Proprio come a Pavia

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Si legga attentamente questa intervista a Stefano Spagoni, componente uscente del Cda di Asm, compartecipata del Comune di Pavia. Spagoni denuncia l’assenza in Asm di «anticorpi al malaffare» (proprio come a Pavia) e parla di una realtà che, nel 2015, «superava la fantasia»: proprio come a Pavia, quando sindaco non era Depaoli. Ricordiamolo: le mafie, così come la locale lobby degli interessi particolari, hanno perso qualche battaglia ma non sono state sconfitte. E da più parti arrivano chiari segnali di restaurazione. 

«Sacche di inefficienza e il malaffare in agguato. L’Asm non è guarita» Intervista di Giacomo Bertoni a Stefano Spagoni

Alla fine è arrivato. L’ultimo colpo di coda di Stefano Spagoni, consigliere uscente di Asm, si è abbattuto sulla Commissione di garanzia riunita ormai da più di due ore martedì sera a palazzo Mezzabarba: «In Asm non ci sono ancora anticorpi al malaffare». Dichiarazione che ha portato il presidente Nicola Niutta a riconvocare la Commissione oggi alle 21, sempre in sala Grignani e ancora aperta al pubblico.

Consigliere Spagoni, cosa intende quando parla di “anticorpi al malaffare”?
«Intendo dire che in Asm non viene messo in atto nessun atteggiamento gestionale in grado di ridurre i rischi di quelle che in inglese si chiamano “malpractice”, ovvero gli atti illeciti. Basterebbe partire da un buon controllo di gestione per prevenire».

Concretamente, cos’è il controllo di gestione?
«Facciamo un esempio: per pulire 50 metri di strada spendiamo 70 euro, ma le altre aziende ne spendono 53. Se abbiamo in mano tutti i dati specifici possiamo capire cosa non va. In Asm basterebbe un report ogni tre mesi iniziando a parlare di budget. Come Cda abbiamo commissionato alla Ernst & Young, azienda che lavora in 150 Paesi nel mondo, un vestito su misura per Asm in parametri e processi di budget. Peccato sia inattuabile per le troppe resistenze interne».

Perché si è arrivati alla Commissione di garanzia?
«Non metto in dubbio la buona fede del presidente Rigano, ma è mancata una comunicazione efficace con lui. Per questo ho scritto al sindaco, già nella mia relazione del 2017 avevo lanciato l’allarme sul muro di gomma, e per questo mi ricandido al Cda».

Cosa blocca il cambiamento in Asm?
«Ci sono persone che sono nate, lavorativamente parlando, in Asm. Che hanno coltivato il proprio orticello e non hanno nessuna intenzione di modificare le loro abitudini, anche se queste non sono efficienti. E la mancanza di efficienza è il primo passo verso il malaffare».

Lei però è nel Consiglio di amministrazione di Asm dal 2015, cosa le ha impedito di rendere l’azienda più efficiente?
«Quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione che superava la fantasia. La priorità era fermare chi si stava appropriando dei soldi pubblici, e noi lo abbiamo fatto, licenziando i responsabili prima dell’intervento della magistratura. Sono stato incaricato dal Cda di avviare finalmente il controllo di gestione: ho richiesto agli uffici dedicati il tracciato che gli spazzini fanno quando puliscono le strade del centro. Solo il tracciato. Lo aspetto da mesi».

La Provincia Pavese, 5 luglio 2018

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