Mauro, uno di noi

by

di Mimmo Damiani

Sì, Mauro Rostagno – formalmente ucciso dalla mafia – era uno di noi. Un filo rosso lega il suo sangue a quello di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ammazzati a Mogadiscio in Somalia il 20 marzo 1994; stavano indagando su un oscuro traffico – armi, rifiuti tossici e radioattivi – riconducibile all’Esercito italiano e ai “piani alti” economici e istituzionali. Due anni prima a Balad muore Vincenzo Li Causi, sottufficiale dei servizi segreti Italiani, capo di una cellula di Gladio (l’avamposto paramilitare anticomunista clandestino) e responsabile del Centro Scorpione in Sicilia (una delle cinque sezioni operative della VII divisione del Sismi, sezione siciliana di Gladio) nonché informatore di Ilaria Alpi. Da Radio Tele Cine Trapani – l’emittente televisiva presso cui lavorava Rostagno – Mauro pare fosse prossimo a denunciare, sei anni prima di Ilaria, “quel” mercimonio para-istituzionale; e come Ilaria e Miran l’hanno fermato. La polizia di Trapani perseguì da subito la pista mafiosa; i carabinieri invece, da subito depistarono. Interesse nazionale o interessi? Era già successo a Palermo, anni prima, dopo la morte del giornalista Mauro De Mauro, ucciso dalla mafia il 16 settembre 1970, dopo che era venuto a conoscenza di verità scottanti sulla morte di Enrico Mattei. Di seguito, una bella foto di Rostagno con la figlia Maddalena e un ricordo, scritto da Mimmo Damiani (G. G.)

Ieri era l’anniversario della morte di Mauro Rostagno, assassinato dalla mafia a Lenzi di Valderice il 26 Settembre 1988. Aveva 46 anni. Mauro era nato a Torino nel ‘42, cresciuto, come si dice, in una famiglia di umili origine.
È stato uno dei fondatori del movimento politico “Lotta Continua” e poi tra gli animatori della geniale esperienza di Macondo a Milano.
Grande testa e grande cuore, come quelli di Alex Langer, viaggiatore leggero.
Sociologo, giornalista, poeta. Mai conformista, mai furbo, mai banale, mai schiavo delle ideologie del momento.
Era anche un gran cannarolo, pieno di fantasia ed amore per la vita e le vite degli altri.
Ho passato tanti anni fa un pomeriggio con lui ed altri picchiatelli ed ancora adesso me lo ricordo, con grande gioia e commozione.
Ad un certo punto è andato in India da Bhagwan Srhee Rajneesh in cerca di spiritualità e poi è tornato, vestito di bianco, a fare il socio-terapeuta nella Comunità Saman in Sicilia. Da Radio Tele Cine Trapani attaccava di brutto i mafiosi della zona che dopo un tot l’hanno fatto fuori a fucilate, di notte. Hanno anche cercato di sputtanare la vicenda incolpando moglie ed altri ma poi la merda (mafia, traffico d’armi e di rifiuti tossici; coinvolta Scorpione, la cellula siciliana di Gladio, ecc.) è venuta fuori.
Non ha scritto un granché come libri ma le sue interviste ed i suoi articoli sono – anche a rileggerli oggi – pane e vino e sole. È uno di quegli italiani – come Pier Paolo Pasolini, come Italo Calvino, come Gianni Rodari, come Sandro Penna, come Marco Pannella – che non averli più con noi fa davvero piangere un bel po’.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: