Lunga vita a Vito

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Dopo il servizio delle Iene il 28 novembre su Italia Uno (e in attesa di una loro nuova discesa pavese a breve) l’agenda televisiva di Vito Sabato registra altri due appuntamenti: mercoledì 7 dicembre Vito è stato a TelePavia, ospite della trasmissione Ora locale (lo vediamo nella foto, negli studi di TelePavia, con Giovanni Giovannetti e Mario Fortunato); domenica 11 dicembre alle ore 14 sarà invece ospite di Massimo Giletti a L’Arena, seguitissima trasmissione pomeridiana di Rai 1. Tra la prima e la seconda apparizione, chi ne avesse piacere potrà leggere, venerdì, il ritratto a lui dedicato dal settimanale della diocesi pavese Il Ticino. Buona visione e buona lettura.

Vito Sabato è quel funzionario comunale tutto d’un pezzo che in più riprese ha denunciato alla procura pubblici amministratori e dirigenti tutti d’un prezzo. Da qualche settimana la storia di Vito è romanzo popolare, dopo un seguitissimo servizio delle Iene il 28 novembre su “Italia Uno”: Iene scatenate poiché, invece di premiarlo, l’amministrazione pavese lo vuole inoperoso, così da non nuocere (Vito, e non i sette o ottanta ladroni da lui denunciati e ora a processo). Alle Iene, e non senza imbarazzo, il sindaco Massimo Depaoli ha detto che la questione dipende dai dirigenti (e da chi dipendono i dirigenti?) e che, ad ogni buon conto, a breve lui vedrà e provvederà (le Iene contano i giorni).
Ora, segnatevi questa data: dopo TelePavia (mercoledì 7 dicembre, ore 19,30) domenica 11 dicembre Vito Sabato sarà nuovamente in tivù, ospite di Massimo Giletti a Una domenica da leoni, spin-off de L’Arena (Rai 1).
Il bel faccione di Vito buca lo schermo, ma non sfonda sulla stampa locale (quella nazionale, dal “Fatto Quotidiano” alla “Stampa”, ne scrive ormai costantemente): evidentemente ciò che dal Pavese fa notizia in Italia, non ha caratura per il quotidiano di Pavia. Poco male, poiché il nostro Vito (tra i pochi “eroi” positivi in circolazione) in queste ore deve fare la spesa col passamontagna, per non trovarsi sommerso dai complimenti e dalle strette di mano dei concittadini.

Cittadino perbene

Discriminato e mobbizzato sia dalle Amministrazioni di sinistra che da quelle di destra per aver denunciato più d’una ruberia in danno della collettività. Anzi, a rendere dura la vita di questo nostro funzionario comunale concorre proprio il temerario Angelo Moro, l’ex dirigente all’Urbanistica ora alla Mobilità, a giudizio per gravi reati contro la pubblica amministrazione eppure nemmeno sospeso (da Moro quest’anno ben tre contestazioni disciplinari).
E dire che, stando alla legge “anticorruzione” nella pubblica amministrazione, «il pubblico dipendente che denuncia all’autorità giudiziaria […] condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria…» (legge 190/12 , art 1, comma 51). E dire che, stando alla Corte dei Conti, tali malefatte sono ormai da tempo una tassa occulta che ogni italiano paga: 60 miliardi annuali, 1000 euro a testa, neonati inclusi.
Dunque, Vito Sabato andrebbe ringraziato – e non perseguito – per aver denunciato mercimoni milionari in danno della collettività. Furfanterie che vanno dalla lottizzazione abusiva di Punta Est all’illecito urbanistico di Green Campus; dall’assunzione di taluni dirigenti con concorsi ad personam alle gravi irregolarità nelle gare d’appalto per i lavori di segnaletica stradale («dai prezzi palesemente gonfiati» fino al 100 per cento, e fatturati due volte).

I traffici dell’Ufficio Traffico

Soffermiamoci su questo ultimo grave illecito. Siamo nel 2006, Sabato denuncia lavori pagati e «in gran parte mai realizzati» per un ammontare calcolato in 2.277.598 di euro. Sempre le stesse ditte a concorrere e altre delizie a danno dei contribuenti. Illeciti per i quali l’8 aprile 2011 il Tribunale di Pavia ha condannato fra gli altri l’ex dirigente dell’ufficio Mobilità e Trasporti Antonio Capone (falsi, truffa aggravata e continuata, peculato, violenza privata continuata e aggravata: tre anni e dieci mesi di reclusione e risarcimento danni). Il «sistema criminale» era in voga da anni. Una «radicata prassi corruttiva», una «disinvolta e criminale gestione del pubblico denaro» e degli appalti stradali nutrita dalle «pressioni di assessori che non hanno esitato a minacciare di licenziamento funzionari onesti, che hanno avuto solo la colpa di denunciare i fatti a cui stavano assistendo». Sono le parole del pm Roberto Valli, riprese dalla sua requisitoria.
Al Capone e alla sua combriccola di certo non è mancata l’ironia: lavori su 413 metri lineari di asfalto pagati come se la strada fosse lunga più del doppio o del triplo; strisce per il parcheggio delle auto tinteggiate lungo vie in terra battuta; fermate per l’autobus in vicoli forse accessibili a un motorino; un impianto semaforico tra via Lardirago e la tangenziale, là dove in realtà troviamo un sottopasso… In un secondo esposto alla Procura, Sabato chiama in causa Roberto Portolan, assessore socialista alla Mobilità e alla Polizia locale, e il direttore generale del Comune di Pavia Giampaolo Borella: «il dottor Borella mi aveva consigliato di presentare domanda di mobilità presso il Comune di Cosenza, mia città natale. Mi aveva detto che, quand’anche le cose denunciate fossero risultate vere, il denunciante non è mai persona gradita all’amministrazione e pertanto un mio trasferimento […] sarebbe servito ad assicurarmi una vita più serena». In una lettera riservata a Borella e al segretario generale del Comune, il comandante della polizia municipale Gianluca Giurato informa che «l’assessore Portolan mi ha più volte riferito che l’ingegner Sabato non avrebbe dovuto occuparsi di segnaletica stradale».

Il sindaco parla per messaggi

«Io parlo per messaggi, perché parlare troppo non serve…» Sono parole inquietanti, del sindaco Piera Capitelli (centrosinistra, sindaco di Pavia dal 2005 al 2009) a Vito. Cosa voleva il sindaco dal funzionario? Premiarlo per la sua rettitudine? Ringraziarlo poiché, grazie alla sua denuncia, l’Amministrazione aveva risparmiato ingenti somme di pubblico denaro? No, leggete: «mi piacerebbe che lei chiedesse di essere trasferito in un altro ufficio…» Come dire: sei così zelante che ti vorrei altrove, il più lontano possibile dai traffici dell’ufficio Traffico.
Da sinistra a destra. Dopo il cambio di colore nel 2009, il combattivo funzionario si ritrova malvisto anche dalla Giunta Cattaneo (centrodestra). E nulla cambia dopo il 2014, col silente sindaco Depaoli (centrosinistra).
Secondo il pm Valli, il processo al Capone «è l’esempio di come a Pavia può esserci un malaffare diffuso nella gestione degli appalti e l’asservimento sistematico del pubblico agli interessi del privato». Ne siamo convinti.

Postilla finale

E mai il valente Mario Fortunato di TelePavia fu più profetico nell’ipotizzare in trasmissione una nuova contestazione comunale: proprio il 7 dicembre, a Vito è stata notificata l’ennesima reprimenda dal plurindagato Angelo Moro, la quarta in un anno. Su questo dirigente incline alle furfanterie già la Cassazione si è pronunciata definitivamente, ordinando la confisca dei 77 appartamenti illecitamente costruiti a Punta Est dopo un suo generoso permesso.
Vito Sabato viene accusato di aver fatto affermazioni che possono nuocere al prestigio e all’immagine del Comune (Vito il nocivo, e non l’imputato Moro); e che tali affermazioni sono riconducibili all’attività dell’Ente (come se fosse stato l’Ente, e non l’incantevole plurimputato ad aver rilasciato permessi farlocchi e cioè fuorilegge).
A proposito: caro sindaco Depaoli, cara vicesindaco Gregorini, vi si informa che dopo la menzionata sentenza della Cassazione, a questo tale i danni (500mila euro) li potete rivendicare senza dover attendere la futuribile sentenza penale.

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