Ultimo piano senza ascensore

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di Giovanni Giovannetti

L’offerta politica del Pd «è inadeguata di fronte alle grandi trasformazioni del mondo del lavoro; di fronte alla necessità di pensare realmente al welfare, essendo ormai lontana l’ “età dell’oro” dell’Occidente; di fronte alla crisi dei partiti novecenteschi basati sull’identità, la partecipazione e il radicamento territoriale» cui si aggiunge «la sua estrema difficoltà a proporre nelle principali città italiane, e in moltissime altre realtà, una classe dirigente, un ceto politico all’altezza dei compiti». È la lucida analisi di Guido Crainz su “Repubblica” del 22 giugno: la si legga, poiché nel partito di Renzi c’è chi tuttora scelleratamente pare accontentarsi d’aver limitato i danni, al solito spacciando le travi per pagliuzze. Per costoro, quasi tutto va bene, madama la marchesa.
L’andassero a spiegare a chi ha visto salvare le banche, soccorrere il capitale finanziario e uccidere il lavoro; l’andassero a spiegare ai poveri e ai neo-poveri (i borghesi di un tempo); a chi è stato preso in giro dai Fassino e sodali dopo il referendum sull’acqua, ampiamente disatteso a Torino e altrove; a chi ritiene che più di 3 milioni di pendolari meritino almeno parte della considerazione che attualmente lorsignori riservano all’inutile alta velocità, ecc. Scelte unidirezionali e “di destra”, da sommare a quel nutrito elenco di idiozie che, nel tempo, hanno ingenerato scollamento dai tradizionali referenti sociali fino a deflagrare nell’attuale, enorme, problema di rappresentanza.
Il maggiore sponsor politico di Grillo pare questo Renzi, e ci va di gran lusso che l’alternativa oggi siano i grillini e non Albadorata. Domani chissà…
L’ex partito di maggioranza relativa è dunque a un bivio: o torna a dare centralità al principio di eguaglianza – ora tra i ferrivecchi – rimodulando politicamente i linguaggi dei movimenti sociali e dei ceti più deboli, o altri occuperanno questo spazio. E tanti saluti al Pd.

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2 Risposte to “Ultimo piano senza ascensore”

  1. Roger Mazzoncini Says:

    L’ebetino e l’oltremodo insulsa “cretina” (vedasi l’editoriale di Travaglio, azzeccato come non mai, di qualche giorno fa), è ormai già ora che abbiano ad andarsene al macero, una volta per tutte e senza possibilità di replica!

  2. stefania vilardo Says:

    Se Renzi fosse un “politico” si dimetterebbe da segretario del PD, chiederebbe a Fabrizio Barca di diventarlo per rimettere in “circolo” il partito, ma Renzi è un “politico”?

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