Punta Est. Tutti assolti

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La seconda sezione della Corte d’appello di Milano ha assolto tutti gli imputati nel processo per la lottizzazione abusiva di Punta Est a Pavia «perché il fatto non sussiste». Per aver sollevato il caso, sul portone dello studio dell’avvocato Franco Maurici vennero ripetutamente disegnate croci a morto; al consigliere comunale Walter Veltri venne bruciata l’auto e a me la casa. Non resta che domandarsi se, per i giudici milanesi, quelle croci Maurici se le sia dipinte da solo, se Veltri abbia dato fuoco alla sua auto e Giovannetti alla sua casa.

La notte del 16 febbraio 2012 “ignoti” distruggono a picconate le vetrate della sede di Insieme per Pavia in via Ferrini.

Il 17 maggio 2012 sul blog Direfarebaciare viene lasciato questo messaggio: «Stanotte è morto un mio amico. Siate più buoni. Non fate che qualcuno desideri danzare sulle vostre tombe».

Il 14 novembre 2012 “ignoti” disegnano croci nere a morto all’ingresso dell’ufficio dell’avvocato Maurici. Cancellate, tre giorni dopo ne vengono disegnate altre.

Il 14 dicembre 2012 “ignoti” danno fuoco all’auto del consigliere comunale di Insieme per Pavia Walter Veltri.

La notte tra il 16 e il 17 dicembre 2012 “ignoti” entrano nella casa al momento vuota di Giovanni Giovannetti, staccano i quadri dalle pareti e aprono cassetti, senza tuttavia rubare nulla. Un chiaro avvertimento.

La notte tra il 30 e il 31 dicembre 2012 “ignoti” danno fuoco alla casa di Giovannetti. Distrutto il seminterrato. Il pronto intervento dei Vigili del fuoco evita il peggio. Non si riscontrano altri incendi dolosi di abitazioni private nella recente storia di Pavia.

Interrogata in Procura il 25 febbraio 2013, Elena Soncini sulle croci a morto per Maurici, riferisce quanto segue: l’imprenditore edile Dario Maestri disse a Ciro Manna: «hai visto che bel lavoro abbiamo fatto? …che bravi siamo stati? Così vediamo se la finiscono di romperci i coglioni”. Manna annuì sorridendo, facendo intendere di comprendere il discorso di Maestri». Dopo alcuni giorni la Soncini viene nuovamente sentita poiché a conoscenza di altri atti di intimidazione, commissionati dal Maestri al Manna, verso Veltri, Giovannetti e la Brendolise (quest’ultima per il parere negativo espresso in ordine all’edificazione di Punta Est) che, a loro parere, li stavano danneggiando. In particolare, riferisce che il Maestri le aveva confidato di aver commissionato a Ciro Manna degli “atti intimidatori” verso chi (Giovannetti, Maurici e Veltri) lo stava danneggiando nelle sue attività imprenditoriali: «Spesso lo stesso Manna commentava il fatto che non sapevano contro chi si erano messi e che prima o poi lo avrebbero fatto picchiare se non avesse smesso di scrivere contro di lui [Giovannetti]»; e aggiunge: «Mentre Maestri stava leggendo l’articolo della “Provincia Pavese” mi disse che le croci ai danni di Maurici le aveva fatte fare sulle porte e sulle targhe dello studio anche dove c’era il nome della figlia. Non ricordo esattamente le parole ma disse anche che se dette croci fossero state pulite le avrebbe fatte rifare». Cosa che effettivamente avvenne. Secondo l’accusa, si rende evidente «la determinazione di Maestri/Manna di “eliminare” con qualsiasi mezzo i loro detrattori, senza escludere il ricorso alla violenza». I giudici assolvono.

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