Archive for the ‘Alessandro Cattaneo’ Category

Pinocchietto si agita, muove i fili…

30 Maggio 2014

…e ne resta impigliato
un comunicato di Insieme per Pavia

«Prosciolto Tedesi per la bonifica di Montecity-Rogoredo, con buona pace dei giustizialisti di Insieme per Pavia». Lo annuncia esultante il sindaco uscente Alessandro Cattaneo. Prosciolto una fava. Al contrario, il direttore generale di Asm Pavia Claudio Tedesi – attualmente agli arresti per la mancata bonifica dell’area Sisas di Pioltello, indagato per Montecity (trasformata in una discarica abusiva delle ecomafie) – era stato rinviato a giudizio: con buona pace di Pinocchio Cattaneo.

Una soddisfazione spontanea, esultante ma del tutto mal riposta e per di più minimale, quella che ha inopinatamente espresso il sindaco Al. Cattaneo nell’Aula magna della Università ieri pomeriggio, facendosi quasi vanto dell’sms pervenutogli con l’annuncio che l’ing. Claudio Tedesi, sospeso direttore generale di ASM Pavia e vicepresidente di Linea Group Holding, tuttora agli arresti domiciliari con altri dirigenti industriali a seguito dell’indagine “Nero Fumo” riguardante la bonifica dell’ex Sisas di Pioltello, è stato prosciolto da uno su quattro dei capi d’accusa dell’ altra inchiesta in cui era inquisito, quella per Santa Giulia: il reato di avvelenamento di falde acquifere. È plausibile che dal 2004 al 2010 il Tedesi se ne stesse seduto nei suoi uffici, a Milano e a Pavia, dove al massimo riscuoteva lo stipendio oltre a fantasiosi e non dovuti rimborsi forfettari. E probabile che non si aggirasse in aree dismesse a spargervi inquinanti, che altri aveva già sparso prima di lui. (more…)

Geppetto Abelli e Pinocchio Cattaneo

24 Maggio 2014

di Giovanni Giovannetti

Che a Pavia loro comandino anziché amministrare ce lo ricordano da cinque anni con pensieri parole e soprattutto opere. E i burattinai – filomafiosi, leghisti, affaristi, fascisti – non hanno mancato altresì di rinfrescare funzioni e memoria al loro Pupo, come ben ha sintetizzato Cristina Niutta – esule da quella Giunta – citando Giampaolo Chirichelli, presidente leghista di Asm: «Controllo cinque consiglieri e tu fai quello che dico io, altrimenti vai a casa». Il giorno dopo Asm assume a tempo indeterminato il direttore generale Claudio Tedesi (affaire Sif Furfurolo di Valle lomellina, affaire bonifica ex Fibronit di Broni, affaire Montecity Rogoredo, affaire Sisas Pioltello, ecc.) ora in galera; il mese dopo lo stesso Chirichelli autoriconosce a se stesso, al Cda e a Tedesi illecite diarie a forfait in misura tale da raddoppiarsi il già cospicuo compenso (decisione che per Statuto spettava all’assemblea dei soci, di cui il Comune silentato contolla il 95,7 per cento); l’anno dopo il Cda con Luca Filippi riconosce a Filippi Luca con il Cda della controllata Asm Lavori o Favori premi di produzione per decine di migliaia di euro in pubblico denaro, a fronte di pochi spiccioli di in-utile a bilancio.
Ma già lo aveva autorevolmente affermato Geppetto Abelli detto il “faraone” poiché tra le qualità del suo burattino, in particolare il burattinaio da subito intese lodare quella sua inclinazione «a essere guidato».
Ieri è oggi, come ben possono testimoniare quattro pubblici amministratori pavesi (Greco, Labate, Gimigliano e Bobbio Pallavicini): ieri coinvolti nell’inchiesta antimafia Infinito, oggi ai primi quattro posti nella lista del partito di Berlusconi, Cattaneo, Abelli e Dell’Utri.
Ieri e oggi: altro esempio, la candidatura di Marco Mangiarotti e Barbara Longo, indicati al Cattaneo da Ettore Filippi (arrestato per corruzione il 13 marzo scorso), lui stesso chiamato e infine confermato dal burattino a rappresentare il sindaco nel Cda dell’Ospedale San Matteo.
Lega, filomafiosi, trapananti e affaristi – incistati a metastasi nella destra berlusconiana dura a morire – muovono i fili al pupo: loro comandano, lui obbedisce.
Ma a quanto pare in città la malattia sta facendo il suo decorso, con «il sindaco più amato d’Italia» ormai in brache di tela e prossimo al ballottaggio così che, sulla torre, la sera di lunedì saliranno lui e il candidato Pd “soldatino” Depaoli: uno governerà, l’altro “morrà”.
Chi “uccidi”? L’amico dei mafiosi o il “soldatino” bifronte iscritto a Legambiente che nel 2010 votò una lottizzazione abusiva? Cosa è meno peggio?
Al dunque, l’esserino telegenico in balìa di filomafiosi (e dei Borghezio) e Depaoli sono la stessa cosa? Non dite «li butto giù entrambi», troppo facile, si deve scegliere. Questione di priorità, poiché a Pavia questa volta “non scegliere” significa scegliere, “non votare” significa votare. Quanto a me, per quel che vale, turandomi il naso ho scelto.

Guerre stellari

23 Maggio 2014

«…voi date fiato alle vostre trombe e noi suoneremo le nostre campane!»

«Per la campagna elettorale spenderemo all’incirca 40mila euro». Parola di Alessandro Cattaneo il 13 maggio scorso. Assì? Dal “suo” bilancio preventivo: Forza Italia indica spese per 56.000 euro che, addizionati al budget personale di Cattaneo (17.000 euro), somma un totale di 73.000 euro (90.000 se aggiungiamo la costellazione di liste in suo sostegno), «parte dei quali offerti da imprenditori locali di cui al momento non farò i nomi», ha detto Cattaneo. Sia chiaro, nulla di illegale, sono “solo” bugie, come quelle del burattino Pinocchio.

Non votare l’amico degli amici 3

20 Maggio 2014

Alessandro Cattaneo (candidato sindaco)
di Giovanni Giovannetti *

* Querelato dopo aver scritto «Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia, lui stesso è stato per almeno tre volte gradito ospite del capo della ’Ndrangheta lombarda “compare Pino”, accompagnato dal tradizionale nonché benaugurante “taglio della caciotta”»

clicca qui «

Queste pagine sono riprese dal Verbale dell’udienza del 5 luglio 2012 del processo alla ‘Ndrangheta lombarda. È la deposizione del sindaco pavese nell’aula bunker milanese di via san Vittore: per la prima volta, a denti molto stretti, Alessandro Cattaneo è costretto ad ammettere due incontri con il capo della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri, suo sodale elettorale, da poco uscito di galera. Lo interroga Roberto Rallo, avvocato di Neri. Leggiamo (pp. 163-64).

Avv. Roberto Rallo – Nell’occasione in cui era a casa di Neri c’era Del Prete e poi chi c’era? Le hanno presentato delle altre persone?
Teste Alessandro Cattaneo – Sì. Eravamo una dozzina, una quindicina di persone, c’era un architetto di Milano, che mi ricordo, perché era vicino a me, c’erano delle signore, credo che fossero la moglie del dottor Neri o adesso non mi ricordo, c’erano anche delle signore, c’era l’unica persona che ricordo era poi il dottore, dottore non è, però signor Dieni, e poi c’era il papà di Francesco Del Prete, c’era forse anche qualcun altro, in totale eravamo una dozzina.

Avv. Rallo – Di che avete parlato? Ci sono stati degli accordi?
Cattaneo – No.

Avv. Rallo – Non avete parlato di accordi, soltanto una cena elettorale senza accordi?
Cattaneo – Era una cena, buona, ricordo, l’antipasto lo apprezzai e poi andai altrove come candidato Sindaco dovevo tenermi, fu del tutto generica, generica, oddio di progettualità politica complessiva rispetto ad una esigenza di rilancio che in città era molto avvertita e che con la mia candidatura voleva esprimere un desiderio di rinnovamento e di rilancio forte, cioè, ecco, era questo un po’ il tema nelle sue valutazioni più generali. Io credo di essermi trattenuto mezzora, tre quarti d’ora forse al massimo.

Avv. Rallo – Ha incontrato in altre occasioni elettorali il signor Neri?
Cattaneo – Io ricordo che il signor Neri a volte si accompagnava Francesco Del Prete, forse ricordo una mattina che velocemente fui chiamato all’ultimo e passai in studio in Piazza della Vittoria […].

I due incontri trovano puntuale conferma nella deposizione di Francesco Rocco Del Prete (nel 2008-09 siede nel direttivo cittadino del Pd, poi col centrodestra di Cattaneo). L’ex candidato «nella piena disponibilità di Pino Neri» fa anche qualche altro nome (pagg. 71-72):

Avv. Rallo – Lei poi in campagna elettorale ha svolto delle iniziative elettorali a cui ha partecipato il signor Neri?
Teste Francesco Rocco Del Prete – Allora ad un paio di incontri, diciamo, una volta nel suo ufficio, nel suo studio, dove c’era il signor Neri, la moglie, il signor Dieni, i suoi fratelli, e venne il Sindaco per qualche… Per una decina di minuti, un piccolo aperitivo di metà mattina. E poi facemmo solo una cena a casa del signor Neri, dove appunto mi presentò questi professionisti che ho detto prima, l’architetto Abbiati, il dottor Nariman, questa ragazza Elena, c’era la moglie, la cognata, venne anche lì il Sindaco a fare, diciamo, un piccolo brindisi, qualche minuto insomma. Queste sono le occasioni in cui…

Avv. Rallo – Mi scusi, e ha partecipato anche il Sindaco e dove eravate quando ha partecipato anche il Sindaco?
Del Prete – Il Sindaco venne una volta nello studio dell’Avvocato e un’altra volta a casa dell’Avvocato Neri.

Ma di questi incontri, se ne riscontrano almeno tre: stando alla deposizione di Del Prete, la notte della vittoria il neoeletto sindaco invitò personalmente Neri ad un selezionato brindisi per onorare l’elezione (p. 81):

Avv. Rallo – La notte delle elezioni c’è stata una festa quando avete avuto la sensazione di essere tutti eletti, di avere vinto le elezioni?
Teste Francesco Rocco Del Prete – Una festa vera e propria… Cioè diciamo che io incontrai…

Avv. Rallo – In piazza?
Del Prete – Sì, in piazza, incontrai il Sindaco, il quale mi disse di andare con lui che aveva organizzato un brindisi al “Rebound”, che è un bar in piazza Vittoria e, niente, mi invitò, mi fa: «Vieni anche tu che così brindiamo assieme», visto che lui aveva vinto le elezione e io che fino a quel momento ero eletto e così andai con lui.

Avv. Rallo – E del suo gruppo chi era presente a questo incontro, del suo gruppo, dei suoi sostenitori, dei suoi amici?
Del Prete – Allora c’era Riccardo Marchesi, poi venne Carlo Faccioli con un altro mio amico, che è Antonio Signore, è un ex collega di mio nonno, e poi venne l’Avvocato Neri con… non ricordo se c’era anche la moglie dell’Avvocato o se era solo l’Avvocato.

Dunque non è vero come ho scritto che il Cattaneo «è stato per almeno tre volte gradito ospite» di “compare Pino” ma solo due, poiché alla terza è lui stesso, il sindaco «più amato d’Italia», ad ospitare il capo della ‘Ndrangheta lombarda, fresco reduce da una condanna a nove anni per narcotraffico.
Cinque mesi dopo aver brindato insieme a Cattaneo – eletto “a sua insaputa” con i voti della mafia – il 31 ottobre 2009 Pino Neri innalzerà di nuovo alto il suo calice al Circolo “Falcone e Borsellino” di Paderno Dugnano, per festeggiare la ritrovata concordia tra le Locali padane e la terra madre dopo l’omicidio di Carmelo Novella.

Le Motivazioni della sentenza Infinito tornano su questi incontri. Pag. 173:

«Come egli stesso ha orgogliosamente rivendicato nel corso delle dichiarazioni spontanee, Neri vantava in città radicati rapporti sociali di alto livello, con professionisti, imprenditori, funzionari pubblici e personaggi impegnati nel1’attività politica, ed aveva partecipato attivamente alla campagna elettorale delle consultazioni amministrative tenutesi sia nel 2009 che nel 2010, organizzando anche in prima persona eventi ai quali, ad esempio, ebbe a partecipare l’attuale sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo (cfr. testimonianza Cattaneo, ud. 5 luglio 2012)».

Il Tribunale non manca di biasimare la deposizione del sindaco Cattaneo. Pag. 288:

«decisamente scarso è stato il contributo dichiarativo di tutti i protagonisti delle vicende politico – elettorali esaminati in dibattimento: l’attuale sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, eletto nel 2009 con il sostegno della lista Rinnovare Pavia, della quale faceva parte il candidato fatto votare da Neri, non ha potuto negare di avere partecipato a due eventi organizzati in campagna elettorale proprio da Pino Neri, presso la propria abitazione e presso lo studio di piazza della Vittoria; ha anche aggiunto di avere conosciuto l’imputato in quelle occasioni e di non sapere alcunché sul suo conto».

E ancora a pag. 252:

«Comunque sia, il coinvolgimento diretto di Neri era stato molto attivo e lo aveva portato, in prima persona, ad organizzare aperitivi e cene in casa propria e presso lo studio in piazza della Vittoria, alle quali aveva partecipato anche il futuro sindaco Alessandro Cattaneo, eletto nella lista PDL con il sostegno anche di “Rinnovare Pavia” (lo ha confermato lo stesso interessato, esaminato come testimone all’udienza del 5 luglio 2012)».

Non andrà poi dimenticato che un altro condannato per fatti di mafia, il direttore sanitario dell’Asl pavese Carlo Chiriaco – qui ripreso con il futuro sindaco nel maggio 2009 – è stato tra i responsabili organizzativi della campagna elettorale di Cattaneo (clicca qui «). E dire che notoriamente il Chiriaco era reduce da una condanna in primo e secondo grado per estorsione, in concorso – fra gli altri – con quel Fortunato Valle nuovamente incarcerato il 1° luglio 2010 per associazione mafiosa, usura, estorsione e intestazione fittizia di beni, insieme ad altri 14 componenti del clan. Come leggiamo nell’Ordinanza del Tribunale di Milano, il medico odontoiatra (pag. 382) «dopo due annullamenti con rinvio da parte della Cassazione, è riuscito a lucrare un proscioglimento per prescrizione». Nel 2003 Chiriaco viene di nuovo indagato – e infine condannato nel 2007 – per concorso in esercizio abusivo della professione medica collegato ad un oscuro traffico di false lauree in medicina con la Bulgaria.
Come si è detto, nei giorni scorsi il candidato sindaco del partito di Berlusconi, Dell’Utri e Scajola alle elezioni 2014 ha querelato me e Walter Veltri, nonché ottenuto il sequestro preventivo per un volantino in cui si rivela – sai la novità – che «il sindaco di Pavia è stato per almeno tre volte gradito ospite del capo della ‘Ndrangheta lombarda “compare Pino”, accompagnato dal tradizionale nonché beneaugurante taglio della caciotta». Subito, sul suo profilo in facebook è apparso questo annuncio: «Sequestrati dalla Digos volantini diffamatori nei miei confronti di un candidato sindaco. Che diranno ora i giustizialisti di professione?? Che rispettano le decisioni e chiedono scusa, o si arrampicheranno sui vetri? Chiedo solo rispetto… E vado avanti con responsabilità la mia campagna elettorale a testa alta, altissima!». Soprassedendo sul lessico alquanto zoppicante, dal sindaco Alessandro Cattaneo pretendo pubbliche scuse e un gesto riparatore: può bastare un’ora di lavoro socialmente utile raccattando foglie in qualche allea munito di guanti e pettorina Asm. Prometto che andrò personalmente a perdonarlo.

Immediata revoca del sequestro

17 Maggio 2014

L’istanza di revoca immediata del Decreto di sequestro preventivo del volantino “Vota Mafia?” rivolta al Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Pavia presentata stamane, 17 maggio, dall’avvocato Franco Maurici per conto di Giovanni Giovannetti e Walter Veltri.

Il PM e il GIP avrebbero dovuto accertare innanzitutto se il fatto menzionato nel volantino sia o non sia vero. Stupisce che entrambi non abbiano cognizione dell’indagine Infinito e dei susseguenti provvedimenti giudiziari da cui risulta al di là di ogni possibile dubbio che il Cattaneo ha incontrato almeno tre volte Pino Neri, appena reduce dalla detenzione per una condanna a 9 anni per narcotraffico: la prima volta a casa di Neri, la seconda nello studio di lui, la terza al brindisi riservato agli intimi per celebrare la vittoria alle elezioni amministrative del 2009. È un fatto notorio che successivamente Pino Neri è stato condannato dal Tribunale di Milano a 18 anni per associazione mafiosa in quanto capo-reggente della ‘Ndrangheta in Lombardia.
È lecito altresì congetturare che il Cattaneo si sia rivolto a Pino Neri, che non risiedeva a Pavia, per ottenere il sostegno elettorale degli aderenti o simpatizzanti dell’associazione criminale da lui rappresentata.
Ciò premesso in punto di fatto, non può essere proibito – almeno in uno Stato di diritto – a un giornalista e a un Consigliere comunale candidato a Sindaco di esprimere, nel corso della campagna elettorale, un giudizio negativo anche pesante su un comportamento siffatto. Comportamento che rimanda necessariamente a un soggetto preciso. È notorio che la giurisprudenza in materia di polemiche elettorali è molto liberale; addirittura, se non ricordo male, una sentenza della Suprema Corte ha assolto proprio in occasione di una controversia tra candidati, colui che aveva dato del “mafioso” a un concorrente che mafioso non era, ritenendo che il termine in campagna elettorale assumesse esclusivamente una connotazione politica.
Si noti ciò che il Cattaneo ha riferito al Tribunale di Milano: «ricordo una mattina che velocemente fui chiamato all’ultimo e passai in studio in piazza della Vittoria», e cioè nello studio di Neri. Dunque i rapporti tra i due erano tanto stretti che il Neri poteva convocare nel suo studio, ovviamente per fini elettorali, il futuro Sindaco di Pavia. (more…)

Mafie Mezzebarbe? Non esiste…

16 Maggio 2014

Note a margine del sequestro preventivo di un volantino
disposto dalla locale Procura

di Giovanni Giovannetti

Al. Cattaneo detto Pupo ha querelato me e Walter Veltri per un volantino in cui si rivela – sai la novità – che «il sindaco di Pavia è stato per almeno tre volte gradito ospite del capo della ‘Ndrangheta lombarda “compare Pino”, accompagnato dal tradizionale nonché beneaugurante taglio della caciotta». Per la verità, il sindaco Cattaneo ha ragione: tutto si può dire, fuorché a lui «beneaugurante» quel taglio di caciotta.
Quanto al resto, è affermare che l’acqua è bagnata. Fra l’altro, due di questi tre incontri fra “dritti” sono stati l’argomento focale della sua deposizione ai giudici del processo alla ‘Ndrangheta lombarda, nell’aula-bunker milanese di via San Vittore il 5 luglio 2012.
Come lo stesso Cattaneo ha dichiarato (Verbale, pagg. 163-64), all’abbraccio con gli amici degli amici lui ci andò insieme al comune conoscente Francesco Rocco Del Prete, uno tra i più solerti fiancheggiatori del giovane candidato. Davanti ai giudici, per la prima volta Cattaneo ha dovuto ammettere gli incontri: a casa di Neri «eravamo una dozzina, una quindicina di persone, c’era un architetto di Milano, che mi ricordo perché era vicino a me, c’erano delle signore, credo che fossero la moglie del dottor Neri o adesso non mi ricordo, c’erano anche delle signore, c’era l’unica persona che ricordo era poi il dottore, dottore non è, però signor Dieni [Antonio Dieni, imprenditore edile e braccio politico di Neri], e poi c’era il papà di Francesco Del Prete, c’era forse anche qualcun altro». (more…)

Pupo e Chichirichelli

14 Maggio 2014

Niutta canta, e racconta di controllati che si fanno “controllori”

«Noi controlliamo cinque consiglieri e ti mando a casa quando voglio». Parole del presidente leghista di Asm Giampaolo Chirichelli al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo detto Pupo, del presunto controllato al patetico controllore, poiché di Asm il Comune di Pavia “controlla” (si fa per dire) il 95,7 per cento. E il Pupo «disponibile ad essere guidato» (Abelli) si è allora silenziosamente inchinato al puparo verdesega.
Da quel momento silenzio su tutto: silenzio sull’assunzione a tempo indeterminato del direttore generale Claudio Tedesi, indagato e poi incarcerato (era anche in palese conflitto d’interesse). Silenzio sulle illecite reiterate diarie a forfait allo stesso Tedesi, a Luca Filippi e a Chirichelli. Silenzio sugli altrettanto illeciti “premi” per decine di migliaia di euro riconosciuti dal Cda Asm al gran completo (di cui Luca Filippi è consigliere) ai componenti il Cda della controllata Asm lavori o favori, di cui Filippi Luca è presidente (a fronte di un risicato utile netto di esercizio 2012 di 3.750,38 euro): «euro 30.000 per il presidente Filippi e 10.000 per ogni amministratore», 13 volte l’attivo di bilancio (e nel bilancio 2013 si annuncia un “buco” intorno ai 500mila euro!). A quanto pare, persino alcune delibere comunali sarebbero state scritte con la penna di Chirichelli.
La fonte? L’ex assessore con delega Asm Cristina Niutta, martedì 13 maggio, nel corso del confronto tra i candidati sindaco.

Chi lo capisce è bravo

26 aprile 2014

Il Pupo catodico parla parla parla… ma cosa dice?

1 consigliere su 40

17 aprile 2014

A dimostrare che Insieme per Pavia è stata sin qui l’unica vera opposizione comunale e sociale al partito unico del magnamagna concorrono i fatti. Ma sentirlo riconoscere dallo stesso sindaco Cattaneo è motivo di legittimo godimento. Al, grazie di esistere.

Ladro?

10 aprile 2014

Il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo ha querelato Insieme per Pavia per un volantino [questo] in realtà su… Ettore Filippi. Possibile che l’imberbe Pupo catodico ogni volta che sente dire “ladro” subito pensa che si stia parlando di lui?

Il vecchio “faraone” e il giovane C.

6 aprile 2014

di Chiara Pracchi *

Comuni al voto, a Pavia troppe ombre sul «sindaco più amato d’Italia». Nella città lombarda i giudici in primo grado hanno condannato il blocco di potere costituito da politici, costruttori e criminalità organizzata. Il primo cittadino Cattaneo, intanto, corre per il secondo mandato.

Gianfranco Abelli, sul palco, insieme ad Alessandro Cattaneo. Alla presentazione della sua lista civica, il giovane sindaco di Pavia che ha scelto di ricandidarsi, ha voluto accanto a sé il vecchio “faraone”, passato indenne per Tangentopoli, quindi fedelissimo di Roberto Formigoni e oggi solo apparentemente in disgrazia, dopo l’arresto della moglie per riciclaggio. Ilfattoquotidiano.it prosegue il suo viaggio tra i comuni al voto e arriva a Pavia, dove il senso delle prossime amministrative è tutto qui: il blocco di potere, che per anni ha imperato sulla città, è saldo. Ed è un blocco costituito da politici, costruttori e – stando al pronunciamento di primo grado nel processo Infinito – dalla criminalità organizzata. «Noi rigettiamo le conclusioni dell’accusa, ma se dovesse essere vero che l’organizzazione mafiosa ha condizionato le elezioni comunali del 2009, quando Cattaneo fu eletto, il sindaco di Pavia non è legittimato a chiedere nessun danno».
Chi parla è l’avvocato di Carlo Chiriaco, condannato a 13 anni in primo grado per aver contribuito a rafforzare la ‘ndrangheta. Il ragionamento non fa una grinza: se la mafia ha procurato i voti per eleggere gli amministratori della città, quegli stessi non possono costituirsi parte civile al processo d’appello. O di qui, o di là. Invece a Pavia la doppiezza sembra essere la norma. E in attesa di sapere se i giudici confermeranno il verdetto di primo grado, il giovane Cattaneo, vicepresidente dell’Anci e astro ascendente nella galassia di Forza Italia, continua a essere il sindaco più amato d’Italia (sondaggio Ipr 2013). Questo nonostante Pavia risulti la peggior città del Nord, dopo Imperia, per qualità della vita (classifica del “Sole 24 Ore”), dove la raccolta differenziata stenta a decollare e il numero di slot machine è il più alto d’Italia (al punto da conquistare la prima pagina del “New York Times”). (more…)

Sempre più lungo il naso di Pinocchietto

2 aprile 2014

Revoca della delega a Filippi nel Cda del Policlinico San Matteo di Pavia: «Si tratta di capire chi formalmente ha il potere di prendere un provvedimento di questo tipo», spiega ancora il sindaco. Ma la nomina non l’aveva fatta proprio Cattaneo? «Per la precisione io ho indicato il nome – risponde il primo cittadino – ma la nomina era stata fatta formalmente dal presidente della regione Lombardia, che all’epoca era Roberto Formigoni» (Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia alla “Provincia Pavese”, 16 marzo 2014)

«Ettore Filippi Filippi è membro designato dal Sindaco del Comune di Pavia; non essendo pertanto nominato da Regione non può essere dalla stessa revocato». (Mario Mantovani, vice presidente e Assessore alla Salute della Regione Lombardia, 1° aprile 2014)

Modello calabrese

28 marzo 2014

Cattaneo: Scopelliti, uno di noi
di Giovanni Giovannetti

Il governatore calabrese ed ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti è stato condannato in primo grado a sei anni per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico.
E dire che il 29 maggio 2009, nel corso della campagna elettorale pavese, si è sentito Alessandro Cattaneo lodare la buona amministrazione dell’allora sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, salito a Pavia per sostenere Dante Labate; al candidato calabro-pavese lo aveva consigliato Carlo Chiriaco («a te che sei mio fratello…»): «così scatta il meccanismo dell’identità calabrese».
Dopo la visita a Cattaneo, a Labate e ai locali calabresi del centrodestra, quell’anno Scopelliti «incontra a Milano Paolo Martino, il boss della ’Ndrangheta legato alla cosca De Stefano». Martino (già latitante, precedenti per omicidio, fatti di mafia e narcotraffico) viene nuovamente arrestato per associazione mafiosa il 13 marzo 2011. Secondo gli inquirenti, è «diretta espressione» in Lombardia della famiglia reggina dei De Stefano – con cui è imparentato – e di Giuseppe Romeo e Francesco Gligora, boss delle cosche di Africo. Interrogato dal Gip Giuseppe Gennari, Martino conferma di conoscere Scopelliti, così come «suo fratello Francesco, che sta a Como e fa l’assessore. Io, signor giudice, conosco un po’ tutti».
Già in solidi rapporti con il clan vigevanese dei Valle, dall’inchiesta Infinito emergerebbero rapporti anche tra Martino e Carlo Chiriaco (da una conversazione del 28 dicembre 2008 tra l’odontoiatra e il cugino Rodolfo Morabito): Chiriaco – «l’altro giorno ho incontrato a Paolo Martino, tu dici come campa Paolo, non lo so…»; Morabito – «ma chi è questo?»; Chiriaco – «Martino, minchia… è ai livelli di Nirta eh… ora, è apparso adesso, dieci mesi… residuo pena… ora penso che non ne ha più… quando hanno ucciso a… [pausa] …no a Paolo, a coso… il maggiore, come si chiamava? Giorgio… quando hanno ammazzato Giorgio De Stefano, cioè quando… gli hanno sparato a Giorgio, no? …sono stati i Tripodi, quelli là di… Sambatello no, Tripodi… il primo a scendere… i cosi, è stato lui, quello che gli ha ammazzato il cognato poi a Tripodi, lui era uno che… [inc.]… anni… [inc.]…».

Pinocchietto e il faccendiere

19 marzo 2014

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Ettore Filippi incarcerato «per fatti risalenti al 2007?» Ma basta! Interi paragrafi dell’Ordinanza di custodia cautelare rendicontano momenti successivi, fatti accaduti dopo – e non prima – il 2009. E già in introduzione si segnala quel permesso a costruire del 2011 per Punta Est, ovvero Maestri, a firma del poliedrico indagatissimo dirigente Angelo Moro, «provvedimento illegittimo per violazione degli art 24 commi 1, 21 e 23 delle Norme tecniche di attuazione del Prg comunale, art. 2 comma 10 delle stesse Nta e art 16 del Dpr 380/2001e successivamente dopo la sospensione in via di autotutela del permesso di costruire in data 20 dicembre 2011, per ottenere la conferma del titolo edilizio a favore della società Punta Est srl» E tutto questo mercimonio è a seguito di «ripetute e indebite pressioni sul dirigente del settore Ambiente e Territorio del Comune di Pavia Angelo Moro, finalizzate al rilascio a favore della società Punta Est srl dei titoli edilizi illegittimi – rilascio del permesso a costruire e conferma del titolo sospeso – con l’impegno assunto nei confronti del Maestri di ottenere modifica della destinazione urbanistica dell’area nel nuovo Pgt, da “area destinata ai servizi” a “area residenziale”, per conseguire una definitiva sanatoria dell’intervento realizzato»
Come leggiamo, il Filippi «contribuiva inoltre al rilascio della società La Cortazza e di altre riconducibili al Maestri, di altri permessi di costruire – segnatamente del nr. 01/2012 rilasiato il 5 gennaio 2012, relativo all’edificazione dell’area meglio nota come “Costa Verde”; nonché del permesso di costruire relativo all’edificazione dell’area meglio nota come “Molino Tre Mole” – mediante ripetute indebite pressioni sul dirigente del Settore Ambiente e Territorio del Comune di Pavia Angelo Moro e sui tecnici comunali responsabili del procedimento per ottenere una celere definizione delle pratiche». E, ben di peggio, fratel Ettore, «a risarcimento in favore di Maestri per il danno subìto con il sequestro del cantiere di Punta Est», si attivava «per far approvare proposte di modifiche al Pgt, con previsioni di aumento della capacità edificatoria delle aree sopra indicate mediante ripetute e indebite pressioni sul sindaco…» (nell’Ordinanza sta scritto proprio “sindaco”: e non è l’ex sindaco Piera Capitelli, ma quello attuale, Alessandro Cattaneo detto Pupo o Pinocchio) «…e gli assessori competenti, sullo stesso dirigente del settore Ambiente e Territorio del Comune di Pavia e sui componenti della commissione incaricata di redigere le proposte di modifica del Pgt da sottoporre al Consiglio comunale».
Angelo Moro? Venne reclutato il 6 agosto 2009 a contratto biennale per “Avviso pubblico”, subito dopo la nomina a sindaco di Al Cattaneo che, per fare posto al malleabile diligente dirigente, si spinse ad annullare indebitamente un regolare concorso. Moro verrà infine assunto nel novembre 2011 con un più che chiacchierato concorso ad personam. Anni in cui l’incarcerato «Filippi, anche quando non ricopriva più alcuna carica pubblica, ha sempre avuto l’inusuale possibilità di accesso agli uffici per trattare direttamente con dirigenti del Comune e con rappresentanti politici per fare pressioni volte a favorire le pratiche edilizie delle società facenti capo a Maestri» e in particolare «mantenendo assidui contatti con il dirigente Moro». L’Ordinanza fa esplicito riferimento alla lottizzazione abusiva di Punta Est: «In quel contesto Filippi aveva agito all’interno dell’amministrazione comunale come “testa di sfondamento” a favore del Maestri».

Ps. dal mio profilo su Facebook ho or-ora lanciato questa struggente visionaria delicata proposta: «Pier Francesco Mimmo Damiani o Andrea Zatti candidato sindaco; Massimo Depaoli vicesindaco e assessore; Walter Veltri all’Urbanistica; Angela Gregorini all’Istruzione e Massimo Dagrada anche lui candidato e assessore a qualcosa. Depaoli perde, così si vince: un governo cittadino di “salute pubblica” che tenga fuori per un giro, uno solo, chi ha avuto responsabilità nella malagestione Albergati-Capitelli». Siamo realisti, sogniamo l’impossibile.