Il buco nel Petrolio

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di Giovanni Giovannetti

Stamane ho potuto finalmente leggere quanto di nuovo offre la bella edizione del Petrolio pasoliniano curata da Maria Careri e da Walter Siti, che aggiunge alcune pagine deliberatamente e inopinatamente cassate nelle edizioni precedenti, tante note esplicative e le ghiotte postfazioni dei curatori.
Petrolio è ora un volume di oltre ottocento pagine comprensive – data la mole non poteva essere altrimenti – di qualche insignificante e quindi accettabile manchevolezza (ad es., alla nota 23 di p. 751, Luigi Castoldi – e non Castaldi –, classe 1929, non era un partigiano di Cefis; e alla nota 56, Roscio e Negro sono soprattutto i soprannomi di Franco Giuseppucci e Giovanni Girlando, due componenti apicali della costituenda banda della Magliana). Ma stiamo parlando di un libro che offre davvero molto. Fra l’altro, torna al suo posto una fondamentale pagina dal titolo Per la carriera di “Carlo”, scritta a Chia nell’agosto 1974, inopinatamente espunta dalle edizioni precedenti, là dove Pasolini scrive chiaro e tondo che Carlo I (lo scisso ingegnere petrolchimico Carlo Valletti, protagonista dell’incompiuto romanzo) «Aiuta Cefis nell’assassinio di Mattei». Più avanti in questa pagina Pasolini fa un accenno ai due discorsi di Cefis al momento in suo possesso, precisando che «I due pilastri entro cui si dispone la bizzarra materia sono il discorso agli Allievi dell’Accademia di Modena e il discorso al Centro Alti Studi Militari di Cefis». Quindi, conclude Siti, i discorsi che Pasolini prevede di pubblicare tra la prima e la seconda parte di Petrolio sono due e non tre, e puntualmente li troviamo tra i “Documenti” in fondo al libro. Tutto chiaro, o almeno così parrebbe, se non per il fatto…

Agosto

Pasolini riceve questi primi due discorsi nell’agosto 1974 dallo psicoanalista e direttore della rivista “Erba voglio” Elvio Fachinelli, accompagnati dalla richiesta di «un’analisi testuale o una recensione […] o un intervento diverso, come le sembrerà opportuno» per «un libretto diciamo così di “pronto intervento” su Cefis e il potere». Lo si legge in una lettera di Fachinelli a Pasolini datata “Sperlonga, 30 luglio 1974” (occhio alle date) che Giada Stigliano ha pubblicato in Laboratorio Petrolio (Effigie, 2019). Ecco la lettera per intero: «Caro Pasolini, ho tentato ripetutamente ma finora invano di raggiungerla per telefono. Sono passato in questi giorni da Roma e volevo vederla per proporle un’idea. Con alcuni colleghi sto cercando di mettere insieme – per settembre – un libretto diciamo così di “pronto intervento” su Cefis e il potere (Cefis e/o il nuovo potere) in cui l’accento cade sul secondo termine. Abbiamo pubblicato già due anni fa nella rivista “Erba voglio” un discorso di Cefis, su un argomento politico. La cosa incuriosì molto, ma soltanto ora possiamo capirne l’importanza. Disponiamo ora di un altro discorso, che si connette probabilmente a manovre finanziarie in corso, a cui hanno accennato i giornali. Le scrivo per proporle di fare, su questi discorsi, un’analisi testuale o una recensione, come quelle che fa sul “Tempo”; o un intervento diverso, come le sembrerà opportuno. Le allego i due discorsi, in attesa di poterla raggiungere e chiarirle di più tutto il progetto. A presto spero». E in quell’agosto 1974 Pasolini li enumera, due, nella pagina desaparecida.

Settembre

Torniamo ora al benemerito lavoro di Stigliano. Nel suo libro, la studiosa rende conto di cinque lettere di Fachinelli a Pasolini, ma ai nostri fini credo basti questa, del 20 settembre 1974: «Caro Pasolini, le faccio avere una conferenza di Cefis e una fotocopia del libro su di lui, ritirato. Forse le possono servire. Spero di riuscire a trovarla al telefono, tra qualche giorno. Con molta cordialità». Si tratta della conferenza di Cefis a Vicenza, poi rimandata, e delle fotocopie di Questo è Cefis di Steimetz, che quindi Pasolini riceve dopo la nota dell’agosto 1974.
In conclusione, dei tre discorsi che sono fra le sue carte, Pasolini ne riceve due nell’agosto 1974 (quelli ricordati nella nota “espunta” dalla prima edizione) e un terzo a settembre, cioè un mese dopo aver scritto quella nota. Di conseguenza, quando agli Appunti 20-30 – Storia del problema del petrolio e retroscena il 16 ottobre 1974 Pasolini scrive di voler inserire questi discorsi tra la prima e la seconda parte del romanzo, in modo da renderlo «perfettamente simmetrico ed esplicito», a quella data i discorsi in suo possesso sono tre, e non due.
Può anche essere che, a conti fatti, lo scrittore ne avrebbe usati due, e non tre (o uno… o nessuno…). Ma Siti questo non può dirlo, nessuno può saperlo, e di conseguenza tra i “Documenti” andavano messi tutti e tre.

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