Non è mai troppo tardi

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Riprendo questa lettera dall’edizione odierna de “la Provincia Pavese”

E gli ambientalisti adesso dove sono? Il Comitato di Quartiere si era attivato anni fa perché in viale Campari di fronte ai pompieri ci fosse uno spazio di verde con giochi e panchine per i residenti. Ora, l’Amministrazione targata Pd ha pensato bene di fare una ingombrante rotonda (per molti versi superflua in quanto esiste da parecchi anni un sistema semaforico ben collaudato) tagliando diversi alberi di alto fusto e riducendo di molto lo spazio destinato al verde. Il cittadino si domanda dove si sono nascoste le associazioni come Legambiente, Italia Nostra, i Girotondini, Wwf, ecc… e i partiti che da sempre difendono l’ambiente? Secondo noi sono «… tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare…» Povera Pavia…

Giancarlo Carelli
Moderati Riformisti, Pavia

Caro moderato riformista Giancarlo Carelli. Lei, che giustamente lamenta l’insensatezza della ingombrante rotonda in viale Campari, col conseguente taglio di alberi d’alto fusto e la riduzione dello spazio destinato al verde. Lei che, da cittadino, si domanda dove per l’occasione si siano «nascoste le associazioni come Legambiente, Italia Nostra, i girotondini, Wwf, ecc…», concludendo con un laconico «povera Pavia».
Sono le stesse associazioni – una o due in particolare – che in passato hanno più volte inoltrato documentati esposti alla Procura pavese in tutela del verde residuo nel centro storico e in difesa dello stesso centro cittadino monumentale. Senza ovviamente dimenticare le battaglie – vinte preventivamente – contro il tentativo di cementificare ampie zone del Parco del Ticino e della Vernavola; o la denuncia di alcuni tra i più recenti scandali urbanistici (lottizzazione abusiva di Punta Est, illeciti urbanistici di Green Campus, di via Emilia, delle ortaglie delle Clarisse, ecc.). E come scordare, altro esempio, il tentativo – bloccato – di edificare residenze senza prima provvedere alla bonifica dei suoli all’area Landini o all’area Snia.
Ecco, proprio Lei caro concittadino moderato e riformista, per una volta lasci stare la moderazione e scenda in campo in prima persona, senza delegare a terzi la denuncia del malaffare.
In questi anni un gruppo di suoi concittadini lo hanno fatto, a costo di gravosi sacrifici personali, spendendosi in tutela di verde e beni comuni. Ma per quanto mi sforzi (sbaglierò…), nessuno col suo nome è ricordato tra gli attivisti o i fiancheggiatori di tante battaglie vinte, né tanto meno ricorrono i nomi di altri “Moderati riformisti”. Ma a tutto c’è rimedio e, per dirla con Alberto Manzi, per darsi da fare «non è mai troppo tardi». E vedrà che da subito la nostra Pavia sarà un po’ meno «povera».

Suo G. G.

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