C’è del marcio in piazza Italia

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Ponte della Becca sul Po. Come lucrare sulle disgrazie e farla franca
di Giovanni Giovannetti

In un articolo uscito più di cinque anni fa sul settimanale “il Lunedì” ho provato a sollevare alcune perplessità sullo strano ripristino del malandato ponte della Becca sul Po, elencando tre dubbi interventi di «somma urgenza» per la sua messa in sicurezza, tutti assegnati in via diretta e senza bando di gara all’ingegner Gian Michele Calvi. Avevo scritto che questi lavori erano costati più di 8 milioni di euro in pubblico denaro senza risolvere il problema. Avevo poi segnalato che tra i fornitori risulta una ditta, l’Alga, indagata a L’Aquila per gli isolatori fuori norma (frode in pubbliche forniture, costate 7.124.752 euro). Tutto vero, tutti zitti.
Il 22 marzo 2014, chiedo allora alla Provincia «copia dei verbali di somma urgenza del dirigente Lavori pubblici Luigi Re» nonché «le perizie giustificative dei lavori relativi alla prima, alla seconda e terza fase da parte dello Studio Calvi srl». Sulle perizie, laconicamente il dirigente al settore Lavori pubblici Barbara Galletti (che nel frattempo è subentrata a Re) mi risponde picche.

Ponte della stecca?”

Porto allora i miei dubbi e qualche documento in Procura. Partono le indagini e solo ora ne riscontriamo i risultati, a dir poco sorprendenti.
Nelle carte di piazza del Tribunale, si legge infatti che il dirigente dei lavori pubblici Luigi Re ha attestato «falsamente di aver eseguito un sopralluogo, successivamente certificato con la redazione di un apposito verbale» tale da giustificare l’indebito incarico per “somma urgenza” all’ingegner Gian Michele Calvi (vedi il caso, l’ingegnere figura tra i più fraterni amici del direttore generale della Provincia Carlo Sacchi) facendo quindi apparire «come imprevisto e imprevedibile un evento che, di converso, era noto ai pubblici ufficiali che quindi avrebbero dovuto procedere», pur astenendosi dal pubblicare il bando di gara, «alla consultazione di almeno tre operatori economici».
Per questo motivo al Sacchi si imputa d’aver esautorato «il dirigente del settore Lavori pubblici dall’esercizio delle proprie funzioni» per poi affidare al Calvi le prestazioni ingegneristiche relative al ponte.
Si legge altresì che Gian Michele Calvi «si sostituiva alla stazione appaltante» ovvero all’amministrazione provinciale «nell’individuazione degli operatori economici» chiamati al capezzale del ponte male in arnese.
È della partita anche Barbara Galletti (la dirigente subentrata a Re il 30 dicembre 2010), colei che ci aveva negato la consultazione dei principali documenti: non diversamente da chi l’ha preceduta Galletti, stando all’accusa, avrebbe sottoscritto «i contenuti tecnici predisposti e “dettati” nelle periodiche relazioni redatte dallo stesso studio Calvi».

“Assolti” per aver commesso il fatto

Lavori indebitamente assegnati in via diretta e senza bando di gara… Atti amministrativi di affidamento diretto scritti con la penna di chi i lavori se li vede affidare… Ditte “amiche” ingaggiate bypassando il committente istituzionale… Tutto questo prefigura quanto meno il reato di turbativa del processo decisionale da parte della pubblica amministrazione.
Ma… c’è un “ma”, e ben lo rimarca il sostituto procuratore pavese Paolo Mazza nella sua Richiesta di archiviazione del 7 novembre 2018: pur accertate le malefatte, scrive, tutti questi reati devono ritenersi prescritti al 16 aprile 2018 «anche a causa dell’estrema tardività nella conoscenza della notizia di reato, rispetto alla commissione dei fatti, nonché il protrarsi delle capillari ed articolate attività di indagine».
Detta in questo modo parrebbe che i nostri indagati l’abbiano fatta nuovamente franca; ma attenzione, non è del tutto così poiché nelle righe finali Mazza chiede – e il Gip Fabio Lambertucci dispone – che una copia di questi atti venga trasmessa alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Milano. Sì, c’è del marcio in Piazza Italia.

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Una Risposta to “C’è del marcio in piazza Italia”

  1. Mattia Says:

    T’an rispost dal guveràn cun gli appalti sensa gara. Le risate dopo Ponte Morandi non le hanno registrate, eppure le abbiamo sentite in tanti. Abbracci Giuan

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