La città immobile

by

di Paolo Ferloni, Walter Veltri, Stefania Vilardo *

In questi giorni è stato pubblicato il consueto rapporto annuale di Legambiente sulla qualità della vita nelle città capoluogo di provincia. In esso figurano, analizzati per singolo indicatore, i dati relativi al 2015 e si valuta anche l’andamento degli ultimi cinque anni. Da questo studio è scaturito che generalmente le città medio-piccole raggiungono i risultati migliori.
Purtroppo, valutati i dati nel periodo 2011-2015, Pavia viene bollata come “città immobile”: appare che in questi cinque anni nulla sia stato fatto per rendere la città più vivibile. Cinque anni che comprendono sia l’amministrazione Cattaneo di centro destra, – per quanto riguarda la Giunta Cattaneo il dato non sorprende, – sia l’attuale Giunta di centro-sinistra. I dati confermano l’immobilismo di De Paoli che aveva impostato la campagna elettorale principalmente su una maggiore qualità della vita rispetto al passato.
Ma per la città il risultato è ancora più negativo se viene confrontato con quello delle prime dieci classificate che sono città del Nord e delle stesse dimensioni di Pavia. Nel rapporto ci sono anche le tabelle di alcuni indicatori per tutti i cinque anni del periodo 2011-2015, che confermano il peggioramento della città nel periodo 2014-2015 con De Paoli. Se ne presentano tre qui di seguito.
1. Trasporto pubblico: passeggeri [viaggi/abitante]: Pavia é passata da: 88 viaggi per abitante nel 2011 a 96 nel 2014 per crollare a 63 viaggi per abitante nel 2015. Questo pessimo dato è quasi certamente il risultato degli sconsiderati provvedimenti che stanno disincentivando l’uso del mezzo pubblico, in assenza del Piano Urbano della Mobilità, presi singolarmente in modo isolato dall’Assessore alla Mobilità. Con la conseguenza che i cittadini che vengono dalla periferia o non si muovono dalla zona in cui vivono o prendono la macchina, visto che possono parcheggiare in pieno centro.
2. Dispersione della rete idrica, che considera la differenza tra l’acqua immessa nella rete e quella consumata: dal 14% si è passati al 16%. Certo ci si rende conto che può non esserci una relazione diretta tra i guasti del vecchio acquedotto e l’operato della Giunta, ma si tratta di un segnale, per quanto modesto, d’invecchiamento e declino della città.
3. Però il dato più allarmante è la concentrazione del PM10 che certifica la qualità dell’aria e passa dai 34,5 microgrammo per metro/cubo del 2014 ai 39,5 microgrammo per metro/cubo del 2015. Oltre a ribadire che Pavia è tra le città più inquinate, il dato conferma anche l’assenza di provvedimenti da parte del Sindaco, o lascia immaginare che i provvedimenti presi siano stati inutili o poco utili.
Infatti una concentrazione di polveri così elevata e permanente nel tempo ha conseguenze negative per la salute dei cittadini, di cui il Sindaco è il primo responsabile. Conseguenze delle quali egli è sicuramente ben informato, come tutti noi, e che potrebbe affrontare soltanto con interventi sistematici e coraggiosi, non senza un largo consenso tra sindaci del Pavese e altri sindaci lombardi delle città di pianura che si trovano nelle medesime condizioni.

* Insieme per Pavia

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