment and Commerce Promotion srl di cui detiene il 30% del capitale sociale mentre altri due cinesi Xu Weibin e Zhang FengKang hanno il 35 %». Quanto a Zhu, oltre al Pavia come è noto è socio assieme all’ex assessore Maurizio Del Tenno della China Investment srl che ha annunciato il megaprogetto immobiliare dei Giardini d’inverno, grattacieli da costruire a Milano. «Ma la società ha un capitale sociale di 10.000 euro, che sembrano in po’ pochi per un investimento di 70 milioni di euro – obietta Furini – peraltro l’ area si trova tra via Pirelli e via Fara a Milano, non esattamente a Porta Nuova, e attualmente e da molto tempo è un’ area abbandonata». Dunque, aggiunge Furini, «l’unica attività rilevabile di questi signori in passato è una iscrizione come ditta individuale di Wang per l’attività di “traduzione e interpretariato” ora cancellata. L’attività cinematografica è svolta dalla Marco Polo communication», anche questa con un capitale sociale di 10.000 euro «che sono pochi per sviluppare attività serie. Inoltre con riferimento alle ultime dichiarazione non è chiaro dove abbiano messo i 10 milioni considerando che la società al 30.6.15, ultimo bilancio, ha un patrimonio netto negativo di 2,3 milioni, debiti per 3 e il bilancio che chiuderà a fine mese sarà presumibilmente peggio. In sintesi, sono Zhu e soci le vittime o i pavesi che sono stati presi in giro?».

* “La Provincia Pavese”, 17 giugno 2016

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