Europa matrigna

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Di seguito il comunicato dello European Green Party (Partito Verde europeo), che sottoscriviamo integralmente, a proposito della Brexit: «Si può, lasciando da parte l’ossessione per la riduzione del deficit di bilancio come strada per assicurare il rilancio economico e lanciando subito una strategia consistente a favore di investimenti produttivi nei settori più ‘intensi’ in innovazione ed occupazione: la Green economy, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, l’educazione, le politiche urbane, la salute, riprendendo la bandiera della difesa dei diritti e della generosità verso chi fugge dalla guerra». (Edoardo Gandini, Green Italia)

Oggi l’Europa è più divisa e meno colorata. La maggioranza dei cittadini britannici ha espresso la volontà di separare il proprio futuro da quello del resto dell’Unione Europea.
Questa è una decisione sovrana della maggioranza dei cittadini del Regno Unito, tuttavia non possiamo pensare che sia una decisione che non ci riguarda, né che sia la fine del progetto europeo.
La scelta dei britannici rappresenta l’ennesima prova che gli Stati membri e le Istituzioni europee sono incapaci di esprimere una visione condivisa e positiva di un futuro comune, che pure è possibile e necessaria.
Per questo motivo, oggi più che mai, noi che siamo convinti che l’UE rimanga un progetto positivo, dobbiamo agire per reinventarlo: serve un vero e proprio ‘reset’ dell’Unione, cambiando le politiche e rendendo le Istituzioni più democratiche e trasparenti; dobbiamo uscire dall’Europa matrigna e tornare all’Europa portatrice di soluzioni credibili alla persistente incertezza economica, alle ineguaglianze ed al crescente senso di insicurezza di tanti cittadini.
Si può, lasciando da parte l’ossessione per la riduzione del deficit di bilancio come strada per assicurare il rilancio economico e lanciando subito una strategia consistente a favore di investimenti produttivi nei settori più ‘intensi’ in innovazione ed occupazione: la Green economy, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, l’educazione, le politiche urbane, la salute, riprendendo la bandiera della difesa dei diritti e della generosità verso chi fugge dalla guerra.
Sono soluzioni possibili e radicalmente alternative a quelle proposte da David Cameron e dalla disastrosa illusione di Nigel Farage, che portano a meno diritti sociali e di cittadinanza, a frontiere sigillate, a una competitività basata sulla deregolamentazione, ai costanti ostacoli posti all’azione comune. La decisione dei cittadini britannici indica che la nostra casa comune è molto più fragile del previsto. Ma la disgregazione dell’Unione non è inevitabile e va respinta con forza.
Oggi siamo particolarmente vicini al Partito dei Verdi di Inghilterra e Galles e a quello dei Verdi scozzesi e dell’Irlanda del Nord. I Verdi europei li ringraziano per la loro forte campagna per dire Si all’Europa, che ha insistito su aspetti verdi e positivi del progetto europeo e si sono dimostrati veri pro-europei.
Non abbiamo intenzione di cambiare la nostra cooperazione e il nostro sostegno. Il Partito Verde Europeo si riunirà a Glasgow con rappresentanti dei suoi 45 partiti membri ed organizzerà a Liverpool un congresso congiunto dei Verdi europei e mondiali. Siamo infatti convinti che questa non sia la fine della nostra storia comune.

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