La rinascita democratica

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I piani occulti della P2 hanno anticipato con impressionante esattezza la linea dei governi italiani, da Craxi a Berlusconi a Renzi.
[…]
Dal Piano di Rinascita democratica, sequestrato a Licio Gelli nel 1985:

– abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori;
– limitazione del peso politico dei sindacati;
– riduzione dei partiti di massa a reti di club orbitanti attorno a una oligarchia autoleggittimata e a un leader carismatico;
– liberalizzazione e controllo politico della televisione;abolizione del bicameralismo con l’istituzione di un’unica Camera, con un settore politico e un settore tecnico;
– riduzione del numero dei parlamentari;
– passaggio dalla Repubblica parlamentare alla Repubblica presidenziale;
– soppressione delle province;
– limitazione dei poteri della Corte Costituzionale.

(Aldo Giannuli, Da Gelli a Renzi, passando per Berlusconi, Ponte alla Grazie, 2016)

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2 Risposte to “La rinascita democratica”

  1. roger mazzoncini Says:

    Allo stesso tempo, so ben io a quanti medici “toscani” – oltre che masso-‘ndranghetisti finanche assassini plurimi e seriali, assai più efferati che non Pier Paolo Brega Massone e Leonardo Cazzaniga -, unicamente in ragione di motivazioni politico-opportunistiche (vista la malaparata!), per poter continuare (in una pur qualche maniera) a rimanere a galla, sia convenuto promuovere campagne per il no (alla stessa stregua di Verdini e Barani – non a caso macellaio e medico, che dalle nostre parti vanno spesso identificandosi -, sul fronte opposto)!

  2. Roberto Vernero Says:

    Personalmente sono dell’idea che la sconfitta di ieri comunque subita dagli amici e dagli amici degli amici sia sostanzialmente riconducibile alla scelta del cavallo sbagliato su cui puntare.
    Quello di Rignano si è rivelato più megalomane di quello di Arcore (di suo già un sacco megalomane!) e, purtroppo per lui, mi pare venga percepito come carogna-carogna a differenza del vecchio che a tanti suscitava invece l’impressione della simpatica carogna.
    Inoltre hanno puntato sul giovane yuppies perché il vecchio era troppo ricco di suo per esaudire con solerzia gli input degli amici degli amici e propendeva piuttosto per realizzare anzitutto quei punti del piano di rinascita democratica che facevano più comodo a lui:
    – limitazione del peso politico dei sindacati;
    – riduzione dei partiti di massa a reti di club orbitanti attorno a una oligarchia autoleggittimata e a un leader carismatico;
    – liberalizzazione e controllo politico della televisione
    Gli altri punti li hanno cercati di realizzare poi tramite Renzi che però non è stato all’altezza della missione assegnatagli.
    Ovviamente ora gli amici e i loro amici non desisteranno affatto dal realizzare i loro piani! Dunque bisogna stare con gli occhi aperti per capire quale sarà il prossimo cavallo su cui punteranno essendosi ormai rivelato il loro prescelto non quel cavallo vincente che auspicavano.
    O forse Renzie voleva fare qualcosa di simile a quel che accade al palio di Siena quando il cavallo va a vincere senza cavaliere in groppa… Ieri ha fallito!
    Insomma, diciamo che si è creduto cavaliere oltre che cavallo ;)

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